Una nuova rivista di storia e storiografia on line. Annali del Lazio Meridionale

Una rivista on line per lo studio del Lazio ma anche della storia d’Italia

Gli Annali del Lazio Meridionale sono disponibili on line. Una nuova rivista si aggiunge quindi alla possibilità di consultazione e diffusione tra addetti ai lavori, studenti e appassionati.

origini della rivista

Riprendo dalla presentazione

‘Annali’ nacque nel 2001 con il preciso intento di riempire ed animare uno spazio di studio e discussione che allora appariva vuoto e depresso, mentre la società tutta del Lazio meridionale operava forti balzi di progresso e modernizzazione, e […] si sentiva il bisogno di ritrovare e discutere ed approfondire le radici storiche, i lasciti materiali e culturali che potevano aiutarci a comprendere il senso di quanto avveniva, di quanto potentemente si modificava e rinnovava. Collocandoci dunque in una precisa e sicura prospettiva di public history.

Proprio nelle pagine introduttive del primo numero così infatti elencavamo le finalità della rivista:

scopo della rivista

  • contribuire alla ricerca storica e al dibattito storiografico, in particolare sulla storia locale, che peraltro ci appare profondamente legata alla storia nazionale e generale… Organizzare, collateralmente all’attività editoriale, convegni di studio e attività di documentazione e ricerca, corsi di aggiornamento, etc., anche in collaborazione con Enti e associazioni;

  • approfondire e coordinare, presentare, diffondere le ricerche che sparsamente si conducono da parte dei cultori di storia;

  • contribuire ad elevare il livello della discussione anche politica, ritrovando nelle problematiche emergenti gli ancoraggi storici, fornendo alla gente e agli operatori culturali-sociali-politici (amministratori, insegnanti, dirigenti, etc.) i giusti orientamenti, i corretti supporti informativi, arricchendo le opportunità conoscitive di tutti;

  • contribuire a formare nella gente e negli operatori stessi una mentalità e un habitus storicistico e relativistico, dunque aperti ad ogni apporto valido; capaci di operare alla corretta conoscenza dei valori e degli orientamenti dei gruppi e dei popoli.

Annali del Lazio Meridionale presenta on line tutti numeri della rivista, giunta al volume 35. Non ci resta che andare a curiosare tra le pagine: Annali del Lazio Meridionale

Entrare “di traverso” nella storia

Tempo fa ho letto da qualche parte che Paul Ginsborg, uno storico inglese molto conosciuto anche da noi, decise di diventare uno storico mentre accompagnava suo padre nelle visite che faceva per lavoro. Suo padre era un medico e così il giovane Paul poté osservare in prima persona le abitazioni, le abitudini, il vestiario, i consumi, il lavoro, il tenore di vita dei pazienti di suo padre. Ginsborg entrò nella storia non, per così dire, dalla porta principale – la “Grande Storia” della politica della diplomazia, delle guerre ecc. – ma lo fece dal basso e, come ho scritto nel titolo, lo fece “di traverso”.

Del resto non so se il giovane Ginsborg avesse letto un filosofo arabo dell’antichità che consigliava di studiare la storia da una posizione defilata, “in diagonale” (diciamo così).

Ginsborg ebbe un buon maestro per diventare uno storico. La storia della medicina è un ottimo sentiero per entrare nella storia: storia della salute, del progresso scientifico, della clinica, ospedali e manicomi… certo, ma la medicina si allaccia al lavoro, all’alimentazione, all’igiene delle città delle case dei luoghi di lavoro…

Ne fossero consapevoli o meno i medici ci hanno consegnato una massa di materiale enorme per comprendere il passato. Soprattutto con le trasformazioni provocate dagli enormi vulcani che furono la Rivoluzione industriale e la Rivoluzione francese gli appunti, le relazioni e le opere dei medici ci inoltrano nei meandri profondi della storia.

Si potrebbe obiettare che questo discorso vale per tutte le branche della storia: la storia dell’agricoltura non si risolve semplicemente nella evoluzione delle tecniche di coltivazione, ma implica rapporti agrari, diversità di soggetti – braccianti, mezzadri ecc. – lo studio del clima, delle stagioni, della viabilità, dei mercati ecc. E così, per tutti gli altri aspetti della produzione umana. Sono considerazioni che condivido.

L’importanza delle fonti

Credo però che la storia della medicina permetta di arrivare più in profondità. Chi ha letto la recensione a Lucio Villari: Bella e perduta. L’Italia del Risorgimento e, soprattutto, a Adriano Prosperi: Un volgo disperso. Contadini d’Italia nell’Ottocento ha prove di quanto si possa scoprire e indagare con queste immersioni.

Molti autori prediligono questa scelta – valgano ad esempio i nomi di Della Peruta e Sorcinelli – (le incontreremo pian piano, il tempo è quello che è e recensisco molto meno di quanto vorrei).

Qui però mi importa segnalare alcune – pochissime rispetto al materiale esistente – di queste opere di prima mano che possiamo leggere e consultare grazie alle biblioteche digitali e che ci permettono di entrare nella storia “di traverso”.

Il ventaglio è ampio. Come ho già detto altrove la Wellcome Digital Library sta digitalizzando molte riviste in collaborazione con Internet Archive. Stralcio quindi qualche saggio a titolo di esempio.

Possiamo vedere da vicino epidemie: dal Bullettino delle scienze mediche di Bologna (vol. 12, 1835) ne troviamo una  cholera morbus in Toscana e Genova: https://archive.org/details/s8id13293180/page/191 (sul colera a Bologna il mio amico Emanuele Catone mi ha segnalato una mostra organizzata dall’Archiginnasio di Bologna con relativa bibliografia: Colera a Bologna) nel volume 10 del 1846 troviamo una relazione sulle malattie contagiose nel piccolo paese di Cotignola: https://archive.org/details/s8id13293400/page/26; sui risultati delle vaccinazioni a Parma ci dà notizie il Giornale della società medica di Parma nel decimo volume : https://archive.org/details/s6id13303680/page/319; di un’epidemia di vaiolo a Pavia sappiamo qualcosa grazie agli Annali Universali di Medicina (vol 60, 1831): https://archive.org/details/s12id13209270/page/76

Gli Asili infantili a Bologna possono essere indagati nel settimo volume del Bullettino delle scienze mediche di Bolognahttps://archive.org/details/s8id13293610/page/n4, sempre su Bologna abbiamo informazioni sulla prostituzione nel volume 23 della stessa rivista (1863): https://archive.org/details/s8id13293670/page/n4; sull’educazione de’ pazzi ci parlano gli Annali Universali di Medicina nel volume 46 del 1828 https://archive.org/details/s12id13209120/page/225.

Lo sguardo dei Medici

Si tratta di lavori che poi spesso gli autori amplieranno nelle “topografie mediche”, lavori più ampi e articolati. Google Libri ce ne regala moltissime (è sufficiente digitare “topografia medica”). Sono testi che non restituiscono la voce delle classi popolari. Ci restituiscono i pensieri dei medici che le curavano e le studiavano. Ma lo “sguardo” del medico – e soprattutto del medico condotto – era stato trasformato dalla riforma della medicina introdotta dalla Rivoluzione francese. Intellettuale – e quindi appartenente alla classe dirigente – il medico viveva però a contatto con i ceti più umili o imparava a conoscerli nelle corsie di ospedale.

Il loro sguardo entrava appunto “di traverso” nella storia. Non è un caso se molti di loro, proprio stando a contatto con le condizioni spesso disperate delle classi popolari, maturarono idee democratiche, radicali, anarchiche e socialiste. Non è un caso se negli Annali Universali di Medicina troviamo un saggio su un argomento solo in apparenza lontano dal tema della rivista come può essere quello sulle Cinque giornate di Milano (vol. 125, 1848): https://archive.org/details/s12id13209930/page/595

La stessa cronologia delle riviste ci dice molto non soltanto sulla storia della medicina in quanto tale, ma anche sui problemi che ad essa si connettevano. Da noi, ad esempio, non è un caso se le riviste e le pubblicazioni incentrate sull’igiene appaiono più tardi rispetto ad altri Paesi: il Giornale della Società Italiana di Igiene iniziò le pubblicazioni soltanto nel 1879. Lo stesso discorso vale per la psichiatria (Riviste italiane di psichiatria e psicologia (fonti)).

I temi e le diramazioni per entrare nella storia “di traverso” sono molte per essere riassunte in un unico articolo. Mi fermo qui concludendo che queste monografie e i saggi sulle riviste che ho indicato (ma ovviamente ce ne sono molte altre) ci rimandano una massa di informazioni preziose per capire meglio la storia del nostro Paese.

 

Rivista di storia on line. Proposte e Ricerche

Proposte e Ricerche. Rivista di storia on line

La miglior presentazione di questa rivista che viene ad arricchire le riviste disponibili on line e la mia piccola Emeroteca di storia on line è di lasciare la parola alla pagina introduttiva della rivista.

Proposte e ricerche nasce nel 1978 per iniziativa di Sergio Anselmi da una costola di Quaderni storici delle Marche, fondata da Alberto Caracciolo e quell’anno trasformatasi in Quaderni storici.

Inizialmente la rivista esce come bollettino della Sezione di storia dell’agricoltura del Centro ricerche e studi dei beni culturali marchigiani, con sede presso l’Università di Urbino.

Dal 1981 la pubblicazione, che fino ad allora non ha periodicità fissa, diventa semestrale. Nel 1986 il numero 16 assume il sottotitolo di Rivista di storia dell’agricoltura e delle società rurali marchigiane, cambiato poi l’anno successivo (numero 18) in Rivista di storia dell’agricoltura e della società marchigiana.

Nel 1990 il numero 24 della testata diventa l’attuale Proposte e ricerche. Economia e società nella storia dell’Italia centrale.

Per più di quarant’anni, la rivista è stata ininterrottamente pubblicata con cadenza semestrale sotto la direzione dapprima di Sergio Anselmi poi, dopo il 1999, di Renzo Paci, Ercole Sori e dal 2011 di Francesco Chiapparino.

Nel 1983 ai due fascicoli annuali si affianca un album sull’architettura rurale nelle Marche. Dal 1987 poi, Proposte e ricerche comincia ad essere accompagnata da Quaderni, pubblicati da allora continuativamente, anche se privi di una periodicità fissa, su tematiche concernenti gli ambiti scientifici della rivista.

La rivista si occupa tradizionalmente di studi storico-economici e sociali sull’Italia centrale. E’ nondimeno aperta a interventi e comparazioni riferibili ad aree più ampie, nazionali e internazionali.

On line Proposte e ricerche propone le annate 1991-92, 1999 e dal 2002 al 2013. La rivista ospita saggi di molte delle più belle firme della storiografia italiana e internazionale: da Immanuel Wallerstein a Carlo Maria Cipolla, da Ercole Sori a Renzo Paci, da Giorgio Pedrocco a Pedrag Matvjevic e molti altri mentre non mancano saggi di giovani ricercatori. I temi trattati, indicati nel sottotitolo della Rivista: economia e società nella storia dell’Italia centrale, spaziano su un arco temporale vastissimo.

In conclusione non resta che augurarci che Proposte e Ricerche completi la digitalizzazione delle annate e andare a curiosare: Proposte e ricerche