Storia delle donne. L’archivio digitale dell’UDI

In un articolo di qualche tempo (Donne. Riviste storiche, di storiografia, portali)  fa ho indicato alcuni progetti riguardanti la storia delle donne. Accorpati in un unico post ho voluto segnalare la Biblioteca Digitale delle Donne del Centro delle Donne di Bologna.

Sono passato ad un progetto più specifico, Senza Rossetto, incentrato sull’importanza del voto alle donne finalmente riconosciuto soltanto nel 1946, e ad un altro portale, Enciclopedia delle Donne, generico ma ricchissimo di link e fonti interne. Infine, per approfondire da un punto di vista prettamente storico, ho segnalato la rivista Storia delle donne.

Proseguendo la ricerca di siti e fonti, trovo ora un interessante progetto dell’UDI. Sul sito è on line un progetto di Progetto di digitalizzazione dei manifesti molto interessante.

Riprendendo dalla presentazione,

Il fondo dei manifesti dell’ Udi è formato  da circa 1500 pezzi per gli anni dal 1944 al 2017.  Presenta caratteristiche di omogeneità e originalità che permette di attraversare tutti i 73 anni di vita dell’UDI mettendo in evidenza immediata e plastica i momenti di maggiore attività, le parole d’ordine del movimento, la dimensione nazionale ed internazionale dell’associazione, i passaggi generazionali, i linguaggi ed i costumi, le reti politiche. Questi documenti consentono inoltre di mettere in rilievo l’attitudine conservatrice e di cura della propria memoria storica da parte dell’associazione che fa di questo fondo il suo fiore all’occhiello.

73 anni di vita da esplorare è un bel regalo. L’indirizzo è questo: Unione Donne in Italia (UDI).

Donne. Riviste storiche, di storiografia, portali

Stiamo vivendo in un periodo storico nel quale le donne vengono messe sotto a forme di pressione ingiustificate e ingiustificabili. Su di esse ricadono, in gran parte, le lacune di uno stato sociale difettoso e incompleto, minori prospettive e riconoscimenti sul lavoro, ripercussioni di una concezione della famiglia che tende a relegarle tra le mura domestiche e il rimontare di un maschilismo – forse mai morto, ma negli ultimi decenni in qualche modo in ritirata – autoritario e violento.

Considerare il percorso storico delle donne è pertanto un buon modo per capire cosa sta accadendo e, se non come – che non è compito dello storico -, ma dove intervenire per modificare in meglio la situazione.

Si può cominciare con la Biblioteca Italiana delle Donne, del Centro delle Donne di Bologna: Biblioteca Digitale delle Donne. Suddivisa in sezioni vi si trovano “opere a stampa di diverse epoche relative alla memoria storica, culturale, politica e sociale delle donne italiane e dei loro movimenti di emancipazione e liberazione dall’Ottocento ad oggi”, con manifesti, riviste storiche e libri.

Riviste storiche di moda

Le riviste di moda sono un ottimo strumento per capire cosa la società chiede alle donne di pensare, vestirsi e comportarsi. Oltre a quelle disponibili nella Biblioteca Italiana delle Donne altre sono ora disponibili grazie agli sforzi della Biblioteca universitaria Alessandrina che presenta alcune annate pubblicate tra la fine dell’Ottocento e gli anni Trenta del XX secolo di periodici di moda non facilmente reperibili nelle biblioteche italiane: http://www.internetculturale.it/it/41/collezioni-digitali/26250/ e della emeroteca della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, nella quale si possono consultare: Bellezza. Mensile d’alta moda e della vita italiana, La donna elegante ed erudita. Giornale dedicata al bel sesso, La donna. Rivista quindicinale illustrata.

Le riviste storiche di moda costituiscono solo una parte del materiale che possiamo utilizzare. Il Centro delle Donne di Bologna dispone di un archivio molto ricco e articolato: Archivio di Storia delle Donne

mentre on line sono apparsi progetti molto interessanti.

Portali

Uno molto importante e molto bello è Senza Rossetto, un portale sulle donne alla vigilia delle elezioni del 1946. Senza rossetto

Per decenni andare a votare è stato una specie di rito al quale ci si preparava con cura. Gli uomini tiravano fuori il vestito buono, quello della domenica. Nel dopoguerra esprimere il diritto-dovere di votare era qualcosa di molto sentito: vent’anni di dittatura non erano passati invano.L’andare a votare aveva qualcosa di sacrale, era qualcosa che oggi, a vedere le immagini dell’epoca, fa venire in mente una sorta di rito.

Uomini e donne si mettevano il vestito buono, ma le  donne il rossetto no, non potevano metterlo: la scheda doveva essere umettata e incollata e il rossetto l’avrebbe sporcata. Per questo il progetto che presento si chiama Senza rossetto. https://www.senzarossetto.net/

“Senza rossetto” è un lavoro di raccolta di testimonianze di donne che andarono a votare per la prima volta […] per le elezioni amministrative del marzo-aprile 1946 e successivamente, il 2 giugno 1946,  per l’elezione di un’Assemblea costituente e la scelta della forma istituzionale dello Stato, se Repubblica o Monarchia.  Il progetto vuole raccontare l’importanza simbolica e politica che il voto, vissuto come concessione o conquista o naturale conseguenza dei tempi, come diritto o dovere, ebbe sulla percezione di sé.

L’ambizione che abbiamo è quella di continuare questo lavoro di documentazione per arrivare fino al 18 aprile del 2018, quando cadrà il settantesimo anniversario dell’elezione del primo Parlamento repubblicano.
Un progetto costruito attraverso le storie personali ed intime di […] donne e vite diverse, distanti per classi sociali e geografie, per ideali e visioni del mondo, ma in relazione reciproca e dinamica le une con le altre, che diventano fonti della memoria popolare e del discorso orale sulla storia del ‘900, colto nelle sue frizioni e nelle sue contraddizioni, nella tensione tra il minuto ed il vastissimo. Tra il maschile ed il femminile. Tra presa di parola, azione e silenzio.

riprendo dalla presentazione del portale

Un work in progress dunque, un cantiere aperto sul mondo femminile, con le testimonianze e documenti, da seguire con attenzione e con piacere.

Un altro progetto estremamente ambizioso e articolato è l’Enciclopedia delle Donne che offre l’opportunità di approfondire una vasta gamma di temi e argomenti e che ospita anche un ottimo blog. Enciclopedia delle donne

In questa prima rassegna non può mancare una rivista di storiografia. Ben venga allora la disponibilità on line della rivista Storia delle donne, il cui scopo – come viene chiarito nella presentazione della rivista – è di guardare

al nesso tra storia e politica delle donne, ma accorda priorità a quello fra storia e politiche per le donne e con le donne; questa è una delle ragioni per cui la scelta del tema dei fascicoli è dettata dai processi in atto e dalle urgenze che la contemporaneità propone.
Il tema viene sviluppato nella sezione «Presente» da contributi che lo illustrano con incroci di approccio e metodo volutamente pluridisciplinari, senza che questo identifichi SdD con l’interdisciplinarietà degli Women’s Studies. Nella sezione «Passato» i saggi restituiscono lo spessore storico e diacronico nella longue durée che si snoda dalle civiltà antiche fino al Novecento.

 

Una rivista utile, sia per il modo di proporsi – numeri monotematici che scandagliano l’argomento prescelto da più punti di vista e periodizzazioni – sia perchè, come viene detto esplicitamente nella presentazione, Storia delle donne

riserva particolare attenzione alle ricerche di giovani studiose e studiosi. In tutte e due le sezioni potranno essere pubblicate parti di tesi di laurea o di tesi di dottorato ed anche studi da queste indipendenti. Tutti i testi pubblicati in SdD sono valutati, secondo le modalità del doppio cieco (double blind peer review), da due referees individuati nell’ambito di un’ampia cerchia di specialiste e specialisti.

Sono disponibili le annate dal 2005 al 2017, tutte di grande interesse tematico: Storia delle donne

Per il momento mi fermo qui. Buona navigazione.