Viaggiare nei secoli passati coi fondi della Beic

Viaggiare nei secoli passati con i ricchi fondi della Beic

Sebbene io non sia (purtroppo) un gran viaggiatore, il tema e la letteratura del viaggio mi affascinano e li ritengo molto stimolanti. Lo dimostra il fatto che ho dedicato qualche articolo sull’argomento. Ho indicato fonti sul Gran Tour , sulle risorse messe a disposizione dall’Archivio del Touring Club Italiano; ho segnalato Una rivista sulla storia di viaggi e viaggiatori e indicato Un ricchissimo sito sul tema del viaggio.

Anche della Biblioteca Italiana di Informazione e Cultura – Beicmi è capitato di parlare qualche volta. Tra le sue sezioni tematiche ve n’è una dedicata ai viaggi in Italia e nel mondo. Si tratta di una ricca miscellanea composta di tre fondi: uno di carattere generale, il Fondo Tursi conservato dalla Biblioteca Marciana di Venezia e e dal Centro Studi Archeologia Africana.

Per rendere un’idea del materiale che ci propone, mi limito a riportare quanto viene descritto nella introduzione al fondo:

Il periodo di maggior sviluppo della letteratura di viaggio è stato quello compreso tra il Settecento e l’Ottocento in relazione alla diffusione del Grand Tour. In realtà essa vede le sue origini già nei primi testi di mercanti, pellegrini, studenti e precettori d’epoca medievale. Tali pratiche proseguirono nel Cinquecento per poi evolvere nel corso del Seicento con la figura del viaggiatore scientifico, incaricato di viaggiare e riportare le proprie annotazioni utili ai fini delle nuove scoperte scientifiche e geografiche.

A partire dal XVII secolo, di conseguenza, cambiò anche la struttura del racconto di viaggio che divenne la base e la fonte delle scienze sociali e naturali. Nel Settecento il viaggio acquista una motivazione sentimentale, che andrà sempre più evolvendo nel secolo successivo. Già a partire dalla seconda metà dell’Ottocento si assiste infine all’ultimo grande cambiamento nell’idea di viaggio e nella stesura dei testi: con i primi viaggi organizzati di Cook, iniziò a diffondersi il turismo di massa che portò ad una grande produzione di guide di viaggio. In base a queste considerazioni, la maggior parte delle opere inserite nella collezione appartengono ai secoli XVIII e XIX fino al 1850, una data limite dettata dall’inizio del turismo di massa.

Il tema del viaggio viene dunque suddiviso nelle sue più varie sfaccettature (del resto, come ci ricorda Andrew Pettegree, assieme agli uomini viaggiavano anche le notizie: L’invenzione delle notizie. Come il mondo arrivò a conoscersi.).

In tempi di sedentarietà obbligata, viaggiare con la mente è un buon modo per non smettere di sognare un po’ di libertà. La beic ce ne regala l’opportunità con un corpo di opere, mappe, carte ecc. non solo italiane e in lingua italiana ma anche in altre lingue. Non rimane che andare a curiosare in attesa di tempi migliori: viaggi in Italia e nel mondo.


Una rivista sulla storia di viaggi e viaggiatori

Recentemente ho pubblicato un articolo sul viaggio e sul viaggiare in Italia. L’argomento del viaggio è semplicemente sterminato: pellegrinaggi, rotte, porti, mercati, viaggi di istruzione e scientifici, turismo e chi più ne ha più ne metta.

Quindi l’articolo che ho scritto (Gran Tour e viaggiare in Italia) non è altro che la punta di un iceberg infinitamente più vasto. Ora ho scoperto questa ottima rivista, Viaggiatori. Circolazione, scambi ed esilio, giunta al secondo anno di vita, alla quale fa da supporto uno splendido sito web.

Riprendendo dalla presentazione della rivista,

Viaggiatori si propone come luogo internazionale e interdisciplinare di dibattito sul tema del viaggio, luogo osmotico di studi e di ricerche che attraversano i linguaggi della storia culturale e sociale, della geografia, dell’antropologia, della sociologia e di molto altro.

In ogni epoca letterati, artisti, ingegneri, esuli, missionari hanno percorso terre e mari intrecciando percorsi ed esperienze, creando reti e mescolando appartenenze e identità attraverso percorsi che hanno segnato la storia dell’Occidente e l’apertura della cultura europea al meticciato e alle mescolanze.

La rivista si propone dunque come spazio di confronto per contributi che, da prospettive diverse, aprano all’approfondimento e alla connessione di ricerche che intrecciano temi economici, politici, religiosi, culturali e tecnico-scientifici che, meglio di altri, la mobilità e gli scambi possono suggerire.

La rivista, semestrale che pubblica saggi in italiano, francese e inglese, è divisa in quattro sezioni: Dossier tematico proposto dal comitato di redazione e composto di articoli selezionati con il sistema del double blind peer review; Varia, una sezione riservata ad articoli proposti dai componenti del comitato scientifico e/o di lettura; Fonti, una sezione nella quale sono pubblicate fonti inedite ed edizioni critiche; Recensioni e resoconti di seminari e convegni.

Il sito si presenta molto più ricco. Offre le news sull’argomento, tiene aggiornati i visitatori su appuntamenti, mostre e convegni, dispone di una sezione e-book e illustra tutte le informazioni necessarie per collaborazioni alla rivista e altro ancora.

Davvero un bel progetto che merita di essere seguito: Viaggiatori. Buon viaggio