La biblioteca digitale dell’ISTAT

La Biblioteca digitale dell’Istat. Una miniera di informazioni per studiosi, studenti e curiosi.

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Una volta raggiunta l’unificazione i governi post-unitari avvertirono la necessità di acquisire una conoscenza profonda e dettagliata del Paese. Le grandi inchieste – quella agraria “Jacini”, quella industriale, quella Bertani sulla salute – ne sono una diretta e imponente testimonianza.

Naturalmente molti dati erano già disponibili. La statistica aveva già dato frutti importanti ben prima dell’unità. Per molti aspetti essa era un prodotto della Rivoluzione francese. Chi frequenta gli archivi sa bene che il periodo della dominazione napoleonica si presta meravigliosamente ad essere studiato anche grazie alla grande fioritura di raccolta di informazioni, dati e statistiche.

In ogni caso, le monografie realizzate dai Ministeri dell’Interno e dell’Agricoltura Industria e Commercio costituiscono una fonte importantissima per studenti e studiosi.

Nella sua Biblioteca Digitale l’ISTAT ci offre molto materiale. Confesso di non aver capito bene il funzionamento per visionare tutto il materiale digitalizzato, ma per certo disponiamo dell’Annuario Statistico Italiano (dal 1878 al 2016) e gli Annali di Statistica (dal 1871 al 2012, ma lacunoso).

Queste due collezioni, da sole, affrontano una gran quantità di temi. Vi è molto altro materiale studiato in singole monografie e in modo diversificato. Si prendano ad esempio l’istruzione, studiata per settore, specializzazioni ecc. in 30 volumi; la salute (in 10 volumi); il lavoro (su cui sono disponibili ben 324 testi), famiglia e popolazione (con 29 pubblicazioni).

Alcuni temi riflettono problemi congiunturali o particolarmente avvertiti: è il caso del cholera morbus, studiato in due monografie o degli Asili infantili.

Documentazione più specifica, ma sempre fondamentale è suddivisa in: Sommari di statistiche storiche (5 monografie), Censimenti della popolazione (15 monografie), Censimenti dell’Industria (10 monografie) Censimenti dell’Agricoltura ( 6 monografie e Catasto Agrario del 1929 )e l’Atalante storico dei Comuni: Sommari e censimenti.

Insomma, l’ISTAT e la sua biblioteca digitale ci stanno rendendo un ottimo servizio

Annali Universali di Medicina on line

Questo giornale [gli Annali Universali di Medicina] acquistò in poco tempo un credito immenso e divenne […] il Vade Vecum di ogni medico italiano desideroso di conoscere i progressi delle scienze mediche compiuti presso le nazioni incivilite. Questa pubblicazione […] si sparse bentosto per tutta l’Europa e penetrò anche in America.

Così si legge a proposito degli Annali Universali di Medicina in una pubblicazione del 1863 [L. Combes, Della Medicina in Francia e in Italia].

Ora la Wellcome Library, una delle più grandi biblioteche d’Europa, ha digitalizzato i primi 90 volumi (136 fascicoli) della rivista. La Wellcome Library riversa le proprie digitalizzazioni in Internet Archive. (Quindi il percorso da seguire è: archive.org, Wellcome Library, selezionare “italiano” nella colonna a sinistra e cercare la rivista).

Ma l’aspetto importante è che questa rivista non interessa esclusivamente la ristretta cerchia degli storici, dei medici e degli specialisti. Non si deve dimenticare che, dopo la riforma della medicina impressa dalla Rivoluzione francese e quanto meno fino alla metà del XIX secolo, i medici non erano soltanto medici, ma si consideravano medici-filosofi.

Ciò significa che gli Annali Universali di Medicina offrono la possibilità di vedere la medicina in una nuova veste. Volete conoscere qualcosa degli ospedali, dei manicomi, delle malattie legate al lavoro, dei primi opifici, dei “rimedi dell’arte” (cioè di quali medicine adoperassero, vale a dire la farmacopea) e altro ancora? Bene, qui troverete di che appagare abbondantemente la vostra curiosità.

Gli Annali Universali di Medicina sono stati digitalizzati anche dall’Emeroteca Digitale Braidense, in un altro formato (qui i formati per leggere e scaricare i volumi sono diversi). Insomma, c’è davvero molto da scoprire e da imparare. Buona lettura.