Periodici studenteschi dell’Università di Bologna

Decine di periodici studenteschi dell’Università di Bologna dalla fine dell’Ottocento ai primi anni Duemila

Mi sono già occupato in qualche occasione del Sessantotto e del movimento studentesco. Ho indicato alcuni periodici studenteschi e giovanili digitalizzati dalla Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia in Periodici e giornali digitalizzati Parte IV, altro materiale in Polo del ‘900. Un archivio per la memoria e la storia e in un portale specifico: Risorse on line per il ’68.

Anche la Biblioteca Digitale dell’Università di Bologna, nello specifico AMS Historica, ha digitalizzato un bel corpo di periodici studenteschi. In questo caso l’arco cronologico si dilata moltissimo.

I periodici studenteschi proposti ricoprono circa un secolo. Troviamo testate di fine Ottocento fino ai primissimi anni 2000. Incontriamo pubblicazioni del ventennio fascista e degli anni del risveglio post-bellico. Facciamo conoscenza di testate di altre città (Torino, Faenza, Lugo) fino a periodici della grande esplosione sessantottesca e degli anni successivi.

Si tratta di un bel modo per mettere a confronto periodi vicini temporalmente ma distanti (e anche lontanissimi) per finalità e obiettivi.

I periodici presenti sono decine e, come spesso succede ai giornali studenteschi, di vita breve o brevissima. Ma non per questo non sono interessanti.

Possiamo andare a curiosare sicuri di intrattenerci con piacere. Buona navigazione: Periodici Studenteschi dell’Università di Bologna.

Il ’68 lungo la Via Emilia

Il ’68 è stato un evento globale dalle molte sfaccettature. Molti sono (e sono stati) i modi in cui gli studiosi lo hanno affrontato o se ne stanno occupando.

Di quell’evento certo colpisce la simultaneità delle proteste e delle rivolte in Paesi diversissimi tra loro: dagli Stati Uniti al Giappone, dal Sud America ad alcuni Stati del blocco socialista quell’anno segnò una svolta decisiva per la storia dei Paesi che ne furono coinvolti.

Ma anche all’interno degli Stati stessi le diversità nei modi in cui la protesta si manifestò, organizzò e incise, sono diversi. Le grandi città, con le Università che funsero da propulsore, espressero scenari diversi da quelli che si verificarono in provincia.

La Via Emilia, naturalmente, fa capo a Bologna e ad altre città universitarie, ma attraversa e collega mondi integrati ma differenti: studiando il mandato di un decennio di un Sindaco di una cittadina romagnola mi è capitato di dover che in quella cittadina il ’68 non incise minimamente sulla robustissima tradizione comunista di quella città: lì la gran parte dei giovani continuò a mantenere come riferimento il PCI, non le esperienze del movimento studentesco che si stavano sviluppando nella vicina Bologna.

Ben venga dunque questo progetto realizzato dalla Rete degli Istituti storici della Resistenza emiliano-romagnoli e dal Centro Studi per la stagione dei movimenti di Parma, col sostegno della Regione Emilia-Romagna.

Inutile dilungarsi in una presentazione presente in modo analitico e dettagliato sul portale: vi si trovano i luoghi, archivi, video-interviste e altro ancora.

Perciò vi lascio navigare e scoprire in tranquillità: Il ’68 lungo la Via Emilia