Risorse on line per il ’68

Non molto tempo fa ho pubblicato un articolo su Il ’68 lungo la Via Emilia, un progetto molto ricco e articolato. Ma le fonti on line sul ’68 sono numerose. La Biblioteca Gino Bianco rende disponibile Lotta Continua il periodico dalla sua fondazione, nel 1969 fino al febbraio 1972 per complessivi 51 fascicoli settimanali.

Tra i più forti movimenti della Sinistra extra-parlamentare (nonché movimento di incubazione per tanti studiosi, giornalisti e uomini di cultura – una nebulosa che poi si è dispersa nelle più svariate direzioni), Lotta Continuna ha cominciato ad attrarre l’interesse degli storici e degli studiosi. Dobbiamo essere quindi grati alla Fondazione Erri De Luca per aver digitalizzato l’intera testata di Lotta Continua (Fondazione Erri De Luca).

Un altro progetto molto interessante è quello del Centro Studi Piero Gobetti di Torino col progetto Quarant’anni fa il Sessantotto che regala al lettore una cronologia dettagliata e affidabile degli avvenimenti, un Glossario, utilissimo per districarsi tra le varie sigle ecc. e una Bibliografia aggiornata e affidabile dal punto di vista storiografico: Quarant’anni fa il Sessantotto.

Ma è ancora una volta l’infaticabile staff della Biblioteca Gino Bianco ad arricchire ed ampliare il contesto e ad aprire diramazioni ulteriori. Lo fa proponendo Quaderni rossi, QuindiciQuaderni Piacentini, Prova Radicale, Argomenti Radicali, e Ombre Rosse: i link alle riviste sono nella home, sia nella colonna di destra, sia in fondo alla pagina.

Insomma, il Sessantotto resta ancora un fenomeno in gran parte da esplorare, indagare, studiare (e probabilmente, come sempre avviene nella storia, anche in parte da smitizzare). Intanto incominciamo a disporre di materiale dell’epoca per entrare nel cuore di quegli anni e di quel periodo irripetibile.

Infine, una bella raccolta di manifesti (che si spinge oltre al ’68) è consultabile alla pagina Il Sessantotto sul sito http://www.inventati.org.

Buona navigazione

Salernum Biblioteca Digitale Salernitana

Salernum, la Biblioteca Digitale salernitana è una raccolta digitale di documenti, monografie e periodici di argomento o produzione prevalentemente salernitani, a cura del Centro bibliotecario dell’Università degli studi di Salerno. 
Obiettivi

Salernum intende valorizzare il proprio patrimonio documentario e soddisfare le necessità di ricerca dei propri utenti.

L’obiettivo primario della Biblioteca è di favorire la conoscenza e l’approfondimento culturale del patrimonio documentario salernitano, grazie alla condivisione in rete di contenuti digitali e alla loro libera fruizione. La scelta dei titoli predilige documenti di soggetto o di produzione salernitana, ma non mancano testimonianze della cultura di altri territori campani: manoscritti, carteggi, libri a stampa antichi e moderni, documenti, quotidiani e periodici appartenenti alle raccolte di ateneo. Oltre alla valorizzazione del patrimonio documentale, l’istituzione della Biblioteca Digitale permette l’accesso degli utenti a materiali di considerevole interesse scientifico e culturale, promuove la conoscenza di collezioni locali attraverso una maggiore visibilità.
Infatti, oltre a monografie e opere più o meno diffuse, di particolare utilità è la sezione periodici, quotidiani e opere in più volumi. Alcune riviste sono coeve, altre sono riviste di studi, particolarmente utili perchè di fatto inaccessibili se non agli studiosi locali o vicini a grandi biblioteche.
Completa la biblioteca digitale una notevole sezione iconografica e di immagini. Inoltre vengono anche pubblicati fonti primarie come, per limitarmi a un paio di esempi, gli Atti del Consiglio provinciale del Principato citeriore  o La malaria nel salernitano durante il periodo bellico e post- bellico. Due semplici indizi per stuzzicare l’appetito.
Buona navigazione.

Mediterranea. Ricerche storiche: rivista e Biblioteca digitale

Perché Mediterranea. Ricerche storiche, nuova rivista di storia con sede a Palermo? Negli ultimi anni decenni essendo

fortemente cresciuto il numero degli studiosi e dei cultori che giornalmente ne frequentano le sale di studio. Negli ultimi anni si è alquanto dilatata la schiera di giovani dottorandi e di dottori di ricerca che si sono formati nell’Ateneo palermitano, ma hanno studiato anche all’estero, negli archivi spagnoli, francesi, inglesi e persino maltesi, oltre che negli archivi italiani (Napoli, Roma, Venezia, Milano), a contatto costante con le più recenti e accreditate esperienze storiografiche europee. [Ed essendo]

Numerosi anche gli studiosi che hanno appreso il mestiere di storico da autodidatti e che ormai hanno acquisito notevole competenza e raffinata metodologia di ricerca e di elaborazione dei dati.

A costoro, studiosi e giovani dottorandi e dottori di ricerca, Mediterranea. Ricerche storiche vuole offrire uno spazio per far conoscere all’esterno i risultati delle loro indagini e per potere partecipare al dibattito storiografico in corso; e vuole essere anche un luogo di incontro di esperienze diverse, comunque maturate, nella ferma convinzione che il confronto di interpretazioni e di metodologie sia fondamentale per la formazione dei giovani ricercatori.

Una rivista preziosa, soprattutto di questi tempi in cui, in piena antitesi di quanto si dovrebbe apprendere dalla storia, si vorrebbero chiudere i flussi di comunicazione, umana e culturale, che nel Mediterraneo hanno da sempre circolato.

Di Mediterranea. Ricerche storiche sono disponibili tutti i numeri (44), scaricabili in formato pdf.

Alla rivista si affiancano i Quaderni e gli e-book, monografie di approfondimento. I Quaderni sono il preludio alla Biblioteca Digitale che ci regala un’ampia collezione di opere storiche e storiografiche.

Sembra proprio il caso di dire: tuffatevi…

Biblioteca Digitale Lombarda (BDL)

Nata nel 2008, la Biblioteca Digitale Lombarda offre oggi una ricchissima collezione di testi, monografie, periodici, immagini e altro. Grazie a finanziamenti europei la Biblioteca ha potuto implementare un progetto assai ampio che coinvolge alcune delle realtà culturali più significative della regione (biblioteche, archivi, istituti ecc.)

Rendere conto in un singolo articolo dell’ampiezza dell’offerta della Biblioteca Digitale è praticamente impossibile – anche perché alcuni dei fondi presenti riguardano periodi sui quali la mia preparazione è troppo scarsa per potermi esprimere in merito con cognizioni di causa. Mi limiterò quindi a indicare alcuni sezioni particolarmente interessanti.

Una collezione che ha attirato subito la mia curiosità è la Collezione di riviste storiche del Touring Club. Alcuni cenni fondamentali sul Touring Club si trovano qui: Touring Club – la nostra storia.

La collezione comprende:  comprende : L’albergo in Italia ( 1925-1943) Monti e boschi (1950-1963) Le strade (1919-1943; 1946-1970) Turismo e alberghi (1946-1970) Le vie d’Italia (1917-1967) Le vie d’Italia e del mondo (1933-1936; 1968-1970) Le vie d’Italia e dell’America Latina (1924-1932) Le vie del mondo (1937-1943 e 1950-1967). Riviste storiche del Touring Club.

Collezioni particolarmente ricche sono quelle relative alla Società Umanitaria. Possiamo usufruire di 85 libri relativi alla Storia, statuti e sedi della Società stessa, Società Umanitaria – Storia statuti e sedi; seguono 39 opere sull’Emigrazione, Società Umanitaria – Emigrazione; 164 su Scuole e assistenza all’infanzia; 110 opere riguardano Cooperazione Lavoro Edilizia Popolare; 54 testi sono incentrati su Arte, musica, teatro e biblioteche popolari; mentre 62 compongono la raccolta dei Periodici e riviste.

Si ricorderà che presentando la  Biblioteca Gino Bianco ho accennato al fondo Alessandro Schiavi. Anche qui, nei fondi della Società Umanitaria troviamo alcuni suoi lavori.

Per il momento può bastare. Alla prossima puntata.

Fondazione Einaudi: Biblioteca Digitale

La Fondazione Luigi Einaudi è una delle istituzioni culturali più prestigiose del nostro panorama culturale.

La Fondazione sorse nel 1964, con l’obiettivo di creare un’istituzione culturale capace di mettere a frutto, con la massima flessibilità operativa, un grande patrimonio culturale nell’ambito delle scienze socio-economiche. Gli interessi storici, economici e sociologici, che erano stati al centro della lunga operosità di Luigi Einaudi e che si riflettevano nella sua vasta biblioteca, nell’Italia di quegli anni erano ancora discipline minoritarie. Lo scopo della Fondazione non era però di mera conservazione del lascito culturale einaudiano, che anzi si voleva recuperare come risorsa attiva nello sforzo di favorire l’evoluzione e il rinnovamento degli studi economici, storico economici e sociali.

Al momento della sua costituzione, la Fondazione poté avvalersi del supporto finanziario dei suoi enti promotori: la Provincia e il Comune di Torino, la Cassa di Risparmio di Torino, l’Istituto Bancario San Paolo di Torino e della FIAT, unitamente alla Famiglia Einaudi. Fin dai suoi inizi, inoltre, la Fondazione ha potuto contare anche sul sostegno della Fondazione Enrico e Agostino Rocca e della Banca d’Italia.

[…].

Nei decenni di attività, la Fondazione Einaudi ha concretamente contribuito, con borse di studio e contributi di ricerca, alla formazione post-universitaria di oltre 650 giovani studiosi. Non meno della metà dei beneficiari dei contributi ha utilizzato le risorse della borsa di studio per avviare ricerche in università straniere, quali Cambridge e Oxford nel Regno Unito e Harvard, Princeton e Stanford negli Stati Uniti.

Ora mette a disposizione di studenti e ricercatori una parte del suo patrimonio culturale. Rende infatti disponibili la raccolta completa di La Riforma sociale. Rassegna di scienze sociali e politiche (1894-1935); tutte le annate di Rivista di Storia Economica (1936-1943).

Se queste sono riviste di pertinenza di specialisti o studenti che normalmente setacciano librerie dell’usato per compilare le tesi, la disponibilità di altre collane amplia il bacino di utenza al lettore colto come al curioso che voglia affidarsi a studi di qualità.

Infatti sono disponibili le annate I-XLVI (1967-2013) degli Annali della Fondazione Luigi Einaudi, le opere pubblicate nella collana Studi e tutte le opere della collana Scrittori italiani di politica, economia e storia. Sono testi particolarmente preziosi per gli storici: contengono atti di convegni, saggi che coprono tutti gli ambiti della storia non soltanto nostrana, monografie e curatele affidate a studiosi di grande valore. Inoltre vi sono altri testi disponibili, attualmente fuori collana: Collezioni digitalizzate.

La Fondazione Einaudi ci rende un grande servizio: molti dei saggi pubblicati nelle sue collezioni sono preziosi. Sarà un piacere metterli a frutto.

Periodici e giornali digitalizzati Parte IV

Continua il nostro viaggio tra periodici e giornali digitalizzati e disponibili nelle emeroteche digitali.
Friuli
Partendo da nord, il Sistema Bibliotecario del Friuli rende disponibili una quarantina di testate delle quali, quanto meno per la loro completezza, segnaliamo:  L’Amico del contadino, il Bollettino della Associazione Agraria Friulana, Il Cittadino italiano, Il Friuli: giornale politico-amministrativo-letterario-commerciale, il Giornale di Udine, Pagine friulaneLa Patria del Friuli e altre ancora. Periodici friulani
Reggio Emilia
Un po’ più giù, nel cuore dell’Emilia, la Biblioteca Digitale Reggiana ci regala una ventina di testate: da Lo Scamiciato a Il Solco fascista, da Reggio Democratica fino alle testate giovanili e della sinistra extra-parlamentare Sechaba e Reggio 15, viene ricoperto l’intero periodo dagli ultimi decenni dell’Ottocento a oggi: Biblioteca Digitale Panizzi
Puglia e Napoli
L’Emeroteca digitale della Puglia è il risultato di un progetto finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito del P.O. FESR 2007-2013, con la finalità di rendere disponibile per gli utenti della rete la stampa periodica di preminente interesse pugliese custodita nelle biblioteche del territorio regionale aderenti ai Poli SBN.

La collezione si può consultare sul portale Internet culturale. Comprende circa 900 titoli e include oltre 80 testate conservate presso la Biblioteca Nazionale di Bari. Giornali e periodici sono pubblicati a Napoli e in Puglia tra l’Ottocento e la prima metà del Novecento, che testimoniano i diversi aspetti della vita e della storia meridionale del tempo, i fermenti economici, politici e culturali della società pugliese nella sua evoluzione storica.
Di notevole interesse la Rassegna pugliese di scienze, lettere ed arti  stampata in Trani da Valdemaro Vecchi, la Rassegna tecnica pugliese, organo del Collegio degli ingegneri e degli architetti pugliesi, fondata da Luigi Sylos, il Giornale delle Puglie, il Giornale del Regno delle Due Sicilie e la Rivista di giureprudenza, riprodotta in formato digitale per gli anni 1876-1897.

Rientrano nel filone umoristico-satirico L’Arlecchino, pubblicato a Napoli negli anni 1848-1849 e 1860-1861, e il settimanale barese Fanfulla (1906-1922).

Tra le testate giornalistiche di carattere politico si segnalano il giornale progressista La sinistra (1880-1888), i settimanali socialisti La conquista (1907-1914) e Puglia rossa (1919-1922), oltre alla testata Il buon senso,  relativamente agli 1910-1959, di ispirazione cattolica.
Per la sua rarità, si segnala la rivista La Puglia nel Mondo: pubblicata a New York durante il terzo decennio del XX secolo, si rivolge ai pugliesi immigrati nel Nuovo Mondo. La raccolta della Biblioteca consta di 7 fascicoli che coprono il periodo luglio 1927 – febbraio 1928.

Numerosi sono i periodici di interesse locale come l’Iride, Favilla, Altamura, La Sferza, Il Circondario di Barletta, Noci gazzettino, Il Rubastino, Il faro di Vieste, il Gazzettino Dauno, il Giornale dell’Intendenza di Capitanata, l’Asso di bastone.
Si segnalano infine diversi periodici napoletani, tra cui Poliorama pittoresco, Il Lucifero, Il Monitore napolitano, posseduti dalle biblioteche pugliesi e presenti nella collezione.

Direi che la tavola è apparecchiata. Buon appetito.

Riviste italiane di psichiatria e psicologia (fonti)

Dato che mi sono occupato e mi sto occupando di storia dei manicomi e di storia della psichiatria, indicare qualche fonte on-line mi sembra doveroso. In questo post mi prenderò in esame le riviste italiane.

Ho già presentato la Bilioteca Nazionale Centrale di Roma Periodici e giornali digitalizzati Parte I Parte I. Nella sua nutritissima Emeroteca si possono consultare alcune riviste di psichiatria altrimenti davvero difficili da trovare.

Tra queste si trovano: gli Annali di Nevrologia per gli anni 1901/1923 e 1928/1930; l’Archivio di psichiatria, scienze penali ed antropologia criminale per servire allo studio dell’uomo alienato e delinquente per gli anni 1881/1898, poi Archivio di psichiatria, scienze penali ed antropologia criminale per gli anni 1900/1903, poi Archivio di psichiatria, neuropatologia, antropologia criminale e medicina legale per gli anni 1904/1908.

Si può proseguire con l’ Archivio di psicologia, neurologia, psichiatria e psicoterapia per gli anni 1939/1945; l’Archivio italiano di psicologia per le annate 1920/1935; l’Archivio italiano di psicologia generale e del lavoro disponibile per gli anni 1936/1939, l’Archivio italiano di studi neuropsichiatrici sull’encefalite e l’epilessia per gli anni 1939/40.

L’Archivio italiano per le malattie nervose e più particolarmente per le alienazioni mentali organo della Società freniatrica italiana è disponibile dal 1880 al 1891. La rivista iniziò le pubblicazioni nel 1864. Quasi tutti le annate mancanti si possono recuperare da Google libri.

Tornando all’Emeroteca si possono consultare le annate de Il cervello. Giornale di nevrologia dal 1922 al 1946, per poi passare a Il manicomio per l’annata 1886, Il manicomio moderno. Giornale di psichiatria per gli anni 1888/1900  Il manicomio. Archivio di psichiatria e scienze affini per gli anni 1901/1929.

L’ospedale psichiatrico rivista di psichiatria, neurologia e scienze affini si può consultare dal 1934 al 1941 (manca il 1940); La Nuova rivista di clinica ed assistenza psichiatrica e di terapia applicata viene offerta per gli anni 1925/1941; i Quaderni di psichiatria rivista mensile teorica e pratica per gli anni 1916/1930 (manca il 1927); la Rassegna di studi psichiatrici dal 1911 al 1946.

La Rivista di patologia sperimentale è consultabile per gli anni 1926/1943; la Rivista di psicologia per gli anni 1913/1932; la Rivista di psicologia applicata alla pedagogia e alla psicopatologia per le annate 1905/1907; la Rivista di psicologia applicata per gli anni 1908/1911; la Rivista di psicologia normale e patologica. Organo della Società Italiana di Psicologia dal 1905 al 1940; la Rivista di psicologia normale, patologica ed applicata. Organo della Società italiana di psicologia e degli istituti universitari di psicologia sperimentale per gli anni 1942/43.

La Rivista sperimentale di freniatria e medicina legale delle alienazioni mentali organo della Società freniatrica italiana  si può consultare dal 1875 al 1945.

Schizofrenie bollettino trimestrale del primo Centro Provinciale di studio della demenza precoce è disponibile dal 1931 al 1946.

Molte altre informazioni sui manicomi, le cure e la psichiatria sono contenute in riviste mediche. Ma si tratta di uno spoglio lungo e articolato. Per ora disponiamo di 24 riviste quasi sempre complete. Non è poco, tutt’altro.

Biblioteca Gino Bianco – Giornali Riviste Opuscoli

La Biblioteca Gino Bianco con la sua emeroteca digitale di riviste, opuscoli, libri di storia e di politica, dagli ultimi decenni dell’800 al secondo dopoguerra del 900, si propone in particolare di far conoscere, innanzitutto ai giovani, le tradizioni di pensiero e di impegno sociale, italiane ed europee, del socialismo umanitario, del libertarismo, del liberalsocialismo, del socialismo democratico, del repubblicanesimo, del liberalismo democratico e del federalismo, rimaste minoritarie, spesso calunniate, per lo più dimenticate, a cui la Storia, e solo lei, col tempo, ha dato ragione.

Così si presenta la Biblioteca Gino Bianco al pubblico. Ma presentarne l’attività è cosa più complicata. La quantità di opuscoli, riviste e giornali è tale che non è semplice suddividerli senza essere costretti a fare dei semplici compia incolla.

Il fondo Opuscoli mazziniani si compone di circa 200 opuscoli che comprendono anche il periodo risorgimentale. Segue, naturalmente dato che è da poco concluso il centenario, un fondo incentrato sulla prima guerra mondiale, composto da decine tra opuscoli e periodici (tra gli altri sono presenti, digitalizzati, l’Unità di Gaetano Salvemini in 366 fascicoli, un numero monografico della Rivista Storica del Socialismo incentrato sulla prima guerra mondiale, l’Almanacco Socialista Italiano illustrato… ). Materiale, non di rado sul versante pacifista, che può integrarsi con quello che abbiamo indicato in un altro post: Alcuni progetti in rete sulla prima guerra mondiale

Tra le molte riviste che si possono leggere (i file pdf si possono richiedere alla biblioteca) ci limitiamo a segnalare la disponibilità delle annate di Quaderni Piacentini dal 1962 al 1984, Lotta continua (rivista) dal 1969 al 1971, Giustizia e Libertà dal 1934 al 1939 e molte altre ancora.

Infine vale la pena di segnalare il fondo Alessandro Schiavi che rende disponibili decine di opuscoli in italiano, francese e inglese, nonché le relazioni presentate dal IX al XIII Congresso del Partito socialista italiano.

La Biblioteca Gino Bianco sta facendo ciò che tutte le biblioteche dovrebbero fare: mettere a disposizione di tutti materiale di difficile reperibilità. Non è l’affermazione egoistica di un appassionato: in un Paese in cui dottorati e borse di studio non consentono di vivere dedicandosi agli studi si dovrebbe venire incontro ai bisogni degli studenti e dei almeno per quanto riguarda la messa di disposizione di materiale altrimenti difficilmente raggiungibile. I mezzi tecnologici non mancano. A volte possono difettare quelli economici, ma in questo caso è questione di scelte…

Biblioteca digitale del Senato

In tempi di antipolitica dare una buona notizia dalle nostre istituzioni non fa male. Ho chiamato Biblioteca digitale una serie di progetti messi in campo dal Senato già da tempo, ma sospetto che non abbiano una diffusione particolarmente estesa. In realtà si tratta di progetti diversi. In comune però hanno la digitalizzazione di riviste giornali e libri.

Il primo riguarda la digitalizzazione di circa sessanta riviste pubblicate in Italia fra il XVIII e il XIX secolo e di notevole interesse storico, tra cui molte risalenti all’epoca risorgimentale – come Il 22 Marzo, uscita in concomitanza con le Cinque giornate di Milano, o La Costituente italiana, fondata a Firenze da Gustavo Modena e Atto Vannucci – e, ancor prima, al periodo illuministico e romantico, quali Il Caffè di Pietro Verri, Il Giornale de’ patrioti d’ItaliaIl Democratico imparzialeIl Termometro politico della Lombardia, fino al Conciliatore di Silvio Pellico e Giovanni Berchet. Un’ampia sezione è poi rappresentata dai giornali umoristici e satirici, tra i quali si segnalano L’ArlecchinoIl Don Pirlone, la prima serie del Lampione fondato da Carlo Collodi e La Caricatura.

La seconda, in parte già anticipata in un altro post (Quotidiani di sinistra: Avanti! e l’Unità digitalizzati). A questi si aggiunge il periodico L’Astrolabio, una fonte storiografica originale e diretta di un periodico che per più di vent’anni è stato un punto di riferimento importante per un’area significativa dell’opinione pubblica e del mondo politico.

L’Astrolabio, soprattutto a partire dagli anni ’70, ebbe un legame strettissimo con il Senato della Repubblica, non solo attraverso la figura del senatore a vita Ferruccio Parri, che ne fu il direttore, ma anche perchè fu espressione di un gruppo parlamentare, la Sinistra Indipendente, di cui il Senatore Parri è stato il promotore e a lungo il Presidente.

Le pagine del periodico, nato per iniziativa del Prof. Ernesto Rossi e del Sen. Ferruccio Parri, furono veicolo di battaglie importanti, testimonianza di un impegno civile e politico erede della cultura azionista da cui sia Parri che Rossi provenivano.

Infine è opportuno segnalare l’ampia disponibilità di Atti di convegni nell’ambito delle iniziative culturali organizzate dal Senato, scaricabili in pdf : tra gli altri, Saragat, Sartori, Khol, Simone Weil ecc.

Donne. Riviste storiche, di storiografia, portali

Stiamo vivendo in un periodo storico nel quale le donne vengono messe sotto a forme di pressione ingiustificate e ingiustificabili. Su di esse ricadono, in gran parte, le lacune di uno stato sociale difettoso e incompleto, minori prospettive e riconoscimenti sul lavoro, ripercussioni di una concezione della famiglia che tende a relegarle tra le mura domestiche e il rimontare di un maschilismo – forse mai morto, ma negli ultimi decenni in qualche modo in ritirata – autoritario e violento.

Considerare il percorso storico delle donne è pertanto un buon modo per capire cosa sta accadendo e, se non come – che non è compito dello storico -, ma dove intervenire per modificare in meglio la situazione.

Si può cominciare con la Biblioteca Italiana delle Donne, del Centro delle Donne di Bologna: Biblioteca Digitale delle Donne. Suddivisa in sezioni vi si trovano “opere a stampa di diverse epoche relative alla memoria storica, culturale, politica e sociale delle donne italiane e dei loro movimenti di emancipazione e liberazione dall’Ottocento ad oggi”, con manifesti, riviste storiche e libri.

Riviste storiche di moda

Le riviste di moda sono un ottimo strumento per capire cosa la società chiede alle donne di pensare, vestirsi e comportarsi. Oltre a quelle disponibili nella Biblioteca Italiana delle Donne altre sono ora disponibili grazie agli sforzi della Biblioteca universitaria Alessandrina che presenta alcune annate pubblicate tra la fine dell’Ottocento e gli anni Trenta del XX secolo di periodici di moda non facilmente reperibili nelle biblioteche italiane: http://www.internetculturale.it/it/41/collezioni-digitali/26250/ e della emeroteca della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, nella quale si possono consultare: Bellezza. Mensile d’alta moda e della vita italiana, La donna elegante ed erudita. Giornale dedicata al bel sesso, La donna. Rivista quindicinale illustrata.

Le riviste storiche di moda costituiscono solo una parte del materiale che possiamo utilizzare. Il Centro delle Donne di Bologna dispone di un archivio molto ricco e articolato: Archivio di Storia delle Donne

mentre on line sono apparsi progetti molto interessanti.

Portali

Uno molto importante e molto bello è Senza Rossetto, un portale sulle donne alla vigilia delle elezioni del 1946. Senza rossetto

Per decenni andare a votare è stato una specie di rito al quale ci si preparava con cura. Gli uomini tiravano fuori il vestito buono, quello della domenica. Nel dopoguerra esprimere il diritto-dovere di votare era qualcosa di molto sentito: vent’anni di dittatura non erano passati invano.L’andare a votare aveva qualcosa di sacrale, era qualcosa che oggi, a vedere le immagini dell’epoca, fa venire in mente una sorta di rito.

Uomini e donne si mettevano il vestito buono, ma le  donne il rossetto no, non potevano metterlo: la scheda doveva essere umettata e incollata e il rossetto l’avrebbe sporcata. Per questo il progetto che presento si chiama Senza rossetto. https://www.senzarossetto.net/

“Senza rossetto” è un lavoro di raccolta di testimonianze di donne che andarono a votare per la prima volta […] per le elezioni amministrative del marzo-aprile 1946 e successivamente, il 2 giugno 1946,  per l’elezione di un’Assemblea costituente e la scelta della forma istituzionale dello Stato, se Repubblica o Monarchia.  Il progetto vuole raccontare l’importanza simbolica e politica che il voto, vissuto come concessione o conquista o naturale conseguenza dei tempi, come diritto o dovere, ebbe sulla percezione di sé.

L’ambizione che abbiamo è quella di continuare questo lavoro di documentazione per arrivare fino al 18 aprile del 2018, quando cadrà il settantesimo anniversario dell’elezione del primo Parlamento repubblicano.
Un progetto costruito attraverso le storie personali ed intime di […] donne e vite diverse, distanti per classi sociali e geografie, per ideali e visioni del mondo, ma in relazione reciproca e dinamica le une con le altre, che diventano fonti della memoria popolare e del discorso orale sulla storia del ‘900, colto nelle sue frizioni e nelle sue contraddizioni, nella tensione tra il minuto ed il vastissimo. Tra il maschile ed il femminile. Tra presa di parola, azione e silenzio.

riprendo dalla presentazione del portale

Un work in progress dunque, un cantiere aperto sul mondo femminile, con le testimonianze e documenti, da seguire con attenzione e con piacere.

Un altro progetto estremamente ambizioso e articolato è l’Enciclopedia delle Donne che offre l’opportunità di approfondire una vasta gamma di temi e argomenti e che ospita anche un ottimo blog. Enciclopedia delle donne

In questa prima rassegna non può mancare una rivista di storiografia. Ben venga allora la disponibilità on line della rivista Storia delle donne, il cui scopo – come viene chiarito nella presentazione della rivista – è di guardare

al nesso tra storia e politica delle donne, ma accorda priorità a quello fra storia e politiche per le donne e con le donne; questa è una delle ragioni per cui la scelta del tema dei fascicoli è dettata dai processi in atto e dalle urgenze che la contemporaneità propone.
Il tema viene sviluppato nella sezione «Presente» da contributi che lo illustrano con incroci di approccio e metodo volutamente pluridisciplinari, senza che questo identifichi SdD con l’interdisciplinarietà degli Women’s Studies. Nella sezione «Passato» i saggi restituiscono lo spessore storico e diacronico nella longue durée che si snoda dalle civiltà antiche fino al Novecento.

 

Una rivista utile, sia per il modo di proporsi – numeri monotematici che scandagliano l’argomento prescelto da più punti di vista e periodizzazioni – sia perchè, come viene detto esplicitamente nella presentazione, Storia delle donne

riserva particolare attenzione alle ricerche di giovani studiose e studiosi. In tutte e due le sezioni potranno essere pubblicate parti di tesi di laurea o di tesi di dottorato ed anche studi da queste indipendenti. Tutti i testi pubblicati in SdD sono valutati, secondo le modalità del doppio cieco (double blind peer review), da due referees individuati nell’ambito di un’ampia cerchia di specialiste e specialisti.

Sono disponibili le annate dal 2005 al 2017, tutte di grande interesse tematico: Storia delle donne

Per il momento mi fermo qui. Buona navigazione.