Giornale di Storia. Un numero monografico su follia, psichiatria e manicomi

Come ormai avrete capito il tema della follia, della psichiatria e dei manicomi mi è particolarmente caro. Ritengo che la storia della medicina (e quindi anche quella della psichiatria) permetta di entrare nella storia per così dire “di traverso” – cioè di poter studiare la storia da un angolo visuale che consente di scoprire aspetti nascosti e inediti ma altrettanto importanti di quelli generali (politica, partiti, governi, economia ecc.).

Sono ben felice che la psichiatria e i manicomi siano tornati sotto la lente d’ingrandimento degli storici come testimonia il numero ormai abbondante di testi pubblicati negli anni recenti.

Naturalmente, visto che sono autore di una monografia sul manicomio di Imola, il mio discorso è di parte. Lo dimostrano, tra l’altro, i vari link che ho messo in altri articoli: dalla recensione del libro di Paolo GiovanniniRecensione: Un manicomio di Provincia. Il San Benedetto di Pesaro (1829-1918) (alla quale ne seguiranno altre il prima possibile), ad un portale, Carte da legare – Archivi della psichiatria in Italia e al sito dell’ASPI, ASPI – Archivio Storico della Psicologia Italiana, fino alle riviste (intese come fonti) disponibili on line, Riviste italiane di psichiatria e psicologia (fonti).

Ora la possibilità di approfondire l’argomento si arricchisce col contributo del Giornale di Storia che de dedica un numero monografico a vari aspetti della follia. Riprendendo dalla presentazione,

La parte monografica si apre con il saggio di Gabriele Piretti: l’autore, con uno sguardo del tutto inedito, esamina l’evolversi della letteratura psichiatrica di metà Ottocento, che inaugurò un processo di riflessione critica nei confronti della santità cattolica, cogliendo nel misticismo religioso alcune forme di patologia.

Oscar Greco evidenzia come i manicomi meridionali, tra Unità d’Italia e Grande Guerra, divennero i luoghi ideali di segregazione di quegli individui non idonei, disordinati e non conformi al nuovo modello di identità nazionale che si andava via via definendo, contribuendo a rafforzare, soprattutto nel dibattito scientifico, «“l’irreversibile inferiorità biologica e morale” delle popolazioni del Sud».

La riflessione prosegue su un piano più attuale con le due interviste di Benedetto Fassanelli, l’una a Tommaso Losavio, responsabile della chiusura dell’ospedale psichiatrico Santa Maria della Pietà di Roma, in cui si rievoca il contesto storico e culturale da cui scaturì l’idea di superamento dell’ospedale, quale luogo di reclusione, e la lenta de-istituzionalizzazione della realtà romana, che comportò una complessa opera di cambiamento e assestamento che coinvolse ricoverati, personale medico-sanitario, famiglie e società. Nella seconda intervista, Benedetto Fassanelli si confronta con Graziella Bastelli, infermiera all’Istituto di neuropsichiatria infantile dell’Università la Sapienza di Roma e Lorenzo Manni, volontario dell’associazione Grande Cocomero, prezioso spazio di incontro, ricerca e sperimentazione rivolto alla cura delle patologie psichiatriche dell’età evolutiva.

Le rubriche in connessione con la parte monografica, ospitano l’intervista di Leonardo Stefanelli al giornalista Alberto Gaino, autore del libro Il manicomio dei bambini: Storie di istituzionalizzazione e la testimonianza di Chiara Stella Aquino Benitez, psicologa e psicoterapeuta belga che, attraverso la rievocazione della sua esperienza professionale, riflette sulle ricadute del pensiero di Basaglia e della legge 180 sugli istituti psichiatrici in Belgio ai nostri giorni.

Nella rubrica “Contrappunto”, infine, pubblichiamo la recensione di Giancarlo Ferraris dal titolo Il gabinetto del dottor Caligari. Una storia di folli e di follia.

Non ci resta che andare a leggere: Prima e dopo Basaglia. Il trattamento del disagio psichico in Italia dalla seconda metà dell’Ottocento all’indomani della legge 180

ASPI – Archivio Storico della Psicologia Italiana

Col passare del tempo il materiale raccolto dall’Archivio Storico della Psicologia Italiana dell’Università di Milano-Bicocca ha trasformato il proprio sito  in una vera e propria miniera. Lettere, corrispondenze, articoli di giornale, perizie, diari di viaggio, approfondimenti biografici e bibliografici, fotografie, riproduzioni… L’archivio organizza in modo mirabile un “maremagum” di documenti di difficile reperibilità e consultazione.

Si tratta di un lavoro di carattere archivistico veramente ammirevole. All’interno del sito il visitatore può muoversi in molti modi: può decidere di seguire psicologi e psichiatri sfruttando la categoria Protagonisti oppure seguire gli Archivi; può iniziare dai Percorsi ma anche optare per i Luoghi.

Non solo ogni categoria è suddivisa in sottocategorie che guidano e facilitano la consultazione, ma consultando le biografie e i carteggi dei protagonisti link interni collegano ad altri colleghi, luoghi, riviste ecc. In questo modo il lettore può mantenere il percorso principale e contemporaneamente approfondire i percorsi tematici che maggiormente lo interessano.

Particolarmente preziose sono le schede biografiche dei Protagonisti e le bibliografie, ricche e puntuali. Le bibliografie dei singoli medici, puntualmente riportate, possono essere un ottimo punto di riferimento per rintracciare opere e, soprattutto, i saggi pubblicati sulle riviste del settore che sono disponibili on line (alcune di queste le ho indicate nell’articolo: Riviste italiane di psichiatria e psicologia (fonti)). Un altro collegamento possibile e di integrazione è, ovviamente, col portale Carte da legare – Archivi della psichiatria in Italia

La ricchezza del sito dell’ ASPI – Archivio Storico della Psicologia Italiana è completata dalle News, con la segnalazione di eventi e delle nuove acquisizioni del Centro.

Non resta che fare i complimenti alla splendida iniziativa dell’Archivio Storico della Psicologia Italiana e auguravi buona navigazione.

Biblioteche digitali nelle biblioteche universitarie. Parte II

Ho deciso di dedicare una seconda puntata alle biblioteche digitali nelle biblioteche italiane universitarie perché navigando qui e là ho incontrato progetti molto interessanti.

L’Università di Torino presenta almeno tre progetti di sicuro interesse. Il primo riguarda L’Università di Torino nella Grande Guerra, con la presentazione al momento di 105 opere e articoli di giornale dai temi più variegati. Oltre a opere di carattere economico e di propaganda incontriamo molti sono volumi di medicina militare come (a solo titolo di esempio, ma vi sono molte altre opere): Note di esperienza clinica di chirurgia di guerra oppure, sulla epidemia di “Spagnola” a conflitto concluso: Sul problema eziologico dell’odierna pandemia di influenza o anche, riguardo ai traumi sulle ferite riportate nel corso del conflitto: Traumatismi mascello-facciali.

Di grande interesse gli opuscoli e le opere di psichiatria militare. Alcuni di questi sono estratti da riviste che abbiamo già incontrato in altri articoli (vedi: Riviste italiane di psichiatria e psicologia (fonti)): Annotazioni di neurologia di guerraI reati dei psiconevrotici di guerraIl tentato suicidio nei militariAlcune considerazioni attorno alle psiconeurosi di origine bellica e altre ancora. Questa collezione di opere va a connettersi e a integrarsi a quanto disponibile in un altro progetto già presentato: International Encyclopedia of the First World WarMedicine in World War I.

Col secondo progetto restiamo nell’ambito della psichiatria con l’ Archivio digitale “Cesare Lombroso”, un progetto che recupera e rende disponibili in formato pdf alcune delle rare monografie di Cesare Lombroso e della sua scuola facenti parte della collezione.

Infine, un terzo progetto riguarda la collezione digitale delle Opere di Pubblico dominio a Torino. In questo caso si tratta di una affiliazione a Internet Archive. In questo caso il numero delle opere ammonta a 120,  di ogni genere, alcune delle quali in francese, inglese, polacco e altre lingue.

Per il momento mi fermo qui. Buona navigazione.