Allons enfants de la patrie – Siti e fonti sulla Rivoluzione francese

Una rassegna di siti e portali dedicati alla Rivoluzione francese.

La Rivoluzione francese, si sa, è una dei due eventi che hanno dato vita alla nostra epoca. Come tutte le rivoluzioni e gli eventi drastici della storia ha sviluppato un dibattito che è ancora ben lontano dall’essere esaurito tra sostenitori e avversari. Al punto che, volendo, perfino la seconda guerra mondiale potrebbe essere visto come lo scontro tra le filiazioni della Rivoluzione (liberalismo e socialismo) e i suoi nemici (fascismo e clero più conservatore).

Non stupisce quindi che il materiale su di essa sia sterminato, tanto che è nata una branca della storiografia che studia la storiografia della Rivoluzione.

Ovviamente, e non poteva essere altrimenti, anche il materiale disponibile on line abbonda.

Inizio questa rassegna segnalando un sito semplicemente magnifico: Révolution française l’esprit de lumières et de la Révolution. Vi si trova di tutto: recensioni, saggi, segnalazioni, fonti, bibliografie, immagini, discussioni. Presentarlo seguendolo sezione per sezione è praticamente impossibile. Il sito è amplissimo ma è perfettamente strutturato, così che il lettore si orienti con facilità su ciò che sta cercando.

Un altro splendido sito è Liberté égalitè fraternité. Exploring the french revolution, che propone molte sezioni tematiche, un ricco apparato iconografico e un gran numero di saggi in pdf redatti da specialisti.

Naturalmente Gallica offre una quantità enorme di materiale. In soccorso al lettore e al visitatore del blog vengono una serie di post sul blog del sito principale che si rivelano particolarmente utili. C’è una ricognizione generale con un’ampia scelta di documenti in La Révolution française e uno dedicato alla presa della Bastiglia: La prise de la Bastille. Tutti contengono dei links per approfondire i vari aspetti.

Un poco più complessa è la navigazione su Internet Archive. con i suoi venti milioni di opere bisogna impratichirsi un po’ prima di andare a colpo sicuro. Naturalmente non mancano gli strumenti interni per facilitare la ricerca e quindi si impara abbastanza velocemente. In ogni caso, il sito ospita collezioni interessanti.

La prima è la Newberry French Pamphlet Collection, una

collezione di opuscoli costituita principalmente da materiale pubblicato tra il 1780 e il 1810 dalla French Revolution Collection (FRC), dalla Louis XVI Trial and Execution Collection e da diverse collezioni minori di materiale dell’epoca della Rivoluzione Francese. Essa traccia la storia politica, sociale e religiosa della Rivoluzione Francese. Il materiale rappresenta le opinioni di tutte le fazioni che si opposero e difesero la monarchia durante il periodo turbolento dal 1789 al 1799 e racconta gli eventi – sia drammatici che quotidiani – della Prima Repubblica. La collezione FRC è stata acquistata dalla Newberry tra il 1957 e il 1961 da Michel Bernstein, un commerciante di libri a Parigi. Ci sono edizioni complete di riviste conosciute (parte fornita qui), così come molte pubblicazioni rare e sconosciute. Mentre la maggior parte degli opuscoli sono stati stampati a Parigi dall’Imprimerie nationale, ci sono anche un numero significativo di editori provinciali e impronte fittizie.
Questa raccolta comprende anche circa 3.000 opuscoli politici francesi pubblicati tra il 1560 e il 1653 che documentano un periodo di guerre di religione e l’instaurazione della monarchia assoluta.

http://data.abuledu.org/URI/50fd6ca2

A queste oltre 38.000 opere si affiancano gli 850 della collezione della Università del Maryland:  University of Maryland, College Park – French Pamphlet Collection, opere e opuscoli di grande utilità per lo studio del del periodo.

La Rivoluzione francese è un tema troppo vasto per essere esaurito in un singolo post. Ne riparleremo. Intanto buona navigazione.


Alcuni progetti in rete sulla Prima Guerra Mondiale

Si è concluso da poco il centenario della Grande Guerra con decine e decine di manifestazioni culturali, convegni, pubblicazioni di ogni genere. Grandi autori e opinionisti si sono mobilitati, libri non più in commercio sono stati ristampati, molti di nuovi sono stati scritti. Ne incontreremo qualcuno nelle recensioni.

Anche Internet è stato tra i protagonisti dell’evento. Non poteva non essere altrimenti, dato che oggi gli studenti la prima cosa che fanno per cercare informazioni è digitare qualcosa sui motori di ricerca. Ognuno è figlio del proprio tempo quindi non può fare nessuna meraviglia che le ultime generazioni si comportino in questo modo.

anzi, a mio modo di vedere, è un bene che siano stati realizzati progetti di grande affidabilità. Uno dei più importanti, che si avvale della partecipazione di specialisti di grande levatura è senza dubbio l’International Encyclopedia of the First World War: lo trovate a questo indirizzo: International Encyclopedia of the First World War

Frutto della collaborazione di numerose istituzioni internazionali, coordinate dalla Freie Universität di Berlino e dalla Bayerische Staatsbibliothek con il supporto tecnico della DFG-Deutsche Forschungsgemeinshaft, dopo essere stato annunciato da molto tempo è ora disponibile on line.

Il portale, che raccoglie una quantità davvero enorme di materiale, è di facile intuizione e fruibilità. E’ possibile fare ricerche per Temi, RegioniArticoliAutori e Timeline. Non mancano un Indice, naturalmente, e vengono segnalati gli ultimi articoli caricati.

Bastano quindi informazioni anche sommarie per trovare, attraverso una veloce ricerca incrociata, le informazioni che cerchiamo. Ad esempio, per trovare materiale sulla battaglia di Caporetto si può consultare l’elenco degli articoli, oppure ricercare uno dei protagonisti (Cadorna, ad esempio) o, se ne siamo a conoscenza, l’autore; è possibile sfruttare la timeline concentrandosi sull’anno, o la sezione Regioni per individuare la zona.

Siamo quindi di fronte ad un progetto di prima qualità, continuamente rinnovato e infoltito, che può essere consultato tanto per notizie e nozioni precise quanto per bibliografie aggiornate.

La presenza nelle nostre piazze di monumenti al milite ignoto è la testimonianza immediatamente riscontrabile da chiunque che la Grande Guerra è stato l’evento che più ha inciso sulla memoria di chi la visse (infatti, sebbene sia stata più devastante, mancano monumenti a ricordo della seconda, perché quando scoppiò gli uomini già sapevano che si sarebbe trattato di una tragedia immane).

una splendida collezione di poster, proveniente da vari paesi, è stata messa on line dalla Library of Congress. Oggi si tratterebbe di materiale per collezionisti, ma la Grande Guerra fu anche un grande esperimento di propaganda. vale dunque la pena osservarli bene: https://www.loc.gov/collections/world-war-i-posters/

Grande importanza viene quindi ad assumere uno dei progetti Europeana) Europeana Transcribathon 1914-1918 (Europeana Transcribathon 1914-1918) un progetto crowfounding dedicato alla trascrizione e alla conservazione di materiale inedito relativo alla prima guerra mondiale. Lo scopo è quello di creare un grande archivio digitale. Europeana 1914-1918

(https://www.europeana.eu/portal/it/collections/world-war-I) è infatti il grande portale della biblioteca digitale europea riccamente composto di sottosezioni di documenti, medaglie, manifesti, immagini, film ecc.

Europeana Transcribathon è quindi una sotto serie del più ampio progetto incentrato sulla Grande Guerra, ma che può diventare col tempo ben più di un semplice corredo. Al contrario, il materiale che potrebbe andare a costituire questo archivio digitale, potrebbe divenire facilmente un patrimonio documentario estremamente prezioso per appassionati,  studiosi e appassionati. Già da qualche tempo la storiografia ha cominciato ad occuparsi e ad utilizzare lettere, diari e fotografie come materiale di studio, ma moltissimo resta ancora da fare.

com’è noto, i traumi più gravi provocati dal conflitto si dovettero alle ferite di guerra. Uno dei portali più interessanti sull’argomento lo si deve all’iniziativa congiunta della Medical Heritage Library (medicalheritagelibrary) e dell’Università di Yale le quali hanno dato vita ad un  portale centrato sulla medicina durante la prima guerra mondiale: Medicine in World War I . (Il link al momento non è funzionante).

Come sempre quando si tratta di progetti di questo genere, gli americani risultano imbattibili. questa sorta di “mostra on line” – in realtà un vero e proprio portale – offre un ampia gamma di argomenti. Come recita l’introduzione, che ho cercato di tradurre, il portale ci guida ad osservare:

la medicina, la chirurgia e l’ assistenza infermieristica in guerra, con testi e immagini tratte dal corpus digitale del MHL. Una notevole quantità di letteratura medica e chirurgica professionale è stata prodotta anche quando il conflitto continuava a infuriare, e molti racconti personali di medici e infermieri e storie di ospedali e unità mediche dell’ esercito sono stati pubblicati anche negli anni immediatamente dopo la guerra. Una selezione di questo materiale viene incorporata nella mostra.

Il portale è suddiviso in diverse grandi categorie: malattie comuni del campo di battaglia e campi; lesioni e dispositivi protesici; nevrosi di guerra e stress; infermieristica militare; e l’ epidemia di influenza spagnola. Sono presenti anche sezioni di riferimenti bibliografici con link a voci della medicalheritagelibrary e una breve lista di altri reperti dedicati alla prima guerra mondiale e alla medicina.

Per l’Italia il progetto principale di riferimento è 14-18 Documenti e immagini sulla Grande Guerra

nato nel 2005 con l’obiettivo di creare un grande archivio di immagini di particolare interesse storico, documentario e artistico sulla Prima Guerra Mondiale riunendo virtualmente le più importanti raccolte di documenti e testimonianze di guerra costituite in Italia tra il 1915 e il 1918.

In 14-18 si trovano aggregate fonti documentarie e memorialistiche di diversa natura che testimoniano tutti gli aspetti del periodo, dalle azioni militari alla satira politica, dalle memorie personali ai canti di guerra alle dure condizioni di vita dei civili.

Matteo Banzola