Gazzette europee del XVII secolo

Come ho cercato di mostrare, lo splendido libro di Andrew Pettegree L’invenzione delle notizie. Come il mondo arrivò a conoscersi., ci racconta come nel corso dell’età moderna le notizie viaggiassero in molti modi.

Una dimostrazione per così dire “pratica” di quanto Pettegree ha raccontato è offerta ora dal portale Gazettes européennes du 18e siècle, un progetto estremamente articolato. Riprendo dalla presentazione:

La stampa europea francofona dell’Ancien Régime, costituita essenzialmente da gazzette, si caratterizza per la sua vitalità, il numero di giornali creati, la sua espansione geografica molto ampia – fino alla Russia o all’Impero Ottomano con un’alta concentrazione in Germania e nei Paesi Bassi. Come mezzo per diffondere conoscenze e notizie tra le élite sociali, politiche e intellettuali in aree geografiche molto ampie e interconnesse, le gazzette svolgono un ruolo di mediazione e unificazione linguistica e culturale. Possono essere considerati come un luogo strategico per la creazione e l’affermazione di una coscienza europea all’inizio dell’era moderna, il che conferisce loro un carattere storico molto particolare.

Queste gazzette trasmettono essenzialmente informazioni politiche di carattere internazionale. La stampa in lingua francese del XVIII secolo si caratterizza per la sua dimensione europea: è anche per competere con la Gazette de France, fortemente controllata dal potere reale, che aveva un privilegio esclusivo su tutto il regno, che molte case editrici sono state create a Londra, Bruxelles, Rotterdam, Rotterdam, L’Aia, Leida, Amsterdam, Utrecht, Cleves, Colonia, Treviri, Berna e Avignone (all’epoca non francese). Questa raccolta offre quindi una notevole quantità di testi in francese, distribuiti in tutta Europa, fino a Mosca e in America, una risorsa preziosa per i ricercatori, storici e storici della  letteratura: la politica, la storia delle idee, la scienza e le arti, la nascita di forme e discorsi giornalistici….. Tutta la storia del mondo viene registrata quasi quotidianamente; lo stesso evento può essere raccontato attraverso notizie da vari luoghi, dalla vita quotidiana delle grandi città europee (e non solo, fino a Costantinopoli e San Pietroburgo), o dalle città di provincia, alle colonie, con la nascita degli stati americani, o all’Africa e all’Asia.

Purtroppo [la fruibilità] di questa ricchezza è resa difficoltosa: è molto raro poter consultare una collezione completa, poiché le copie sono spesso sparse in paesi diversi. È quindi importante fornire ai ricercatori questo prezioso strumento che permette di collegare la cultura e la storia di un’epoca con i suoi mezzi di informazione.

Al momento on line sono disponibili quattro Gazettes: la Gazette de Leyde, le Courrier d’Avignon, la Gazette de Nice e la Gazette d’Amsterdam. Ogni Gazzetta è suddivisa per annata e per mese e la navigazione risulta molto semplice e intuitiva.

I meriti del portale Gazettes européennes du 18e siècle non si arrestano qui. Oltre alle accurate introduzioni alle singole Gazettes, il sito offre ottimi dizionari riguardanti le Gazzette sparse ma censite in tutta Europa e non solo, dei giornalisti e dettagliati approfondimenti sugli editori (anche per quanto riguardo il periodo della Rivoluzione).

Abbiamo quindi la possibilità di confrontare questo materiale con gli opuscoli della Newberry French Pamphlet Collection di cui ho parlato qui: Allons enfants de la patrie – Siti e fonti sulla Rivoluzione francese

In definitiva, si qualifica strumento indispensabile per gli studiosi e gli appassionati di giornalismo e non solo. Buona navigazione: Gazettes européennes du 18e siècle

Periodici e opere abruzzesi

La prima parte di questo articolo potrebbe costituire una nuova puntata dei “Periodici e giornali digitalizzati”. Nella Emeroteca Digitale Italiana si trovano 8 periodici abruzzesi. Ma considerato che la loro provenienza è dispersa in diverse biblioteche a livello nazionale, ho deciso di accorparla in un unico articolo assieme ad un altro progetto.

I periodici in questione, tutti consultabili dalla Emeroteca Digitale Italiana selezionando la regione Abruzzo, ricoprono uno spazio temporale assai vasto: si va da Labor : rivista mensile abruzzese-molisana del commercio, dell’industria, della finanza e dell’agricoltura uscito nel 1912 a Dio e popolo: quindicinale mazziniano. Organo del Partito Nazionale la Giovine Italia pubblicato a partire dal 1913, al periodico di guerra Nelle trincee, edito a Chieti nel 1915; da La Maiella: settimanale abruzzese indipendente del 1923 a La rinascita d’Abruzzo: periodico settimanale del 1944; da La frusta di propaganda anarchica attivo quanto meno a partire dal 1946 a La voce della montagna: mensile dei partigiani di Abruzzo e Molise. Chiude la rassegna dei periodici La gazzetta d’Abruzzo e Molise : settimanale di informazioni.

Il mio amico Emanuele Catone, che segue questo blog e gentilmente mi segnala progetti che mi sfuggono, mi ha indicato un interessante progetto: Abruzzo in mostra. Portale di mostre virtuali abruzzesi, al cui interno si trovano, digitalizzati, consultabili e scaricabili una serie di opere riguardanti l’Abruzzo. All’interno della sezione Progetto OCR vi sono 25 opere tra le quali mi limito a segnalare la ponderosa Storia ecclesiastica e civile di Teramo in cinque volumi.

Buona navigazione e buona lettura.

Istituto Storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Alessandria. Periodici digitalizzati (1900-1950)

L’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Alessandria si sta rendendo protagonista di una ammirevole attività: rendere fruibile a tutti le proprie collezioni di giornali e periodici.

In un altro articolo ho già segnalato il Fondo Fedeli, una mirabile collezione di stampa anarchica e socialista di grande pregio e, per alcuni pezzi, di grande rarità: Periodici anarchici e socialisti italiani ed europei: 1870-1960.

Questa è la volta di un altro fondo che raggruppa periodici di partiti, movimenti e associazioni di categoria dal 1900 al 1950:

testate che per la loro rarità o, in qualche caso, unicità, sono fonti preziose che meritano ogni attenzione. Di particolare interesse sono i periodici clandestini e semiclandestini delle forze politiche antifasciste attive nella Resistenza: Il Risveglio, l’Azione Tortonese, Giustizia e Libertà e L’Italia Libera per il Partito d’Azione, La Fiamma per il Partito Socialista Italiano, Patria per la Democrazia Cristiana, L’Unità, L’Unità Proletaria, La Sveglia Comunista per il Partito Comunista Italiano, La Voce Libera per il Partito Liberale Italiano. Ad essi si aggiunge un prezioso numero dattiloscritto de Il Ribelle, organo della 4. Divisione partigiana Garibaldi “Pinan-Cichero”, un altrettanto raro numero di Ritornano, portavoce delle istanze degli ex Internati Militari Italiani e uno di L’Italia d’oggi. Organo ufficiale dell’Associazione Nazionale Combattenti. Per spostarci al periodo storico immediatamente precedente, di grande interesse sono anche i periodici legati al primo conflitto mondiale, sia perché organo di reparti del Regio Esercito, come La Ghirba (1918), sia in quanto espressione di associazioni di ex-combattenti, come Battaglie (1925).

Una collezione dunque, per sintetizzare, ricca di fonti importanti per la ricerca storica, che offrono un’ampia panoramica sui due conflitti mondiali e sul periodo tra le due guerre, con un focus particolare sulla realtà politico-culturale della provincia di Alessandria, una delle più attive nella Resistenza italiana.

Come per il Fondo Fedeli, anche in questo caso il materiale è consultabile su Internet Culturale a questo indirizzo: Periodici di partiti, movimenti, associazioni di categoria: 1900-1950.

Buona navigazione

Cordela. Biblioteca digitale valdostana

Anche la Valle D’Aosta si è inserita nel circuito delle biblioteche digitali. Lo ha fatto con un bel progetto, ricco e articolato: Cordela. Biblioteca Digitale valdostana.

Riprendendo dalla presentazione della Biblioteca Digitale,

Cordela è la leggendaria città degli abitanti della conca di Aosta dei millenni precedenti l’arrivo dei Romani. Molti storici locali del passato ne hanno scritto, traendo ispirazione da racconti trasmessi oralmente da centinaia di generazioni e alimentando una sorta di “mito delle origini” che – sappiamo ora – non è del tutto infondato.

La città di Cordela è infatti localizzabile in un sito prossimo all’Augusta Praetoria romana e forse riferibile all’area cultuale di Saint-Martin-de-Corléans, a sua volta figlia di una sorprendente civiltà megalitica, i cui legami di diversa natura con culture transalpine e mediterranee sono ora accertati.

Legami con popoli vicini e terre lontane che Cordela intende riproporre via web, mettendo a disposizione di tutto il mondo collegato alla rete le espressioni della cultura valdostana, nata dall’incontro, nell’avvicendarsi dei secoli, di popoli diversi e consolidatasi nel Medioevo grazie agli scambi con le popolazioni transalpine, nei confronti delle quali le montagne più alte d’Europa non hanno mai rappresentato un ostacolo.

La biblioteca è suddivisa nelle seguenti sezioni: Giornali, Riviste, Libri, Manoscritti e Disegni, Cartografia e Stampe, Manifesti e Grafica.

Il materiale a disposizione è molto anche se non tutto è consultabile on line. Ad esempio, alcuni giornali sono consultabili esclusivamente da postazioni interne alla biblioteca. Ciò nonostante, come dicevo, i fondi digitalizzati sono ricchi. Le principali categorie che ho indicato sono suddivise al loro interno da sotto-sezioni che semplificano la ricerca del lettore.

Per i miei interessi di storico contemporaneista ho trovato particolarmente interessanti i fondi dei Giornali, delle riviste e dei libri. Ma anche le altre sezioni della biblioteca meritano di essere visitate.

Non mi resta che augurarvi buona scoperta e buona navigazione: Cordela. Biblioteca Digitale Valdostana

La Voce (1908-1916) on line

Nata nel fervore del rinnovamento culturale promosso all’inizio del Novecento da B. Croce, la Voce prese posizione contro il tardo positivismo, bersaglio anche del crocianesimo e dell’idealismo in genere; con le correnti idealiste e con quelle di uno spiritualismo laico s’incontrarono nella rivista altre correnti di diversa origine o direzione: pragmatiste, intuizionistiche, irrazionalistiche, misticheggianti.

In un primo periodo [durato circa un triennio] La Voce fu protagonista di] un lavoro d’insieme ampio e fecondo, come quello che Salvemini promosse sul problema del Mezzogiorno e sulle connesse questioni del suffragio universale, dell’analfabetismo e dell’organizzazione della scuola, della cultura popolare ecc. Né meno utile, nel campo estetico, fu l’attenzione dedicata a movimenti artistico-letterari stranieri, e soprattutto a singole personalità, alcune delle quali furono fatte conoscere per la prima volta in Italia.

Successivamente diversità di vedute, dissapori e divergenze tra diversi collaboratori sfociarono in rotture e divisioni.

1820: nasce il Gabinetto Viesseux

Salvemini lasciò la Voce. per fondare L’Unità alla fine del 1911(approfondimenti e periodico li trovate qui: L’Unità di Gaetano Salvemini, all’interno della Biblioteca Gino Bianco; Papini e Soffici se ne allontanarono nel 1913 per fondare Lacerba e aperti dissidi (fra Croce e Gentile, fra Prezzolini e Boine). Allo scoppio della Prima guerra mondiale, Prezzolini, schieratosi apertamente per l’intervento dell’Italia, lasciò la Voce che, sotto la direzione di De Robertis, si trasformò in rivista esclusivamente letteraria, accogliendo scrittori ‘nuovi’ come A. Panzini, A. Palazzeschi, D. Campana, A. Onofri, C. Sbarbaro, G. Ungaretti.

Dunque la digitalizzazione effettuata dal Gabinetto Viesseux è un dono prezioso che ci permette di approfondire un periodo di grande fermento culturale: La Voce

Periodici e giornali digitalizzati Parte V

Dopo la Digiteca della Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea e l’Emeroteca della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, l’Emeroteca della Biblioteca Braidense, l’Emeroteca Digitale Toscana e quella veneta (Periodici e giornali digitalizzati Parte I); esserci spostati in Liguria e in Romagna (Periodici e giornali digitalizzati Parte II); aver fatto ritorno in Lombardia per incontrare la Stampa Clandestina (Periodici e giornali digitalizzati Parte III) e aver scorazzato su e giù per la penisola da Udine a Napoli passando per Reggio Emilia e la Puglia (Periodici e giornali digitalizzati Parte IV), il nostro viaggio tra periodici e giornali digitalizzati prosegue con altri due siti. Il primo riguarda l’Emeroteca Digitale del Molise. Si tratta di uno splendido progetto che ha per oggetto Il fondo Periodici Molisani della Biblioteca Albino di Campobasso. Esso

comprende 761 testate, fra quelle storiche (la prima del 1820), ormai spente, e quelle correnti. Pur non identificandosi con la totalità delle testate impresse nel territorio molisano, è rappresentativo dell’intera produzione locale. Il fondo è una fonte documentaria di primaria importanza per lo studio del recente passato regionale e costituisce un’espressione concreta e tangibile del tessuto sociale, politico, economico e culturale del Molise. Per tali ragioni, la Biblioteca Albino ha riservato un’attenzione particolare a tale materiale.

Attualmente il lavoro di digitalizzazione è ancora in corso. Sono disponibili le immagini dei fascicoli di 219 periodici molisani (comparsi fra il 1820 e il 1958), di cui 72 nati nell’Ottocento.

Tra gli altri si segnalano il “Giornale economico rustico del Sannio” (1820-1838), precoce e interessante strumento di informazione scientifica e di diffusione di tecniche e “precetti di agricoltura, pastorizia, …” condotto da Raffaele Pepe; alcune testate che portano il nome di “Il sannita” legate ai travagli politici e istituzionali del 1848 e degli anni fra il 1860 e il 1865; la “Gazzetta della provincia di Molise” che, come recita il suo sottotitolo, dal 1867 al 1876, è il “Periodico officiale per gli atti del Consiglio e della Deputazione provinciale, e per gli avvisi e le inserzioni che prima si pubblicavano nel Bollettino di Prefettura”.

La consultazione dei periodici digitalizzati è più agevole sfruttando Internet Culturale, pertanto segnalo questo link: Emeroteca Digitale del Molise.

Spostiamoci in Umbria. La Biblioteca Augusta di Perugia ha realizzato

un servizio di consultazione online dei periodici storici locali editi in Umbria dalla fine del Settecento alla metà del Novecento.

Si possono visualizzare e sfogliare virtualmente giornali storici di informazione generale con cronaca locale, periodici umoristici o satirici, riviste culturali tra le più significative nel dibattito culturale umbro, materiali che la biblioteca possiede in raccolte complete e spesso esclusive, molto richiesti e consultati per ricerche storiche e ricostruzioni di avvenimenti locali.

Il numero delle periodici digitalizzati è notevole. Per la consultazione è necessario installare il plug-in DjVu: Emeroteca Digitale della Biblioteca Augusta di Perugia.

Buona navigazione.

EPOCA – Emeroteca politica e culturale antifascista

All’interno della Emeroteca Digitale Braidense è possibile selezionare il progetto EPOCA – Emeroteca politica e culturale antifascista, realizzato in collaborazione con l’ INSMLI.

Nello specifico EPOCA

intende rendere progressivamente fruibili al pubblico i suoi fondi di stampa periodica politica e culturale a partire dagli anni Venti dello scorso secolo. In particolare il progetto comprende periodici e riviste di rara reperibilità usciti tra le due guerre, prodotti dall’emigrazione politica antifascista all’estero e da intellettuali o da organizzazioni politiche e sindacali antifasciste in Italia e stampa resistenziale, ma si estende anche a talune testate del ventennio e della RSI di particolare rilievo culturale.

Attualmente il progetto rende disponibili 11 testate, alcune delle quali redatte all’estero (New York, Zurigo, Boston, Parigi, Gèneve) e in lingua straniera (inglese e francese).

In attesa che EPOCA venga ampliato, godiamoci queste testate. Forniscono un bel materiale da consultare.

Il progetto EPOCA si affianca a si interseca con quello che ho presentato in un articolo precedente sulla stampa clandestina, Periodici e giornali digitalizzati Parte III.

Direi che dare un’occhiata a questo progetto  è un buon modo per festeggiare il 25 aprile. per Buona navigazione: EPOCA – Emeroteca politica e culturale antifascista

Biblioteche digitali nelle biblioteche universitarie

Le biblioteche digitali delle nostre università sono ormai numerose. Per questo articolo devo ringraziare Emanuele Catone che mi ha segnalato il notevole progetto che sta realizzando l’Università di Padova.

Si tratta del progetto PHAIDRA, che attualmente ci regala “400.000 oggetti digitali: immagini, documenti, libri, risorse per la didattica”. Il portale è suddiviso in oltre 30 sezioni che spaziano nei più diversi ambiti: dalla medicina ai manifesti della RSI, dalla biblioteche personali di eruditi a opere e stampe di botanica, da lettere di singoli a opere di architettura e altro ancora con progetti in collaborazione con Ca Foscari.

Mi limito a segnalarne alcuni. Molto interessante (ma io sono di parte, dato che mi occupo un po’ di questi argomenti), è L’evoluzione della psicologia a Padova: da Benussi a Metelli; di tutt’altro genere è la collezione de  I manifesti della Repubblica Sociale Italiana del Centro di Ateneo per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea; un’intera sezione è dedicata al Settecento a Padova, che testimonia il periodo di floridezza della città.

L’Università di Padova ci offre dunque un ricchissimo portale che ci propone materiale antico, moderno e contemporaneo e che potrebbe diventare un esempio da seguire da altre biblioteche digitali.

Anche la Biblioteca Universitaria di Bologna presenta un’interessante biblioteca digitale. Oltre alle opere di Giulio Cesare Croce e Ulisse Aldrovandi, vi sono 450 opere arabe antiche e altri progetti.

Inoltre, interessante è la sezione Periodici con giornali, riviste e numeri unici prevalentemente ottocenteschi e novecenteschi (ci sono anche alcune testate del movimento studentesco).

In un articolo precedente ho presentato alcuni la digitalizzazioni di giornali e periodici di moda Donne. Riviste storiche, di storiografia, portali. Anche la sezione dei periodici della BUB ne regala un buon numero.

Buona navigazione.

Fondazione Gramsci Emilia Romagna. Prima Guerra Mondiale – Opuscoli digitalizzati

Anche la Fondazione Gramsci Emilia Romagna ha digitalizzato una corposa collezione di opuscoli socialisti pubblicati nel corso della prima guerra mondiale.

Probabilmente l’iniziativa si inserisce tra le moltissime che sono state approntate e svolte durante il lungo centenario della Grande Guerra. Abbiamo visto in un altro articolo che la Fondazione Gramsci di Roma ha messo a disposizione del pubblico oltre 250 opere relative alla produzione del Partito socialista: Prima Guerra Mondiale – Giornali di Trincea e altro.

Il percorso scelto dalla Fondazione Gramsci Emilia Romagna si innesta  sulla stessa produzione. Nello specifico, il fondo digitalizzato si suddivide in cinque sezioni che seguono il decorso della prima guerra mondiale sia in senso cronologico, che tematico (un buon numero di opuscoli riguardano Caporetto e le sue conseguenze).

La collezione della Fondazione bolognese va quindi ad affiancarsi alla consorella romana, ma anche al fondo digitalizzato dalla Biblioteca Gino Bianco – Giornali Riviste Opuscoli.

Quello relativo alla Prima Guerra mondiale è solo uno dei fondi digitalizzati dalla Fondazione Gramsci Emilia Romagna. Gli altri li vedremo un poco alla volta.

Intanto godetevi queste pubblicazioni in formato pdf. che potete scaricare e stampare a piacere: Prima guerra mondiale – Opuscoli socialisti.

Periodici anarchici e socialisti italiani ed europei: 1870-1960

Internet Culturale sta assolvendo alla funzione di collettore tra le molteplici iniziative riguardanti la digitalizzazione di materiale di interesse storico. Curiosando al suo interno si trova una splendida collezione di periodici anarchici e socialisti non solo italiani, ma anche europei di ben 135 testate,  tra cui la rarissima edizione dattiloscritta del Bollettino della Federazione Anarchica Italiana.

La raccolta, senza dubbio una delle maggiori e importanti d’Italia e non solo, appartiene al Fondo Fedeli, custodito dall’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Alessandria.

Ugo Fedeli (Milano, 8 maggio 1898 – Ivrea, 10 marzo 1964), fu tra i principali esponenti dell’anarchismo italiano ed europeo nella prima metà del 20. secolo. Fondatore di numerosi periodici, è autore di molti importanti studi storici sull’anarchismo.

L’importanza di questa raccolta non risiede soltanto nella sua unicità. In Italia l’anarchismo fece da battistrada al socialismo. La prima traduzione italiana del “Capitale” di Marx fu fatta da un anarchico, e non è certo il caso si soffermarsi sull’azione di propaganda di Bakunin e sull’iniziale militanza anarchica di Andrea Costa. Perciò questi periodici possono utilmente essere confrontati con le testate socialiste che abbiamo indicato incontrando altri progetti. Ad esempio, con i periodici socialisti pugliesi: Periodici e giornali digitalizzati Parte IV e con le numerose testate raggruppate dalla Emeroteca Digitale Braidense, o a quelli, come “Lo Scamiciato” e altri della Biblioteca Digitale Panizzi di Reggio Emilia.

 

 

La collezione si trova qui: Periodici anarchici e socialisti: 1870-1960