Storia delle donne. Fonti sul dibattito del voto femminile.

Quando ho presentato il progetto senza rossetto, soffermandomi sulla introduzione ho evidenziato l’importanza dell’appuntamento al voto per la prima volta concesso alle donne nel 1946.

Ma il dibattito sul voto alle donne ha una lunga storia alle spalle. Quel riconoscimento fu il risultato di una lunga stagione di propaganda e di lotta politica che vale la pena ripercorrere.

Come si vede dalla data di pubblicazione del primo opuscolo che indico, le e  la questione era dibattuta dalla metà dell’Ottocento. Il Voto per l’emancipazione delle donne parole di C.A fu pubblicato nel 1851. Di oltre un quarto di secolo più tardi è un’opera di Anna Maria Mozzoni, Del voto politico delle donne edito nel 1877. Nel 1900 Romualdo Cerilli entrò nel dibattito pubblicando studio sul diritto di suffragio in rapporto alla questione femminile / per Romualdo Cerilli.

Anna Maria Mozzoni

Del 1910 è l’opuscolo della “signora del socialismo italiano” Anna Kuliscioff e Filippo Turati Il voto alle donne. Segue un lavoro di Irene de Bonis dei baroni de Nobili dal titolo Per il voto alle donne del 1909. Dieci anni più tardi Gina Lombroso (figlia del famoso Cesare Lombroso) pubblicò Il voto alle donne e i suoi pericoli (1919).

Anna Kuliscioff

Naturalmente le opere e gli opuscoli su questo tema sono molto più numerosi, ma per il momento ho rintracciato soltanto questi.

In questi tempi in cui si sente farneticare su donne da mettere in casa a far figli e altre assurdità, tutti, uomini e donne dovremmo ricordare quanta fatica costa veder riconosciuti diritti che dovrebbero essere scontati.

Andrea Costa in vari progetti on line

Andrea Costa è considerato a ragione uno dei padri del socialismo italiano.  La storiografia ha riscoperto recentemente la sua figura e il suo operato – soprattutto in concomitanza col centenario della morte, nel 2010 – dopo un periodo di accantonamento.

Ciò è dovuto anche al fatto che mentre lo troviamo, giovanissimo, a contatto coi maggiori esponenti dell’anarchismo e del socialismo europeo, la sua carriera politica si conclude nelle vicende della sua Imola, cittadina di provincia, in anni in cui – la fondazione del Partito Socialista è del 1892 – il socialismo italiano stava conoscendo nuovi indirizzi teorici e programmatici.

In realtà Costa meriterebbe studi approfonditi. Se il 1889 fu l’anno mirabilis per il socialismo emiliano romagnolo per il fatto che in quella tornata elettorale tutte le amministrazioni dei principali centri della regione passarono alle forze democratiche e socialiste, quella di Imola fu l’unica che resse – con poche, brevi interruzioni – fino al fascismo. Ciò significa che il lavoro di dissodamento e di “preparazione” svolto da Costa riveste un’importanza ben maggiore di quella che le è stata riconosciuta a livello storiografico.

In ogni caso Costa non è finito nel dimenticatoio. La Fondazione Feltrinelli, la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna e la Biblioteca Comunale di Imola mettono a disposizione un buon numero delle sue opere.

Fondazione Feltrinelli

Nella collana Testo ritrovato la Fondazione Feltrinelli pubblica la celebre lettera Ai miei amici di Romagna con la quale motiva il suo passaggio dall’anarchismo al socialismo con la necessità di una svolta politica. Problemi urgentiIl gruppo parlamentare socialista – prima parteIl gruppo parlamentare socialista – seconda parteBagliori di socialismo si trovano digitando “Andrea Costa” sulla pagina iniziale del portale.

Fondazione Gramsci Emilia-Romagna

Anche la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna  da digitalizzato un buon numero di opere di Costa. Si possono consultare alla pagina Andrea Costa (1851-1910). Si tratta di opuscoli di propaganda che sarebbe opportuno rileggere non tanto per il contenuto – oggi ampiamente superato – quanto per il linguaggio: senza la capacità di usare un “vocabolario” e un linguaggio con le classi che si vogliono rappresentare, la propaganda e la capacità di attrazione dei movimenti politici resta sterile. Costa la trovò con un lavoro di limatura e adeguamento durato decenni.

BIM

Il progetto forse più impegnativo è quello della Biblioteca Comunale di Imola (città natale di Costa) che ha digitalizzato l’enorme carteggio personale. Si tratta di un lavoro tanto impegnativo quanto prezioso che testimonia l’ampiezza delle relazioni intessute da Costa nel corso del suo infaticabile apostolato. Lo si può consultare qui: Carte Andrea Costa 1872-1960.

Non mi resta che augurarvi buona navigazione.

Il Risorgimento nei fondi della Fondazione Feltrinelli Prima parte

Nel corso degli anni la Fondazione Feltrinelli è diventata uno degli enti di riferimento per gli studiosi e gli appassionati di storia. Grazie al web il suo portale ospita una molteplicità di temi, di progetti e di materiale che si dipana in diverse direzioni di ricerca e che risulta estremamente utile oltre che assai ricco.

In questa occasione intendo riferirmi in particolar modo ad uno dei primi progetti realizzati, la Biblioteca Digitale Fondazione Feltrinelli propone

Cinque percorsi guidati (Diventare NazioneEssere italianiFare gli italianiGli altri italianiCostruire la Nazione) facilitano l’accesso ai diversi linguaggi — politica, economia, letteratura, musica, teatro — e ai modi nei quali dall’inizio dell’Ottocento fino alla formazione dello stato unitario è nata l’idea di nazione italiana e come questa idea di nazione è stata riletta e declinata nel secondo Novecento dalla letteratura, dal cinema e dagli studi storici, che si sono misurati sui temi dell’identità nazionale e dello sviluppo economico, sociale e culturale del paese.

Presentarli tutti assieme diventerebbe troppo prolisso anche perché sono centinaia gli opuscoli e le fonti contenute nella Biblioteca Digitale Fondazione Feltrinelli.

D’altra parte, la scansione tematica facilita grandemente la possibilità di approfondire le tematiche che più interessano in lettore.

Nella prima sezione – Diventare Nazione – abbiamo a disposizione 85 testi con opere di Cavour, Pisacane, Pellico, Pisacane, Mazzini, Gioberti, D’Azeglio e altri ancora. Di notevole interesse anche le opere straniere, francesi e inglesi. Un corpo di opere, questo, che mette in primo piano le figure di spicco, più famose e studiate – per così dire i padri fondatori – del nostro Risorgimento, muovendo direttamente dai loro pensieri e dalle loro elaborazioni. Vi sono anche due opere storiografiche di Franco Della Peruta.

Naturalmente questa sezione può essere consultata autonomamente, collegata con le successive, ma anche integrata con le moltissime opere su e di questo periodo contenute nel fondo Opuscoli della Digiteca della Biblioteca di storia moderna e contemporanea di Roma e, anche, sempre nella stessa Biblioteca, nel portale dedicato alla Repubblica Romana del 1849.

Buona navigazione nel nostro Risorgimento…

Fondazione Gramsci Emilia Romagna. Prima Guerra Mondiale – Opuscoli digitalizzati

Anche la Fondazione Gramsci Emilia Romagna ha digitalizzato una corposa collezione di opuscoli socialisti pubblicati nel corso della prima guerra mondiale.

Probabilmente l’iniziativa si inserisce tra le moltissime che sono state approntate e svolte durante il lungo centenario della Grande Guerra. Abbiamo visto in un altro articolo che la Fondazione Gramsci di Roma ha messo a disposizione del pubblico oltre 250 opere relative alla produzione del Partito socialista: Prima Guerra Mondiale – Giornali di Trincea e altro.

Il percorso scelto dalla Fondazione Gramsci Emilia Romagna si innesta  sulla stessa produzione. Nello specifico, il fondo digitalizzato si suddivide in cinque sezioni che seguono il decorso della prima guerra mondiale sia in senso cronologico, che tematico (un buon numero di opuscoli riguardano Caporetto e le sue conseguenze).

La collezione della Fondazione bolognese va quindi ad affiancarsi alla consorella romana, ma anche al fondo digitalizzato dalla Biblioteca Gino Bianco – Giornali Riviste Opuscoli.

Quello relativo alla Prima Guerra mondiale è solo uno dei fondi digitalizzati dalla Fondazione Gramsci Emilia Romagna. Gli altri li vedremo un poco alla volta.

Intanto godetevi queste pubblicazioni in formato pdf. che potete scaricare e stampare a piacere: Prima guerra mondiale – Opuscoli socialisti.

Allons enfants de la patrie – Siti e fonti sulla Rivoluzione francese

La Rivoluzione francese, si sa, è una dei due eventi che hanno dato vita alla nostra epoca. Come tutte le rivoluzioni e gli eventi drastici della storia ha sviluppato un dibattito che è ancora ben lontano dall’essere esaurito tra sostenitori e avversari. Al punto che, volendo, perfino la seconda guerra mondiale potrebbe essere visto come lo scontro tra le filiazioni della Rivoluzione (liberalismo e socialismo) e i suoi nemici (fascismo e clero più conservatore).

Non stupisce quindi che il materiale su di essa sia sterminato, tanto che è nata una branca della storiografia che studia la storiografia della Rivoluzione.

Ovviamente, e non poteva essere altrimenti, anche il materiale disponibile on line abbonda.

Inizio questa rassegna segnalando un sito semplicemente magnifico: Révolution française l’esprit de lumières et de la Révolution. Vi si trova di tutto: recensioni, saggi, segnalazioni, fonti, bibliografie, immagini, discussioni. Presentarlo seguendolo sezione per sezione è praticamente impossibile. Il sito è amplissimo ma è perfettamente strutturato, così che il lettore si orienti con facilità su ciò che sta cercando.

Un altro splendido sito è Liberté égalitè fraternité. Exploring the french revolution, che propone molte sezioni tematiche, un ricco apparato iconografico e un gran numero di saggi in pdf redatti da specialisti.

Naturalmente Gallica offre una quantità enorme di materiale. In soccorso al lettore e al visitatore del blog vengono una serie di post sul blog del sito principale che si rivelano particolarmente utili. C’è una ricognizione generale con un’ampia scelta di documenti in La Révolution française e uno dedicato alla presa della Bastiglia: La prise de la Bastille. Tutti contengono dei links per approfondire i vari aspetti.

Un poco più complessa è la navigazione su Internet Archive. con i suoi venti milioni di opere bisogna impratichirsi un po’ prima di andare a colpo sicuro. Naturalmente non mancano gli strumenti interni per facilitare la ricerca e quindi si impara abbastanza velocemente. In ogni caso, il sito ospita collezioni interessanti.

La prima è la Newberry French Pamphlet Collection, una

collezione di opuscoli costituita principalmente da materiale pubblicato tra il 1780 e il 1810 dalla French Revolution Collection (FRC), dalla Louis XVI Trial and Execution Collection e da diverse collezioni minori di materiale dell’epoca della Rivoluzione Francese. Essa traccia la storia politica, sociale e religiosa della Rivoluzione Francese. Il materiale rappresenta le opinioni di tutte le fazioni che si opposero e difesero la monarchia durante il periodo turbolento dal 1789 al 1799 e racconta gli eventi – sia drammatici che quotidiani – della Prima Repubblica. La collezione FRC è stata acquistata dalla Newberry tra il 1957 e il 1961 da Michel Bernstein, un commerciante di libri a Parigi. Ci sono edizioni complete di riviste conosciute (parte fornita qui), così come molte pubblicazioni rare e sconosciute. Mentre la maggior parte degli opuscoli sono stati stampati a Parigi dall’Imprimerie nationale, ci sono anche un numero significativo di editori provinciali e impronte fittizie.
Questa raccolta comprende anche circa 3.000 opuscoli politici francesi pubblicati tra il 1560 e il 1653 che documentano un periodo di guerre di religione e l’instaurazione della monarchia assoluta.

http://data.abuledu.org/URI/50fd6ca2

A queste oltre 38.000 opere si affiancano gli 850 della collezione della Università del Maryland:  University of Maryland, College Park – French Pamphlet Collection, opere e opuscoli di grande utilità per lo studio del del periodo.

La Rivoluzione francese è un tema troppo vasto per essere esaurito in un singolo post. Ne riparleremo. Intanto buona navigazione.