Storia delle donne: stampa e opuscoli dalla Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea di Roma

Mi è capitato spesso di parlare delle iniziative della Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea di Roma e, soprattutto della sua splendida e fornitissima Digiteca.

Le chiusure dovute alla pandemia di Covid-19 non hanno interrotto l’attività di digitalizzazione dei fondi della Biblioteca. Tra gli ultimi inserimenti, particolarmente interessanti risultano giornali, periodici e opuscoli riguardanti o scritti da donne.

Alla stampa femminile ho dedicato qualche articolo segnalando alcuni progetti. Si può vedere, ad esempio: Storia delle donne. L’archivio digitale dell’UDI e Donne. Riviste storiche, di storiografia, portali. Ora, grazie agli sforzi della BSMC di Roma il materiale a disposizione di studenti, studiosi e curiosi si arricchisce.

Infatti, tra i periodici, troviamo: La lavoratrice: organo della Società nazionale di patronato e mutuo soccorso giovani operarie di Torino, pubblicato dal 1902 al 1941; il Giornale delle Donne, sempre di Torino, che uscì dal 1875 al 1929; La Donna, pubblicato a Padova e disponibile per il 1869; Amica: rivista mensile illustrata per la donna e per la casa disponibile dal 1929 al 1940.

Per quanto riguarda gli opuscoli, ci vengono offerti: Luisa Tosko, La causa della donna, 1878; I socialisti e l’emancipazione della donna, Alessandria 1892; Per una legge sul lavoro delle donne e dei fanciulli, Milano 1902; Anna Maria Mozzoni, Alle fanciulle, Milano, 1891.

Adolfo Tommasi, D’ottobre verso sera (1885-1888 circa; olio su tavola, 50 x 100 cm; Viareggio, Società di Belle Arti)

PS: l’opera di Adolfo Tommasi è ripresa da un bell’articolo su lavoro femminile tra Ottocento e Novecento apparso su Finestre sull’Arte nel quale si possono ammirare altre opere.


Fonti per lo studio della Repubblica Romana nella Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea di Roma

Il Fondo Spada sulla Repubblica Romana digitalizzato dalla Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea di Roma

 

Poco tempo fa il Giornale di Storia ha ospitato una mia recensione al libro di David Kerzter Il Papa che voleva essere re. 1849: Pio IX e il sogno della Repubblica romana. Il libro di Kertzer è frutto di ricchissime ricerche d’archivio e di consultazione di materiale di prima mano.

Le Biblioteche Digitali hanno facilitato moltissimo la possibilità di consultare velocemente e comodamente moltissimo materiale. In questo senso, ora, uno splendido servizio ci viene reso dalla Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea di Roma che dedica una sezione alla Repubblica Romana del 1849.

Si tratta di un fondo ricchissimo in cui

vengono, per la prima volta, raccolti e messi a disposizione migliaia di documenti (giornali, opuscoli, bandi e fogli volanti, manoscritti, il fondo riunito dallo storico Giuseppe Spada) posseduti dalla Biblioteca di Storia moderna e contemporanea. Si tratta di materiali di difficile reperibilità e di fondamentale importanza per gli studi storici, pubblicati tra l’elezione al soglio pontificio di Pio IX e il suo definitivo ritorno a Roma.

La Bibliioteca di Storia Moderna e Contemporanea di Roma ci regala dunque la possibilità di seguire, per così dire, “in diretta” quel “sogno” che presto si infranse ma che costituì una tappa fondamentale del nostro Risorgimento e che può essere integrato con altri progetti come Il Risorgimento nei fondi della Fondazione Feltrinelli Prima parte, Il Risorgimento nei fondi della Fondazione Feltrinelli Seconda parte, Il Risorgimento nei fondi della Fondazione Feltrinelli Terza Parte, ed anche La “Biblioteca Storica del Risorgimento”


 

Una mostra virtuale sul Cholera Morbus

Il Cholera Morbus a Bologna nel 1855

In tempi di Covid l’interesse per le epidemie nel passato è aumentato in modo considerevole. Sul web le notizie, gli articoli e le informazioni sulla Spagnola, che fino a pochi mesi fa in pochi consideravano, sono ormai numerosissime.

Con questa mostra virtuale sul Cholera Morbus e sull’epidemia che infuriò a Bologna nel 1855 l’Archiginnasio di Bologna ha anticipato i tempi. Infatti la mostra risale a qualche tempo fa.

Riprendo dall’eccellente introduzione:

Bologna, estate del 1855: una terribile epidemia di colera causa 4000 morti in pochi mesi. La città è sotto choc, in migliaia fuggono nelle campagne, mentre il Municipio tenta di fronteggiare la diffusione del morbo aprendo lazzaretti e Uffizi di Soccorso, ma sarà quasi tutto inutile: il colera era una malattia misteriosa, di cui non si sapeva nulla e tutte le terapie risultarono inefficaci. La Biblioteca dell’Archiginnasio racconta l’epidemia con una mostra, basata per lo più su proprio materiale, ma anche su documenti dell’Archivio Storico del Comune e della Società Medica Chirurgica.

La Deputazione Straordinaria di Sanità, appositamente creata per gestire l’emergenza, dovette affrontare problemi enormi, dalla cura dei tantissimi malati, al seppellimento di migliaia di cadaveri. Cercò di attuare provvedimenti per fermare il contagio, ma non si sapeva che il vibrione del colera, non ancora scoperto, si diffondesse in particolare attraverso le acque dei pozzi e dei canali contaminate dai liquami infetti. L’acqua, per secoli la grande ricchezza di Bologna, si trasformò in strumento per diffondere la morte.

La mostra è estremamente ricca e ben organizzata. Ci fa conoscere la Bologna di metà Ottocento, l’arrivo dell’epidemia, le misure adottate per fronteggiarla, i medici, i “rimedi” e le cure, la vita in tempo di epidemia.

L’Archiginnasio è una biblioteca ricchissima. Buona parte del materiale proposto viene dai suoi fondi: opuscoli, la Relazione della Commissione di sanità e altro ancora. Altre sezioni sono poi dedicate ai alle persone e ai luoghi. Una cronologia aiuta il visitatore a muoversi tra le varie sezioni.

Altro materiale sul Cholera morbus a Bologna si trova in Storia e memoria di Bologna. Ad esempio si può consultare l’ottima scheda su Francesco Rizzoli che diresse il Lazzaretto.

A breve spero di riuscire a pubblicare una bibliografia sull’argomento. Buona navigazione.