Riviste e libri open access dall’Università di Trieste

Libri, riviste e documenti Open Access dall’Università di Trieste

Emanuele Catone, che segue il blog e la pagina facebook, con grande gentilezza mi ha segnalato uno splendido progetto dell’Università di Trieste che ha deciso di rendere open access una grande quantità di materiale, compresi libri e riviste di carattere storico e storiografico.

C’è molto di più e per molte più discipline oltre alla storia. Il progetto si chiama OpenstarTs ed è l’

Archivio Istituzionale dell’Università di Trieste. OpenstarTs è […] progettato in conformità […] per gli archivi istituzionali: raccoglie, conserva e indicizza le risorse digitali ad accesso aperto dell’Università.

In altri termini, l’Università di trieste ha realizzato una vetrina della produzione dell’Ateneo.

Libri e riviste di storia in Openstarts

In un altro post ho segnalato alcune delle Università italiane che hanno pubblicato i propri Annuari: Centro Interuniversitario per la storia delle Università italiane (CISUI) e altro. Ora si accoda anche l’Università di Trieste. OpenstarTs ce li mette a disposizione. Nella sezione Documenti sulla storia dell’Università di Trieste ne sono disponibili 79 volumi suddivisi con altri istituti e con la seguente avvertenza: “Gli ‘Annuari’ dell’Università degli studi di Trieste cessano con l’anno accademico 1951-1952. Per gli anni successivi, fino al 1997, vengono pubblicate solo le ‘relazioni’ svolte dai Magnifici Rettori all’inaugurazione dell’anno accademico”.

Il fondo dei Documenti sull’Università è tutto da esplorare, vi si trova molto altro. Così come molto altro si trova cliccando su Collane/Periodici. Tra i periodici, per quel che riguarda la storia, troviamo la rivista Qualestoria,

la rivista dell’Irsml FVG, fondata nel 1973 come «Bollettino dell’Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia». Ospita contributi di autori italiani e stranieri, promuovendo la pubblicazione di numeri monografici e miscellanei. La rivista propone tradizionalmente tematiche legate alla storia contemporanea dell’area alto-adriatica e delle zone di frontiera, rivolgendo particolare attenzione allo studio e alla storiografia dei paesi dell’Europa centro-orientale e balcanica […].

Qualestoria è digitalizzata dal 2007 al 2017: è possibile scaricare singoli saggi come l’intero numero desiderato.

Collane

Cliccando invece su Collane, troviamo la Collana del dipartimento di Storia e Storia dell’Arte con due volumi particolarmente interessanti. Il primo raccoglie “Studi in onore di Giovanni Miccoli”, il secondo è dedicato a “Dittatura e rivoluzione nel Risorgimento italiano”.

Seguono i cinque volumi della collana Studi di Storia che spaziano dalla Cina al mondo arabo, i Quaderni del Dipartimento di Storia dell’Università degli Studi di Trieste in cinque volumi (manca il quinto) e due volumi dei Quaderni del Dipartimento di Storia e di Storia dell’Arte.

Per il momento mi fermo qui. Buona navigazione su OpenstarTs.

Vedi anche: Il Giornale di Udine digitalizzato on line


400.000 immagini dal Metropolitan Museum

Centinaia di migliaia di immagini di ogni genere liberamente scaricabili dal Metropolitan Museum

Probabilmente l’ho già detto altre volte: quando decidono di fare qualcosa, gli americani la fanno in grande. Ne è un esempio questo progetto di digitalizzazione del Metropolitan Museum che ci regala 400.000 immagini.

Ho trovato l’articolo che segnala l’iniziativa – non recentissima ma non fa differenza – sul bel sito Storie dellarte. Un blog di storici dell’arte che ho inserito nella lista dei siti che seguo (nella colonna di destra nella pagina iniziale).

Riprendo quindi, stralciando, dall’articolo:

[Il] Direttore e CEO del Metropolitan Museum of Art di New York, ha annunciato […] che più di 400.000 immagini digitali ad alta risoluzione di opere di pubblico dominio nella collezione del museo americano possono essere scaricate per uso non commerciale – anche in pubblicazioni scientifiche realizzate con qualsiasi media – senza dover richiedere l’autorizzazione del Museo e senza tasse.

Il numero di immagini disponibili, già assai considerevole, aumenterà con la regolare aggiunta di nuovi file digitali.

Si tratta, secondo Campbell, di una scelta open access con la quale anche il Metropolitan si unisce ad un numero crescente di musei che forniscono l’accesso gratuito alle immagini di opere d’arte di pubblico dominio.

Jacob Schmidt
Jagdhorn in G, ca. 1710–20
Brass; Bell diam. 23.1 cm (9 1/8in.) ; L. (perpendicular to bell) 27.9 cm (11 in.)
The Metropolitan Museum of Art, New York, Gift of William H. Riggs, 1913 (14.25.1623)
http://www.metmuseum.org/Collections/search-the-collections/503703

L’iniziativa è denominata Open Access for Scholarly Content (OASC) e consente di accedere alle immagini d’arte della collezione che il museo ritiene essere di dominio pubblico e prive di ulteriori restrizioni conosciute. Queste immagini sono ora disponibili per uso scientifico con qualsiasi media.

Vi si trova letteralmente di tutto: non solo dipinti, acque forti e disegni: ceramiche, sculture, bottiglie, vestiti, uniformi, pugnali, monete, arti decorative ecc….

La navigazione è resa facile e intuitiva grazie a un elenco di tags incredibilmente ricco. Si può cercare per: genere di materiale, per periodi, località e soggetti. Ad esempio, selezionando Europe, si apre una griglia di tags suddivisa per stati, regioni e città.

Le 400.000 immagini del Metropolitan MuseumOpen Access Artworks -possono essere messe a confronto con INHA. Una biblioteca digitale per la storia dell’arte, con le 500.000 opere d’arte digitalizzate dal Louvre e le 700.000 opere d’arte digitalizzate dal Rijksmuseum e anche con la collaborazione che il Metropolitan Museum ha instaurato con Google art & Culture.

Ricordo anche, infine, che la Biblioteca Digitale del Metropolitan Museum è consultabile su Internet Archive: La Biblioteca Digitale del Metropolitan Museum