2,8 milioni di immagini da Smithsonian Open Access

C’è poco da fare, quando gli Stati Uniti fanno qualcosa (nel bene e nel male…) la fanno in grande. Dal punto di vista della fruibilità in ambito culturale, non hanno quasi concorrenza. Certo, Gallica, MDZ o Europeana sono realizzazioni impressionanti ma è difficile competere con colossi come Google libri, Internet Archive o DPLA.

È perfino superfluo ricordare che questi risultati davvero stupefacenti sono la risultante della fusione tra competenze informatiche all’avanguardia (quasi tutti i principali motori di ricerca sono americani, chi non ha sentito parlare della Silicon Valley?), una disponibilità se non illimitata certo ingente di risorse da parte di fondazioni che finanziano e supportano la produzione artistica e culturale americana e, a differenza di quanto accade da noi, la disponibilità da parte del pubblico e della “common people” di finanziare con piccole donazioni molta produzione culturale.

Direct capture

Ora a stupirci è la Smithsonian Institution, “il più grande complesso museale, educativo e di ricerca del mondo, con 19 musei e il National Zoo, che plasma il futuro preservando il patrimonio, scoprendo nuove conoscenze e condividendo le [proprie] risorse col mondo intero”.

Ho ripreso la citazione dalla presentazione del progetto, ma a divulgare la notizia in Italia è stata la rivista on line Artribune con un esaustivo articolo di Claudia Giraud: Nasce Smithsonian Open Access: 2,8 milioni di immagini libere del più grande museo del mondo al quale rimando per i dettagli.

Qui non resta altro da dire che ci viene regalato, letteralmente, un mare magnum praticamente inesauribile nel quale troviamo di tutto. Buona navigazione: Smithsonian Open Access


 

La Biblioteca Digitale Molisana

In un articolo di parecchi mesi fa ho segnalato l’Emeroteca Digitale del Molise, un imponente progetto che riguarda 761 testate, fra quelle storiche (la prima del 1820), ormai spente, e quelle correnti. Anche se il lavoro di digitalizzazione è ancora in corso, la disponibilità delle immagini dei fascicoli di 219 periodici molisani (comparsi fra il 1820 e il 1958), di cui 72 nati nell’Ottocento, fa sì che il fondo sia già ora una fonte documentaria di primaria importanza per lo studio del recente passato regionale e costituisca un’espressione concreta e tangibile del tessuto sociale, politico, economico e culturale del Molise. (Per la consultazione delle testate si veda Periodici e giornali digitalizzati Parte V)

Ora all’Emeroteca Digitale del Molise si affianca un nuovo progetto di grande interesse, la Biblioteca Digitale Molisana, nata con lo scopo

di realizzare una biblioteca digitale dove rendere pubblici e gratuiti libri, articoli e documenti consacrati al Molise, nonché scritti di autori molisani.

Una delle novità più interessanti di questa biblioteca digitale è costituita dal fatto che – riprendo ancora dalla presentazione,

I libri della BDM sono pubblicati per gentile concessione dell’autore oppure in quanto opere di pubblico dominio, che «hanno sopravvissuto abbastanza per non essere più protette dai diritti di copyright» poiché «i termini legali di copyright sono scaduti».

 

Perciò, tra le 103 opere al momento disponibili, a fianco di testi antichi se ne ritrovano anche di molto recenti. Inoltre, la Biblioteca ospita anche un’interessante sezione fotografica.

Buona consultazione: Biblioteca Digitale Molisana


SHARE una piattaforma di libri e riviste

Share, una piattaforma open access per la storia, le materie umanistiche e non solo

Da qualche tempo è attiva SHARE una piattaforma di libri e riviste pubblicate ad accesso aperto dalle università aderenti alla convenzione Universities SHARE (Scholarly Heritage and Access to Research). Lo compongono le Università di Napoli Federico II, Napoli L’Orientale, Napoli Parthenope, Salerno, Sannio e Basilicata.

Il progetto si articola in tre grandi sezioni:

  1. riviste scientifiche (SHARE Journals), sulla piattaforma SeReNa
  2. collane di libri elettronici (SHARE Books), su questa piattaforma FedOABooks
  3. prodotti, dati della ricerca e documentazione storica (SHARE Open Archive), sulla piattaforma EleA.

Per quanto riguarda le opere di storia, il catalogo – ben nutrito – offre opere interessanti che spaziano nei campi più disparati – dalla camorra o la polizia a Napoli, a carteggi, alla rivoluzione russa, al paesaggio, dalle scritture femminili alla musica e altro ancora.

Naturalmente, considerando le università consorziate che hanno dato origine al progetto, molti testi sono incentrati sull’area del Mediterraneo e sull’Italia meridionale.

Tuttavia non si può dire che si tratti di un progetto rispondente a finalità localistiche – tutt’altro. Collegando questa collezione col materiale reperibile in Mediterranea. Ricerche storiche: rivista e Biblioteca digitale, Storia della Campania e Biblioteca Digitale sulla Camorra il quadro per approfondire si amplia di molto. (Inoltre è possibile esplorare altri percorsi tematici – psicologia, fisica, scienze umane ecc. ecc.).

Dunque non resta che andare a curiosare in: SHARE libri: Storia e scienza della politica, SHARE Riviste