Il progetto Diffondo

Una splendida e ricchissima biblioteca digitale con opere rare e di difficile consultazione.

Diffondo è l’acronimo di DIgitalizzazione e Fruizione del FOndo BeNeDettino delle Biblioteche Riunite “Civica e A. UrsinO Recupero”, un progetto di ricerca multidisciplinare che mette al centro la ricognizione, lo studio, la digitalizzazione e la libera fruizione della sezione scientifica e naturalistica del Fondo Benedettino custodito all’interno delle Biblioteche Riunite “Civica e A. Ursino Recupero” di Catania.

Al momento si compone di 41 collezione, offre 1.158 volumi digitalizzati per oltre 250.000 pagine. Gli argomenti trattati nelle collezioni è veramente ampio: Archeologia, Medicina, Farmacomepea, Alchimia, Antiquaria, Toponomastica, Scienze Naturali, Tossicologia, Zoologia, Matematica, Geologia, Minerologia, Curiosità, Tecnica, Idraulica, Giochi, Stregoneria, Cosmologia…

Altrettanto ricca e variegata per interessi e argomenti è la sezione dei Documenti, singole opere, dissertazioni, manoscritti, piante ecc.

L’importanza del Progetto Diffondo risiede, mi pare, nel rendere fruibili a tutti un corpo di opere altrimenti difficilmente consultabili. Documenti e opere del Progetto Diffondo sono infatti liberamente consultabili e scaricabili in formato PDF.

Diffondo garantisce un viaggio affascinante e curioso. Buona navigazione: Progetto Diffondo

PS: devo la scoperta di questa Biblioteca Digitale alla gentilezza di Emanuele Catone che me l’ha segnalata.

La Biblioteca Digitale del Metropolitan Museum

La fornitissima biblioteca digitale del Metropolitan Museum

Pochi giorni fa ho pubblicato un articolo sul Metropolitan Museum indicando la sua collezione di 400.000 immagini liberamente scaricabili. Non sapevo però che il Metropolitan ha anche una fornitissima Biblioteca Digitale.

Si tratta della  Thomas J. Watson Library la quale dispone di

oltre 1.020.000 volumi, tra monografie e cataloghi di mostre, oltre 21.000 titoli periodici e oltre 140.000 cataloghi d’asta e di vendita. Consente inoltre di accedere a una vasta collezione di risorse elettroniche (tra cui numerosi indici, enciclopedie, dizionari, riviste online, banche dati e risorse Internet), lettere autografe e file di ephemera relativi ai singoli artisti e alla storia del Museo.

Numerose le collezioni disponibili e visitabili online. Curiose quelle sui costumi che rimanda a tutta una serie di sotto-collezioni molto ampia e ben fatta. Chi ha letto qui gli articoli sulla moda Periodici e giornali digitalizzati Parte I) dovrebbe tenerla presente. C’è anche una bellissima collezione di manoscritti, arte giapponese e molto altro

Ho scoperto la Biblioteca Digitale del Metropolitan Museum su Internet Archive dove si trovano attualmente più di 6000 libri digitalizzati: cataloghi di mostre e d’asta, monografie, riviste ecc. (per il momento sono solo cinque i libri in italiano).

Pera accedere ai libri su Internet Archive si può andare qui: https://archive.org/details/metmuseumlibraries; per visitare le altre collezioni direttamente sulla biblioteca il link è il seguente: Thomas J. Watson Library.

Buon divertimento.

Cordela. Biblioteca digitale valdostana

Anche la Valle D’Aosta si è inserita nel circuito delle biblioteche digitali. Lo ha fatto con un bel progetto, ricco e articolato: Cordela. Biblioteca Digitale valdostana.

Riprendendo dalla presentazione della Biblioteca Digitale,

Cordela è la leggendaria città degli abitanti della conca di Aosta dei millenni precedenti l’arrivo dei Romani. Molti storici locali del passato ne hanno scritto, traendo ispirazione da racconti trasmessi oralmente da centinaia di generazioni e alimentando una sorta di “mito delle origini” che – sappiamo ora – non è del tutto infondato.

La città di Cordela è infatti localizzabile in un sito prossimo all’Augusta Praetoria romana e forse riferibile all’area cultuale di Saint-Martin-de-Corléans, a sua volta figlia di una sorprendente civiltà megalitica, i cui legami di diversa natura con culture transalpine e mediterranee sono ora accertati.

Legami con popoli vicini e terre lontane che Cordela intende riproporre via web, mettendo a disposizione di tutto il mondo collegato alla rete le espressioni della cultura valdostana, nata dall’incontro, nell’avvicendarsi dei secoli, di popoli diversi e consolidatasi nel Medioevo grazie agli scambi con le popolazioni transalpine, nei confronti delle quali le montagne più alte d’Europa non hanno mai rappresentato un ostacolo.

La biblioteca è suddivisa nelle seguenti sezioni: Giornali, Riviste, Libri, Manoscritti e Disegni, Cartografia e Stampe, Manifesti e Grafica.

Il materiale a disposizione è molto anche se non tutto è consultabile on line. Ad esempio, alcuni giornali sono consultabili esclusivamente da postazioni interne alla biblioteca. Ciò nonostante, come dicevo, i fondi digitalizzati sono ricchi. Le principali categorie che ho indicato sono suddivise al loro interno da sotto-sezioni che semplificano la ricerca del lettore.

Per i miei interessi di storico contemporaneista ho trovato particolarmente interessanti i fondi dei Giornali, delle riviste e dei libri. Ma anche le altre sezioni della biblioteca meritano di essere visitate.

Non mi resta che augurarvi buona scoperta e buona navigazione: Cordela. Biblioteca Digitale Valdostana