Il Centre d’études du 19e siècle français Joseph Sablé

Tra le moltissime biblioteche affiliate a Internet Archive c’è anche il Centre d’études du 19e siècle français Joseph Sablé. Riprendendo dalla presentazione,

La Collezione Sablé comprende circa 12.000 volumi (la maggior parte dei quali in edizione originale) sul romanticismo francese e sulla storia e la società francese del XIX secolo. La collezione contiene anche una serie di riviste d’epoca disponibili a stampa e su microfilm. La Collezione Zola comprende tutte le opere di Emile Zola e di altri [scrittori appartenenti alla corrente del] naturalismo.

Si tratta di una collezione estremamente interessante. Di Zola, oltre alle opere è disponibile anche tutta la corrispondenza in dieci volumi.

Va da sé che la Collezione offre opere di tutti i più grandi scrittori francesi del XIX secolo. Per chi cerca opere in lingua originale di Balzac, Dumas, Lamennais, Sue, Guizot ecc. può andare a colpo sicuro. Ma sono disponibili alcune centinaia di volumi in lingua inglese e altri (molti meno, in verità) in altre lingue (in italiano le opere sono 10).

Particolarmente ricco e stimolante è il panorama di testi inerenti alla società francese del XIX secolo: che si tratti di fonti di prima mano (come quelle riguardanti l’Esposizione del 1867) o di studi, abbiamo a disposizione un corpo di opere e di studi altrimenti difficile da reperire nelle nostre biblioteche. Particolarmente nutrito – non può essere altrimenti – è il numero di studi dedicati a Napoleone Bonaparte.

Insomma, per chi frequenta, è appassionato o intende approfondire la storia, la società e la cultura francese dell’Ottocento, questa biblioteca è un approdo obbligato.

Su Internet Archive il link è questo: Centre d’études du 19e siècle français – Joseph Sablé – Centre for 19th Century French Studies, ma è disponibile anche il sito del Centro Studi: http://sites.utoronto.ca/sable/ dove è possibile effettuare approfondimenti.

Buona navigazione

Annali Universali di Medicina on line

Questo giornale [gli Annali Universali di Medicina] acquistò in poco tempo un credito immenso e divenne […] il Vade Vecum di ogni medico italiano desideroso di conoscere i progressi delle scienze mediche compiuti presso le nazioni incivilite. Questa pubblicazione […] si sparse bentosto per tutta l’Europa e penetrò anche in America.

Così si legge a proposito degli Annali Universali di Medicina in una pubblicazione del 1863 [L. Combes, Della Medicina in Francia e in Italia].

Ora la Wellcome Library, una delle più grandi biblioteche d’Europa, ha digitalizzato i primi 90 volumi (136 fascicoli) della rivista. La Wellcome Library riversa le proprie digitalizzazioni in Internet Archive. (Quindi il percorso da seguire è: archive.org, Wellcome Library, selezionare “italiano” nella colonna a sinistra e cercare la rivista).

Ma l’aspetto importante è che questa rivista non interessa esclusivamente la ristretta cerchia degli storici, dei medici e degli specialisti. Non si deve dimenticare che, dopo la riforma della medicina impressa dalla Rivoluzione francese e quanto meno fino alla metà del XIX secolo, i medici non erano soltanto medici, ma si consideravano medici-filosofi.

Ciò significa che gli Annali Universali di Medicina offrono la possibilità di vedere la medicina in una nuova veste. Volete conoscere qualcosa degli ospedali, dei manicomi, delle malattie legate al lavoro, dei primi opifici, dei “rimedi dell’arte” (cioè di quali medicine adoperassero, vale a dire la farmacopea) e altro ancora? Bene, qui troverete di che appagare abbondantemente la vostra curiosità.

Gli Annali Universali di Medicina sono stati digitalizzati anche dall’Emeroteca Digitale Braidense, in un altro formato (qui i formati per leggere e scaricare i volumi sono diversi). Insomma, c’è davvero molto da scoprire e da imparare. Buona lettura.

Le biblioteche italiane affiliate a Internet Archive

Internet Archive è diventato qualcosa di incredibile. Anche volendo limitarsi a presentare la sola parte riguardante libri, giornali e documenti, sarebbe necessario scrivere una breve monografia. Giusto per rendere l’idea di cosa stiamo parlando, vi sono attualmente 6.450 istituzioni affiliate da tutto il mondo: biblioteche, musei, enti di ricerca, collezioni di giornali, quotidiani, riviste, documenti governativi, diari, opere manoscritte. Tutto questo, al momento – ma le acquisizioni sono continue, praticamente quotidiane – vanno a comporre l’incredibile cifra di quasi 21.000.000 di documenti on line: gratuiti, liberamente consultabili, quasi tutti scaricabili.

Probabilmente un’occhiata al lavoro di questo ente no-profit rende meglio delle mie descrizioni. Perciò vi invito a guardare questo video (almeno dal minuto 6 e qualche secondo in avanti):

Con più di di tre milioni di visitatori al giorno da tutto il mondo è del tutto naturale che  Internet Archive sia diventato un polo d’attrazione pressoché irresistibile per biblioteche e istituzioni che, altrimenti, avrebbero una visibilità minima sul web.

Non a caso di questo mastodontico progetto ho parlato più volte in questo blog e certamente ne parlerò in futuro. Progetti di queste dimensioni dovrebbero far riflettere il mondo politico su come organizzare la presenza della nostra cultura nel web.

Ma se le nostre istituzioni sono attanagliate da un anacronistico e ingiustificabile ritardo, singole realtà si sono mosse e si stanno muovendo per mettersi al pari coi tempi. Lo hanno fatto Polo delle Biblioteche Umanistiche dell’Università degli Studi di Torino, l’Accademia di Medicina di Torino (che ho già presentato in un altro articolo Siti per la storia della medicina), la Biblioteca civica Berio di Genova, la Fondazione Casa Oriani di Ravenna che sta digitalizzando opere dantesche di inizio ‘900, l’Università di Padova e il Sistema Bibliotecario di Milano SBM. Un caso a parte è il progetto interno Testi italiani di filosofia, scienza e geografia che fa riferimento principalmente, ma non esclusivamente, alla Università di Trieste.

Questi esempi mi sembrano meritevoli perché, sebbene quasi tutti questi enti mantengano un proprio sito, si garantiscono la possibilità di essere visibili a un pubblico infinitamente più ampio di quanto potrebbero disporre con le sole proprie forze – il che risponde esattamente al compito delle biblioteche digitali.

Ben venga allora lo sviluppo di Internet Archive e delle sue affiliazioni. Vi lascio il gusto della scoperta: buona navigazione.

 

Caporetto sul web

Le espressioni “è una Caporetto”, “rischiare una Caporetto” e altri simili modi di dire, largamente diffusi nel gergo popolare, sono metafore che rivelano chiaramente quanto la rotta di Caporetto si sia incisa nella memoria civile e nazionale del nostro Paese.

Così comincia la recensione a un libro su Caporetto che ho pubblicato qualche tempo fa su Storia e futuro. Rivista di storia e storiografia on line (se vi interessa la trovate qui: Luca Gorgolini, Fabio Montella, Alberto Preti (a cura di), Superare Caporetto. L’esercito e gli italiani nella svolta del 1917, Unicopli, Milano, 2017.).

I diciannove saggi che compongono il libro sviscerano l’argomento da ogni angolo visuale e quindi ne consiglio caldamente la lettura; ma l’imponenza, la portata e l’importanza di quell’avvenimento sono tali che anche la storiografia di altri Paesi se ne sono occupati o se ne stanno occupando. Nel portale International Encyclopedia of the First World War sono ben 88 gli articoli di specialisti che si occupano del tema. Ovviamente non tutti sono incentrati esclusivamente sull’avvenimento, ma oltre a quelli specifici, ne prendono in esame alcuni aspetti.

Anche Gallica, la biblioteca digitale francese che fa capo alla Biblioteca Nazionale nel suo blog dedica un lungo articolo alla battaglia di Caporetto: Caporetto : 24 octobre-9 novembre 1917. Lo ha curato Emanuela Prosdotti, responsabile delle collezioni di storia riguardanti l’Italia.

L’articolo fa parte di un progetto più ampio riguardante l’Italia nella prima Guerra Mondiale, perciò all’interno dell’articolo il lettore trova molti link di approfondimento.

Su Internet Archive i libri sulla prima Guerra Mondiale sono molti; quelli che però hanno per oggetto Caporetto liberamente scaricabili risultano soltanto due, Dopo Caporetto, di Giuseppe Prezzolini e Da Caporetto alla vittoria di Vittorio Emanuele Orlando. Curiosamente questi libri risultano anche su Europeana, ma da lì non si possono scaricare.

Concludendo, come si vede il materiale per approfondire l’argomento non manca di certo. Buona navigazione e buone letture.

P.S: se trovate materiale interessante segnalatemelo con un commento. Grazie

Siti per la storia della medicina

Per chi come me si occupa di storia della medicina, Biu Santè è veramente una manna dal cielo. La storia della medicina non riguarda esclusivamente le varie specializzazioni mediche, ma è una delle chiavi più efficaci per comprendere la società e la storia in generale di un Paese.

In medicina la specializzazione progredì lentamente. Fino all’Ottocento inoltrato il medico non era esclusivamente un dottore, ma anche un “filosofo”, un professionista il cui mestiere si allacciava alla cultura, alla mentalità, alle abitudini, e quindi, in sintesi, alla sociologia e alla storia del proprio Paese.

Le opere dei medici sono quindi degli ottimi “sismografi” per capire i mutamenti profondi della società. Gli storici lo sanno bene, ma non è detto che i lettori siano altrettanto informati. Si può fare l’esempio del lavoro di Alexandre du Chatelet sulla prostituzione a Parigi, un’opera nella quale la prostituzione comincia ad essere considerata con occhi diversi rispetto al passato e sta diventando un problema di ordine pubblico (la prefazione è scritta da un’alienista, Leuret, uno psichiatra).

In quell’opera corposa, c’è molto di più di osservazioni di carattere medico: vi si trovano statistiche e dati sulla provenienza, età, professione delle prostitute , sui quartieri della città, sulle condizioni igienico-sanitarie di arrondissement e abitazioni, sull’immigrazione regolare e clandestina in città e molto altro ancora. Lo stesso discorso si potrebbe replicare con alcune opere di medici sulle conseguenze sociali della rivoluzione industriale in Inghilterra e di molti altri.

Da questo punto di vista, spesso sono le opere di medici semi sconosciuti già al tempo in cui scrivevano a risultare fonti preziose per lo storico. Dai cibi adulterati al problema dell’approvvigionamento idrico delle città, dai ritrovati della farmaceutica all’architettura degli ospedali; dalle conseguenze dei lavori manuali sulla salute ai problemi legati all’ereditarietà… le fonti di ispirazione o le piste per approfondire sono innumerevoli.

Ed ecco che quindi questo sito diventa fondamentale, un aiuto indispensabile per chi voglia approfondire un po’ di cose. Primo perché al momento sono consultabili e scaricabili 49 dizionari (una fonte indispensabile per seguire il mutare dei concetti e l’evoluzione della medicina) e le annate di 39 riviste specializzate; in secondo luogo, vi è una sezione dedicata alle tesi di laurea ottocentesche (un altro tipo di fonte); terzo perché, oltre ad altre varie sottosezioni (tra le quali, anche, splendide raccolte di immagini), vi sono migliaia di opere digitalizzate.

Biu Santè è ottimamente suddiviso per temi, categorie, novità mese per mese messe on line. Un sito prezioso per saperne di più sulla storia della medicina, sulla Francia e non solo, dato che vi si trovano molte opere in altre lingue.

Biu Santé. Sala di lettura

Se lo scopo di un sito è anche quello di incuriosire chi non va a colpo sicuro, Biu Santè, ha centrato in pieno l’obiettivo. Biu-Santé

Accademia di medicina di Torino

In Italia non disponiamo purtroppo di un progetto di simili proporzioni. Qualcosa di simile però è stato realizzato dall’Accademia di Medicina di Torino la quale ha già digitalizzato centinaia di opere di autori prevalentemente italiani ma non solo. Particolarmente preziosi sono i Dizionari e i Trattati, altrimenti introvabili in Internet.
Accademia di medicina di Torino

Accademia di Medicina di Torino. Biblioteca. Sala di lettura.

Il lettore italiano deve fare lo sforzo di navigare un po’ qui e un po là per recuperare materiale digitalizzato. L’emeroteca della Biblioteca Centrale di Roma offre un buon numero di riviste specializzate: Periodici e giornali digitalizzati Parte I

Altre opere possono essere recuperate dalla Biblioteca europea di informazione e cultura (BEIC), che dispone di una sezione di circa 700 testi di medicina e di storia della medicina: https://www.beic.it/it/articoli/storia-della-medicina

Un certo numero di testi di medicina – in particolare sul Colera – si trovano nel Progetto Scaffali Online della Biblioteca Archiginnasio di Bologna e altri ne incontreremo in altri progetti.

Ma fortunatamente le biblioteche straniere vengono in aiuto al lettore italiano. http://archive.org/ ospita tre grandi biblioteche tematiche: la Medical Heritage Library con 285.000 libri dei quali poco più di 3.000 sono in italiano https://archive.org/details/medicalheritagelibrary?and%5B%5D=languageSorter%3A%22Italian%22&sort=-publicdate, la US National Library of Medicine con circa 18.000 testi disponibili, dei quali però soltanto 27 in italiano e la Wellcome Library, incorporata nella Medical Heritage Library.

Direi che ce n’è abbastanza per parecchio tempo…