Istituto Storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Alessandria. Periodici digitalizzati (1900-1950)

L’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Alessandria si sta rendendo protagonista di una ammirevole attività: rendere fruibile a tutti le proprie collezioni di giornali e periodici.

In un altro articolo ho già segnalato il Fondo Fedeli, una mirabile collezione di stampa anarchica e socialista di grande pregio e, per alcuni pezzi, di grande rarità: Periodici anarchici e socialisti italiani ed europei: 1870-1960.

Questa è la volta di un altro fondo che raggruppa periodici di partiti, movimenti e associazioni di categoria dal 1900 al 1950:

testate che per la loro rarità o, in qualche caso, unicità, sono fonti preziose che meritano ogni attenzione. Di particolare interesse sono i periodici clandestini e semiclandestini delle forze politiche antifasciste attive nella Resistenza: Il Risveglio, l’Azione Tortonese, Giustizia e Libertà e L’Italia Libera per il Partito d’Azione, La Fiamma per il Partito Socialista Italiano, Patria per la Democrazia Cristiana, L’Unità, L’Unità Proletaria, La Sveglia Comunista per il Partito Comunista Italiano, La Voce Libera per il Partito Liberale Italiano. Ad essi si aggiunge un prezioso numero dattiloscritto de Il Ribelle, organo della 4. Divisione partigiana Garibaldi “Pinan-Cichero”, un altrettanto raro numero di Ritornano, portavoce delle istanze degli ex Internati Militari Italiani e uno di L’Italia d’oggi. Organo ufficiale dell’Associazione Nazionale Combattenti. Per spostarci al periodo storico immediatamente precedente, di grande interesse sono anche i periodici legati al primo conflitto mondiale, sia perché organo di reparti del Regio Esercito, come La Ghirba (1918), sia in quanto espressione di associazioni di ex-combattenti, come Battaglie (1925).

Una collezione dunque, per sintetizzare, ricca di fonti importanti per la ricerca storica, che offrono un’ampia panoramica sui due conflitti mondiali e sul periodo tra le due guerre, con un focus particolare sulla realtà politico-culturale della provincia di Alessandria, una delle più attive nella Resistenza italiana.

Come per il Fondo Fedeli, anche in questo caso il materiale è consultabile su Internet Culturale a questo indirizzo: Periodici di partiti, movimenti, associazioni di categoria: 1900-1950.

Buona navigazione

Periodici e giornali digitalizzati Parte IV

Continua il nostro viaggio tra periodici e giornali digitalizzati e disponibili nelle emeroteche digitali.
Friuli
Partendo da nord, il Sistema Bibliotecario del Friuli rende disponibili una quarantina di testate delle quali, quanto meno per la loro completezza, segnaliamo:  L’Amico del contadino, il Bollettino della Associazione Agraria Friulana, Il Cittadino italiano, Il Friuli: giornale politico-amministrativo-letterario-commerciale, il Giornale di Udine, Pagine friulaneLa Patria del Friuli e altre ancora. Periodici friulani
Reggio Emilia
Un po’ più giù, nel cuore dell’Emilia, la Biblioteca Digitale Reggiana ci regala una ventina di testate: da Lo Scamiciato a Il Solco fascista, da Reggio Democratica fino alle testate giovanili e della sinistra extra-parlamentare Sechaba e Reggio 15, viene ricoperto l’intero periodo dagli ultimi decenni dell’Ottocento a oggi: Biblioteca Digitale Panizzi
Puglia e Napoli
L’Emeroteca digitale della Puglia è il risultato di un progetto finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito del P.O. FESR 2007-2013, con la finalità di rendere disponibile per gli utenti della rete la stampa periodica di preminente interesse pugliese custodita nelle biblioteche del territorio regionale aderenti ai Poli SBN.

La collezione si può consultare sul portale Internet culturale. Comprende circa 900 titoli e include oltre 80 testate conservate presso la Biblioteca Nazionale di Bari. Giornali e periodici sono pubblicati a Napoli e in Puglia tra l’Ottocento e la prima metà del Novecento, che testimoniano i diversi aspetti della vita e della storia meridionale del tempo, i fermenti economici, politici e culturali della società pugliese nella sua evoluzione storica.
Di notevole interesse la Rassegna pugliese di scienze, lettere ed arti  stampata in Trani da Valdemaro Vecchi, la Rassegna tecnica pugliese, organo del Collegio degli ingegneri e degli architetti pugliesi, fondata da Luigi Sylos, il Giornale delle Puglie, il Giornale del Regno delle Due Sicilie e la Rivista di giureprudenza, riprodotta in formato digitale per gli anni 1876-1897.

Rientrano nel filone umoristico-satirico L’Arlecchino, pubblicato a Napoli negli anni 1848-1849 e 1860-1861, e il settimanale barese Fanfulla (1906-1922).

Tra le testate giornalistiche di carattere politico si segnalano il giornale progressista La sinistra (1880-1888), i settimanali socialisti La conquista (1907-1914) e Puglia rossa (1919-1922), oltre alla testata Il buon senso,  relativamente agli 1910-1959, di ispirazione cattolica.
Per la sua rarità, si segnala la rivista La Puglia nel Mondo: pubblicata a New York durante il terzo decennio del XX secolo, si rivolge ai pugliesi immigrati nel Nuovo Mondo. La raccolta della Biblioteca consta di 7 fascicoli che coprono il periodo luglio 1927 – febbraio 1928.

Numerosi sono i periodici di interesse locale come l’Iride, Favilla, Altamura, La Sferza, Il Circondario di Barletta, Noci gazzettino, Il Rubastino, Il faro di Vieste, il Gazzettino Dauno, il Giornale dell’Intendenza di Capitanata, l’Asso di bastone.
Si segnalano infine diversi periodici napoletani, tra cui Poliorama pittoresco, Il Lucifero, Il Monitore napolitano, posseduti dalle biblioteche pugliesi e presenti nella collezione.

Direi che la tavola è apparecchiata. Buon appetito.

Biblioteca Gino Bianco – Giornali Riviste Opuscoli

La Biblioteca Gino Bianco con la sua emeroteca digitale di riviste, opuscoli, libri di storia e di politica, dagli ultimi decenni dell’800 al secondo dopoguerra del 900, si propone in particolare di far conoscere, innanzitutto ai giovani, le tradizioni di pensiero e di impegno sociale, italiane ed europee, del socialismo umanitario, del libertarismo, del liberalsocialismo, del socialismo democratico, del repubblicanesimo, del liberalismo democratico e del federalismo, rimaste minoritarie, spesso calunniate, per lo più dimenticate, a cui la Storia, e solo lei, col tempo, ha dato ragione.

Così si presenta la Biblioteca Gino Bianco al pubblico. Ma presentarne l’attività è cosa più complicata. La quantità di opuscoli, riviste e giornali è tale che non è semplice suddividerli senza essere costretti a fare dei semplici compia incolla.

Il fondo Opuscoli mazziniani si compone di circa 200 opuscoli che comprendono anche il periodo risorgimentale. Segue, naturalmente dato che è da poco concluso il centenario, un fondo incentrato sulla prima guerra mondiale, composto da decine tra opuscoli e periodici (tra gli altri sono presenti, digitalizzati, l’Unità di Gaetano Salvemini in 366 fascicoli, un numero monografico della Rivista Storica del Socialismo incentrato sulla prima guerra mondiale, l’Almanacco Socialista Italiano illustrato… ). Materiale, non di rado sul versante pacifista, che può integrarsi con quello che abbiamo indicato in un altro post: Alcuni progetti in rete sulla prima guerra mondiale

Tra le molte riviste che si possono leggere (i file pdf si possono richiedere alla biblioteca) ci limitiamo a segnalare la disponibilità delle annate di Quaderni Piacentini dal 1962 al 1984, Lotta continua (rivista) dal 1969 al 1971, Giustizia e Libertà dal 1934 al 1939 e molte altre ancora.

Infine vale la pena di segnalare il fondo Alessandro Schiavi che rende disponibili decine di opuscoli in italiano, francese e inglese, nonché le relazioni presentate dal IX al XIII Congresso del Partito socialista italiano.

La Biblioteca Gino Bianco sta facendo ciò che tutte le biblioteche dovrebbero fare: mettere a disposizione di tutti materiale di difficile reperibilità. Non è l’affermazione egoistica di un appassionato: in un Paese in cui dottorati e borse di studio non consentono di vivere dedicandosi agli studi si dovrebbe venire incontro ai bisogni degli studenti e dei almeno per quanto riguarda la messa di disposizione di materiale altrimenti difficilmente raggiungibile. I mezzi tecnologici non mancano. A volte possono difettare quelli economici, ma in questo caso è questione di scelte…

Periodici e giornali digitalizzati Parte III

A ben guardare la disponibilità di periodici e giornali on line è più ampia di quanto a prima vista si potrebbe supporre. Pur non disponendo di biblioteche digitali paragonabili a quelle americane, francesi e tedesche (o, almeno, alle loro maggiori), i progetti sono numerosi.

Nella terza tappa del nostro viaggio di ricognizione su periodici e giornali digitalizzati, su segnalazione di un “follower” del blog (che ringrazio), mi soffermo su un progetto davvero interessante dell’INSMLI che ha per oggetto la stampa resistenziale.

Non c’è migliore presentazione di quella che si ritrova sulla pagina del progetto, perciò cito direttamente:


Come ha scritto lo storico Gianni Perona nel Dizionario della Resistenza edito da Einaudi «Poche congiunture storiche hanno visto la stampa svolgere un ruolo tanto importante quanto la Resistenza: essa è portatrice di messaggi operativi, politici, propagandistici, morali, tutti d’importanza cruciale per i produttori come per i destinatari, comunicatrice di una cronaca vera da opporre alla falsità della stampa fascista, affermazione d’identità e simbolo di libertà per il fatto stesso di esistere. Per pubblicarla, trasportarla, riprodurla si mobilitano energie immense, si corrono gravi rischi e, letteralmente, si può morire».
Nonostante la sua importanza, mancano repertori aggiornati della stampa resistenziale clandestina – l’ultimo generale risale al lontano 1961, di Laura Conti – e, soprattutto, queste testate sono disperse in decine di archivi, dove peraltro difficilmente sono reperibili nella loro completezza, dal momento che singoli numeri possono essere presenti in fondi o fascicoli diversi.
Da allora sono stati realizzati numerosi studi sulla stampa resistenziale, ristampe anastatiche di alcune testate, antologie, cataloghi e qualche esperienza di digitalizzazione, come quelle realizzate dagli istituti storici della Resistenza di Sesto San Giovanni, Padova e Novara sui propri fondi documentari. Mancava però uno sforzo ulteriore, quello di creare un catalogo generale della stampa clandestina edita in Italia tra il 1943 e il 1945, rendendo disponibili tutti i numeri editi in formato digitale.
Questo è stato l’obiettivo che si è dato l’Insmli quando ha partecipato, nell’autunno 2013, al bando promosso dalla Presidenza del Consiglio dei ministri per la selezione di progetti per il 70° anniversario della Resistenza e della Guerra di Liberazione, con il progetto “Banca dati della stampa clandestina italiana 1943-1945”, ottenendo un adeguato finanziamento.
Da allora è iniziato il lavoro di censimento della stampa clandestina, la compilazione delle schede biografiche e storiche sulle singole testate, la digitalizzazione di tutti i numeri delle testate (con la ricostruzione virtuale delle collezioni), la progettazione del sito internet e la produzione di materiale informativo e rivolto alla scuola, che ha portato alla realizzazione di questo portale e alla messa a disposizione degli studiosi, degli insegnanti, degli studenti e dei cittadini interessati di un patrimonio di grande rilievo storico, scientifico e culturale.


http://www.stampaclandestina.it/?page_id=9

Buona lettura: stampa clandestina

Quotidiani di sinistra: Avanti! e l’Unità digitalizzati

La biblioteca del Senato ha intrapreso vari progetti di digitalizzazione. I tempi non sono dei più veloci ma alcuni risultati più che apprezzabili sono stati raggiunti. Qui ci limitiamo a segnalare che è stata portata a termine la digitalizzazione dell’Avanti!,


storica testata posseduta in formato cartaceo dalla biblioteca a partire dall’anno 1904.
Grazie ad un accordo sottoscritto con l’Istituto di studi storici Gaetano Salvemini di Torino, che ha condotto l’opera di digitalizzazione consentendone la pubblicazione sul sito della Biblioteca del Senato, si aggiunge così un tassello al generale progetto di ampliamento delle risorse digitali e digitalizzate cui la Biblioteca (e il Polo bibliotecario parlamentare nel suo complesso) attende da diversi anni, al fine di favorire la libera consultazione online di parti sempre crescenti del suo patrimonio.
L’Avanti! costituisce uno dei giornali più rilevanti della storia politica italiana. Pubblicato per la prima volta a Roma nel 1896 in seguito allo straordinario risultato elettorale ottenuto dal partito socialista nelle elezioni del 1895, il quotidiano diventerà da allora un punto di riferimento irrinunciabile all’interno del dibattito politico e culturale della penisola, raccogliendo nelle sue pagine gli articoli dei maggiori leaderspolitici del socialismo italiano e degli esponenti, tra i più prestigiosi, della letteratura del tempo. Innumerevoli sono state le battaglie condotte dalle pagine del giornale: dal sostegno al nascente movimento operaio alla lotta per il parlamentarismo, dalla rivendicazione per una legislazione sociale al contrasto al fascismo, dalla scelta repubblicana alla rottura con il partito comunista. Un ruolo da protagonista durato più di un secolo e che manterrà fino al 1993, anno in cui cesserà le pubblicazioni.

Cito dalla presentazione del progetto.

Lo trovate qui: http://avanti.senato.it/avanti/controller.php?page=guida

Molti tra coloro che frequentano questo blog avranno consultato, parecchio tempo fa ormai, un’altra delle testate storiche della sinistra italiana: L’Unità.

Il giornale poi improvvisamente sparì e non se ne ebbe più traccia, se non attraverso un percorso assai tortuoso. Ora Internet Archive ospita la testata nel suo sito per il periodo repubblicano: L’Unità è infatti disponibile dal 1946 al 2014. https://archive.org/details/lunita_newspaper

(Un buon esempio di ironia della storia: gli Stati Uniti che rendono disponibile il quotidiano di quello che fu il più forte Partito comunista del mondo occidentale… 🙂 )

Periodici e giornali digitalizzati Parte I

Non c’è bisogno di dilungarsi sull’importanza della stampa. Essa, si sa, non è lo specchio della realtà, ma è uno “specchio deformato (e deformante) della realtà”. Deve dunque essere presa con cautela e vagliata con gli strumenti della storiografia. Tuttavia, ovviamente, per gli storici, è un materiale fondamentale.

I progetti che si preoccupano di digitalizzare questo materiale sono ormai numerosi. Uno dei più interessanti è senza dubbio quello messo a punto dalla Biblioteca di storia moderna e contemporanea di Roma. Nella sua Digiteca sono disponibili centinaia di testate pubblicate nel corso dei secoli XIX e XX che spaziano dalla politica alla cultura, dall’amministrazione al costume (vi sono anche periodici femminili, di moda e per bambini), dalla satira alla letteratura e alla musica. Tutto il materiale è facilmente consultabile e scaricabile tramite la funzione download.

Sempre a Roma la Biblioteca Nazionale Centrale offre una emeroteca fornitissima. Di particolare interesse è la enorme varietà di riviste scientifiche di carattere scientifico (medico, statistico, amministrativo, economico ecc.), spesso di difficile reperibilità. Numerose anche le riviste straniere. Anche in questo caso, purtroppo, il materiale è consultabile ma non scaricabile. Resta comunque un patrimonio (continuamente incrementato) di grande utilità per studenti, dottorandi e ricercatori: Emeroteca

L’Emeroteca digitale della Biblioteca Nazionale Braidense è uno dei progetti più conosciuti. A tutt’oggi sono state digitalizzate 960 testate. Anche in questo caso si tratta di materiale eterogeneo (periodici politici, umoristici, scientifici ecc.), in gran parte provenienti dalle regioni centro-settentrionali del Paese. Per scaricare è necessario installare il programma DjVu (il plug-in è disponibile sulla pagina iniziale: Emeroteca Digitale Braidense

Un altro progetto importante è quello promosso dalla Regione Toscana con una emeroteca digitale contenente 65 periodici provenienti da diverse biblioteche. Oltre a rendere disponibili testate locali, altrimenti difficilmente consultabili, di particolare interesse è la digitalizzazione del quotidiano la Nazione dal 1860 al 1912: Emeroteca Digitale Toscana

Altrettanto interessante è la Emeroteca digitale del Veneto: Emeroteca Digitale del Veneto

La collezione comprende attualmente una sessantina di pubblicazioni periodiche stampate a Padova prevalentemente nella seconda metà dell’Ottocento, che costituiscono un prezioso documento della vita cittadina in tutti i suoi aspetti. Vi figurano giornali di attualità che rappresentano le varie posizioni presenti sulla scena politica, da quelli di orientamento liberal-progressista a quelli di orientamento moderato e monarchico o radicale e socialista. Si tratta in molti casi di testate di breve vita ed estrema rarità, nel caso dei giornali radicali spesso sottoposte a censure e sequestri. Ben rappresentati sono i periodici culturali, dal più antico Biblioteca germanica di scienze, lettere ed arti (1822-1823), di rigorosa impostazione scientifica, ad altri rivolti ad un più ampio pubblico colto. Sono presenti anche testate dedicate ai cultori di pratiche sportive o ludiche. Infine non poteva mancare Il Caffè Pedrocchi, il più celebre e fortunato dei giornali padovani, uscito tra il 1846 e il 1848.

Riprendo dalla presentazione sul sito Internet Culturale.

Vi assicuro che la carne al fuoco è molta e quindi come prima puntata può bastare. Avrete di che curiosare per un bel po’. Buon divertimento.

Matteo Banzola