Entrare “di traverso” nella storia

Tempo fa ho letto da qualche parte che Paul Ginsborg, uno storico inglese molto conosciuto anche da noi, decise di diventare uno storico mentre accompagnava suo padre nelle visite che faceva per lavoro. Suo padre era un medico e così il giovane Paul poté osservare in prima persona le abitazioni, le abitudini, il vestiario, i consumi, il lavoro, il tenore di vita dei pazienti di suo padre. Ginsborg entrò nella storia non, per così dire, dalla porta principale – la “Grande Storia” della politica della diplomazia, delle guerre ecc. – ma lo fece dal basso e, come ho scritto nel titolo, lo fece “di traverso”.

Del resto non so se il giovane Ginsborg avesse letto un filosofo arabo dell’antichità che consigliava di studiare la storia da una posizione defilata, “in diagonale” (diciamo così).

Ginsborg ebbe un buon maestro per diventare uno storico. La storia della medicina è un ottimo sentiero per entrare nella storia: storia della salute, del progresso scientifico, della clinica, ospedali e manicomi… certo, ma la medicina si allaccia al lavoro, all’alimentazione, all’igiene delle città delle case dei luoghi di lavoro…

Ne fossero consapevoli o meno i medici ci hanno consegnato una massa di materiale enorme per comprendere il passato. Soprattutto con le trasformazioni provocate dagli enormi vulcani che furono la Rivoluzione industriale e la Rivoluzione francese gli appunti, le relazioni e le opere dei medici ci inoltrano nei meandri profondi della storia.

Si potrebbe obiettare che questo discorso vale per tutte le branche della storia: la storia dell’agricoltura non si risolve semplicemente nella evoluzione delle tecniche di coltivazione, ma implica rapporti agrari, diversità di soggetti – braccianti, mezzadri ecc. – lo studio del clima, delle stagioni, della viabilità, dei mercati ecc. E così, per tutti gli altri aspetti della produzione umana. Sono considerazioni che condivido.

L’importanza delle fonti

Credo però che la storia della medicina permetta di arrivare più in profondità. Chi ha letto la recensione a Lucio Villari: Bella e perduta. L’Italia del Risorgimento e, soprattutto, a Adriano Prosperi: Un volgo disperso. Contadini d’Italia nell’Ottocento ha prove di quanto si possa scoprire e indagare con queste immersioni.

Molti autori prediligono questa scelta – valgano ad esempio i nomi di Della Peruta e Sorcinelli – (le incontreremo pian piano, il tempo è quello che è e recensisco molto meno di quanto vorrei).

Qui però mi importa segnalare alcune – pochissime rispetto al materiale esistente – di queste opere di prima mano che possiamo leggere e consultare grazie alle biblioteche digitali e che ci permettono di entrare nella storia “di traverso”.

Il ventaglio è ampio. Come ho già detto altrove la Wellcome Digital Library sta digitalizzando molte riviste in collaborazione con Internet Archive. Stralcio quindi qualche saggio a titolo di esempio.

Possiamo vedere da vicino epidemie: dal Bullettino delle scienze mediche di Bologna (vol. 12, 1835) ne troviamo una  cholera morbus in Toscana e Genova: https://archive.org/details/s8id13293180/page/191 (sul colera a Bologna il mio amico Emanuele Catone mi ha segnalato una mostra organizzata dall’Archiginnasio di Bologna con relativa bibliografia: Colera a Bologna) nel volume 10 del 1846 troviamo una relazione sulle malattie contagiose nel piccolo paese di Cotignola: https://archive.org/details/s8id13293400/page/26; sui risultati delle vaccinazioni a Parma ci dà notizie il Giornale della società medica di Parma nel decimo volume : https://archive.org/details/s6id13303680/page/319; di un’epidemia di vaiolo a Pavia sappiamo qualcosa grazie agli Annali Universali di Medicina (vol 60, 1831): https://archive.org/details/s12id13209270/page/76

Gli Asili infantili a Bologna possono essere indagati nel settimo volume del Bullettino delle scienze mediche di Bolognahttps://archive.org/details/s8id13293610/page/n4, sempre su Bologna abbiamo informazioni sulla prostituzione nel volume 23 della stessa rivista (1863): https://archive.org/details/s8id13293670/page/n4; sull’educazione de’ pazzi ci parlano gli Annali Universali di Medicina nel volume 46 del 1828 https://archive.org/details/s12id13209120/page/225.

Lo sguardo dei Medici

Si tratta di lavori che poi spesso gli autori amplieranno nelle “topografie mediche”, lavori più ampi e articolati. Google Libri ce ne regala moltissime (è sufficiente digitare “topografia medica”). Sono testi che non restituiscono la voce delle classi popolari. Ci restituiscono i pensieri dei medici che le curavano e le studiavano. Ma lo “sguardo” del medico – e soprattutto del medico condotto – era stato trasformato dalla riforma della medicina introdotta dalla Rivoluzione francese. Intellettuale – e quindi appartenente alla classe dirigente – il medico viveva però a contatto con i ceti più umili o imparava a conoscerli nelle corsie di ospedale.

Il loro sguardo entrava appunto “di traverso” nella storia. Non è un caso se molti di loro, proprio stando a contatto con le condizioni spesso disperate delle classi popolari, maturarono idee democratiche, radicali, anarchiche e socialiste. Non è un caso se negli Annali Universali di Medicina troviamo un saggio su un argomento solo in apparenza lontano dal tema della rivista come può essere quello sulle Cinque giornate di Milano (vol. 125, 1848): https://archive.org/details/s12id13209930/page/595

La stessa cronologia delle riviste ci dice molto non soltanto sulla storia della medicina in quanto tale, ma anche sui problemi che ad essa si connettevano. Da noi, ad esempio, non è un caso se le riviste e le pubblicazioni incentrate sull’igiene appaiono più tardi rispetto ad altri Paesi: il Giornale della Società Italiana di Igiene iniziò le pubblicazioni soltanto nel 1879. Lo stesso discorso vale per la psichiatria (Riviste italiane di psichiatria e psicologia (fonti)).

I temi e le diramazioni per entrare nella storia “di traverso” sono molte per essere riassunte in un unico articolo. Mi fermo qui concludendo che queste monografie e i saggi sulle riviste che ho indicato (ma ovviamente ce ne sono molte altre) ci rimandano una massa di informazioni preziose per capire meglio la storia del nostro Paese.

 

ASPI – Archivio Storico della Psicologia Italiana

Col passare del tempo il materiale raccolto dall’Archivio Storico della Psicologia Italiana dell’Università di Milano-Bicocca ha trasformato il proprio sito  in una vera e propria miniera. Lettere, corrispondenze, articoli di giornale, perizie, diari di viaggio, approfondimenti biografici e bibliografici, fotografie, riproduzioni… L’archivio organizza in modo mirabile un “maremagum” di documenti di difficile reperibilità e consultazione.

Si tratta di un lavoro di carattere archivistico veramente ammirevole. All’interno del sito il visitatore può muoversi in molti modi: può decidere di seguire psicologi e psichiatri sfruttando la categoria Protagonisti oppure seguire gli Archivi; può iniziare dai Percorsi ma anche optare per i Luoghi.

Non solo ogni categoria è suddivisa in sottocategorie che guidano e facilitano la consultazione, ma consultando le biografie e i carteggi dei protagonisti link interni collegano ad altri colleghi, luoghi, riviste ecc. In questo modo il lettore può mantenere il percorso principale e contemporaneamente approfondire i percorsi tematici che maggiormente lo interessano.

Particolarmente preziose sono le schede biografiche dei Protagonisti e le bibliografie, ricche e puntuali. Le bibliografie dei singoli medici, puntualmente riportate, possono essere un ottimo punto di riferimento per rintracciare opere e, soprattutto, i saggi pubblicati sulle riviste del settore che sono disponibili on line (alcune di queste le ho indicate nell’articolo: Riviste italiane di psichiatria e psicologia (fonti)). Un altro collegamento possibile e di integrazione è, ovviamente, col portale Carte da legare – Archivi della psichiatria in Italia

La ricchezza del sito dell’ ASPI – Archivio Storico della Psicologia Italiana è completata dalle News, con la segnalazione di eventi e delle nuove acquisizioni del Centro.

Non resta che fare i complimenti alla splendida iniziativa dell’Archivio Storico della Psicologia Italiana e auguravi buona navigazione.

Fonti per la storia della peste

Non molto tempo fa ho recensito un libro sulla peste in Europa: Recensione: William Naphy Andrew Spicer La peste in Europa. Ho spulciato un po’ qui e là per cercare qualche fonte.

Anche se, ovviamente, un fenomeno traumatico come la peste ha prodotto una vastissima letteratura, qui mi limito a segnalare le fonti in Italiano. Quelle in latino, francese e inglese sono numerosissime.

Internet Archive ci regala 45 testi. Il più antico è del 1494: In comincia el dignissimo Fasiculo de medicina in volgare el quale tracta de tute le infirmitate del corpo humano & de la anotomia de quello : & multi altri tractati composti p[er] diuersi excelentissimi doctori con auctorita e testi prouadi : & prima la exposition del colore delle vrine e iudicio de quelle. Il più recente è del 1898: La peste bubbonica in Parma nell’anno 1630.

Numerose opere in italiano si trovano tra le 392 presenti in Biu-Santé. Interessante e istruttiva è la stampa titolata La peste bubbonica in Parma nell’anno 1630 appartenente alla Wellcome Library (affiliata a Internet Archive).

Altri 5 testi si possono leggere e scaricare in pdf. su MDZ, una delle più ricche biblioteche digitali europee con sede in Germania, mentre 29 sono rintracciabili su BEIC.

Tutto sommato si tratta di un complesso più che sufficiente per approfondire l’argomento.

Buona lettura

Allons enfants de la patrie – Siti e fonti sulla Rivoluzione francese

Una rassegna di siti e portali dedicati alla Rivoluzione francese.

La Rivoluzione francese, si sa, è una dei due eventi che hanno dato vita alla nostra epoca. Come tutte le rivoluzioni e gli eventi drastici della storia ha sviluppato un dibattito che è ancora ben lontano dall’essere esaurito tra sostenitori e avversari. Al punto che, volendo, perfino la seconda guerra mondiale potrebbe essere visto come lo scontro tra le filiazioni della Rivoluzione (liberalismo e socialismo) e i suoi nemici (fascismo e clero più conservatore).

Non stupisce quindi che il materiale su di essa sia sterminato, tanto che è nata una branca della storiografia che studia la storiografia della Rivoluzione.

Ovviamente, e non poteva essere altrimenti, anche il materiale disponibile on line abbonda.

Inizio questa rassegna segnalando un sito semplicemente magnifico: Révolution française l’esprit de lumières et de la Révolution. Vi si trova di tutto: recensioni, saggi, segnalazioni, fonti, bibliografie, immagini, discussioni. Presentarlo seguendolo sezione per sezione è praticamente impossibile. Il sito è amplissimo ma è perfettamente strutturato, così che il lettore si orienti con facilità su ciò che sta cercando.

Un altro splendido sito è Liberté égalitè fraternité. Exploring the french revolution, che propone molte sezioni tematiche, un ricco apparato iconografico e un gran numero di saggi in pdf redatti da specialisti.

Naturalmente Gallica offre una quantità enorme di materiale. In soccorso al lettore e al visitatore del blog vengono una serie di post sul blog del sito principale che si rivelano particolarmente utili. C’è una ricognizione generale con un’ampia scelta di documenti in La Révolution française e uno dedicato alla presa della Bastiglia: La prise de la Bastille. Tutti contengono dei links per approfondire i vari aspetti.

Un poco più complessa è la navigazione su Internet Archive. con i suoi venti milioni di opere bisogna impratichirsi un po’ prima di andare a colpo sicuro. Naturalmente non mancano gli strumenti interni per facilitare la ricerca e quindi si impara abbastanza velocemente. In ogni caso, il sito ospita collezioni interessanti.

La prima è la Newberry French Pamphlet Collection, una

collezione di opuscoli costituita principalmente da materiale pubblicato tra il 1780 e il 1810 dalla French Revolution Collection (FRC), dalla Louis XVI Trial and Execution Collection e da diverse collezioni minori di materiale dell’epoca della Rivoluzione Francese. Essa traccia la storia politica, sociale e religiosa della Rivoluzione Francese. Il materiale rappresenta le opinioni di tutte le fazioni che si opposero e difesero la monarchia durante il periodo turbolento dal 1789 al 1799 e racconta gli eventi – sia drammatici che quotidiani – della Prima Repubblica. La collezione FRC è stata acquistata dalla Newberry tra il 1957 e il 1961 da Michel Bernstein, un commerciante di libri a Parigi. Ci sono edizioni complete di riviste conosciute (parte fornita qui), così come molte pubblicazioni rare e sconosciute. Mentre la maggior parte degli opuscoli sono stati stampati a Parigi dall’Imprimerie nationale, ci sono anche un numero significativo di editori provinciali e impronte fittizie.
Questa raccolta comprende anche circa 3.000 opuscoli politici francesi pubblicati tra il 1560 e il 1653 che documentano un periodo di guerre di religione e l’instaurazione della monarchia assoluta.

http://data.abuledu.org/URI/50fd6ca2

A queste oltre 38.000 opere si affiancano gli 850 della collezione della Università del Maryland:  University of Maryland, College Park – French Pamphlet Collection, opere e opuscoli di grande utilità per lo studio del del periodo.

La Rivoluzione francese è un tema troppo vasto per essere esaurito in un singolo post. Ne riparleremo. Intanto buona navigazione.