Riviste dei principali municipi italiani – II

Una serie di riviste delle città italiane dalla Emeroteca della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.

Tempo fa, sul finire di giugno 2019 pubblicai un articolo in cui segnalavo alcune Riviste dei principali municipi italiani: Riviste dei principali municipi italiani

Le pubblicazioni provengono dall’Emeroteca della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Ora il progetto si è ampliato e con esso anche l’offerta di altre riviste riguardanti le principali città italiane.

Disponiamo di: Alessandria, Alexandria. Rivista mensile della provincia per gli anni 1933-1939; Bergamo, La rivista di Bergamo mensile illustrata, dal 1922 al 1927; Bologna, con Il comune di Bologna rassegna mensile di cronaca amministrativa e di statistica, dal 1925 al 1934 (lacunoso per gli anni 1929 e 1931-32); Cremona. Rivista mensile illustrata della Città e Provincia dal 1929 al 1943; Genova con due pubblicazioni; la prima Il Comune di Genova bollettino municipale mensile disponibile dal 1921 al 1927; la seconda, La grande Genova bollettino municipale per il biennio 1928-29; La Spezia, Il Comune della Spezia. Atti e statistiche dal 1923 al 1940; Lecco, con La rivista di Lecco dal 1924 al 1933; Monza, con Rivista di Monza. Rassegna mensile di vita cittadina e bollettino di statistica del comune di Monza dal 1933-1939; Napoli con il suo Annuario statistico del Comune di Napoli per il solo 1936; anche Piacenza presenta il proprio Annuario della provincia di Piacenza  dal 1882 al 1899 e per il 1904; Taranto, Taranto rassegna del Comune  per il biennio 1937-38.

Assieme alle altre riviste segnalate nell’articolo precedente abbiamo a disposizione un bel corpo di materiale.

Buona consultazione: Emeroteca della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma

Bibliotheca Hertziana

La Bibliotheca Hertziana dell’Istituto Max Planck per la storia dell’arte

promuove la ricerca in ambito della storia dell’arte e dell’architettura italiana e globale. Nata da una fondazione privata da parte di Henriette Hertz (1846–1913), venne inaugurata nel 1913 come centro di ricerca della Kaiser-Wilhelm-Gesellschaft. Oggi la Bibliotheca Hertziana fa parte degli istituti del settore degli studi umanistici della Società Max Planck ed è considerata uno dei più rinomati istituti di ricerca al mondo per la storia dell’arte.

Recentemente è stato promosso e realizzato

un ampliamento delle aree di ricerca del istituto, sia da un punto di vista metodologico, storico e geografico. Le attività di ricerca promosse [si muovono dall’ ]ambito geografico dell’Italia Meridionale, in particolare alla città e al Regno di Napoli […] al bacino mediterraneo. Al centro degli interessi è la comprensione storica dello spazio tra il Medioevo e l’Età Moderna [e] punta soprattutto a collegare globalmente l’arte italiana dalla prima età moderna al contemporaneo e ad approfondire la storia della scienza. L’iniziativa di ricerca [incentrata su Roma]propone di rivalutare l’importante contributo della scena artistica romana alla storia dei secoli XX e XXI.

Considerato l’ambito di azione non stupisce che la fornitissima Hertziana sia ricca di testi riguardanti l’Architettura e l’Arte. In un articolo di qualche tempo fa ho segnalato un’ottima rivista sulla storia del viaggio: Viaggiatori. Circolazione, scambi ed esilio. Ebbene, su Hertziana gli appassionati hanno a disposizione una tavola imbandita: vi si trovano testi di ogni genere: da resoconti di viaggio, a monografie incentrate su singole o più città, a topografie che ampliano gli argomenti oltre all’aspetto monumentale e artistico delle città.

Al tema del Gran Tour e viaggiare in Italia ho dedicato un articolo tempo fa. Hertziana integra e amplia la bibliografia sull’argomento con una quantità veramente impressionante di testi.

Inoltre confluiscono nella biblioteca – anche se in numero più ristretto – monografie e libri che esulano almeno in parte dalla letteratura di viaggio e dagli studi sull’arte: si trovano testi di agronomia e di carattere generale (tipiche del periodo napoleonico, ma non solo).

Naturalmente, data anche la natura internazionale dell’Istituto, si trovano opere anche in inglese, francese, tedesco ecc.

Insomma, siamo di fronte ad un progetto e ad una Biblioteca Digitale di prim’ordine. Non resta che andare a curiosare: Bibliotheca Hertziana