La “Biblioteca Storica del Risorgimento”

la Biblioteca Storica del Risorgimento della University of Toronto. Una fonte per studiosi, studenti e appassionati.

Al Risorgimento ho dedicato qualche articolo a partire dal progetto della Fondazione Feltrinelli (Il Risorgimento nei fondi della Fondazione Feltrinelli Prima parteIl Risorgimento nei fondi della Fondazione Feltrinelli Seconda parteIl Risorgimento nei fondi della Fondazione Feltrinelli Terza Parte). Le opere della biblioteca digitale di questo progetto costituiscono fonti di seconda mano, scritti e lavori dei protagonisti. Un discorso simile vale per le Riviste digitalizzate per la storia del Risorgimento.

la “biblioteca storica del risorgimento”

Ora – anzi, già da qualche tempo e forse molti di voi ne saranno a conoscenza – nei fondi della University of Toronto si trova la “Biblioteca Storica del Risorgimento”, una collana di studi in più serie e volumi, diretta da Vittorio Emanuele Fiorini.

Di questa collana – scrive Guido Fagioli Vercellone che ne ha curato la voce nel Dizionario Biografico degli Italiani Treccani – che andò avanti per decenni anche dopo la morte del F., egli fu direttore insieme a T. Casini, e guidò le scelte editoriali che non furono solo di fonti, ma anche di trattati organici. In questo campo un’apprezzabile peculiarità del F., in tempi di diffusa tendenza all’agiografia nel trattare del Risorgimento, fu di aver adottato costantemente criteri scrupolosamente storiografici, tendendo non a glorificare ma a capire e a far capire. Si può affermare che per la storia di quel periodo […] egli pose le basi e segnò le linee-guida di ogni futura indagine.

Una fonte per studiosi, studenti e appassionati

Se, dunque, dal punto di vista storiografico le monografie della “Biblioteca Storica del Risorgimento” sono senza dubbio superate, restano comunque una fonte valida da utilizzare come fonte.

Del resto così come esiste una storia della storiografia sulla Rivoluzione francese, si può fare una una storia della storiografia del nostro Risorgimento. Anzi, recentemente sono risorte riviste che hanno per oggetto il Risorgimento (una è pubblicata da Franco Angeli Editore).

Sono 74 i volumi messi a disposizione dalla University of Toronto tramite Internet Archive.  Elencarli tutti sarebbe noioso. Vi sono opere per argomento (la carboneria, i moti del 1821 e del ’48, le Cinque giornate di Milano, la Carboneria, i giornali), altre che focalizzano la ricerca su aree geografiche e/o città (Piemonte, Romagna, Trentino, Cosentino, Milano, Napoli…), altre hanno una scansione temporale (dal 1848 al 1860), altre ancora si incentrano su personaggi (Garibaldi, Mazzini, Gioberti e altri anche “minori”), altre sono volumi di memorie o raccolte di articoli di giornale.

Insomma, studenti e ricercatori hanno a disposizione una massa imponente di materiale che può essere utilissimo per le loro ricerche. Lo si trova qui:

https://archive.org/details/robarts?and%5B%5D=biblioteca+storica+del+risorgimento&sin=&and%5B%5D=languageSorter%3A%22Italian%22

Entrare “di traverso” nella storia

Tempo fa ho letto da qualche parte che Paul Ginsborg, uno storico inglese molto conosciuto anche da noi, decise di diventare uno storico mentre accompagnava suo padre nelle visite che faceva per lavoro. Suo padre era un medico e così il giovane Paul poté osservare in prima persona le abitazioni, le abitudini, il vestiario, i consumi, il lavoro, il tenore di vita dei pazienti di suo padre. Ginsborg entrò nella storia non, per così dire, dalla porta principale – la “Grande Storia” della politica della diplomazia, delle guerre ecc. – ma lo fece dal basso e, come ho scritto nel titolo, lo fece “di traverso”.

Del resto non so se il giovane Ginsborg avesse letto un filosofo arabo dell’antichità che consigliava di studiare la storia da una posizione defilata, “in diagonale” (diciamo così).

Ginsborg ebbe un buon maestro per diventare uno storico. La storia della medicina è un ottimo sentiero per entrare nella storia: storia della salute, del progresso scientifico, della clinica, ospedali e manicomi… certo, ma la medicina si allaccia al lavoro, all’alimentazione, all’igiene delle città delle case dei luoghi di lavoro…

Ne fossero consapevoli o meno i medici ci hanno consegnato una massa di materiale enorme per comprendere il passato. Soprattutto con le trasformazioni provocate dagli enormi vulcani che furono la Rivoluzione industriale e la Rivoluzione francese gli appunti, le relazioni e le opere dei medici ci inoltrano nei meandri profondi della storia.

Si potrebbe obiettare che questo discorso vale per tutte le branche della storia: la storia dell’agricoltura non si risolve semplicemente nella evoluzione delle tecniche di coltivazione, ma implica rapporti agrari, diversità di soggetti – braccianti, mezzadri ecc. – lo studio del clima, delle stagioni, della viabilità, dei mercati ecc. E così, per tutti gli altri aspetti della produzione umana. Sono considerazioni che condivido.

L’importanza delle fonti

Credo però che la storia della medicina permetta di arrivare più in profondità. Chi ha letto la recensione a Lucio Villari: Bella e perduta. L’Italia del Risorgimento e, soprattutto, a Adriano Prosperi: Un volgo disperso. Contadini d’Italia nell’Ottocento ha prove di quanto si possa scoprire e indagare con queste immersioni.

Molti autori prediligono questa scelta – valgano ad esempio i nomi di Della Peruta e Sorcinelli – (le incontreremo pian piano, il tempo è quello che è e recensisco molto meno di quanto vorrei).

Qui però mi importa segnalare alcune – pochissime rispetto al materiale esistente – di queste opere di prima mano che possiamo leggere e consultare grazie alle biblioteche digitali e che ci permettono di entrare nella storia “di traverso”.

Il ventaglio è ampio. Come ho già detto altrove la Wellcome Digital Library sta digitalizzando molte riviste in collaborazione con Internet Archive. Stralcio quindi qualche saggio a titolo di esempio.

Possiamo vedere da vicino epidemie: dal Bullettino delle scienze mediche di Bologna (vol. 12, 1835) ne troviamo una  cholera morbus in Toscana e Genova: https://archive.org/details/s8id13293180/page/191 (sul colera a Bologna il mio amico Emanuele Catone mi ha segnalato una mostra organizzata dall’Archiginnasio di Bologna con relativa bibliografia: Colera a Bologna) nel volume 10 del 1846 troviamo una relazione sulle malattie contagiose nel piccolo paese di Cotignola: https://archive.org/details/s8id13293400/page/26; sui risultati delle vaccinazioni a Parma ci dà notizie il Giornale della società medica di Parma nel decimo volume : https://archive.org/details/s6id13303680/page/319; di un’epidemia di vaiolo a Pavia sappiamo qualcosa grazie agli Annali Universali di Medicina (vol 60, 1831): https://archive.org/details/s12id13209270/page/76

Gli Asili infantili a Bologna possono essere indagati nel settimo volume del Bullettino delle scienze mediche di Bolognahttps://archive.org/details/s8id13293610/page/n4, sempre su Bologna abbiamo informazioni sulla prostituzione nel volume 23 della stessa rivista (1863): https://archive.org/details/s8id13293670/page/n4; sull’educazione de’ pazzi ci parlano gli Annali Universali di Medicina nel volume 46 del 1828 https://archive.org/details/s12id13209120/page/225.

Lo sguardo dei Medici

Si tratta di lavori che poi spesso gli autori amplieranno nelle “topografie mediche”, lavori più ampi e articolati. Google Libri ce ne regala moltissime (è sufficiente digitare “topografia medica”). Sono testi che non restituiscono la voce delle classi popolari. Ci restituiscono i pensieri dei medici che le curavano e le studiavano. Ma lo “sguardo” del medico – e soprattutto del medico condotto – era stato trasformato dalla riforma della medicina introdotta dalla Rivoluzione francese. Intellettuale – e quindi appartenente alla classe dirigente – il medico viveva però a contatto con i ceti più umili o imparava a conoscerli nelle corsie di ospedale.

Il loro sguardo entrava appunto “di traverso” nella storia. Non è un caso se molti di loro, proprio stando a contatto con le condizioni spesso disperate delle classi popolari, maturarono idee democratiche, radicali, anarchiche e socialiste. Non è un caso se negli Annali Universali di Medicina troviamo un saggio su un argomento solo in apparenza lontano dal tema della rivista come può essere quello sulle Cinque giornate di Milano (vol. 125, 1848): https://archive.org/details/s12id13209930/page/595

La stessa cronologia delle riviste ci dice molto non soltanto sulla storia della medicina in quanto tale, ma anche sui problemi che ad essa si connettevano. Da noi, ad esempio, non è un caso se le riviste e le pubblicazioni incentrate sull’igiene appaiono più tardi rispetto ad altri Paesi: il Giornale della Società Italiana di Igiene iniziò le pubblicazioni soltanto nel 1879. Lo stesso discorso vale per la psichiatria (Riviste italiane di psichiatria e psicologia (fonti)).

I temi e le diramazioni per entrare nella storia “di traverso” sono molte per essere riassunte in un unico articolo. Mi fermo qui concludendo che queste monografie e i saggi sulle riviste che ho indicato (ma ovviamente ce ne sono molte altre) ci rimandano una massa di informazioni preziose per capire meglio la storia del nostro Paese.

 

Le biblioteche italiane affiliate a Internet Archive

Internet Archive è diventato qualcosa di incredibile. Anche volendo limitarsi a presentare la sola parte riguardante libri, giornali e documenti, sarebbe necessario scrivere una breve monografia. Giusto per rendere l’idea di cosa stiamo parlando, vi sono attualmente 6.450 istituzioni affiliate da tutto il mondo: biblioteche, musei, enti di ricerca, collezioni di giornali, quotidiani, riviste, documenti governativi, diari, opere manoscritte. Tutto questo, al momento – ma le acquisizioni sono continue, praticamente quotidiane – vanno a comporre l’incredibile cifra di quasi 21.000.000 di documenti on line: gratuiti, liberamente consultabili, quasi tutti scaricabili.

Probabilmente un’occhiata al lavoro di questo ente no-profit rende meglio delle mie descrizioni. Perciò vi invito a guardare questo video (almeno dal minuto 6 e qualche secondo in avanti):

Con più di di tre milioni di visitatori al giorno da tutto il mondo è del tutto naturale che  Internet Archive sia diventato un polo d’attrazione pressoché irresistibile per biblioteche e istituzioni che, altrimenti, avrebbero una visibilità minima sul web.

Non a caso di questo mastodontico progetto ho parlato più volte in questo blog e certamente ne parlerò in futuro. Progetti di queste dimensioni dovrebbero far riflettere il mondo politico su come organizzare la presenza della nostra cultura nel web.

Ma se le nostre istituzioni sono attanagliate da un anacronistico e ingiustificabile ritardo, singole realtà si sono mosse e si stanno muovendo per mettersi al pari coi tempi. Lo hanno fatto Polo delle Biblioteche Umanistiche dell’Università degli Studi di Torino, l’Accademia di Medicina di Torino (che ho già presentato in un altro articolo Siti per la storia della medicina), la Biblioteca civica Berio di Genova, la Fondazione Casa Oriani di Ravenna che sta digitalizzando opere dantesche di inizio ‘900, l’Università di Padova e il Sistema Bibliotecario di Milano SBM. Un caso a parte è il progetto interno Testi italiani di filosofia, scienza e geografia che fa riferimento principalmente, ma non esclusivamente, alla Università di Trieste.

Questi esempi mi sembrano meritevoli perché, sebbene quasi tutti questi enti mantengano un proprio sito, si garantiscono la possibilità di essere visibili a un pubblico infinitamente più ampio di quanto potrebbero disporre con le sole proprie forze – il che risponde esattamente al compito delle biblioteche digitali.

Ben venga allora lo sviluppo di Internet Archive e delle sue affiliazioni. Vi lascio il gusto della scoperta: buona navigazione.

 

Siti per la storia della medicina

Per chi come me si occupa di storia della medicina, Biu Santè è veramente una manna dal cielo. La storia della medicina non riguarda esclusivamente le varie specializzazioni mediche, ma è una delle chiavi più efficaci per comprendere la società e la storia in generale di un Paese.

In medicina la specializzazione progredì lentamente. Fino all’Ottocento inoltrato il medico non era esclusivamente un dottore, ma anche un “filosofo”, un professionista il cui mestiere si allacciava alla cultura, alla mentalità, alle abitudini, e quindi, in sintesi, alla sociologia e alla storia del proprio Paese.

Le opere dei medici sono quindi degli ottimi “sismografi” per capire i mutamenti profondi della società. Gli storici lo sanno bene, ma non è detto che i lettori siano altrettanto informati. Si può fare l’esempio del lavoro di Alexandre du Chatelet sulla prostituzione a Parigi, un’opera nella quale la prostituzione comincia ad essere considerata con occhi diversi rispetto al passato e sta diventando un problema di ordine pubblico (la prefazione è scritta da un’alienista, Leuret, uno psichiatra).

In quell’opera corposa, c’è molto di più di osservazioni di carattere medico: vi si trovano statistiche e dati sulla provenienza, età, professione delle prostitute , sui quartieri della città, sulle condizioni igienico-sanitarie di arrondissement e abitazioni, sull’immigrazione regolare e clandestina in città e molto altro ancora. Lo stesso discorso si potrebbe replicare con alcune opere di medici sulle conseguenze sociali della rivoluzione industriale in Inghilterra e di molti altri.

Da questo punto di vista, spesso sono le opere di medici semi sconosciuti già al tempo in cui scrivevano a risultare fonti preziose per lo storico. Dai cibi adulterati al problema dell’approvvigionamento idrico delle città, dai ritrovati della farmaceutica all’architettura degli ospedali; dalle conseguenze dei lavori manuali sulla salute ai problemi legati all’ereditarietà… le fonti di ispirazione o le piste per approfondire sono innumerevoli.

Ed ecco che quindi questo sito diventa fondamentale, un aiuto indispensabile per chi voglia approfondire un po’ di cose. Primo perché al momento sono consultabili e scaricabili 49 dizionari (una fonte indispensabile per seguire il mutare dei concetti e l’evoluzione della medicina) e le annate di 39 riviste specializzate; in secondo luogo, vi è una sezione dedicata alle tesi di laurea ottocentesche (un altro tipo di fonte); terzo perché, oltre ad altre varie sottosezioni (tra le quali, anche, splendide raccolte di immagini), vi sono migliaia di opere digitalizzate.

Biu Santè è ottimamente suddiviso per temi, categorie, novità mese per mese messe on line. Un sito prezioso per saperne di più sulla storia della medicina, sulla Francia e non solo, dato che vi si trovano molte opere in altre lingue.

Biu Santé. Sala di lettura

Se lo scopo di un sito è anche quello di incuriosire chi non va a colpo sicuro, Biu Santè, ha centrato in pieno l’obiettivo. Biu-Santé

Accademia di medicina di Torino

In Italia non disponiamo purtroppo di un progetto di simili proporzioni. Qualcosa di simile però è stato realizzato dall’Accademia di Medicina di Torino la quale ha già digitalizzato centinaia di opere di autori prevalentemente italiani ma non solo. Particolarmente preziosi sono i Dizionari e i Trattati, altrimenti introvabili in Internet.
Accademia di medicina di Torino

Accademia di Medicina di Torino. Biblioteca. Sala di lettura.

Il lettore italiano deve fare lo sforzo di navigare un po’ qui e un po là per recuperare materiale digitalizzato. L’emeroteca della Biblioteca Centrale di Roma offre un buon numero di riviste specializzate: Periodici e giornali digitalizzati Parte I

Altre opere possono essere recuperate dalla Biblioteca europea di informazione e cultura (BEIC), che dispone di una sezione di circa 700 testi di medicina e di storia della medicina: https://www.beic.it/it/articoli/storia-della-medicina

Un certo numero di testi di medicina – in particolare sul Colera – si trovano nel Progetto Scaffali Online della Biblioteca Archiginnasio di Bologna e altri ne incontreremo in altri progetti.

Ma fortunatamente le biblioteche straniere vengono in aiuto al lettore italiano. http://archive.org/ ospita tre grandi biblioteche tematiche: la Medical Heritage Library con 285.000 libri dei quali poco più di 3.000 sono in italiano https://archive.org/details/medicalheritagelibrary?and%5B%5D=languageSorter%3A%22Italian%22&sort=-publicdate, la US National Library of Medicine con circa 18.000 testi disponibili, dei quali però soltanto 27 in italiano e la Wellcome Library, incorporata nella Medical Heritage Library.

Direi che ce n’è abbastanza per parecchio tempo…