Medical Heritage Library. La più grande biblioteca digitale per la storia della medicina

La più grande biblioteca digitale del mondo per la storia della medicina e non solo. 300.000 libri di cui 3.500 in italiano.

Un consorzio di istituzioni per la storia della medicina

Il Medical Heritage Library è a tutt’oggi il maggior consorzio di biblioteche e centri di ricerca sulla storia della medicina, della sanità delle scienze della salute del mondo. Di conseguenza è anche la più grande biblioteca digitale esistente sull’argomento

L’obiettivo di Medical Heritage Library  è quello di rendere disponibili gratuitamente online contenuti di alta qualità e di semplificare e centralizzare la scoperta di queste risorse.

origini e sviluppo

Fondato nel 2010, Medical Heritage Library trae la sua forza – come comunità digitale cercando attivamente nuove opportunità per digitalizzare le risorse primarie nella storia della medicina attraverso iniziative finanziate da sovvenzioni e sforzi per identificare istituzioni che condividono le stesse idee e che desiderano condividere i contenuti.

Nato dalla collaborazione di sei grandi biblioteche americane, canadesi ed europee, col tempo si sono aggiunti circa 30 istituti. Infatti Medical Heritage Library include materiali in una varietà di lingue, tra cui inglese, francese, spagnolo, tedesco, latino, portoghese, olandese e italiano.

In italiano

Per il momento complessivamente i libri sono oltre 300.000. In italiano i libri disponibili su Medical Heritage Library sono oltre 3.500. La scansione dei libri avviene in collaborazione con Internet Archive e come sempre la ricerca dei libri avviene in vari modi: per lingua, per materie, per anno, per enti possessori delle opere.

Da questa sterminata biblioteca digitale in costante crescita ho già preso materiale per altri articoli. Ne ho fatto uso in Alcuni progetti in rete sulla Prima Guerra Mondiale (ma al momento il link non funziona per un problema interno), e per le riviste utilizzate in Entrare “di traverso” nella storia (la Wellcome Digital Library è tra le fondatrici di Medical Heritage Library).

Sul web

Medical Heritage Library ha un proprio sito: Medical Heritage Library (andateci, merita); i libri e le riviste digitalizzati su Internet Archive si trovano qui: https://archive.org/details/medicalheritagelibrary. Troverete di tutto un po’. Buon divertimento.

La Biblioteca Digitale del Metropolitan Museum

La fornitissima biblioteca digitale del Metropolitan Museum

Pochi giorni fa ho pubblicato un articolo sul Metropolitan Museum indicando la sua collezione di 400.000 immagini liberamente scaricabili. Non sapevo però che il Metropolitan ha anche una fornitissima Biblioteca Digitale.

Si tratta della  Thomas J. Watson Library la quale dispone di

oltre 1.020.000 volumi, tra monografie e cataloghi di mostre, oltre 21.000 titoli periodici e oltre 140.000 cataloghi d’asta e di vendita. Consente inoltre di accedere a una vasta collezione di risorse elettroniche (tra cui numerosi indici, enciclopedie, dizionari, riviste online, banche dati e risorse Internet), lettere autografe e file di ephemera relativi ai singoli artisti e alla storia del Museo.

Numerose le collezioni disponibili e visitabili online. Curiose quelle sui costumi che rimanda a tutta una serie di sotto-collezioni molto ampia e ben fatta. Chi ha letto qui gli articoli sulla moda Periodici e giornali digitalizzati Parte I) dovrebbe tenerla presente. C’è anche una bellissima collezione di manoscritti, arte giapponese e molto altro

Ho scoperto la Biblioteca Digitale del Metropolitan Museum su Internet Archive dove si trovano attualmente più di 6000 libri digitalizzati: cataloghi di mostre e d’asta, monografie, riviste ecc. (per il momento sono solo cinque i libri in italiano).

Pera accedere ai libri su Internet Archive si può andare qui: https://archive.org/details/metmuseumlibraries; per visitare le altre collezioni direttamente sulla biblioteca il link è il seguente: Thomas J. Watson Library.

Buon divertimento.

Periodici studenteschi dell’Università di Bologna

Decine di periodici studenteschi dell’Università di Bologna dalla fine dell’Ottocento ai primi anni Duemila

Mi sono già occupato in qualche occasione del Sessantotto e del movimento studentesco. Ho indicato alcuni periodici studenteschi e giovanili digitalizzati dalla Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia in Periodici e giornali digitalizzati Parte IV, altro materiale in Polo del ‘900. Un archivio per la memoria e la storia e in un portale specifico: Risorse on line per il ’68.

Anche la Biblioteca Digitale dell’Università di Bologna, nello specifico AMS Historica, ha digitalizzato un bel corpo di periodici studenteschi. In questo caso l’arco cronologico si dilata moltissimo.

I periodici studenteschi proposti ricoprono circa un secolo. Troviamo testate di fine Ottocento fino ai primissimi anni 2000. Incontriamo pubblicazioni del ventennio fascista e degli anni del risveglio post-bellico. Facciamo conoscenza di testate di altre città (Torino, Faenza, Lugo) fino a periodici della grande esplosione sessantottesca e degli anni successivi.

Si tratta di un bel modo per mettere a confronto periodi vicini temporalmente ma distanti (e anche lontanissimi) per finalità e obiettivi.

I periodici presenti sono decine e, come spesso succede ai giornali studenteschi, di vita breve o brevissima. Ma non per questo non sono interessanti.

Possiamo andare a curiosare sicuri di intrattenerci con piacere. Buona navigazione: Periodici Studenteschi dell’Università di Bologna.

Periodici e Giornali digitalizzati Parte VI

Riprendo a presentare la serie di periodici e giornali digitalizzati (mi limito a rimandare all’ultima serie: Periodici e giornali digitalizzati Parte V dalla quale potete risalire alle precedenti).

La mancanza di una biblioteca digitale per così dire “centralizzata” sull’esempio di Gallica non significa che da noi il panorama del materiale digitalizzato sia carente. Lo dimostra proprio il caso dei periodici e giornali.

Piuttosto si potrebbe dire che se, certo, la assenza di un investimento adeguato da parte dei governi per valorizzare il nostro immenso patrimonio è un vero peccato (e specchio dei tempi…), il fatto che disponiamo comunque di una miriade di progetti rimanda in pieno alla nostra storia, a quell’Italia delle “cento città” con le proprie accademie, biblioteche,  musei, emeroteche ecc.

In ogni caso, è sufficiente spendere un poco di tempo su internet utilizzando le parole chiave adatte ed ecco spuntare decine di progetti e realizzazioni.

Una delle ultime che ho trovato è questa interessante raccolta di periodici e giornali digitalizzati dalla Biblioteca Universitaria Alessandrina. Complessivamente di vengono offerti 37 periodici e giornali pubblicati nel XIX secolo e nei primi decenni del ‘900 che trattano dei più svariati temi.

Si va dai giornali per bambini e ragazzi a testate culturali che si occupano di teatro; dal commercio ai giornali per e dei contadini; da periodici dalla varia coloritura politica (repubblicane, socialiste, cattoliche) a testate “indipendenti”.

Tutte le testate sono consultabili on line, ma non sono riuscite a scaricarle. Forse è un limite ma l’importante è poterle utilizzare. Perciò ben venga questo blocco di periodici e giornali digitalizzati dalla Biblioteca Universitaria AlessandrinaBiblioteca Digitale Alessandrina – Periodici

OPAL una Biblioteca Digitale per libri antichi (e non solo)

OPAL è una Biblioteca Digitale dell’Università di Torino (più precisamente dalla Biblioteca storica di Ateneo “Arturo Graf) attiva già da qualche tempo.

Non l’avevo ancora inserita in questo blog perché nella sua presentazione fa espressamente riferimento ai libri antichi. Avevo quindi supposto che si occupasse della digitalizzazione di libri di molto antecedenti al periodo di cui principalmente ricopre il blog.

In realtà non è così. OPAL è suddivisa in tre sezioni: Narrativa italiana del Seicento, Teatro italiano del 16. e 17. secolo e una sezione Miscellanea di testi di genere diverso per oltre 25.000 opere.

Navigando tra gli elenchi dei testi ci si accorge che nella sezione Miscellanea  ve ne sono moltissimi pubblicati nel XIX secolo e anche nel XX.  Perciò OPAL risulta essere di grande utilità anche agli storici e agli appassionati di storia contemporanea.

Non ci resta dunque che andare alla ricerca dei testi che ci servono o interessano. D’altra parte il sito è molto pratico e intuitivo e la ricerca risulta estremamente facile da eseguire. La trovate qui: OPAL. Libri antichi

Sulla scia di quanto stanno operando molte biblioteche italiane (vedi Le biblioteche italiane affiliate a Internet Archive), anche OPAL si è affiliata a Internet Archive: https://archive.org/details/opallibriantichi, ma il numero dei testi è di gran lunga inferiore a quello disponibile sul portale originale.

Buona navigazione.

La Fondation Napoléon. Biblioteca Digitale e Rivista

Su Napoleone Bonaparte non occorre soffermarsi. Semplicemente è uno dei personaggi più conosciuti della storia. Si può discutere (e ovviamente gli storici discutono) sul suo operato, ma la straordinarietà della sua personalità è fuori discussione.

Un personaggio di tale levatura non poteva non dar vita a una fondazione che, al di là degli intenti celebrativi (o apologetici) si dedichi alla ricerca e conservazione di materiale storico che lo riguardano.

E questo è precisamente il compito che si è prefisso la Fondation Napoléon:

la Fondation Napoléon ha lavorato allo sviluppo di un vero e proprio centro di documentazione e informazione online, [sfruttando] il notevole potenziale del cyberspazio.

Quale modo migliore per portare all’attenzione di un pubblico più ampio e internazionale, vario nelle motivazioni e nei livelli di conoscenza, il lavoro e gli scritti di fonti tanto varie quanto quelle che proponiamo di riunire: musei, università, appassionati, curiosi, collezionisti e presto anche bambini…..

La Biblioteca Digitale è molto ricca e ben organizzata. Strutturata per sezioni tematiche e per periodicità, si rivela molto semplice da consultare. Cinque grandi sezioni raggruppano sotto-sezioni che esplorano ogni ambito della vicenda umana e storica del grande corso: dalla famiglia all’economia, dall’arte alla diplomazia, dalla società alla strategia militare e altro ancora sono disponibili opere sia coeve sia di carattere storico (non poteva mancare la grande storia del Thiers sul Consolato e l’Impero in 20 volumi).

Molto interessante è la sezione dei “Lavori universitari” che contiene diverse tesi di dottorato ben fatte e aggiornate – cosa utilissima, considerata la mole di opere che continua ad ispirare Napoleone.

A complemento della Biblioteca Digitale, la Fondation pubblica anche una rivista scientifica, Napoleonica. Giunta al 32° numero Napoleonica è edita fin dal 2008. Tutti i numeri, a volte tematici, sono disponibili qui: Napoleonica. La Revue.

In conclusione, la Fondation Napoléon è un ottimo sito per approfondire la storia di un uomo che ha impresso un’impronta profonda nella storia d’Europa e del mondo.

Buona visione.

DigitaMi. La Biblioteca digitale di Milano

Qualche tempo fa ho presentato la Biblioteca Digitale Lombarda (BDL), ricchissima di fondi e materiale. Ma anche Milano ha una sua Biblioteca Digitale: DigitaMi.

Stralcio dalla presentazione:

DigitaMi è una biblioteca digitale di documenti rappresentativi della tradizione storica e culturale di Milano. Il fondo, che comprende opere rare e preziose, spazia dai testi letterari di grandi scrittori milanesi e lombardi a quelli di autori minori, dalle descrizioni di costume alle vicende storiche, senza ignorare le tradizioni popolari e la letteratura dialettale.

La collezione, ad oggi selezionata dal patrimonio della Biblioteca Sormani, si arricchirà del contributo di altre biblioteche milanesi, nello sforzo comune di ricostruire la memoria della città. Vi saranno allora descrizioni di Milano ad opera di viaggiatori e scrittori illustri; repertori iconografici; classici italiani e stranieri apparsi nelle grandi collane di editori milanesi, a testimonianza del ruolo che Milano ha svolto come importante canale di diffusione della cultura straniera in Italia.

Sono disponibili al momento 9 percorsi tutti utili, interessanti e curiosi: si va dal panettone – il “Pane grande” – alla tradizione del giallo milanese; dalla cucina alle Esposizioni; dall’arte con mostre e altro alla Milano di Stendhal e degli Scapigliati; dagli enti di Assistenza alla storia locale.

La Biblioteca Sormani offre anche le opere in versione ebook pubblicate dalla Biblioteca Comunale di Milano.

Con le sue decine di pubblicazioni, immagini e altro, DigitaMi è l’ideale per approfondire la conoscenza di Milano o, anche semplicemente, per soddisfare curiosità.

La trovate qui: DigitaMi

Persée. Una grande emeroteca digitale

Persée è uno dei progetti più interessanti realizzati in Francia. Si tratta di una enorme emeroteca digitale che mette a disposizione di studenti, ricercatori e curiosi le collezioni di 310 riviste delle quali 110 di storia.

Traducendo dalla presentazione lo scopo di Persée

è quello di promuovere il patrimonio documentario a vantaggio della ricerca, garantendone la diffusione, l’arricchimento e la conservazione. Persée basa la sua azione su tre principi:

1 – un approccio globale al patrimonio documentario, sia come fonte di ricerca che come oggetto di ricerca
2 – la convergenza della digitalizzazione del patrimonio e dell’editoria elettronica
3 – la scelta dell’apertura e della condivisione come strumenti di visibilità e circolazione della conoscenza.

La digitalizzazione e l’accesso ai corpus e alle collezioni documentarie rappresentano una sfida importante per le comunità scientifiche. Per loro si tratta di avere contenuti di qualità, accessibili in forma digitale, e strumenti di sfruttamento, ricerca e riappropriazione che consentano non solo di consultare i documenti, ma anche di gestire e sfruttare i dati da essi derivati. In questo contesto, le missioni di Persée coprono un continuum che va dallo sviluppo di strumenti e metodi al trasferimento di competenze e competenze e allo sviluppo di biblioteche scientifiche digitali. Queste missioni sono al crocevia di diverse sfide: questioni scientifiche di selezione dei documenti, riflessione metodologica sulla loro valorizzazione e analisi; questioni tecnologiche di innovazione, ricerca e sviluppo che consentono una digitalizzazione a valore aggiunto incentrata sull’uso scientifico dei contenuti digitali; questioni di visibilità e sostenibilità con la produzione, la diffusione efficace dei contenuti digitali arricchiti e la loro conservazione a lungo termine.

Vi si trovano tutte le principali riviste di storia: dagli Annales che rivoluzionarono il metodo storiografico e per decenni sono stati una rivista imprescindibile per qualunque studioso, agli Annales Historiques de la Révolution Française; dai Cahiers du monde Russe a Histoire Économie et Société; dai Mélanges de l’école française de Rome alla Revue d’Histoire Moderne & Contemporaine.

Ho citato solo alcune delle riviste più conosciute; ve ne sono molte altre. Persée si basa su una considerazione intelligente: fatta eccezione per pochi specialisti e appassionati, pochissimi sono coloro che richiedono una rivista di storia degli anni, poniamo, Settanta o Ottanta. Per consultarle occorre andare in emeroteca.

Ebbene, digitalizzando riviste fino ad anni recenti si soddisfano sia le esigenze degli studiosi che necessitano di riviste la cui consultazione non è sempre agevole, sia quelle degli editori che continuano a vendere in cartaceo le ultime annate.

A mio parere Persée è un progetto da importare anche da noi. Intanto godiamoci questo: Persée

La biblioteca digitale dell’Archiginnasio

Anche la Biblioteca comunale di Bologna Archiginnasio offre una corposa Biblioteca digitale.

In questa occasione mi limito a segnalare solo una minima parte dei molti progetti realizzati e in corso. Considerata la sua lunghissima storia e la ricchezza della biblioteca, non può sorprendere la diversità temporale e tematica delle raccolte.

Il primo riguarda LA BIBLIOTECA PERIODICA REPERTORIO DEI GIORNALI LETTERARI 6-700 IN EMILIA E IN ROMAGNA. Riprendendo dalla presentazione:

Il contributo dei giornali al movimento delle idee e alla formazione di un’opinione pubblica fu grande e, anche, sociologicamente, significativo, proprio per la qualità varia della produzione culturale che essi misero in circolazione.
Questo repertorio studia i giornali letterari che apparvero nei ducati e nelle legazioni dell’Emilia e della Romagna tre il 1668 e il 1796. Di ogni periodico viene fornito un indice-regesto integrale che consente di ripercorre nei suoi vari livelli tutta la variegata enciclopedia dell’informazione storica, scientifica, bibliografica che per centotrent’anni passò attraverso i fogli periodici.

Sono 4 i volumi che compongono l’opera: La biblioteca periodica. Giornali letterati 6-700.

Di due secoli più tardi è Il Resto del Carlino. l’Archiginnasio ci regala “Tutti i numeri de Il Resto del Carlino dal 29 giugno 1914 al 31 dicembre 1918: giorno per giorno la cronaca della Grande Guerra”: Il Resto del Carlino 1914-1918. La digitalizzazione de Il Resto del Carlino fa parte di un progetto più ampio disponibile su Storia e memoria di Bologna (al quale l’archiginnasio collabora) dove è possibile consultare il quotidiano bolognese anche per gli anni della seconda guerra mondiale: Il resto del Carlino 1914/1919 – 1939-1944 . Come ho accennato in un altro articolo, Quotidiani digitalizzati dalla Biblioteca di Storia moderna e contemporanea di Roma, il giornale bolognese è in corso di digitalizzazione dalla biblioteca romana: dunque è possibile ampliarne la consultazione.

Del resto, il Resto del Carlino si inserisce in una raccolta più ampia, Il fondo Guerra europea, composto di:

1.800 volumi, 1.700 opuscoli, 200 testate di periodici, manifesti, volantini, cartoline, canzoni e spartiti musicali, immagini della Grande Guerra, tutti catalogati in rete: una fonte di straordinaria importanza per capire come si costruiva il consenso e si orientava l’opinione pubblica: Archiginnasio. Fondo Guerra europea

Cominciando a unire le varie unità rintracciate sui lavori di diverse biblioteche (Quotidiani di sinistra: Avanti! e l’Unità digitalizzatiPeriodici e giornali digitalizzati Parte IPeriodici e giornali digitalizzati Parte IIPeriodici e giornali digitalizzati Parte IIIPeriodici e giornali digitalizzati Parte IVPeriodici e giornali digitalizzati Parte VPeriodici anarchici e socialisti italiani ed europei: 1870-1960Fondazione Gramsci Emilia Romagna. Prima Guerra Mondiale – Opuscoli digitalizzati, Prima Guerra Mondiale. Giornali di Trincea e altroAlcuni progetti in rete sulla Prima Guerra Mondiale e altri ancora che ho segnalato e che è possibile rintracciare con la lente “cerca”), comincia a comporsi un mosaico corposo e di fondamentale importanza per studiosi, studenti e appassionati.

Per il momento mi fermo qui, anche se la biblioteca Archiginnasio riserva moltissime altre sorprese

Belgica. La Biblioteca Digitale del Belgio

Anche il Belgio ha promosso la propria Biblioteca Digitale. Si tratta di Belgica, che digitalizza e rende disponibili on line materiale proveniente dalla Biblioteca Reale del Belgio.

In realtà la sua realizzazione non è recentissima: Belgica, che in qualche modo segue le orme di Gallica , è infatti attiva da circa dieci anni.

Nel corso di questo decennio le acquisizioni e il materiale offerto è divenuto imponente. Sono oltre 65.000 i libri digitalizzati; migliaia le mappe, le immagini e le fotografie.

Sul sito la navigazione e la ricerca del materiale è semplice e intuitiva. Le sottosezioni sono immediatamente visibili e, una volta effettuata la propria scelta, sulla colonna di sinistra il lettore può selezionare parole chiave scegliendo tra una comoda serie di parametri: periodo, data, lingua ecc.

Oltre alla sezione dei testi digitalizzati di pubblico dominio, Belgica presenta una sezione a parte di testi e pubblicazioni più recenti in formato pdf e liberamente consultabili e scaricabili.

Particolarmente interessanti sono le sezioni preposte alle mappe, alle immagini e quella della stampa periodica e dei giornali. Vi sono anche sezioni dedicate alla musica, a libri rari e alla numismatica.

Per ragioni storiche e geografiche il materiale è non solo in francese, fiammingo, tedesco, inglese e olandese.

Una segnalazione a margine: per gli appassionati e gli studiosi della Prima Guerra Mondiale Belgica propone una quantità di materiale veramente notevole, sia che si tratti di libri, di immagini (fotografie) e altro genere di documentazione (rapporti, opuscoli, materiale di propaganda ecc.)

Non vi resta che andare a curiosare in questa ottima Biblioteca Digitale: Belgica