SHARE una piattaforma di libri e riviste

Share, una piattaforma open access per la storia, le materie umanistiche e non solo

Da qualche tempo è attiva SHARE una piattaforma di libri e riviste pubblicate ad accesso aperto dalle università aderenti alla convenzione Universities SHARE (Scholarly Heritage and Access to Research). Lo compongono le Università di Napoli Federico II, Napoli L’Orientale, Napoli Parthenope, Salerno, Sannio e Basilicata.

Il progetto si articola in tre grandi sezioni:

  1. riviste scientifiche (SHARE Journals), sulla piattaforma SeReNa
  2. collane di libri elettronici (SHARE Books), su questa piattaforma FedOABooks
  3. prodotti, dati della ricerca e documentazione storica (SHARE Open Archive), sulla piattaforma EleA.

Per quanto riguarda le opere di storia, il catalogo – ben nutrito – offre opere interessanti che spaziano nei campi più disparati – dalla camorra o la polizia a Napoli, a carteggi, alla rivoluzione russa, al paesaggio, dalle scritture femminili alla musica e altro ancora.

Naturalmente, considerando le università consorziate che hanno dato origine al progetto, molti testi sono incentrati sull’area del Mediterraneo e sull’Italia meridionale.

Tuttavia non si può dire che si tratti di un progetto rispondente a finalità localistiche – tutt’altro. Collegando questa collezione col materiale reperibile in Mediterranea. Ricerche storiche: rivista e Biblioteca digitaleStoria della CampaniaBiblioteca Digitale sulla Camorra il quadro per approfondire si amplia di molto. (Inoltre è possibile esplorare altri percorsi tematici – psicologia, fisica, scienze umane ecc. ecc.).

Dunque non resta che andare a curiosare in: SHARE libri: Storia e scienza della politicaSHARE Riviste

Bodleian Digital Library

Una delle più antiche biblioteche del mondo ha realizzato un progetto di digitalizzazione del proprio sterminato patrimonio veramente impressionante: la Bodleian Digital Library

La Bodleian Digital Library non è una biblioteca digitale incentrata in senso stretto sulla storia contemporanea. Essendo una delle biblioteche più antiche d’Europa, con i sua 12.000.000 di documenti conserva materiale di ogni genere ed epoca.

Da qualche tempo la Bodleian Library ha realizzato un grande progetto di digitalizzazione di parte del suo sterminato patrimonio. Il risultato è un portale incredibilmente ricco che soddisfa curiosità ed esigenze di  ogni genere.

Attualmente sono on line oltre 40 collezioni: manoscritti, mappe, musica, poster, ephemera, fotografie, scienze naturali, collezioni di università e college collegati al progetto, manifesti elettorali, ritratti, dipinti e molto altro ancora.

Si aggiunge così un altro tassello alla pagina delle Biblioteche Digitali che un poco per volta sto proponendo.

Si corre il rischio di “perdersi” nel labirinto di un materiale così vasto, ma la navigazione interna è ben organizzata e strutturata.

Non ci rimane che andare a curiosare in questo splendido portale che è già ora un colosso, ma che il tempo diventerà un patrimonio sterminato. Buona navigazione:  Bodleian Digital Library

La biblioteca digitale dell’ISTAT

La Biblioteca digitale dell’Istat. Una miniera di informazioni per studiosi, studenti e curiosi.

Una volta raggiunta l’unificazione i governi post-unitari avvertirono la necessità di acquisire una conoscenza profonda e dettagliata del Paese. Le grandi inchieste – quella agraria “Jacini”, quella industriale, quella Bertani sulla salute – ne sono una diretta e imponente testimonianza.

Naturalmente molti dati erano già disponibili. La statistica aveva già dato frutti importanti ben prima dell’unità. Per molti aspetti essa era un prodotto della Rivoluzione francese. Chi frequenta gli archivi sa bene che il periodo della dominazione napoleonica si presta meravigliosamente ad essere studiato anche grazie alla grande fioritura di raccolta di informazioni, dati e statistiche.

In ogni caso, le monografie realizzate dai Ministeri dell’Interno e dell’Agricoltura Industria e Commercio costituiscono una fonte importantissima per studenti e studiosi.

Nella sua Biblioteca Digitale l’ISTAT ci offre molto materiale. Confesso di non aver capito bene il funzionamento per visionare tutto il materiale digitalizzato, ma per certo disponiamo dell’Annuario Statistico Italiano (dal 1878 al 2016) e gli Annali di Statistica (dal 1871 al 2012, ma lacunoso).

Queste due collezioni, da sole, affrontano una gran quantità di temi. Vi è molto altro materiale studiato in singole monografie e in modo diversificato. Si prendano ad esempio l’istruzione, studiata per settore, specializzazioni ecc. in 30 volumi; la salute (in 10 volumi); il lavoro (su cui sono disponibili ben 324 testi), famiglia e popolazione (con 29 pubblicazioni).

Alcuni temi riflettono problemi congiunturali o particolarmente avvertiti: è il caso del cholera morbus, studiato in due monografie o degli Asili infantili.

Documentazione più specifica, ma sempre fondamentale è suddivisa in: Sommari di statistiche storiche (5 monografie), Censimenti della popolazione (15 monografie), Censimenti dell’Industria (10 monografie) Censimenti dell’Agricoltura ( 6 monografie e Catasto Agrario del 1929 )e l’Atalante storico dei ComuniSommari e censimenti.

Insomma, l’ISTAT e la sua biblioteca digitale ci stanno rendendo un ottimo servizio

Medical Heritage Library. La più grande biblioteca digitale per la storia della medicina

La più grande biblioteca digitale del mondo per la storia della medicina e non solo. 300.000 libri di cui 3.500 in italiano.

Un consorzio di istituzioni per la storia della medicina

Il Medical Heritage Library è a tutt’oggi il maggior consorzio di biblioteche e centri di ricerca sulla storia della medicina, della sanità delle scienze della salute del mondo. Di conseguenza è anche la più grande biblioteca digitale esistente sull’argomento

L’obiettivo di Medical Heritage Library  è quello di rendere disponibili gratuitamente online contenuti di alta qualità e di semplificare e centralizzare la scoperta di queste risorse.

origini e sviluppo

Fondato nel 2010, Medical Heritage Library trae la sua forza – come comunità digitale cercando attivamente nuove opportunità per digitalizzare le risorse primarie nella storia della medicina attraverso iniziative finanziate da sovvenzioni e sforzi per identificare istituzioni che condividono le stesse idee e che desiderano condividere i contenuti.

Nato dalla collaborazione di sei grandi biblioteche americane, canadesi ed europee, col tempo si sono aggiunti circa 30 istituti. Infatti Medical Heritage Library include materiali in una varietà di lingue, tra cui inglese, francese, spagnolo, tedesco, latino, portoghese, olandese e italiano.

In italiano

Per il momento complessivamente i libri sono oltre 300.000. In italiano i libri disponibili su Medical Heritage Library sono oltre 3.500. La scansione dei libri avviene in collaborazione con Internet Archive e come sempre la ricerca dei libri avviene in vari modi: per lingua, per materie, per anno, per enti possessori delle opere.

Da questa sterminata biblioteca digitale in costante crescita ho già preso materiale per altri articoli. Ne ho fatto uso in Alcuni progetti in rete sulla Prima Guerra Mondiale (ma al momento il link non funziona per un problema interno), e per le riviste utilizzate in Entrare “di traverso” nella storia (la Wellcome Digital Library è tra le fondatrici di Medical Heritage Library).

Sul web

Medical Heritage Library ha un proprio sito: Medical Heritage Library (andateci, merita); i libri e le riviste digitalizzati su Internet Archive si trovano qui: https://archive.org/details/medicalheritagelibrary. Troverete di tutto un po’. Buon divertimento.

La Biblioteca Digitale del Metropolitan Museum

La fornitissima biblioteca digitale del Metropolitan Museum

Pochi giorni fa ho pubblicato un articolo sul Metropolitan Museum indicando la sua collezione di 400.000 immagini liberamente scaricabili. Non sapevo però che il Metropolitan ha anche una fornitissima Biblioteca Digitale.

Si tratta della  Thomas J. Watson Library la quale dispone di

oltre 1.020.000 volumi, tra monografie e cataloghi di mostre, oltre 21.000 titoli periodici e oltre 140.000 cataloghi d’asta e di vendita. Consente inoltre di accedere a una vasta collezione di risorse elettroniche (tra cui numerosi indici, enciclopedie, dizionari, riviste online, banche dati e risorse Internet), lettere autografe e file di ephemera relativi ai singoli artisti e alla storia del Museo.

Numerose le collezioni disponibili e visitabili online. Curiose quelle sui costumi che rimanda a tutta una serie di sotto-collezioni molto ampia e ben fatta. Chi ha letto qui gli articoli sulla moda Periodici e giornali digitalizzati Parte I) dovrebbe tenerla presente. C’è anche una bellissima collezione di manoscritti, arte giapponese e molto altro

Ho scoperto la Biblioteca Digitale del Metropolitan Museum su Internet Archive dove si trovano attualmente più di 6000 libri digitalizzati: cataloghi di mostre e d’asta, monografie, riviste ecc. (per il momento sono solo cinque i libri in italiano).

Pera accedere ai libri su Internet Archive si può andare qui: https://archive.org/details/metmuseumlibraries; per visitare le altre collezioni direttamente sulla biblioteca il link è il seguente: Thomas J. Watson Library.

Buon divertimento.

Periodici studenteschi dell’Università di Bologna

Decine di periodici studenteschi dell’Università di Bologna dalla fine dell’Ottocento ai primi anni Duemila

Mi sono già occupato in qualche occasione del Sessantotto e del movimento studentesco. Ho indicato alcuni periodici studenteschi e giovanili digitalizzati dalla Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia in Periodici e giornali digitalizzati Parte IV, altro materiale in Polo del ‘900. Un archivio per la memoria e la storia e in un portale specifico: Risorse on line per il ’68.

Anche la Biblioteca Digitale dell’Università di Bologna, nello specifico AMS Historica, ha digitalizzato un bel corpo di periodici studenteschi. In questo caso l’arco cronologico si dilata moltissimo.

I periodici studenteschi proposti ricoprono circa un secolo. Troviamo testate di fine Ottocento fino ai primissimi anni 2000. Incontriamo pubblicazioni del ventennio fascista e degli anni del risveglio post-bellico. Facciamo conoscenza di testate di altre città (Torino, Faenza, Lugo) fino a periodici della grande esplosione sessantottesca e degli anni successivi.

Si tratta di un bel modo per mettere a confronto periodi vicini temporalmente ma distanti (e anche lontanissimi) per finalità e obiettivi.

I periodici presenti sono decine e, come spesso succede ai giornali studenteschi, di vita breve o brevissima. Ma non per questo non sono interessanti.

Possiamo andare a curiosare sicuri di intrattenerci con piacere. Buona navigazione: Periodici Studenteschi dell’Università di Bologna.

Periodici e Giornali digitalizzati Parte VI

Riprendo a presentare la serie di periodici e giornali digitalizzati (mi limito a rimandare all’ultima serie: Periodici e giornali digitalizzati Parte V dalla quale potete risalire alle precedenti).

La mancanza di una biblioteca digitale per così dire “centralizzata” sull’esempio di Gallica non significa che da noi il panorama del materiale digitalizzato sia carente. Lo dimostra proprio il caso dei periodici e giornali.

Piuttosto si potrebbe dire che se, certo, la assenza di un investimento adeguato da parte dei governi per valorizzare il nostro immenso patrimonio è un vero peccato (e specchio dei tempi…), il fatto che disponiamo comunque di una miriade di progetti rimanda in pieno alla nostra storia, a quell’Italia delle “cento città” con le proprie accademie, biblioteche,  musei, emeroteche ecc.

In ogni caso, è sufficiente spendere un poco di tempo su internet utilizzando le parole chiave adatte ed ecco spuntare decine di progetti e realizzazioni.

Una delle ultime che ho trovato è questa interessante raccolta di periodici e giornali digitalizzati dalla Biblioteca Universitaria Alessandrina. Complessivamente di vengono offerti 37 periodici e giornali pubblicati nel XIX secolo e nei primi decenni del ‘900 che trattano dei più svariati temi.

Si va dai giornali per bambini e ragazzi a testate culturali che si occupano di teatro; dal commercio ai giornali per e dei contadini; da periodici dalla varia coloritura politica (repubblicane, socialiste, cattoliche) a testate “indipendenti”.

Tutte le testate sono consultabili on line, ma non sono riuscite a scaricarle. Forse è un limite ma l’importante è poterle utilizzare. Perciò ben venga questo blocco di periodici e giornali digitalizzati dalla Biblioteca Universitaria AlessandrinaBiblioteca Digitale Alessandrina – Periodici

OPAL una Biblioteca Digitale per libri antichi (e non solo)

OPAL è una Biblioteca Digitale dell’Università di Torino (più precisamente dalla Biblioteca storica di Ateneo “Arturo Graf) attiva già da qualche tempo.

Non l’avevo ancora inserita in questo blog perché nella sua presentazione fa espressamente riferimento ai libri antichi. Avevo quindi supposto che si occupasse della digitalizzazione di libri di molto antecedenti al periodo di cui principalmente ricopre il blog.

In realtà non è così. OPAL è suddivisa in tre sezioni: Narrativa italiana del Seicento, Teatro italiano del 16. e 17. secolo e una sezione Miscellanea di testi di genere diverso per oltre 25.000 opere.

Navigando tra gli elenchi dei testi ci si accorge che nella sezione Miscellanea  ve ne sono moltissimi pubblicati nel XIX secolo e anche nel XX.  Perciò OPAL risulta essere di grande utilità anche agli storici e agli appassionati di storia contemporanea.

Non ci resta dunque che andare alla ricerca dei testi che ci servono o interessano. D’altra parte il sito è molto pratico e intuitivo e la ricerca risulta estremamente facile da eseguire. La trovate qui: OPAL. Libri antichi

Sulla scia di quanto stanno operando molte biblioteche italiane (vedi Le biblioteche italiane affiliate a Internet Archive), anche OPAL si è affiliata a Internet Archive: https://archive.org/details/opallibriantichi, ma il numero dei testi è di gran lunga inferiore a quello disponibile sul portale originale.

Buona navigazione.

La Fondation Napoléon. Biblioteca Digitale e Rivista

Su Napoleone Bonaparte non occorre soffermarsi. Semplicemente è uno dei personaggi più conosciuti della storia. Si può discutere (e ovviamente gli storici discutono) sul suo operato, ma la straordinarietà della sua personalità è fuori discussione.

Un personaggio di tale levatura non poteva non dar vita a una fondazione che, al di là degli intenti celebrativi (o apologetici) si dedichi alla ricerca e conservazione di materiale storico che lo riguardano.

E questo è precisamente il compito che si è prefisso la Fondation Napoléon:

la Fondation Napoléon ha lavorato allo sviluppo di un vero e proprio centro di documentazione e informazione online, [sfruttando] il notevole potenziale del cyberspazio.

Quale modo migliore per portare all’attenzione di un pubblico più ampio e internazionale, vario nelle motivazioni e nei livelli di conoscenza, il lavoro e gli scritti di fonti tanto varie quanto quelle che proponiamo di riunire: musei, università, appassionati, curiosi, collezionisti e presto anche bambini…..

La Biblioteca Digitale è molto ricca e ben organizzata. Strutturata per sezioni tematiche e per periodicità, si rivela molto semplice da consultare. Cinque grandi sezioni raggruppano sotto-sezioni che esplorano ogni ambito della vicenda umana e storica del grande corso: dalla famiglia all’economia, dall’arte alla diplomazia, dalla società alla strategia militare e altro ancora sono disponibili opere sia coeve sia di carattere storico (non poteva mancare la grande storia del Thiers sul Consolato e l’Impero in 20 volumi).

Molto interessante è la sezione dei “Lavori universitari” che contiene diverse tesi di dottorato ben fatte e aggiornate – cosa utilissima, considerata la mole di opere che continua ad ispirare Napoleone.

A complemento della Biblioteca Digitale, la Fondation pubblica anche una rivista scientifica, Napoleonica. Giunta al 32° numero Napoleonica è edita fin dal 2008. Tutti i numeri, a volte tematici, sono disponibili qui: Napoleonica. La Revue.

In conclusione, la Fondation Napoléon è un ottimo sito per approfondire la storia di un uomo che ha impresso un’impronta profonda nella storia d’Europa e del mondo.

Buona visione.

DigitaMi. La Biblioteca digitale di Milano

Qualche tempo fa ho presentato la Biblioteca Digitale Lombarda (BDL), ricchissima di fondi e materiale. Ma anche Milano ha una sua Biblioteca Digitale: DigitaMi.

Stralcio dalla presentazione:

DigitaMi è una biblioteca digitale di documenti rappresentativi della tradizione storica e culturale di Milano. Il fondo, che comprende opere rare e preziose, spazia dai testi letterari di grandi scrittori milanesi e lombardi a quelli di autori minori, dalle descrizioni di costume alle vicende storiche, senza ignorare le tradizioni popolari e la letteratura dialettale.

La collezione, ad oggi selezionata dal patrimonio della Biblioteca Sormani, si arricchirà del contributo di altre biblioteche milanesi, nello sforzo comune di ricostruire la memoria della città. Vi saranno allora descrizioni di Milano ad opera di viaggiatori e scrittori illustri; repertori iconografici; classici italiani e stranieri apparsi nelle grandi collane di editori milanesi, a testimonianza del ruolo che Milano ha svolto come importante canale di diffusione della cultura straniera in Italia.

Sono disponibili al momento 9 percorsi tutti utili, interessanti e curiosi: si va dal panettone – il “Pane grande” – alla tradizione del giallo milanese; dalla cucina alle Esposizioni; dall’arte con mostre e altro alla Milano di Stendhal e degli Scapigliati; dagli enti di Assistenza alla storia locale.

La Biblioteca Sormani offre anche le opere in versione ebook pubblicate dalla Biblioteca Comunale di Milano.

Con le sue decine di pubblicazioni, immagini e altro, DigitaMi è l’ideale per approfondire la conoscenza di Milano o, anche semplicemente, per soddisfare curiosità.

La trovate qui: DigitaMi