Risorse on line per il ’68

Non molto tempo fa ho pubblicato un articolo su Il ’68 lungo la Via Emilia, un progetto molto ricco e articolato. Ma le fonti on line sul ’68 sono numerose. La Biblioteca Gino Bianco rende disponibile Lotta Continua il periodico dalla sua fondazione, nel 1969 fino al febbraio 1972 per complessivi 51 fascicoli settimanali.

Tra i più forti movimenti della Sinistra extra-parlamentare (nonché movimento di incubazione per tanti studiosi, giornalisti e uomini di cultura – una nebulosa che poi si è dispersa nelle più svariate direzioni), Lotta Continuna ha cominciato ad attrarre l’interesse degli storici e degli studiosi. Dobbiamo essere quindi grati alla Fondazione Erri De Luca per aver digitalizzato l’intera testata di Lotta Continua (Fondazione Erri De Luca).

Un altro progetto molto interessante è quello del Centro Studi Piero Gobetti di Torino col progetto Quarant’anni fa il Sessantotto che regala al lettore una cronologia dettagliata e affidabile degli avvenimenti, un Glossario, utilissimo per districarsi tra le varie sigle ecc. e una Bibliografia aggiornata e affidabile dal punto di vista storiografico: Quarant’anni fa il Sessantotto.

Ma è ancora una volta l’infaticabile staff della Biblioteca Gino Bianco ad arricchire ed ampliare il contesto e ad aprire diramazioni ulteriori. Lo fa proponendo Quaderni rossi, QuindiciQuaderni Piacentini, Prova Radicale, Argomenti Radicali, e Ombre Rosse: i link alle riviste sono nella home, sia nella colonna di destra, sia in fondo alla pagina.

Insomma, il Sessantotto resta ancora un fenomeno in gran parte da esplorare, indagare, studiare (e probabilmente, come sempre avviene nella storia, anche in parte da smitizzare). Intanto incominciamo a disporre di materiale dell’epoca per entrare nel cuore di quegli anni e di quel periodo irripetibile.

Infine, una bella raccolta di manifesti (che si spinge oltre al ’68) è consultabile alla pagina Il Sessantotto sul sito http://www.inventati.org.

Buona navigazione

Il ’68 lungo la Via Emilia

Il ’68 è stato un evento globale dalle molte sfaccettature. Molti sono (e sono stati) i modi in cui gli studiosi lo hanno affrontato o se ne stanno occupando.

Di quell’evento certo colpisce la simultaneità delle proteste e delle rivolte in Paesi diversissimi tra loro: dagli Stati Uniti al Giappone, dal Sud America ad alcuni Stati del blocco socialista quell’anno segnò una svolta decisiva per la storia dei Paesi che ne furono coinvolti.

Ma anche all’interno degli Stati stessi le diversità nei modi in cui la protesta si manifestò, organizzò e incise, sono diversi. Le grandi città, con le Università che funsero da propulsore, espressero scenari diversi da quelli che si verificarono in provincia.

La Via Emilia, naturalmente, fa capo a Bologna e ad altre città universitarie, ma attraversa e collega mondi integrati ma differenti: studiando il mandato di un decennio di un Sindaco di una cittadina romagnola mi è capitato di dover che in quella cittadina il ’68 non incise minimamente sulla robustissima tradizione comunista di quella città: lì la gran parte dei giovani continuò a mantenere come riferimento il PCI, non le esperienze del movimento studentesco che si stavano sviluppando nella vicina Bologna.

Ben venga dunque questo progetto realizzato dalla Rete degli Istituti storici della Resistenza emiliano-romagnoli e dal Centro Studi per la stagione dei movimenti di Parma, col sostegno della Regione Emilia-Romagna.

Inutile dilungarsi in una presentazione presente in modo analitico e dettagliato sul portale: vi si trovano i luoghi, archivi, video-interviste e altro ancora.

Perciò vi lascio navigare e scoprire in tranquillità: Il ’68 lungo la Via Emilia