La Voce (1908-1916) on line

Nata nel fervore del rinnovamento culturale promosso all’inizio del Novecento da B. Croce, la Voce prese posizione contro il tardo positivismo, bersaglio anche del crocianesimo e dell’idealismo in genere; con le correnti idealiste e con quelle di uno spiritualismo laico s’incontrarono nella rivista altre correnti di diversa origine o direzione: pragmatiste, intuizionistiche, irrazionalistiche, misticheggianti.

In un primo periodo [durato circa un triennio] La Voce fu protagonista di] un lavoro d’insieme ampio e fecondo, come quello che Salvemini promosse sul problema del Mezzogiorno e sulle connesse questioni del suffragio universale, dell’analfabetismo e dell’organizzazione della scuola, della cultura popolare ecc. Né meno utile, nel campo estetico, fu l’attenzione dedicata a movimenti artistico-letterari stranieri, e soprattutto a singole personalità, alcune delle quali furono fatte conoscere per la prima volta in Italia.

Successivamente diversità di vedute, dissapori e divergenze tra diversi collaboratori sfociarono in rotture e divisioni.

1820: nasce il Gabinetto Viesseux

Salvemini lasciò la Voce. per fondare L’Unità alla fine del 1911(approfondimenti e periodico li trovate qui: L’Unità di Gaetano Salvemini, all’interno della Biblioteca Gino Bianco; Papini e Soffici se ne allontanarono nel 1913 per fondare Lacerba e aperti dissidi (fra Croce e Gentile, fra Prezzolini e Boine). Allo scoppio della Prima guerra mondiale, Prezzolini, schieratosi apertamente per l’intervento dell’Italia, lasciò la Voce che, sotto la direzione di De Robertis, si trasformò in rivista esclusivamente letteraria, accogliendo scrittori ‘nuovi’ come A. Panzini, A. Palazzeschi, D. Campana, A. Onofri, C. Sbarbaro, G. Ungaretti.

Dunque la digitalizzazione effettuata dal Gabinetto Viesseux è un dono prezioso che ci permette di approfondire un periodo di grande fermento culturale: La Voce

Autore: lostoricodelladomenica

Nato a Faenza il 14 maggio 1971. Storico indipendente

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