Fonti per la storia delle epidemie: il tifo petecchiale

Una serie di opere tra quelle reperibili on line sull’epidemia di tifo petecchiale del 1817.

In questi tempi quando pensiamo alle epidemie ci viene alla mente immediatamente quella nella quale siamo immersi – Covid 19 o Corona virus – e in secondo luogo, alla peste, che è in qualche modo la “madre” di tutte le epidemie successive (vedi William Naphy Andrew Spicer La peste in Europa e Fonti per la storia della peste, articolo che dovrò aggiornare). Tanto è vero che da allora in poi furono chiamate “pestilenze” le malattie contagiose che mostravano alti gradi di letalità.

Pochi mesi fa, prima dell’esplosione della pandemia di Corona virus, ho pubblicato su una rivista un saggio su un’epidemia di tifo petecchiale nella Legazione Pontificia di Ravenna negli anni 1817-1818. Ho studiato un solo caso tra i molti. Quell’epidemia infatti convolse tutta la penisola, da Milano alla Sicilia.

Dato che alcuni amici – per ingannare il tempo in questo periodo di ozio forzato – mi hanno chiesto di parlarne online, mentre preparo questa “chiacchierata” indico alcune fonti che è possibile reperire on line nelle biblioteche digitali.

Ancora una volta, come ho già detto in altre occasioni (Entrare “di traverso” nella storia), le monografie pubblicate dai medici su questi temi sono importanti non solo per gli storici della medicina o per la ristretta cerchia degli addetti ai lavori, ma contengono informazioni che aprono piste di ricerca su molti altri aspetti: dal clima alla produzione agricola; dalla condizione igienico-sanitaria delle città alle reazioni di fronte all’epidemia delle classi dirigenti governative e locali; dalla situazione ospedaliera alle forme di soccorso e/o reclusioni ecc.

Al di là del valore scientifico – ovviamente oggi del tutto superato – queste opere coeve sono però importanti e, anzi fondamentali, per comprendere non solo lo sviluppo della medicina, ma le singole realtà e il mondo di quell’epoca.

Materiale “grezzo” indubbiamente – fonti appunto – che deve essere vagliato con gli strumenti degli storici, ma utilissimo per la comprensione della nostra storia. Queste “memorie” e relazioni si inseriscono nel filone di “topografie mediche” ampiamente utilizzate di recente da Adriano Prosperi per indagare Un volgo disperso. Contadini d’Italia nell’Ottocento.

Ecco dunque le principali opere che ho trovato. Su Google Libri e Internet Archive se ne trovano parecchie. Un’opera importante per la sua rilevanza nel dibattito tra medici è quella di Giovanni Rasori Storia della febbre petecchiale di Genova negli anni 1799 e 1800, ed alcuni cenni sull’origine della petecchiale

L’elenco delle opere è corposo: Sul tifo petecchiale. Osservazioni del Dott. Palloni per la ToscanaStoria del tifo petecchiale dominante nella provincia mantovana di Carlo Speranza, Raccolta di osservazioni e preservativi contro la febbre petecchiale ossia tifo contagioso per l’UmbriaOsservazioni intorno al morbo petecchiale di Giuseppe Cerri per Milano, sempre per Milano Dimostrazioni medico-filosofiche sulla febbre petecchiale epidemica: e metodo semplice e facile per guarirla prontamente e prevenirla di Luigi Bucellati, Narrazione Dell’Origine, Propagazione, Andamento, Cura, Esito Del Tifo Contagioso Che Ha Regnato Nella R. Citta Di Padova Nelli Primi 8 Mesi Dell’Anno 1817 di Giovanni Maria Zecchinelli per Padova, per Brescia disponiamo di Sull’influenza contagioso-epidemica, nuove ricerche del Dott. Anotonio Bodei e di Saggio di Topografia Statistico-Medica di Menis, per Pernate (NovaraStoria della febbre petecchiale manifestatasi in Pernate negli anni 1817, 1818, 1819, per Taranto Nuovo metodo sul trattamento della febbre petecchiale sporadica contagiosa di Taranto, arricchito di annotazioni e semi della nuova patologia del dottor R. Vinella, per Napoli Trattato di patologia nosologica sulla febbre petecchiale appoggiato alla nuova dottrina medica italiana corredato di osservazioni ed esperienze … del dottor fisico Gennaro Tasca medico in Candela., per Viadana () Ricerche intorno alla provenienza della malattia petecchiale che ha regnato nella comune di Viadana anno 1817, per Pavia Trattato Della Febbre Nosocomiale Carcerale E Rurale ; Tradotto dalla seconda Edizione fatta in Pavia l’anno MDCCXCII., per Genova Sulla febbre nervosa ossia tifo petecchiale riflessioni di Giovanni Battista Jemina, su Pistoia Memoria sull’indole, metodo di cura e preservativi della corrente malattia petecchiale d’un clinico pistojese data in luce dal dott. Luigi Cecchini, ancora sulla Toscana Epistola patologica del dottore Giacomo Barzellotti … sopra la malattia da esso sofferta con riflessioni e dilucidazioni sulla febbre petecchiale contagiosa dominante in quest’anno 1817.

Opere che si incentrano sui provvedimenti adottati sono: Prospetto, nosologico dell’ospitale provisorio nel lazzeretto in Rovigo, destinato alla cura dei tifici nell’anno 1817 di Agostino Gobbetti per Rovigo, Giuseppe Ferrario Statistica medica di Milano dal secolo XV. fino al nostri giorni escluso il militare. Vol 1 eStatistica medica di Milano dal secolo XV. fino al nostri giorni escluso il militare. Vol 2

Sui contagi, sui modi per prevenirli, sui consigli alla popolazione, le opere sono numerose. Mi limito a indicare quelle riguardanti quella epidemia di tifo: Istruzione al popolo sulla corrente epidemia petecchiale del dottor Giacomo Franceschi, G. Paganini Lettera d’un medico di città ad un parroco di campagna sulla febbre petecchiale e sui preservativi contro di essa.

Il tifo petecchiale ha avuto una storia lunga, ben addentro al Novecento e perciò la letteratura medica sull’argomento è amplissima. L’elenco di lavori che ho indicato qui è sicuramente incompleto, ma sufficiente per farsi un’idea di quel che  accadde.

Autore: lostoricodelladomenica

Nato a Faenza il 14 maggio 1971. Storico indipendente

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