Periodici e Giornali digitalizzati – Parte XI – Emerografia Lucana in Digitale

Una grande raccolta di periodici, giornali e riviste dal 1808 al 1950 compone questa splendida Emerografia Lucana in Digitale.

Questa parte XI dei periodici e giornali digitalizzati ha per oggetto un grande progetto della Biblioteca Provinciale di Potenza: l’Emerografia lucana in digitale, una collezione di giornali lucani d’epoca che racchiude la storia della Basilicata.

Si tratta di quotidiani, quindicinali, riviste letterarie, riviste di agricoltura che racchiudono la storia, non solo editoriale, della regione. Tra le moltissime altre cose troviamo gli Atti dell’Intendenza di Basilicata fino agli Atti del Consiglio provinciale, dal periodico La Provincia del 1908 a La Basilicata nel mondo del 1924.

La raccolta digitale comprende attualmente 147 testate105.556 pagine7.500 fascicoli tutti stampati in Basilicata o attinenti ad essa, nel periodo che va dal 1808 al 1950.

Il fatto che questo splendido deposito di materiale sia disponibile su Internet Culturale, dal quale ho ripreso dati e titoli, rende piuttosto complicata la consultazione, ma con un poco di pratica, sfruttando la colonna di sinistra (anno di pubblicazione, dati editoriali ecc.) la ricerca si semplifica di molto e si velocizza.

Questo materiale – del quale devo la scoperta, ancora una volta, a Emanuele Catone – ci aiuta dunque ad approfondire lo studio del nostro Meridione e può essere integrato e confrontato con materiale che ho indicato in altri articoli: in primo luogo, ovviamente, con Salernum Biblioteca Digitale Salernitana e gli  Aggiornamenti dalla Biblioteca Digitale Salernitana Salernum, ma anche con Un portale per la storia della Campania.

Non resta quindi che andare a consultare Emerografia Lucana in Digitale. Buona navigazione.

Libri e riviste per approfondire la storia militare

Una quantità incredibile di materiale per studiare e approfondire la storia militare del nostro paese e non solo attraverso fonti, monografie, atti di convegni, riviste, guide archivistiche e altro ancora.

La storia militare non rientra tra gli argomenti che attirano la mia attenzione. Questo però non significa che non sia importante studiarla e approfondirne la conoscenza. Soprattutto in un secolo come il ‘900 la guerra ha trasformato non soltanto il modo di combattere, ma l’economia, la medicina, la società.

Ai tempi delle guerre napoleoniche era possibile scrivere romanzi che non tenessero conto delle battaglie e delle guerre. La guerra riguardava chi la combatteva e, al di fuori delle zone in cui avvenivano gli scontri, la popolazione restava sostanzialmente indifferente a quanto succedeva.

Il Novecento ha cancellato questa possibilità. La guerra ha investito tutti ed è diventato qualcosa che riguarda e coinvolge militari e civili indistintamente.

Perciò ringrazio di cuore Emanuele Catone per avermi segnalato per avermi segnalato le molte pubblicazioni della Società di Storia Militare che pubblica on line i suoi che pubblica on line i suoi Quaderni SISM e la sua ricca Collana SISM con moltissimi testi che affrontano vari argomenti: vi si trovano atti di convegni, monografie incentrate su determinati conflitti, opere di carattere più ampio e generale ecc.

Ma non è finita qui: sul sito della Rivista Militare è possibile consultare una miriade di opere tra le quali moltissime fonti di grande interesse. Mi limito a segnalarne alcune: oltre alla collezione della Rivista Militare, il Diario Storico del Comando Supremo per la seconda guerra mondiale, Le operazioni in Africa Orientale. Documenti, i Verbali delle riunioni tenute dal Capo di Stato  generale durante la seconda guerra mondiale, le Decisioni emesse dal Tribunale Speciale dello Stato.

Inoltre vi sono moltissimi atti di convegni, anche internazionali e in lingua inglese, monografie che affrontano vari aspetti – anche l’esercito borbonico e il Risorgimento, raccolte su divise, medaglie, decorazioni ecc., guide archivistiche come, ad esempio, il Bollettino dell’Archivio dell’Ufficio Storico, museali e bibliografiche e molte altre.

Di particolare interesse sono i risvolti medici della guerra. Abbiamo a disposizione molti numeri del Giornale di Medicina Militare e monografie: Chirurgia di guerra, Manuale sanitario per la guerra chimica, Istruzioni per l’Igiene dei militari del Regio Esercito e altre ancora.

Concludo la rassegna di questa vera e propria miniera di libri indicando i nove volumi che compongono La resistenza dei militari italiani all’estero.

Fonti, libri e riviste di storia militare che possono integrarsi con quanto ho già presentato in altri post: Alcuni progetti in rete sulla prima Guerra MondialePrima Guerra Mondiale – Giornali di Trincea e altroFondazione Gramsci Emilia Romagna. Prima Guerra Mondiale – Opuscoli digitalizzati

Insomma, c’è davvero di che informarsi su ogni aspetto della guerra e non solo.

Buona navigazione.

La collana “Utopie” della Fondazione Feltrinelli

Oltre 60 testi nella collana Utopie della Fondazione Feltrinelli che spaziano moltissimi argomenti tra presente e passato.

Le attività della Fondazione Feltrinelli sono molteplici. Abbiamo incontrato l’articolato progetto sul Risorgimento del quale ho presentato tre sezioni (Il Risorgimento nei fondi della Fondazione Feltrinelli Prima parteIl Risorgimento nei fondi della Fondazione Feltrinelli Seconda parteIl Risorgimento nei fondi della Fondazione Feltrinelli Terza Parte). Coniugando il lavoro di recupero e di storia del passato a quello dell’indagine sul presente, sulla situazione attuale, la Fondazione, tra i molti progetti che ha sviluppato e sta sviluppando (e che man mano incontreremo), propone una collana di particolare interesse: “Utopie”.

Come si legge nell’introduzione alla raccolta,

Con la collana Utopie la Fondazione Feltrinelli propone “schegge” dal proprio patrimonio librario e archivistico; pensieri e percorsi di riflessione che nascono dai propri progetti di ricerca; testi di lavoro portati al tavolo dei propri seminari. Prodotti offerti gratuitamente e riferiti alle cinque aree di ricerca di Fondazione (Globalizzazione e sostenibilità; Città e cittadinanzaInnovazione PoliticaFuturo del LavoroHistory Box).

Utopie potrebbe dunque definirsi una miscellanea nella quale vengono affrontati e discussi i grandi temi che travagliano il nostro presente: la democrazia, il lavoro, le masse, i giovani, il rapporto tra le generazioni, il cibo e il problema alimentare, la cultura, le imprese, le donne, la città… una buona parte di questi lavori sono incentrati o prendono le mosse dal presente; ma molti altri sono di carattere più prettamente storiografico (ad esempio, le lotte operaie negli anni Settanta, La resistenza. Una storia europea, Gli artisti innovativi e la Rivoluzione d’Ottobre).

E ancora. Altri volumi raccolgono e illustrano parte del vastissimo materiale posseduto dalla Fondazione: ad esempio, David Bidussa, “I giornali del triennio democratico (1848-1851). Le raccolte della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli” oppure “Il 1848 in Italia. Monografie e opuscoli” di Puttini. Questi testi possono divenire un’ottima cornice per il grande progetto realizzato dalla Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea di Roma sulla La Repubblica Romana del 1849 che contiene “migliaia di documenti (giornali, opuscoli, bandi e fogli volanti, manoscritti […] di difficile reperibilità e di fondamentale importanza per gli studi storici, pubblicati tra l’elezione al soglio pontificio di Pio IX e il suo definitivo ritorno a Roma”.

Non a caso “Utopie” ospita anche materiale coevo a determinati avvenimenti, come l’Inchiesta operaia di Marx, curata e contestualizzata da Riccardo Emilio Chesta, oppure “La Grande guerra europea” di Sorel, opera curata da Massimiliano Panarari e altre ancora.

Naturalmente vi è molto altro in questa collana che si compone di oltre 60 testi. Non vi resta che andare a curiosare: Fondazione Feltrinelli: collana “Utopie” . Buona navigazione

Medical Heritage Library. La più grande biblioteca digitale per la storia della medicina

La più grande biblioteca digitale del mondo per la storia della medicina e non solo. 300.000 libri di cui 3.500 in italiano.

Un consorzio di istituzioni per la storia della medicina

Il Medical Heritage Library è a tutt’oggi il maggior consorzio di biblioteche e centri di ricerca sulla storia della medicina, della sanità delle scienze della salute del mondo. Di conseguenza è anche la più grande biblioteca digitale esistente sull’argomento

L’obiettivo di Medical Heritage Library  è quello di rendere disponibili gratuitamente online contenuti di alta qualità e di semplificare e centralizzare la scoperta di queste risorse.

origini e sviluppo

Fondato nel 2010, Medical Heritage Library trae la sua forza – come comunità digitale cercando attivamente nuove opportunità per digitalizzare le risorse primarie nella storia della medicina attraverso iniziative finanziate da sovvenzioni e sforzi per identificare istituzioni che condividono le stesse idee e che desiderano condividere i contenuti.

Nato dalla collaborazione di sei grandi biblioteche americane, canadesi ed europee, col tempo si sono aggiunti circa 30 istituti. Infatti Medical Heritage Library include materiali in una varietà di lingue, tra cui inglese, francese, spagnolo, tedesco, latino, portoghese, olandese e italiano.

In italiano

Per il momento complessivamente i libri sono oltre 300.000. In italiano i libri disponibili su Medical Heritage Library sono oltre 3.500. La scansione dei libri avviene in collaborazione con Internet Archive e come sempre la ricerca dei libri avviene in vari modi: per lingua, per materie, per anno, per enti possessori delle opere.

Da questa sterminata biblioteca digitale in costante crescita ho già preso materiale per altri articoli. Ne ho fatto uso in Alcuni progetti in rete sulla Prima Guerra Mondiale (ma al momento il link non funziona per un problema interno), e per le riviste utilizzate in Entrare “di traverso” nella storia (la Wellcome Digital Library è tra le fondatrici di Medical Heritage Library).

Sul web

Medical Heritage Library ha un proprio sito: Medical Heritage Library (andateci, merita); i libri e le riviste digitalizzati su Internet Archive si trovano qui: https://archive.org/details/medicalheritagelibrary. Troverete di tutto un po’. Buon divertimento.

I principali quotidiani francesi su Gallica

Un portale di Gallica sui quotidiani francesi

Gallica si è imposta come la maggiore biblioteca digitale d’Europa. L’ampiezza del materiale che quotidianamente rinnova e ci propone è praticamente sterminata al punto che il progetto si è articolato in molte sottosezioni. Una di queste è dedicata ai principali quotidiani francesi. l?ho presentata succintamente nella pagina Biblioteche Digitali

Sono ben 55 i quotidiani digitalizzati – quasi tutte per intero. A fianco di ogni giornale presentato c’è una breve didascalia in cui si raccontano la nascita, l’evoluzione, le posizioni politiche del giornale ecc.

Troviamo i quotidiani principali, naturalmente: Le Monde, L’Echo de Paris, Le Figaro (e il suo supplemento letterario) ma anche quotidiani dalla vita più breve, di minor impatto o di realtà provinciali e coloniali.

il progetto

A fine pagina è presente una breve ma esaustiva scheda introduttiva, che ripropongo tradotta con Deepl:

[Il] 1789 stabilisce la libertà di stampa. I fogli si moltiplicano in numero (Le Père Duchesne, L’Ami du Peuple….) prima di essere repressi di nuovo. La lotta contro la censura fu feroce per tutto il XIX secolo, che si concluse con una “età dell’oro della stampa” ai sensi del Press Freedom Act del 1881. A partire dal 1836, le formule innovative di Siècle e La Presse aprono la strada a questo sviluppo. I titoli generalisti trascrivono le partizioni politiche e alimentano il dibattito.

Si sta sviluppando anche la stampa satirica (Le Charivari, Le Journal pour rire….), che attraverso caricature e ritratti denuncia il potere e si attacca con l’umorismo ad un pubblico fedele. Più estese dei giornali e di natura meno frequente, pubblicazioni prestigiose (La Revue des deux mondes, La Revue de Paris) o provenienti da società scientifiche locali, riflettono il crescente interesse dell’epoca per la scienza, le arti e la letteratura.

All’inizio non molto presente, l’immagine si è diffusa sulle colonne dei giornali e sui loro supplementi illustrati per catturare un pubblico in crescita. Vengono creati anche titoli femminili (La Femme, Femina….), sportivi (La Pédale, Match….) o per bambini (La Semaine des enfants….). “La civiltà del giornale” non si limita a Parigi, ma riguarda anche la provincia (L’Indépendant du Berry, L’Ouest-Eclair…..) e le colonie (Le Courrier de Tlemcen, La Petite Tunisie, L’Etoile de l’A.E.E.E.F…..). Appare la figura del grande reporter.

La fine della prima guerra mondiale, che ha visto l’emergere di giornali in trincea, ha segnato un primo rallentamento nonostante il successo di Paris-Soir, il dinamismo di alcuni settimanali politici o letterari (Gringoire, Marianne, Regards….) o il rafforzamento della stampa specializzata. La sconfitta del 1940 e l’occupazione segnarono dolorosamente la fine di questo periodo. Alcuni titoli collaborano, altri sono affettati mentre la Resistenza diffonde le sue idee attraverso una stampa clandestina (Combat, Defence of France….).

Abbiamo quindi la possibilità di seguire passo a passo l’evoluzione storica francese, ma anche la possibilità di curiosare per fare un innocuo “gossip” a ritroso.

I principali quotidiani francesi è un ottimo progetto, utilissimo e godibile. Buona navigazione: I principali quotidiani francesi su Gallica

 

Rivista di storia on line. Proposte e Ricerche

Proposte e Ricerche. Rivista di storia on line

La miglior presentazione di questa rivista che viene ad arricchire le riviste disponibili on line e la mia piccola Emeroteca di storia on line è di lasciare la parola alla pagina introduttiva della rivista.

Proposte e ricerche nasce nel 1978 per iniziativa di Sergio Anselmi da una costola di Quaderni storici delle Marche, fondata da Alberto Caracciolo e quell’anno trasformatasi in Quaderni storici.

Inizialmente la rivista esce come bollettino della Sezione di storia dell’agricoltura del Centro ricerche e studi dei beni culturali marchigiani, con sede presso l’Università di Urbino.

Dal 1981 la pubblicazione, che fino ad allora non ha periodicità fissa, diventa semestrale. Nel 1986 il numero 16 assume il sottotitolo di Rivista di storia dell’agricoltura e delle società rurali marchigiane, cambiato poi l’anno successivo (numero 18) in Rivista di storia dell’agricoltura e della società marchigiana.

Nel 1990 il numero 24 della testata diventa l’attuale Proposte e ricerche. Economia e società nella storia dell’Italia centrale.

Per più di quarant’anni, la rivista è stata ininterrottamente pubblicata con cadenza semestrale sotto la direzione dapprima di Sergio Anselmi poi, dopo il 1999, di Renzo Paci, Ercole Sori e dal 2011 di Francesco Chiapparino.

Nel 1983 ai due fascicoli annuali si affianca un album sull’architettura rurale nelle Marche. Dal 1987 poi, Proposte e ricerche comincia ad essere accompagnata da Quaderni, pubblicati da allora continuativamente, anche se privi di una periodicità fissa, su tematiche concernenti gli ambiti scientifici della rivista.

La rivista si occupa tradizionalmente di studi storico-economici e sociali sull’Italia centrale. E’ nondimeno aperta a interventi e comparazioni riferibili ad aree più ampie, nazionali e internazionali.

On line Proposte e ricerche propone le annate 1991-92, 1999 e dal 2002 al 2013. La rivista ospita saggi di molte delle più belle firme della storiografia italiana e internazionale: da Immanuel Wallerstein a Carlo Maria Cipolla, da Ercole Sori a Renzo Paci, da Giorgio Pedrocco a Pedrag Matvjevic e molti altri mentre non mancano saggi di giovani ricercatori. I temi trattati, indicati nel sottotitolo della Rivista: economia e società nella storia dell’Italia centrale, spaziano su un arco temporale vastissimo.

In conclusione non resta che augurarci che Proposte e Ricerche completi la digitalizzazione delle annate e andare a curiosare: Proposte e ricerche

Recensione: Philipp Blom. La Grande frattura. L’Europa tra le due guerre (1918-1938)

Nel dire qualcosa su questo libro comincerei con tre osservazioni. La prima: è un libro scritto in modo estremamente avvincente. La narrazione è fluida e Blom riesce a tenere incollato il lettore alle pagine con un sapiente dosaggio di narrazione, sintesi ed esempi insoliti. La seconda: La grande frattura non è una storia d’Europa, ma … Leggi tutto “Recensione: Philipp Blom. La Grande frattura. L’Europa tra le due guerre (1918-1938)”

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Quotidiani digitalizzati dalla Biblioteca di Storia moderna e contemporanea di Roma

Ho parlato più volte della Biblioteca di Storia moderna e contemporanea di Roma. Per questo articolo ho saccheggiato la sua ricchissima Digiteca, in particolar modo la sezione periodici. Nell’elenco vi sono infatti anche alcuni quotidiani decisamente preziosi per i ricercatori e gli studenti. Il primo, è l’Avanti!, qui disponibile dalla fondazione (1896) al 1926. Il … Leggi tutto “Quotidiani digitalizzati dalla Biblioteca di Storia moderna e contemporanea di Roma”

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Quotidiani digitalizzati dalla Biblioteca di Storia moderna e contemporanea di Roma

Ho parlato più volte della Biblioteca di Storia moderna e contemporanea di Roma. Per questo articolo ho saccheggiato la sua ricchissima Digiteca , in particolar modo la sezione periodici. Nell’elenco vi sono infatti anche alcuni quotidiani decisamente preziosi per i ricercatori e gli studenti.

Il primo, è l’Avanti!, qui disponibile dalla fondazione (1896) al 1926. Il quotidiano socialista è disponibile anche sul sito del Senato: Quotidiani di sinistra: Avanti! e l’Unità digitalizzati per intero, ma una ripetizione non fa certo male (in caso di guasto si rimedia con l’altra fonte).

Un altro giornale “storico” della stampa italiana è il Corriere dell’Emilia, poi diventato Giornale dell’Emilia. Sotto queste diciture il nome a molti dice poco; in realtà si tratta de Il Resto del Carlino che aveva cambiato nome dopo il ventennio fascista, mantenendo quello di Giornale dell’Emilia fino al 1953. Per il momento è disponibile l’anno 1945: fino al numero 90 per Il Resto del Carlino (finché fu pubblicato sotto la Repubblica Sociale), poi organo del PWB alleato.

Preziose sono le undici annate (dal 1860 al 1861) de Il Diritto, non facile da trovare nelle emeroteche. Lo stesso discorso vale per le annate (dal 1865 al 1871) de L’Opinione.

Più diffuso per ovvie ragioni nelle è Il Popolo d’Italia, ma averlo a portata di click praticamente per intero (dal 1914 al 1943) è veramente un privilegio. Ancor di più lo è nel caso de Il Popolo Romano, (on line dal  1890 al 1922) praticamente introvabile per chi vive lontano dalla capitale.

Raro e perciò prezioso è Risorgimento Liberale, la testata del Partito Liberale Italiano, disponibile dal 1944 al 1946; così come lo è Il Tevere, offertoci dal 1925 al 1928 e per il 1935.

Tutti i giornali si possono leggere on line e scaricare liberamente. Il fatto che non tutte le annate siano complete non può certo meravigliare. Ciò che invece stupisce è l’ampiezza del progetto che la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea di Roma sta realizzando con la sua Digiteca. In tempi in cui la cultura viene bistrattata, ricercatori, studiosi, studenti e tutti i cittadini devono essere grati alle istituzioni che a fatica realizzano progetti come questi.

Buona navigazione.