Riviste e libri open access dall’Università di Trieste

Libri, riviste e documenti Open Access dall’Università di Trieste

Emanuele Catone, che segue il blog e la pagina facebook, con grande gentilezza mi ha segnalato uno splendido progetto dell’Università di Trieste che ha deciso di rendere open access una grande quantità di materiale, compresi libri e riviste di carattere storico e storiografico.

C’è molto di più e per molte più discipline oltre alla storia. Il progetto si chiama OpenstarTs ed è l’

Archivio Istituzionale dell’Università di Trieste.  OpenstarTs è […] progettato in conformità […] per gli archivi istituzionali: raccoglie, conserva e indicizza le risorse digitali ad accesso aperto dell’Università.

In altri termini, l’Università di trieste ha realizzato una vetrina della produzione dell’Ateneo.

Libri e riviste di storia in Openstarts

In un altro post ho segnalato alcune delle Università italiane che hanno pubblicato i propri Annuari: Centro Interuniversitario per la storia delle Università italiane (CISUI) e altro. Ora si accoda anche l’Università di Trieste. OpenstarTs ce li mette a disposizione. Nella sezione Documenti sulla storia dell’Università di Trieste ne sono disponibili 79 volumi suddivisi con altri istituti e con la seguente avvertenza: “Gli ‘Annuari’ dell’Università degli studi di Trieste cessano con l’anno accademico 1951-1952. Per gli anni successivi, fino al 1997, vengono pubblicate solo le ‘relazioni’ svolte dai Magnifici Rettori all’inaugurazione dell’anno accademico”.

Il fondo dei Documenti sull’Università è tutto da esplorare, vi si trova molto altro. Così come molto altro si trova cliccando su Collane/Periodici. Tra i periodici, per quel che riguarda la storia, troviamo la rivista Qualestoria,

la rivista dell’Irsml FVG, fondata nel 1973 come «Bollettino dell’Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli Venezia Giulia». Ospita contributi di autori italiani e stranieri, promuovendo la pubblicazione di numeri monografici e miscellanei. La rivista propone tradizionalmente tematiche legate alla storia contemporanea dell’area alto-adriatica e delle zone di frontiera, rivolgendo particolare attenzione allo studio e alla storiografia dei paesi dell’Europa centro-orientale e balcanica […].

Qualestoria è digitalizzata dal 2007 al 2017: è possibile scaricare singoli saggi come l’intero numero desiderato.

Collane

Cliccando invece su Collane, troviamo la Collana del dipartimento di Storia e Storia dell’Arte con due volumi particolarmente interessanti. Il primo raccoglie “Studi in onore di Giovanni Miccoli”, il secondo è dedicato a “Dittatura e rivoluzione nel Risorgimento italiano”.

Seguono i cinque volumi della collana Studi di Storia che spaziano dalla Cina al mondo arabo, i Quaderni del Dipartimento di Storia dell’Università degli Studi di Trieste in cinque volumi (manca il quinto) e due volumi dei Quaderni del Dipartimento di Storia e di Storia dell’Arte.

Per il momento mi fermo qui. Buona navigazione su OpenstarTs

Una risata vi seppellirà (?)

Uno splendido portale sulla caricatura e la satira

Il potere (politico certamente, ma non solo) ha sempre temuto la satira. La teme perché ha il potere di svelare verità profonde e scomode con strumenti di immediata percezione. Non a caso una risata vi seppellirà è uno slogan sovversivo.

Caricature et violence de l’histoire

Casualmente mi sono imbattuto in uno splendido portale francese: Caritature et violence de l’histoire. Come viene spiegato egregiamente nella introduzione:

Il termine caricatura si è affermato in francese nel linguaggio comune, ma sarebbe meglio parlare di satira grafica. Perché la caricatura, come la intendiamo qui, non si riduce alla sua definizione iniziale, apparsa in Italia durante il Rinascimento e diffusa nello studio dei fratelli Carracci come “piccoli ritratti carichi” (ritrattini carichi), esagerando i tratti caratteristici del modello. Né si limita alle forme grafiche associate alla satira della morale che i contemporanei di Hogarth hanno vissuto. La caricatura moderna è un’invenzione della cultura dei media, comporta la diffusione moltiplicata per la stampa, venduta come fogli sciolti o inclusa in un giornale illustrato.

Il suo impatto è dovuto alla sua straordinaria forza di derisione, che fa parte di un’antica tradizione di scherno, moltiplicata per dieci volte per le risorse di uno stile iconico. Non tutte le caricature sono al servizio di una causa, buona o cattiva: la grande massa di caricature a stampa è costituita da immagini per ridere, fantasiose vignette o schizzi umoristici, destinati a intrattenere il pubblico dando un resoconto malizioso o sarcastico dei grandi cambiamenti sociali.

Tuttavia, la caricatura, per il suo potere simbolico e la sua efficacia ideologica, è sempre stata in linea con la storia. Superando le trappole della censura e poi armandosi della libertà di espressione acquisita nel 1881, fu l’arma di tutte le lotte politiche.

Dall’inizio del XX secolo è stata inghiottita dalla violenza delle guerre, dall’ascesa del totalitarismo, dagli scontri dell’imperialismo, dalle crisi della decolonizzazione e della deregolamentazione internazionale. Mentre il suo posto è in declino in una stampa nazionale a sua volta minacciata dagli sviluppi tecnologici, essa circola su scala globale, offrendo l’illusione di un linguaggio veramente universale [con]  Internet, attraversando a sua volta molteplici frontiere.

La diversità delle forme di immagine satirica è legata ai progressi delle tecniche di riproduzione grafica e alle innovazioni nell’impaginazione periodica, nonché a iniziative puramente artistiche. La presentazione di pagine complete dei periodici permette di seguire l’evoluzione delle interazioni tra testo e immagine […].

Giustamente il portale si suddivide in cinque sezioni scansionate temporalmente in un percorso che si snoda dal 1830 ai nostri giorni. Ogni sotto sezione è a sua volta suddivisa per periodi più brevi e presnetata con esaurienti schede introduttive.

un portale da confrontare con altri progetti

La straordinaria collezione di questo portale si può confrontare col materiale disponibile su L’histoire par l’image. Un sito per lo studio della storia attraverso le immagini che ne offre un buon campionario.

Una risata vi seppellirà (?): Caricature et violence de l’histoire. Ridiamoci su…

Visitare l’Italia. L’archivio del Touring Club Italiano

Un’immensa quantità di materiale del Touring Club Italiano

Nel presentare la Biblioteca Digitale Lombarda (BDL) mi è capitato di accennare la Collezione di riviste storiche del Touring Club (le ho indicate qui: Riviste storiche del Touring Club). Immaginavo che l’archivio del Touring Club contenessero molto di più, ma non ero a conoscenza del fatto che moltissimo materiale fosse stato riversato in rete.

Ho fatto questa scoperta grazie a Storia Digitale. Contenuti on line per la storia da cui riprendo la prima parte della presentazione.

Fotografie, riviste storiche, carte e materiali d’archivio raccontano un secolo di storia e turismo in Italia e nel resto del mondo con la voce della prima associazione turistica nazionale.

Più concretamente, per fornire qualche cifra e rendere l’idea del progetto,

L’ Archivio del Touring Club Italiano costituisce una delle raccolte archivistiche più importanti in Italia, per numero e varietà tipologica dei materiali conservati  – quasi 700.000 unità fra documenti e atti ufficiali, stampe fotografiche, cartoline, carte geografiche e atlanti, pubblicazioni e fondi speciali – e in virtù della sua natura complessa.

Archivio del turismo e del viaggio, archivio aziendale, archivio editoriale. L’archivio del Touring Club Italiano riunisce queste tre identità in modo trasversale, rappresentando così un unicum nel panorama nazionale che trova il maggior motivo di interesse proprio in questo intreccio inedito di prospettive.

Ci si può muovere in queste direzioni grazie alla struttura a raggiera del sito:

L’archivio è così diviso in quattro principali sezioni:

  • Archivio storico, comprendente tutti gli atti ufficiali e i documenti inerenti l’associazione dalla fondazione al 1980 e un nucleo di disegni originali e bozzetti dei migliori illustratori della prima metà del Novecento
  • Biblioteca, comprendente tutte le pubblicazioni  – guide, volumi, periodici – editi dal TCI fino al 1990
  • Archivio Fotografico, 350.000 stampe vintage in bianco e nero e 30.000 cartoline, dal 1870 al 1970 circa
  • Cartoteca, con un nucleo di carte e atlanti prodotti fra XVI e XIX secolo giunti grazie ad una donazione e con le realizzazioni in campo cartografico edite dal Touring Club Italiano.

Non resta dunque che immergersi in questo viaggio andando ad esplorare il nostro Paese sotto molteplici punti di osservazione. Buona navigazione: Digitouring

Un ricchissimo sito sul tema del viaggio

Uno splendido sito sul tema del viaggio dal XV al XX secolo: fonti, immagini, bibliografie. Da visitare.

Non c’è bisogno di dilungarsi sui motivi per cui la storia e il tema del viaggio possono essere affrontati sotto molteplici prospettive: lo sguardo, gli obiettivi e le tappe di un mercante saranno probabilmente divergenti da quelle di un religioso che compie un pellegrinaggio; l’avventuriero sarà spinto dalla curiosità e dal desiderio di essere presente nei paesi e nelle città che “contano”; un esule lo affronterà con tutt’altro spirito ecc.

Come spesso succede, cercando altro mi sono imbattuto in  in questo ricchissimo sito sul tema del viaggio e, anche se l’Italia è presente in piccola parte, ho deciso comunque di parlarne sia perché, come testimoniano altri articoli, il tema del viaggio mi affascina (vedi gli articoli dedicati alla rivista ViaggiatoriGran Tour e viaggiare in Italia), sia perché è di una ricchezza tale, che mi sono divertito a navigarci un poco.

Il sito in questione è Travelogues, un portale dedicato alla raccolta di materiale storico relativo ai viaggi nel sud-est Europa, nel Mediterraneo Orientale, in Grecia, in Asia Minore e nell’Italia Meridionale compiuti dai viaggiatori di tutto il mondo tra il quindicesimo e il ventesimo secolo. Il sito è in greco, turco o inglese, ma è facilmente fruibile da chiunque grazie a un’impostazione facilmente intuitiva.

Si possono “visitare” i luoghi e le località usando una griglia di tags molte chiara e dettagliata nei quali possiamo orientarci anche con l’ausilio di un catalogo bibliografico di fonti composto da oltre 2.000 opere di viaggio. Ogni testo è anticipato da una breve ma chiara didascalia. Consiglio vivamente di aprire queste fonti perché da ogni libro sono ricavate le illustrazioni più belle o significative che si possono poi liberamente ingrandire o scaricare.

A loro volta le fonti possono essere approfondite grazie a una nutritissima bibliografia in molte lingue. Infine, possiamo decidere di navigare il sito cercando per soggetto.

Se ve ne fosse bisogno, Travelogues costituisce una riprova del fatto che il Mediterraneo è un enorme ponte mobile di culture, tradizioni, civiltà e che i progetti di alcuni di “chiudere” gli stati che vi si affacciano è assurdo, perdente e anti-storico.

Il lettore italiano, leggermente penalizzato dal taglio geografico del sito, può però sfruttarlo ottimamente con ViaggiatoriRiMe – Rivista dell’Istituto di Storia dell’Europa MediterraneaMediterranea. Ricerche storiche: rivista e Biblioteca digitale.

Buon divertimento.

Un archivio digitale sulla Rivoluzione francese

Dallo sforzo congiunto della Stanford University e dalla Biblioteca Nazionale di Francia uno splendido sito sulla Rivoluzione francese.

A duecento anni di distanza la Rivoluzione francese genera studi senza interruzione. In Allons enfants de la patrie – Siti e fonti sulla Rivoluzione francese, uno dei primi post pubblicati qui, ho accennato ad alcuni siti e portali on line.

Oltre alle informazioni che ci mette a disposizione Révolution française l’esprit de lumières et de la Révolution, i molti percorsi e spunti percorribili su Gallica, altre informazioni e immagini recuperabili su Liberté égalitè fraternité. Exploring the french revolution e agli opuscoli e i pamphlets (in gran parte controrivoluzionari), ora disponiamo di questo splendido archivio digitale: gli Archives numériques de la Révolution française.

Si tratta di un progetto realizzato dallo sforzo congiunto della Stanford University e la Bibliothèque nationale de France. Il sito si divide in due parti.

Nella prima troviamo gli Archivi parlamentari raccolti in ordine cronologico. Concepita intorno alla metà del XIX secolo, questa monumentale pubblicazione raccoglie tutte le deliberazioni parlamentari, lettere, discorsi, rapporti e altre fonti primarie d’archivio. Per ragioni di copyright, è stato possibile digitalizzare e rendere disponibili solo i volumi relativi agli anni 1787-1794.

La seconda sezione è una raccolta di circa 14.000 immagini (stampe, illustrazioni, medaglie, monete e altro) che erano state selezionate dalla Bibliothèque nationale de France in occasione del bicentenario della Rivoluzione francese. Queste immagini, digitalizzate ad alta risoluzione, sono ricercabili per parole chiave o attraverso filtri di ricerca (periodo storico, persone raffigurate, tipologia di immagine, nome degli artisti, nome del collezionista).

Archives numériques de la Révolution française è disponibile in francese e in inglese. Questo archivio digitale sulla Rivoluzione francese ci permette dunque di seguire passo a passo l’evolvere degli avvenimenti attraverso un corpo di fonti quasi sterminato.

Non solo, attraverso le immagini raccolte in L’histoire par l’image abbiamo la possibilità di “focalizzare” gli avvenimenti e, se vogliamo, di approfondirne la conoscenza attraverso il materiale che ho indicato più sopra.

Insomma, questo Archives numériques de la Révolution française è un ottimo strumento per scoprire o approfondire uno degli avvenimenti che è alla base della nostra epoca e, in più, è facile e divertente da esplorare. Non resta che andare a curiosare.

Un portale per la storia della Campania

Un nuovo portale per la storia della Campania.

In più occasioni ho sostenuto che il web, quando usato con criterio, si dimostra uno strumento potente per la diffusione della conoscenza. Una riprova di questa mia convinzione (sulla quale, certamente, si potrebbe discutere) è questo nuovo portale: Storia della Campania.

Nelle intenzioni dei promotori (Daniele Santarelli e Armando Pepe) il poetale Storia della Campania

vuol essere un punto di incontro e di riflessione interdisciplinare per tutti gli studiosi, i cultori e gli appassionati della storia di questa regione tanto ricca di contraddizioni così come di testimonianze storiche, artistiche e culturali, e del suo ruolo nel contesto globale, europeo e mediterraneo. L’interesse del progetto attraversa il corso dei secoli, dall’antichità fino all’età contemporanea, senza particolari discriminanti cronologiche e/o tematiche.

L’auspicio è poter dar luogo ad un autentico, grande cantiere interdisciplinare che, nel rispetto delle specificità dei singoli settori di studio e degli interessi di ricerca e dell’autonomia dei singoli studiosi e ricercatori che vorranno contribuirvi, favorisca lo scambio di competenze ed idee nell’interesse comune.

Il portale è strutturato in diverse sezioni. In considerazione del carattere di work in progress del progetto e della flessibilità consentita dalla sua collocazione in rete, questa strutturazione non è definitiva e potrebbe subire importanti cambiamenti in corso d’opera.

  • Dizionario: dizionario storico con voci biografiche e tematiche di interesse per la storia della Campania.
  • Fonti: trascrizioni di fonti storiche di interesse per la storia della Campania, accompagnate da commento e inquadramento storico e storiografico.
  • Testi: rassegna in formato digitale di articoli e contributi, editi e inediti, di interesse per la storia della Campania.
  • Strumenti: cronologie, cronotassi, cartografie storiche e approfondimenti tematici di interesse per la storia della Campania.
  • Storici: profili biografici di storici che hanno contribuito con le loro ricerche alla storia della Campania.
  • Bibliografie: rassegne bibliografiche su specifici temi attinenti alla storia della Campania.
  • Links: liste di siti web di interesse per la storia della Campania.

Diverso nella struttura ma simile nelle finalità, Storia della Campania può essere affiancato a Storia e memoria di Bologna e ad altri siti e portali dedicati a singole realtà che incontreremo.

La presentazione del portale ci mostra un progetto ambizioso. Ma d’altra parte Santarelli e Pepe hanno una ottima esperienza in questo genere di progetti: entrambi sono tra gli ideatori del Cantiere Storico Filologico che ospita vari progetti, siti e blog.

Non ci resta che monitorare – e, perché no? – sostenere la crescita di Storia della Campania. In più occasioni ho presentato materiale riguardante la regione campana. In questa occasione, per evitare di ripetermi con un lungo elenco, mi limito a ricordare la Biblioteca Digitale sulla Camorra, i periodici della Emeroteca Tucci segnalati in Periodici e Giornali digitalizzati Parte VIII e la Rivista Municipale di Napoli segnalata in Riviste dei principali municipi italiani.

Buon lavoro e in bocca al lupo a Storia della Campania.

Architettura: portali, opere e riviste

Per questo articolo prendo spunto dalla storia moderna. Architectura è una

Banca dati di libri di manoscritti e stampe di architettura pubblicati in Francia, scritti in francese o tradotti in francese nei secoli XVI e XVII, è costituita da trattati generali, trattati di fortificazioni, raccolte di modelli, libri di ornamenti, trattati tecnici (prospettiva, falegnameria, stereotomia, serre, giardini) e resoconti di voci cerimoniali.

L’accesso alle opere avviene in due forme: consultazione in immagine, oppure scaricando il testo trascritto (ortografia e punteggiatura modernizzata).

Ogni voce è composta da una nota bibliografica compilata da specialisti delle istituzioni proprietarie dell’opera e da una descrizione scientifica redatta dai migliori specialisti francesi e stranieri. Ogni descrizione è regolarmente aggiornata. Segue una bibliografia critica.

In realtà, navigando sul sito ci si accorge che le opere non solo esclusivamente francesi o in francese: ve ne sono in italiano, tedesco e inglese. Il sito è molto chiaro e funzionale: le ricerche possono essere effettuate per autore e per parole chiave; c’è una sezione delle ultime opere caricate on line e una nutrita pagina di link: Architectura.

Su Internet Archive selezionando prima American Libraries e poi Getty Research Institute, si entra nella nutritissima biblioteca digitale del Getty. Di qui, selezionando la lingua italiana (in basso a sinistra) e nella nuova schermata cercando “architettura”, vengono selezionate circa 270 opere.

Si tratta di un corpo di libri molto diverso per contenuti che deriva dalle molteplici sfaccettature della materia: vi si trovano opere generali, su singole città, trattati di vario genere ed epoca. Mi limito a segnalare due riviste che possono essere particolarmente utili a studiosi e studenti: quattro annate de “L’Architettura Italiana” (dal 1905 al 1909) e 17 annate de “L’edilizia Moderna” (manca la prima annata, si va dal 1893 al 1909).

Non ho poi resistito a cercare qualche progetto riguardante uno dei miei interessi specifici: cercando siti che riguardano i manicomi, mi sono imbattuto nei seguenti:

Gli spazi della follia, che appronta il tema dello

spazio manicomiale, esaminato attraverso la storia e nella realtà odierna degli ex complessi psichiatrici italiani. La scelta dell’intervallo temporale indagato – dall’Ottocento fino alla dismissione, includendo anche le trasformazioni successive – si fonda sulla specificità dell’architettura manicomiale, la quale, a differenza di altre categorie edilizie, nasce, si sviluppa ed esaurisce entro un arco cronologico ben definito. [Infatti] è solo con il XIX secolo […] che si creano appositi “stabilimenti” destinati alla cura dei “mentecatti poveri”, dapprima con la trasformazione di antiche sedi di ordini religiosi soppressi, poi, sempre più spesso, mediante nuove costruzioni.

Fortemente influenzato da modelli europei e d’oltre oceano, il progetto di manicomio moderno sperimenta differenti soluzioni d’impianto – dal tipo a blocco, compatto o articolato, a quello a padiglioni connessi o isolati, fino al sistema “disseminato” o “a villaggio” – e stili diversi, espressione di indirizzi coevi e di orientamenti individuali dei progettisti.

L’indagine ha evidenziato il contributo di celebri architetti (come Francesco Palazzotto, Francesco Azzurri, Marcello Piacentini, Giuseppe Quaroni, Marcello D’Olivo, Daniele Calabi, Cesare Valle) ma ha soprattutto posto in luce l’apporto, meno noto, di qualificati professionisti e tecnici degli uffici provinciali.

Quanto all’oggetto d’indagine, con l’accezione di “complessi manicomiali” si è inteso fare riferimento non alla singola costruzione, ma a un sistema di edifici e spazi complementari costituente, nella maggioranza dei casi, una vera e propria micro-città con confini fisici segnati da muri di recinzione e accessi vigilati.

Gli Spazi della follia va dunque ad integrare Carte da legare – Archivi della psichiatria in Italia. Il sito è molto ricco e si possono trovare moti percorsi per approfondire la materia.

Un altro progetto che si occupa ancora dell’architettura manicomiale è Architetture manicomiali. Luoghi comuni spazi isolati,

un progetto di ricerca che si concentra sulla definizione e la classificazione di diverse tipologie architettoniche relative all’impianto asilare. Si focalizza, in particolare, sulla schedatura dei manicomi italiani costruiti o rimaneggiati durante gli anni successivi all’Unità d’Italia. In questo periodo infatti la discussione, volta a stabilire le linee guida per la costruzione di strutture manicomiali, è molto viva e sentita da alienisti e studiosi, divenendo anche occasione di sperimentazione di nuove tipologie edilizie.

Anche questo sito è molto ben fatto e articolato. Le sezioni interne sono:

La mappa interattiva utile per conoscere l’ubicazione geografica delle ex strutture manicomiali italiane. Selezionando il segnaposto è possibile trovare la scheda di riferimento relativa al manicomio;

la schedatura degli ex complessi manicomiali, suddivisa in aree geografiche con link di approfondimento legati alle ulteriori sezioni del progetto;

la descrizione biografica delle personalità che hanno avuto un ruolo di rilievo all’interno di tali strutture;

la sezione Scopri Lombroso che individua le possibili correlazioni e influenze tra le strutture architettoniche prese in esame e il Manicomio Modello progettato dall’alienista Cesare Lombroso;

la sezione Il manicomio oggi che prende in esame quelle strutture che dopo la Legge Basaglia hanno subìto una riconversione d’uso. Sono state individuate, nello specifico, quelle realtà che hanno trovato un contatto con il territorio attraverso l’istituzione di musei, centri di arteterapia e la realizzazione di mostre ed eventi.

Possiamo così “vedere” il manicomio di Pesaro la cui storia ci è stata raccontata da Giovannini in Un manicomio di Provincia. Il San Benedetto di Pesaro (1829-1918), quelli incontrati da Foot in La Repubblica dei matti. Franco Basaglia e la Psichiatria radicale in Italia (1961-1978), quelli indagati nel numero numero monografico su follia, psichiatria e manicomi  del Giornale di Storia (e anche quello da me studiato nel libro che trovate qui: Chi sono)

Ho messo molta carne al fuoco, non resta che andare a curiosare.

Un video sul Campo di concentramento fascista di Casoli

In uno dei primi articoli che ho pubblicato ho presentato il Campo di concentramento fascista di Casoli (La repressione durante il ventennio. Un portale sui campi fascisti).

L’ideatore e curatore del Progetto e del sito sul Campo di Casoli, Giuseppe Lorentini, ha avuto la gentilezza di inoltrarmi questo video che pubblico con piacere.

Si tratta di una bella introduzione, sintetica ma molto chiara e ben fatta alla storia del Campo. Può dunque essere considerato una ottima e, dal punto di vista della divulgazione storica, accattivante introduzione al sito web:

Collage. Londra attraverso le immagini

Per cominciare a parlare della storia di Londra in questa occasione scelgo il percorso inverso: anziché partire dai libri, inizio sfruttando le immagini.

Ciò mi è possibile grazie alle oltre 250.000 immagini messe on line da Collage, uno dei più ricchi archivi fotografici di Londra gestito dal London Metropolitan Archives. Le immagini provengono dalle collezioni di LMA e Guildhall Art Gallery.

Riprendendo dalla presentazione del progetto:

Sono disponibili oltre 250.000 fotografie, stampe e disegni e oltre 1.000 mappe. [… ] Le immagini forniscono una straordinaria testimonianza di Londra e della sua gente dal XV secolo ai giorni nostri. Tutta la Grande Londra è [visibile tramite le opere], così come le contee limitrofe.

Tra i numerosi punti salienti si annoverano le fotografie della Londra vittoriana, la mappa ‘Agas’ di Londra del XVI secolo, lo splendido panorama di Hollar del 1647, i manifesti del XX secolo per i tram londinesi, le fotografie di Cross e Tibbs dei danni causati dalla Seconda Guerra Mondiale alla City of London […].

[Collage] fornisce anche accesso a circa 6000 immagini di dipinti, acquerelli, disegni e sculture della collezione della Guildhall Art Gallery. Questi includono 3.000 dipinti e bozzetti della collezione di studio di Sir Matthew Smith; la bellissima collezione di maestri olandesi e fiamminghi del XVII secolo lasciata in eredità da Harold Samuel e un’importante collezione di dipinti vittoriani che comprende opere di Millais, Rossetti e molti altri importanti artisti dell’epoca.

Collage offre molti modi per consultare le immagini. Si possono ricercare per soggetto, per parole-chiave, per titolo, per autore, per epoca…

Come tipologia, anche se ristretta alla sola Londra, Collage può essere confrontato con L’histoire par l’image. Un per lo studio della storia attraverso le immagini. In ogni caso Collage è una realizzazione veramente meravigliosa che ci offre la possibilità di visitare Londra dal 1400 ai giorni nostri e anche se non tutto il patrimonio di immagini degli archivi e dei musei è stato riversato in rete, tuttavia il sito è in continuo sviluppo.

Buon viaggio: Collage. The London picture archive

Un network di storici. Il Cantiere Storico Filologico

Il mio blog è entrato a far parte del Cantiere Storico Filologico  un network che

raggruppa diverse iniziative scientifiche online ed open access promosse da storici, filologi ed italianisti, in prevalenza giovani e non strutturati, che hanno scelto di mettere insieme le proprie esperienze, coordinandosi tra loro e scambiandosi expertise e know how, nell’ottica di favorire lo sviluppo dei propri progetti digitali (che conservano naturalmente ciascuno la propria autonomia ed indipendenza) e renderli sempre più efficienti, nonché user friendly.

Tra [gli scopi del Cantiere Storico Filologico] c’è quello di far crescere e consolidare una “community” di storici modernisti e filologi moderni interessati a collaborare a progetti comuni, in particolare nel campo strategico delle Digital & Public Humanities.

 

Oltre a me potete trovare ERETICOPEDIA con le sue molteplici iniziative su eretici, Inquisizione e altro, Di storia, di storie, un blog incentrato prevalentemente sulla storia della Basilicata, Studiosus, “un carnet de recherche di critica letteraria, a cura di Francesca Favaro”.

Naturalmente, il Cantiere Storico Filologico è attivo sul web con pagina su Facebook, account su Twitter e ha attivato un proprio bloghttp://www.cantierestoricofilologico.it.

Cos’altro aggiungere? Lo Storico è venuto a trovarsi in ottima compagnia. Ringrazio i nuovi amici per avermi accolto tra le loro iniziative e vi invito a curiosare tra i vari progetti.