RiMe – Rivista dell’Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea

In un articolo di qualche tempo fa ho segnalato una rivista on line che incentra il proprio interesse e le proprie ricerche sul Mediterraneo: Mediterranea. Ricerche storiche: rivista e Biblioteca digitale.

Considerato il periodo storico che stiamo attraversando, il Mediterraneo viene ad assumere un’importanza centrale nelle vicende dei paesi europei. Non soltanto per l’Europa Mediterranea, cioè per quegli Stati che si affacciano sul mare, ma per l’Europa nel suo complesso.

Ben venga quindi un’altra rivista, attiva già da tempo ma che ho scoperto soltanto ora, che si occupa di questi temi: RiMe, la Rivista dell’Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea.

Riprendendo dall’introduzione,

RiMe è la rivista online dell’Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea. È nata nel 2008 e ha cadenza semestrale, il primo numero è uscito nel dicembre 2008.

La rivista è multidisciplinare, fa interagire metodologie e percorsi critici nell’ambito delle scienze umane ed è aperta a contributi di carattere storico, letterario, linguistico, filologico, filosofico, antropologico.

RiMe si rivolge a studiose e studiosi appartenenti a paesi, enti e gruppi di ricerca diversi, per promuoverne e sostenerne la collaborazione intorno ai comuni interessi scientifici sui temi e motivi legati all’identità storica dell’Europa mediterranea e alle loro variegate relazioni esterne.

La rivista si propone come organo di riflessione destinato a un pubblico di specialisti e, di pari passo, come strumento di disseminazione dei risultati delle ricerche nella società civile.

On line RiMe è disponibile fin dal primo numero, apparso nel 2008. La prima serie si è conclusa nel 2017 col numero 18 pubblicato nel Giugno. La nuova serie è apparsa nel Dicembre 2017 e prosegue tuttora. Tutti i numeri, compresi quelli speciali (monografici dedicati a particolari temi), sono liberamente consultabili e scaricabili on line.

Buona navigazione mi pare proprio l’augurio appropriato: RiMe. Rivista dell’Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea.

L’ultimo numero di Clionet

Tra le molte riviste create grazie a internet c’è anche Clionet. Molti di coloro che seguono questo blog la conosceranno, è attiva da tempo e l’avevo più volte segnalata anche quando questo blog era pubblicato da un’altra piattaforma.

Tuttavia, internet in generale, ma anche i vari gruppi di appassionati che si formano sui social, funzionano un po’ come i titoli di coda di un film: memorizziamo una notizia sicuri di non dimenticarla, poi questa viene sommersa da altre e ciò che eravamo assolutamente sicuri di ricordare è finito nel dimenticatoio.

Inoltre, i gruppi sui social ingrandiscono, arrivano nuovi iscritti i quali – come sempre succede – non ripercorrono certo a ritroso tutte le notizie pubblicate.

Per queste ragioni un aggiornamento di quando in quando è necessario. Ora Clionet ha messo in line i primi aggiornamenti del Volume 3 (2019) e ci regala un carnet molto ricco: si va dalla “quarta rivoluzione industriale” alla storia dello sport, dal rock americano alla biografia di una ricoverata in manicomio; dal mondo contadino all’archivio della CGIL e altro ancora.

Non vi resta che accomodarvi in poltrona e godervi l’ultima fatica di Clionet: Clionet vol 3 (2019).

PS: naturalmente Clionet verrà inserita nella pagina Emeroteca: Riviste di storia on line proprio per evitare i contrattempi di cui dicevo prima. Potrete recuperarla quando volete.

Zapruder. Storie in movimento

Zapruder Storie in movimento è una delle più belle realtà culturali degli ultimi decenni. Realtà culturale perché non si tratta più – e ormai da parecchio tempo – di una rivista innovativa sia per quel che riguarda i contenuti sia per la grafica (la rivista ha volutamente provocato una rottura profonda con lo stile patinato e classico delle riviste del settore immettendo una grafica variopinta e colorata).

Oggi il progetto di proporsi come

un laboratorio storiografico che intende rompere i confini e le distinzioni tra storia militante e pratica scientifica, tra sapere alto e divulgazione e rimettere in comunicazione luoghi e soggetti diversi attraverso cui si articola la produzione del sapere storico

può dirsi pienamente riuscito. Così come si sta affermando in maniera sempre più convincente l’obiettivo di

essere presenti, di esercitare qualche forma di azione e di iniziativa nel presente. In questa prospettiva, accanto alla critica delle relazioni di potere che caratterizzano la storiografia attuale, riteniamo fondamentale la sperimentazione di nuove pratiche di ricerca e di comunicazione, che smantellino gli atteggiamenti monopolistici dell’accesso alle fonti e alle risorse, il carattere individualistico e solitario del lavoro storico, la finalizzazione della ricerca al mercato accademico, la perdita di dignità della disciplina e di chi è costretto a operarvi in queste condizioni. Vogliamo mettere in campo forme di lavoro intellettuale che si relazionino ai soggetti cui ci rivolgiamo non dall’alto e da lontano, ma dall’interno, tenendo conto di quanto hanno prodotto le ricerche stimolate da soggetti marginali o assenti nella storiografia tradizionale.

Un progetto che sta dentro i movimenti perché ne esercita una critica e allo stesso tempo promuove nuove immagini e nuovi immaginari, segnala alcune priorità e le mette all’attenzione di saperi, scritture, culture diverse facendole parlare tra loro nello spazio pubblico.

Ne è un esempio Zapruder World, alla cui presentazione rimando al link “ufficiale” Una rivista internazionale per la storia del conflitto sociale e giunta al quarto numero: “Performing race”

Perciò ben vengano le iniziative del movimento Zapruder. Possiamo seguirle sul loro sito Zapruder. Storie in movimento sul quale possiamo scaricare i numeri della loro rivista, giunta al numero 47.

La rivista si muove essenzialmente per temi e rispecchia la contaminazione culturale annunciata nel loro manifesto dal quale ho stralciato le citazioni. Se non altro per il fatto che anche io mi sono occupato e mi occupo di storia della psichiatria, un tema che sarà molto presente su questo blog (per ora, purtroppo, sono riuscito a recensire soltanto il bel libro di Paolo Giovannini Un manicomio di Provincia. Il San Benedetto di Pesaro (1829-1918)) segnalo il n° 41 Pazza idea. Genere, salute mentale, controllo, ricco di saggi interessanti e di spunti metodologici.

I temi affrontati nei 47 numeri sono veramente tanti e vale davvero concedersi il piacere di leggere. Buona navigazione e buona lettura.

Saggi per approfondire il tema della censura

Qualche tempo fa ho recensito il bellissimo libro di Robert Darnton Recensione: Robert Darnton I censori all’opera, ma il tema della censura è molto vasto e può essere affrontato da molti punti di vista.

Ora, grazie alla disponibilità on line dei Mélanges de l’École française de Rome abbiamo la possibilità di approfondire il tema con la pubblicazione di un intero volume della rivista che comprende una decina di saggi sulla censura in Europa dall’età moderna a quella contemporanea: Mélanges de l’École française de Rome. Italie et Méditerranée, tome 121, n°2. 2009. Littérature et censure au XIXe siècle. Sources.

Un altro saggio interessante lo troviamo nel n° 343 (2006) degli Annales Historiques de la Révolution Française. Veronica Granata approfondisce il tema Marché du livre, censure et littérature clandestine dans la France de l’époque napoléonienne : les années 1810-1814.

Mi sarebbe piaciuto aggiungere contributi in altre lingue da riviste open-access, ma finora non mi è stato possibile. Un motivo in più per continuare a cercare.

Intanto buona lettura (per chi avesse difficoltà a leggere il francese, io mi aiuto col traduttore Deepl).

Rivista di Storia dell’Agricoltura

Riprendo dalla presentazione della Rivista:

La Rivista di storia dell’agricoltura, ideata e promossa da Ildebrando Imberciadori, ha iniziato le proprie pubblicazioni fin dal 1961. In questi anni essa ha mantenuto l’impostazione originaria e i tratti distintivi voluti dallo stesso Imberciadori.

Innanzitutto quello fondamentale di riunire storici e tecnici in un comune e complementare lavoro. In tal senso il nostro semestrale rimane uno degli strumenti principali in questo intento, offrendo un’occasione concreta di collaborazione fra aree disciplinari che svolgono troppo spesso parallelamente la loro attività.
In secondo luogo una concezione di storia dell’agricoltura ampia: storia agraria, quindi, ma anche storia rurale, storie a confine come la storia dell’alimentazione, del paesaggio, della letteratura agraria, delle tecnologie ecc. Tutto questo in un ampio arco cronologico – dalla Preistoria ai giorni nostri – e geografico – Europa e Mondo Mediterraneo.
Ai contributi scientifici si affiancano rassegne e discussioni per arricchire il contenuto; uno spazio è dedicato alla pubblicazione di fonti e documenti; infine ospita il “Bollettino A.M.I.A.”.

Dunque, uno strumento di lavoro completo quello che ci offre la Rivista di Storia dell’Agricoltura che facilita il lavoro di ricerca di studenti, specialisti e curiosi.

Buona lettura.

Storiografia: due riviste complementari. Medicina & Storia e Popolazione e Storia

Unire in un solo articolo una rivista di storia della medicina e una di demografia storica a prima vista può sembrare un poco azzardato.

In realtà non lo è. Naturalmente entrambe le riviste privilegiano il proprio campo di ricerca, ma demografia e medicina sono strettamente collegate. Lo sono per ovvi motivi: le malattie incidono sull’andamento delle popolazioni; ma anche elementi che coinvolgono e interessano la demografia interessano la medicina: le carestie, ad esempio, in ossequio al motto secondo cui le sfortune non vengono mai sole, si portano dietro epidemie e carestie.

Quindi l’accostamento che propongo non è dettato dalla semplice esigenza di scrivere qualche riga in più per riempire un articolo. Ci sono delle buone ragioni per leggere una delle due riviste tenendo d’occhio l’altra.

 Con una impostazione rigorosa Medicina & Storia

adotta nello studio dei nessi fra storia, medicina e sanità, lontana da una prospettiva celebrativa e mitizzante, propone la ricerca storica come laboratorio di riflessione sul presente, negli ambiti della salute e del corpo, delle specialità mediche e delle cure. E’ aperta perciò al confronto costruttivo con altri saperi e competenze di indagine che condividono l’interesse per la salute e per la malattia, dalla filosofia all’antropologia, dalla bioetica agli studi sociali, nella convinzione che la ricerca scientifica sul passato contribuisca a meglio comprendere il mondo in cui siamo e anche a prendervi parte.

D’altra parte, Popolazione e Storia,

si propone di discutere della popolazione, dei suoi meccanismi evolutivi, delle sue caratterizzazioni e dei suoi condizionamenti. Ricostruire gli eventi della vita e analizzarli con metodi quantitativi vuol dire riconoscere alle circostanze demografiche tutta la loro importanza, studiarle percorrendo anche nuove strade, cercando nuovi modi di pensare la realtà per arrivare a spiegazioni e verifiche dei processi di vita di una popolazione, quali che siano le sue dimensioni e la sua collocazione dentro una data società. La rivista non vuole circoscrivere il proprio spazio di indagine alla sola storia italiana, ma aprirsi anche ad altre realtà, prestando attenzione al lavoro di ricerca condotto in altri paesi.

Di Medicina & Storia disponiamo on line e liberamente consultabili e scaricabili in formato pdf delle annate dal 2005 al 2011 suddivise in due fascicoli annuali. Successivamente la rivista ha cambiato editore e non è più disponibile on line. Medicina & Storia

Popolazione e Storia ci regala l’intera collezione, dal 1° al 19° volume, anche in questo caso suddivisi in due fascicoli, scaricabili in pdf. Soltanto l’ultimo volume è a pagamento, i precedenti sono gratuiti. Popolazione e Storia

Non vi resta che andare a curiosare tra ospedali e medici, teorie e migrazioni, nascite e città…

Buona lettura.