Quotidiani di sinistra: Avanti! e l’Unità digitalizzati

La biblioteca del Senato ha intrapreso vari progetti di digitalizzazione. I tempi non sono dei più veloci ma alcuni risultati più che apprezzabili sono stati raggiunti. Qui ci limitiamo a segnalare che è stata portata a termine la digitalizzazione dell’Avanti!,


storica testata posseduta in formato cartaceo dalla biblioteca a partire dall’anno 1904.
Grazie ad un accordo sottoscritto con l’Istituto di studi storici Gaetano Salvemini di Torino, che ha condotto l’opera di digitalizzazione consentendone la pubblicazione sul sito della Biblioteca del Senato, si aggiunge così un tassello al generale progetto di ampliamento delle risorse digitali e digitalizzate cui la Biblioteca (e il Polo bibliotecario parlamentare nel suo complesso) attende da diversi anni, al fine di favorire la libera consultazione online di parti sempre crescenti del suo patrimonio.
L’Avanti! costituisce uno dei giornali più rilevanti della storia politica italiana. Pubblicato per la prima volta a Roma nel 1896 in seguito allo straordinario risultato elettorale ottenuto dal partito socialista nelle elezioni del 1895, il quotidiano diventerà da allora un punto di riferimento irrinunciabile all’interno del dibattito politico e culturale della penisola, raccogliendo nelle sue pagine gli articoli dei maggiori leaderspolitici del socialismo italiano e degli esponenti, tra i più prestigiosi, della letteratura del tempo. Innumerevoli sono state le battaglie condotte dalle pagine del giornale: dal sostegno al nascente movimento operaio alla lotta per il parlamentarismo, dalla rivendicazione per una legislazione sociale al contrasto al fascismo, dalla scelta repubblicana alla rottura con il partito comunista. Un ruolo da protagonista durato più di un secolo e che manterrà fino al 1993, anno in cui cesserà le pubblicazioni.

Cito dalla presentazione del progetto.

Lo trovate qui: http://avanti.senato.it/avanti/controller.php?page=guida

Molti tra coloro che frequentano questo blog avranno consultato, parecchio tempo fa ormai, un’altra delle testate storiche della sinistra italiana: L’Unità.

Il giornale poi improvvisamente sparì e non se ne ebbe più traccia, se non attraverso un percorso assai tortuoso. Ora Internet Archive ospita la testata nel suo sito per il periodo repubblicano: L’Unità è infatti disponibile dal 1946 al 2014. https://archive.org/details/lunita_newspaper

(Un buon esempio di ironia della storia: gli Stati Uniti che rendono disponibile il quotidiano di quello che fu il più forte Partito comunista del mondo occidentale… 🙂 )


Periodici e giornali digitalizzati Parte II

Continua il nostro viaggio alla ricerca di giornali e periodici. Serve un po’ di pazienza, ma la storia stessa del nostro Paese ci viene in soccorso:

le 100 città, avevano altrettante accademie, biblioteche, in molti casi Università: ci si può muovere anche seguendo questi percorsi. In ogni caso alla fine i risultati vengono fuori.

Si può portare l’esempio di periodici. Nella Biblioteca Digitale Ligure troviamo ad esempio Il Lavoro, che

uscì sotto la direzione del parlamentare socialista Giuseppe Canepa, diventando anche sotto il regime fascista la voce delle istanze sociali e sindacali dei portuali genovesi. In seguito organo della federazione socialista ligure, dal 1947 al 1968 ebbe come direttore Sandro Pertini. Dal 1992 ha cessato di esistere come testata autonoma ed è stato assorbito nelle pagine locali del quotidiano La Repubblica.

Il progetto prevede la digitalizzazione del periodico dall’anno della fondazione, 1907, al 1958, ma al momento è disponibile fino al 1942.

Restiamo in Liguria. Se ci ci spostiamo a Savona, la Biblioteca civica Barrili ci mette a disposizione un fondo locale di oltre trenta testate, tra le quali si segnalano: Il Popolano ligure, Il Saggiatore, Il Diario savonese, La Gazzetta di Savona, Il Letimbro, La Liguria Occidentale, Il Mare, Il Marciapiede, La voce dei Lavoratori, La Barcaccia, La Penna, La Voce Savonese, Bandiera Rossa. Le testate sono state inserite nella Biblioteca Digitale Ligure Biblioteca Digitale Ligure

Scendiamo un pò più giù e prendiamo il caso di Faenza, nella mia Romagna. Per il materiale che stiamo seguendo qui, vi troviamo nove testate: Il Lamone, Il Piccolo, Il Popolo, Il Socialista, L’Azione democratica, L’Imparziale, Manfrediana, La Fira D’ S. Pir, La Rivolta Ideale. Biblioteca Digitale Faentina

fermiamoci in Romagna per dare uno sguardo uno sguardo alla Biblioteca Digitale Romagnola. Biblioteca Digitale Romagnola . Ospita una quarantina di testate, tra le quali la Santa Milizia, l’organo del fascismo ravennate, recentemente digitalizzata.

Chi cerca trova, dice il proverbio. Con un po’ di pazienza il materiale salta fuori. Buona navigazione.

Periodici e giornali digitalizzati Parte I

Non c’è bisogno di dilungarsi sull’importanza della stampa. Essa, si sa, non è lo specchio della realtà, ma è uno “specchio deformato (e deformante) della realtà”. Deve dunque essere presa con cautela e vagliata con gli strumenti della storiografia. Tuttavia, ovviamente, per gli storici, è un materiale fondamentale.

I progetti che si preoccupano di digitalizzare questo materiale sono ormai numerosi. Uno dei più interessanti è senza dubbio quello messo a punto dalla Biblioteca di storia moderna e contemporanea di Roma. Nella sua Digiteca sono disponibili centinaia di testate pubblicate nel corso dei secoli XIX e XX che spaziano dalla politica alla cultura, dall’amministrazione al costume (vi sono anche periodici femminili, di moda e per bambini), dalla satira alla letteratura e alla musica. Tutto il materiale è facilmente consultabile e scaricabile tramite la funzione download.

Sempre a Roma la Biblioteca Nazionale Centrale offre una emeroteca fornitissima. Di particolare interesse è la enorme varietà di riviste scientifiche di carattere scientifico (medico, statistico, amministrativo, economico ecc.), spesso di difficile reperibilità. Numerose anche le riviste straniere. Anche in questo caso, purtroppo, il materiale è consultabile ma non scaricabile. Resta comunque un patrimonio (continuamente incrementato) di grande utilità per studenti, dottorandi e ricercatori: Emeroteca

L’Emeroteca digitale della Biblioteca Nazionale Braidense è uno dei progetti più conosciuti. A tutt’oggi sono state digitalizzate 960 testate. Anche in questo caso si tratta di materiale eterogeneo (periodici politici, umoristici, scientifici ecc.), in gran parte provenienti dalle regioni centro-settentrionali del Paese. Per scaricare è necessario installare il programma DjVu (il plug-in è disponibile sulla pagina iniziale: Emeroteca Digitale Braidense

Un altro progetto importante è quello promosso dalla Regione Toscana con una emeroteca digitale contenente 65 periodici provenienti da diverse biblioteche. Oltre a rendere disponibili testate locali, altrimenti difficilmente consultabili, di particolare interesse è la digitalizzazione del quotidiano la Nazione dal 1860 al 1912: Emeroteca Digitale Toscana

Altrettanto interessante è la Emeroteca digitale del Veneto: Emeroteca Digitale del Veneto

La collezione comprende attualmente una sessantina di pubblicazioni periodiche stampate a Padova prevalentemente nella seconda metà dell’Ottocento, che costituiscono un prezioso documento della vita cittadina in tutti i suoi aspetti. Vi figurano giornali di attualità che rappresentano le varie posizioni presenti sulla scena politica, da quelli di orientamento liberal-progressista a quelli di orientamento moderato e monarchico o radicale e socialista. Si tratta in molti casi di testate di breve vita ed estrema rarità, nel caso dei giornali radicali spesso sottoposte a censure e sequestri. Ben rappresentati sono i periodici culturali, dal più antico Biblioteca germanica di scienze, lettere ed arti (1822-1823), di rigorosa impostazione scientifica, ad altri rivolti ad un più ampio pubblico colto. Sono presenti anche testate dedicate ai cultori di pratiche sportive o ludiche. Infine non poteva mancare Il Caffè Pedrocchi, il più celebre e fortunato dei giornali padovani, uscito tra il 1846 e il 1848.

Riprendo dalla presentazione sul sito Internet Culturale.

Vi assicuro che la carne al fuoco è molta e quindi come prima puntata può bastare. Avrete di che curiosare per un bel po’. Buon divertimento.

Matteo Banzola