Periodici e Giornali digitalizzati Parte X

Giornali e periodici di Roma da varie biblioteche

Questa parte dei Periodici e Giornali digitalizzati è dedicata ai periodici di Roma. Infatti,

La Biblioteca universitaria Alessandrina vuole mettere a disposizione di studiosi e curiosi, in formato digitale consultabile, la sua raccolta di periodici pubblicati nella provincia di Roma tra la fine del XIX e la prima metà del XX secolo pervenuti per diritto di stampa.

A partire dal 1815 la biblioteca, infatti, ha ricevuto gli esemplari delle opere stampate nello Stato Pontificio e, dal 1870, gli esemplari di quelle stampate da tipografie della provincia di Roma.

La raccolta comprende 80 testate per un totale di circa 60.000 immagini. Tra i titoli si trovano periodici illustrati per bambini e ragazzi (Il novellinoIl folletto dei bambini, Il messaggero dei fanciulli, Il messaggero della gioventù), giornali di carattere politico (L’azione socialista, Il domani politico quotidiano,L’iniziativa giornale politico repubblicano, Il pensiero guelfo democratico cristiano), periodici culturali (Bianco e nero giornale settimanale d’arte, Il giornale del teatro).

Così ci presenta il progetto Periodici della Provincia di Roma tra Ottocento e Novecento che ospita le testate. Purtroppo, come ho già rilevato in altre occasioni, la consultazione non è agevole. Manca infatti un elenco dei giornali digitalizzati. Ci si può muovere però in altri modi effettuando la ricerca per anno.

Dalla Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea di Roma

Il progetto della Biblioteca Alessandrina e di Internet Culturale non è l’unico che ci permette di consultare giornali e periodici di Roma. Oltre ai progetti Periodici preunitariQuotidiani digitalizzati dalla Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea di Roma, la BSMC ci regala Il Diritto (dal 1860 al 1871), la Gazzetta Ufficiale di Roma (per il 1870-71), il settimanale Meridiano di Roma.

Dalla Emeroteca della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma

La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma ha scommesso moltissimo sulla propria Emeroteca. I giornali e periodici digitalizzati sono centinaia ed è probabile che mi sfuggano alcune pubblicazioni. Tra i giornali e i periodici che voglio segnalare qui sono: il Giornale di Roma (dal 1849 al 1870), Rivista di Roma politica, parlamentare, sociale, artistica (dal 1899 al 1932 con interruzioni), Rassegna Romana (dal 1933 al 1938), Roma rivista di studi e di vita romana (dal 1923 al 1944), Quadrivio: grande settimanale letterario illustrato di Roma (dal 1933 al 1943), Corriere di Roma: quotidiano di informazioni / a cura del PWB,  il Messaggero di Roma (dal 1946 al 1989 – del Messaggero sono disponibili altre annate, i link nel portale dell’Emeroteca sono immediatamente sopra a questo).

Conclusioni

Da questo elenco sono rimaste escluse molte testate. Nella sua Digiteca  la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea ha realizzato uno splendido progetto sulla Repubblica Romana del quale parlerò prossimamente in un altro articolo.

Anche l’Emeroteca della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma contiene numerose testate. Sono periodici e giornali tematici e non generici come quelli presentati qui. Perciò li presenterò in altre occasioni.

Intanto, buona lettura.

Cultura e progresso nel Regno delle Due Sicilie

Una fonte per la storia del Regno delle due Sicilie. Gli Annali Civili

Nel presentare alcune Riviste digitalizzate per la storia del Risorgimento. ho fatto cenno all’importanza che in generale hanno rivestito riviste e periodici. Gli Stati Preunitari avvertivano acutamente la distanza che li separava dalle potenze europee. Cultura e progresso erano due fari che attraevano non solo le menti più attente e inquiete, ma anche i governi stessi.

Genesi e scopo degli Annali

Ne sono prova, per il Regno delle Due Sicilie, questi Annali Civili del Regno delle due Sicilie (voluti dal sovrano in persona) laddove si sottolineava con rammarico che “noi siamo istruiti delle nostre cose da autori stranieri”. Rivista a carattere miscellaneo come era caratteristica dell’epoca, gli Annali si posero il compito di presentare i progressi e le acquisizioni nei campi della scienze sociali, naturali e umane , dalla ricerca, dall’industria, dall'”ingegno” degli abitanti del Regno, e che fossero considerati degni, è detto consapevolmente nelle presentazione al pubblico che apre il primo fascicolo.

Diretti dal Taddei, agli Annali collaborarono tra gli altri Melchiorre Delfico, Leopoldo Pilla, Gabriele Costa, Arcangelo Scacchi, Emanuele Taddei, Cesare Malpica, Giuseppe Nicolini, Bernardo Quaranta, Teodoro Monticelli, Nicola Santangelo. Dopo la morte del Taddei Raffaele Liberatore, uno dei collaboratori più assidui su svariati argomenti, ne acquisì la direzione.

In ogni caso, come accadeva altrove del resto – basti pensare allo Stato Pontificio – la libertà intellettuale degli autori era limitata dall’occhiuta vigilanza della censura.

Anche in questo caso troviamo articoli e relazioni sull’economia del Regno, divulgazione scientifica, arte, recensioni di libri, bibliografie ecc. Abbiamo così la possibilità di confrontare la sensibilità che percorreva il Regno delle Due Sicilie con quella di altri Stati preunitari.

Gli eventi del 1848 ne interruppero la pubblicazione, che riprese qualche anno più tardi sempre per volere del sovrano. I numeri che abbiamo a disposizione grazie  al Getty Museum che li ha digitalizzati e riversati su Internet Archive sono quelli della prima serie: dal 1° volume del 1833 al quarantacinquesimo del 1847.

Annali come “specchio” di una società

Riviste e periodici riflettono le intelligenze, gli umori, il grado di “civilisation” dei vari Stati preunitari. Gli Annali Civili del Regno delle due Sicilie non fanno eccezione e il lettore di oggi potrà giudicare da sè, sfogliando i “dodici o più fogli, nella forma dell’in 4°, con ottima carta e nitidi tipi a doppia colonna di stampa” che componevano gli Annali. Annali che, oltre ad unirsi alle altre riviste che ho già segnalato, possono integrare Storia della Campania:

Buona consultazione: Annali Civili del Regno delle Due Sicilie

Entrare “di traverso” nella storia

Tempo fa ho letto da qualche parte che Paul Ginsborg, uno storico inglese molto conosciuto anche da noi, decise di diventare uno storico mentre accompagnava suo padre nelle visite che faceva per lavoro. Suo padre era un medico e così il giovane Paul poté osservare in prima persona le abitazioni, le abitudini, il vestiario, i consumi, il lavoro, il tenore di vita dei pazienti di suo padre. Ginsborg entrò nella storia non, per così dire, dalla porta principale – la “Grande Storia” della politica della diplomazia, delle guerre ecc. – ma lo fece dal basso e, come ho scritto nel titolo, lo fece “di traverso”.

Del resto non so se il giovane Ginsborg avesse letto un filosofo arabo dell’antichità che consigliava di studiare la storia da una posizione defilata, “in diagonale” (diciamo così).

Ginsborg ebbe un buon maestro per diventare uno storico. La storia della medicina è un ottimo sentiero per entrare nella storia: storia della salute, del progresso scientifico, della clinica, ospedali e manicomi… certo, ma la medicina si allaccia al lavoro, all’alimentazione, all’igiene delle città delle case dei luoghi di lavoro…

Ne fossero consapevoli o meno i medici ci hanno consegnato una massa di materiale enorme per comprendere il passato. Soprattutto con le trasformazioni provocate dagli enormi vulcani che furono la Rivoluzione industriale e la Rivoluzione francese gli appunti, le relazioni e le opere dei medici ci inoltrano nei meandri profondi della storia.

Si potrebbe obiettare che questo discorso vale per tutte le branche della storia: la storia dell’agricoltura non si risolve semplicemente nella evoluzione delle tecniche di coltivazione, ma implica rapporti agrari, diversità di soggetti – braccianti, mezzadri ecc. – lo studio del clima, delle stagioni, della viabilità, dei mercati ecc. E così, per tutti gli altri aspetti della produzione umana. Sono considerazioni che condivido.

L’importanza delle fonti

Credo però che la storia della medicina permetta di arrivare più in profondità. Chi ha letto la recensione a Lucio Villari: Bella e perduta. L’Italia del Risorgimento e, soprattutto, a Adriano Prosperi: Un volgo disperso. Contadini d’Italia nell’Ottocento ha prove di quanto si possa scoprire e indagare con queste immersioni.

Molti autori prediligono questa scelta – valgano ad esempio i nomi di Della Peruta e Sorcinelli – (le incontreremo pian piano, il tempo è quello che è e recensisco molto meno di quanto vorrei).

Qui però mi importa segnalare alcune – pochissime rispetto al materiale esistente – di queste opere di prima mano che possiamo leggere e consultare grazie alle biblioteche digitali e che ci permettono di entrare nella storia “di traverso”.

Il ventaglio è ampio. Come ho già detto altrove la Wellcome Digital Library sta digitalizzando molte riviste in collaborazione con Internet Archive. Stralcio quindi qualche saggio a titolo di esempio.

Possiamo vedere da vicino epidemie: dal Bullettino delle scienze mediche di Bologna (vol. 12, 1835) ne troviamo una  cholera morbus in Toscana e Genova: https://archive.org/details/s8id13293180/page/191 (sul colera a Bologna il mio amico Emanuele Catone mi ha segnalato una mostra organizzata dall’Archiginnasio di Bologna con relativa bibliografia: Colera a Bologna) nel volume 10 del 1846 troviamo una relazione sulle malattie contagiose nel piccolo paese di Cotignola: https://archive.org/details/s8id13293400/page/26; sui risultati delle vaccinazioni a Parma ci dà notizie il Giornale della società medica di Parma nel decimo volume : https://archive.org/details/s6id13303680/page/319; di un’epidemia di vaiolo a Pavia sappiamo qualcosa grazie agli Annali Universali di Medicina (vol 60, 1831): https://archive.org/details/s12id13209270/page/76

Gli Asili infantili a Bologna possono essere indagati nel settimo volume del Bullettino delle scienze mediche di Bolognahttps://archive.org/details/s8id13293610/page/n4, sempre su Bologna abbiamo informazioni sulla prostituzione nel volume 23 della stessa rivista (1863): https://archive.org/details/s8id13293670/page/n4; sull’educazione de’ pazzi ci parlano gli Annali Universali di Medicina nel volume 46 del 1828 https://archive.org/details/s12id13209120/page/225.

Lo sguardo dei Medici

Si tratta di lavori che poi spesso gli autori amplieranno nelle “topografie mediche”, lavori più ampi e articolati. Google Libri ce ne regala moltissime (è sufficiente digitare “topografia medica”). Sono testi che non restituiscono la voce delle classi popolari. Ci restituiscono i pensieri dei medici che le curavano e le studiavano. Ma lo “sguardo” del medico – e soprattutto del medico condotto – era stato trasformato dalla riforma della medicina introdotta dalla Rivoluzione francese. Intellettuale – e quindi appartenente alla classe dirigente – il medico viveva però a contatto con i ceti più umili o imparava a conoscerli nelle corsie di ospedale.

Il loro sguardo entrava appunto “di traverso” nella storia. Non è un caso se molti di loro, proprio stando a contatto con le condizioni spesso disperate delle classi popolari, maturarono idee democratiche, radicali, anarchiche e socialiste. Non è un caso se negli Annali Universali di Medicina troviamo un saggio su un argomento solo in apparenza lontano dal tema della rivista come può essere quello sulle Cinque giornate di Milano (vol. 125, 1848): https://archive.org/details/s12id13209930/page/595

La stessa cronologia delle riviste ci dice molto non soltanto sulla storia della medicina in quanto tale, ma anche sui problemi che ad essa si connettevano. Da noi, ad esempio, non è un caso se le riviste e le pubblicazioni incentrate sull’igiene appaiono più tardi rispetto ad altri Paesi: il Giornale della Società Italiana di Igiene iniziò le pubblicazioni soltanto nel 1879. Lo stesso discorso vale per la psichiatria (Riviste italiane di psichiatria e psicologia (fonti)).

I temi e le diramazioni per entrare nella storia “di traverso” sono molte per essere riassunte in un unico articolo. Mi fermo qui concludendo che queste monografie e i saggi sulle riviste che ho indicato (ma ovviamente ce ne sono molte altre) ci rimandano una massa di informazioni preziose per capire meglio la storia del nostro Paese.

 

Periodici e Giornali Digitalizzati Parte IX

Oltre 300 periodici e giornali digitalizzati e resi disponibili dalla Biblioteca Palatina di Parma.

La IX parte dei Periodici e dei Giornali digitalizzati dalle nostre biblioteche prende spunto dalla Biblioteca Palatina di Parma. Su Internet Culturale abbiamo una esauriente illustrazione del progetto:

La collezione è costituita da un insieme di 331 testate uscite con pochi numeri o delle quali si conservano alcune testimonianze, quasi tutte risalenti ad un arco temporale compreso tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del secolo scorso.ed è distinta in raccolta di testate edite a Parma, che compongono la quasi totalità del fondo, (Miscellanee Giornali Parmensi) o altrove (Miscellanee Giornali).

La loro importanza storica è indubbia per ricostruire gli avvenimenti di oltre un centinaio d’anni, dal periodo postunitario alle due guerre mondiali.

Questi fogli, spesso clandestini, assumono, seppure riferiti a una realtà locale, valenza nazionale in un periodo che vide la città di Parma al centro di fermenti sociali e laboratorio di idee, dalla nascita delle prime camere del lavoro e delle leghe sindacali agli scioperi agrari del 1908, che portarono alla costituzione di una nuova corrente nel movimento sindacale italiano, la componente anarco-sindacalista, fino ai movimenti di resistenza all’insorgente fascismo, che culminarono con le barricate dell’agosto 1922.

Le due raccolte, per un totale di 13.603 carte rilegate in 290 volumi, sono state a loro volta suddivise in base al formato.

La Biblioteca Palatina ci mette dunque a disposizione una quantità di Periodici e Giornali di grande rilevanza e fondamentale per studenti e studiosi alla ricerca di fonti di prima mano.

Dal momento che sul sito della biblioteca parmense il link che dovrebbe rimandare alla biblioteca digitale al momento non è funzionante, lo spoglio dei giornali non è immediato.

Tuttavia si procede abbastanza speditamente e, dopo uno spoglio sommario, ci si ritrova di fronte a un genere di produzione giornalistica che si riscontra facilmente anche altrove. L’ultimo quarto dell’Ottocento fu un periodo che vide fiorire un’enorme massa di periodici e giornali locali.

Si tratta di una produzione che spesso riflette l’emergere di forze politiche che si affacciano alla vita nazionale – repubblicane, radicale, anarchiche, socialiste ecc. – decise a dar battaglia a livello locale per la conquista dei Comuni.

Ma, come detto nell’introduzione al progetto su Internet Culturale, l’importanza di questi periodici e giornali risiede nella centralità della città. Siamo nel cuore della Valle Padana in decenni in cui si formò il movimento de “La Boje”, un momento molto intenso di lotte politiche e rivendicazioni salariali.

Va detto che non tutte le testate hanno un’importazione strettamente politica. Si sono periodici più generalisti come la Gazzetta Illustrata Parmense,

Ci si accorge dell’importanza di questi giornali anche confrontandoli con altre realtà. Si prendano ad esempio i Periodici anarchici e socialisti italiani ed europei: 1870-1960 a alcune testate inserite nella Biblioteca Digitale Romagnola della quale ho parlato in: Periodici e giornali digitalizzati Parte II, ma anche in altri giornali rintracciabili cercando qui le varie puntate di Periodici e Giornali digitalizzati.

Del resto, non furono soltanto le testate democratiche e progressiste a moltiplicarsi. Le forze moderate e conservatrici reagirono pubblicando a loro volta propri periodici, come nel caso de L’ ordine. Giornale politico del circondario di Borgo San DonninoLa fiaccola: organo del Circolo giovanile monarchico Savoia e altri ancora.

Insomma, non resta che andare Raccolta di miscellanee e giornali parmensi e curiosare. Buona navigazione.

Periodici dalla Biblioteca Digitale Lombarda

Sette periodici molto diversi tra loro per impostazione e finalità dalla Biblioteca Digitale Lombarda. Arte, scienza e cultura generale ma anche testate che riflettono la vita di provincia da diverse angolazioni.

In un articolo di qualche tempo fa ho presentato  la Biblioteca Digitale Lombarda (BDL) avvisando che sarei tornato ad occuparmene. La ricchezza delle collezioni e del materiale messo a disposizione è tale che è praticamente impossibile presentarla in un singolo articolo. Perciò riprendo indicando alcune serie di periodici.

Un primo gruppo proviene dalla Biblioteca Sormani della quale ho già detto qualcosa presentando DigitaMi. La Biblioteca digitale di Milano. Qui sono presenti L’emporio pittoresco e l’illustrazione universale giornale illustrato, un periodico di cultura generale attento all’arte e ai grandi personaggi con le annate dal 1864 al 1889; Natura ed arte rivista illustrata quindicinale italiana e straniera di scienze, lettere ed arti per gli anni 1891-1911; La cultura moderna rivista quindicinale illustrata per gli anni 1911-1945. Li trovate qui: Periodici della Biblioteca Sormani

Un altro gruppo proviene dalla Biblioteca Civica Ricottiana di Voghera che ci mette a disposizione il Giornale di Voghera dal 1922 al 2004, L’Idea Popolare dal 1920 al 1922, L’Eco dell’Iria per gli anni 1851-52, Iria Ridet dal 1906, L’eco della Provincia Iriense: giornale popolare con le annate del 1852-53. Periodici vogheresi

Sette periodici molto diversi tra loro per impostazione e finalità. Una piccola parte dei periodici disponibili e che arricchiranno la Biblioteca Digitale Lombarda (BDL) ma interessanti e preziosi.

Buona lettura

Periodici studenteschi dell’Università di Bologna

Decine di periodici studenteschi dell’Università di Bologna dalla fine dell’Ottocento ai primi anni Duemila

Mi sono già occupato in qualche occasione del Sessantotto e del movimento studentesco. Ho indicato alcuni periodici studenteschi e giovanili digitalizzati dalla Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia in Periodici e giornali digitalizzati Parte IV, altro materiale in Polo del ‘900. Un archivio per la memoria e la storia e in un portale specifico: Risorse on line per il ’68.

Anche la Biblioteca Digitale dell’Università di Bologna, nello specifico AMS Historica, ha digitalizzato un bel corpo di periodici studenteschi. In questo caso l’arco cronologico si dilata moltissimo.

I periodici studenteschi proposti ricoprono circa un secolo. Troviamo testate di fine Ottocento fino ai primissimi anni 2000. Incontriamo pubblicazioni del ventennio fascista e degli anni del risveglio post-bellico. Facciamo conoscenza di testate di altre città (Torino, Faenza, Lugo) fino a periodici della grande esplosione sessantottesca e degli anni successivi.

Si tratta di un bel modo per mettere a confronto periodi vicini temporalmente ma distanti (e anche lontanissimi) per finalità e obiettivi.

I periodici presenti sono decine e, come spesso succede ai giornali studenteschi, di vita breve o brevissima. Ma non per questo non sono interessanti.

Possiamo andare a curiosare sicuri di intrattenerci con piacere. Buona navigazione: Periodici Studenteschi dell’Università di Bologna.

Periodici e Giornali digitalizzati Parte VIII

Periodici e Giornali digitalizzati dalla emeroteca della Biblioteca Labronica di Livorno e dalle Emeroteca Tucci di Napoli

Livorno

Su indicazione di un “follower” della pagina facebook del blog apro questa ottava puntata dei Periodici e Giornali digitalizzati con l’Emeroteca Digitale di Livorno.

Navigando su internet non ho trovato presentazioni del progetto, ma solamente la pagina che mi è stata gentilmente indicata. In ogni caso, dal momento che ciò che conta è la sostanza, il numero dei Periodici e Giornali digitalizzati si accresce.

Sono 7 i Giornali digitalizzati: Corriere del Tirreno, Gazzetta Livornese, Indicatore Commerciale, L’indicatore Livornese, Il Telegrafo, Telegrafo della Sera, La Voce del Cantiere.

In particolare si segnalano Il Telegrafo, disponibile dal 1910 al 1973; il Corriere del Tirreno, disponibile dal 1926 al 1944; la Gazzetta Livornese, disponibile dal 1875 al 1929.

La consultazione non è delle più agevoli. Una volta aperto questo link: http://periodici.comune.livorno.it/TecaRicerca/index.jsp?fbclid=IwAR2q6ZA9C7gAlcJwtyZ4ReD2SVbrFCm4qlOPWec-mwOg_QUxYBkQ-kEbN4A, si deve cliccare su “cerca” senza indicare nessun parola chiave. Nella nuova pagina si deve cliccare sulla lente del giornale che vogliamo consultare. Per scegliere l’annata e il numero si clicca su “visualizza volumi” e, sul menu a tendina che si apre sulla sinistra, cliccare sul triangolino bianco.

Emeroteca Tucci

Appena entrato all’Emeroteca Tucci di Napoli rimasi a bocca aperta. Situata all’interno del Palazzo delle Poste, è un luogo semplicemente stupendo. L’Emeroteca Tucci è una delle più fornite d’Italia. Riprendendo dalla presentazione del sito:

La “Tucci” è prevalentemente emeroteca considerato che i libri della sua biblioteca sono soltanto 45mila (architettura, arte, cinema, comunicazione, diritto, ebraismo, fascismo, infanzia, letteratura, nazismo, scienze, sport, storia e teatro) rispetto ai 300 mila volumi in cui sono raccolte le sue novemila e cinquecento collezioni di quotidiani, riviste, annuari, almanacchi e strenne italiani e stranieri (austriaci cubani, francesi, inglesi, neozelandesi, polacchi, portoghesi, russi, scandinavi, spagnoli, svizzeri, statunitensi, sudamericani, svedesi, tedeschi e vietnamiti. I periodici coprono un arco di cinque secoli.

Dei quasi diecimila titoli, più di duemila non sono posseduti da alcun’altra biblioteca della Campania e circa duecento mancano alle biblioteche pubbliche italiane e straniere.

Un patrimonio sterminato che la “Tucci” ha iniziato a valorizzare anche con la digitalizzazione. Attualmente i Periodici e Giornali digitalizzati sono una minuscola parte.

Sono 9  le testate disponibili: (L’)Amico delle scuole elementari, (L’)Arlecchino, (L’)Ateneo, (La) Carità, A Domenica, Foglio settimanale di Scienze Lettere e Arti, Giornale per l’abolizione della pena di morte, (Il) Progresso, (Il) Tesoro della religione), (Il) Viaggiatore.

Nella quarta parte di questa rassegna Periodici e giornali digitalizzati Parte IV ho segnalato alcune giornali e periodici napoletani e campani possedute e digitalizzati da altre biblioteche che possono essere affiancati a quelli della Tucci.

C’è solo da augurarsi che la Tucci riceva il sostegno necessario per digitalizzare il proprio immenso e prezioso patrimonio. Per il momento gustiamoci questo assaggio: Emeroteca Tucci

Gazzette europee del XVII secolo

Come ho cercato di mostrare, lo splendido libro di Andrew Pettegree L’invenzione delle notizie. Come il mondo arrivò a conoscersi., ci racconta come nel corso dell’età moderna le notizie viaggiassero in molti modi.

Una dimostrazione per così dire “pratica” di quanto Pettegree ha raccontato è offerta ora dal portale Gazettes européennes du 18e siècle, un progetto estremamente articolato. Riprendo dalla presentazione:

La stampa europea francofona dell’Ancien Régime, costituita essenzialmente da gazzette, si caratterizza per la sua vitalità, il numero di giornali creati, la sua espansione geografica molto ampia – fino alla Russia o all’Impero Ottomano con un’alta concentrazione in Germania e nei Paesi Bassi. Come mezzo per diffondere conoscenze e notizie tra le élite sociali, politiche e intellettuali in aree geografiche molto ampie e interconnesse, le gazzette svolgono un ruolo di mediazione e unificazione linguistica e culturale. Possono essere considerati come un luogo strategico per la creazione e l’affermazione di una coscienza europea all’inizio dell’era moderna, il che conferisce loro un carattere storico molto particolare.

Queste gazzette trasmettono essenzialmente informazioni politiche di carattere internazionale. La stampa in lingua francese del XVIII secolo si caratterizza per la sua dimensione europea: è anche per competere con la Gazette de France, fortemente controllata dal potere reale, che aveva un privilegio esclusivo su tutto il regno, che molte case editrici sono state create a Londra, Bruxelles, Rotterdam, Rotterdam, L’Aia, Leida, Amsterdam, Utrecht, Cleves, Colonia, Treviri, Berna e Avignone (all’epoca non francese). Questa raccolta offre quindi una notevole quantità di testi in francese, distribuiti in tutta Europa, fino a Mosca e in America, una risorsa preziosa per i ricercatori, storici e storici della  letteratura: la politica, la storia delle idee, la scienza e le arti, la nascita di forme e discorsi giornalistici….. Tutta la storia del mondo viene registrata quasi quotidianamente; lo stesso evento può essere raccontato attraverso notizie da vari luoghi, dalla vita quotidiana delle grandi città europee (e non solo, fino a Costantinopoli e San Pietroburgo), o dalle città di provincia, alle colonie, con la nascita degli stati americani, o all’Africa e all’Asia.

Purtroppo [la fruibilità] di questa ricchezza è resa difficoltosa: è molto raro poter consultare una collezione completa, poiché le copie sono spesso sparse in paesi diversi. È quindi importante fornire ai ricercatori questo prezioso strumento che permette di collegare la cultura e la storia di un’epoca con i suoi mezzi di informazione.

Al momento on line sono disponibili quattro Gazettes: la Gazette de Leyde, le Courrier d’Avignon, la Gazette de Nice e la Gazette d’Amsterdam. Ogni Gazzetta è suddivisa per annata e per mese e la navigazione risulta molto semplice e intuitiva.

I meriti del portale Gazettes européennes du 18e siècle non si arrestano qui. Oltre alle accurate introduzioni alle singole Gazettes, il sito offre ottimi dizionari riguardanti le Gazzette sparse ma censite in tutta Europa e non solo, dei giornalisti e dettagliati approfondimenti sugli editori (anche per quanto riguardo il periodo della Rivoluzione).

Abbiamo quindi la possibilità di confrontare questo materiale con gli opuscoli della Newberry French Pamphlet Collection di cui ho parlato qui: Allons enfants de la patrie – Siti e fonti sulla Rivoluzione francese

In definitiva, si qualifica strumento indispensabile per gli studiosi e gli appassionati di giornalismo e non solo. Buona navigazione: Gazettes européennes du 18e siècle

Periodici e opere abruzzesi

La prima parte di questo articolo potrebbe costituire una nuova puntata dei “Periodici e giornali digitalizzati”. Nella Emeroteca Digitale Italiana si trovano 8 periodici abruzzesi. Ma considerato che la loro provenienza è dispersa in diverse biblioteche a livello nazionale, ho deciso di accorparla in un unico articolo assieme ad un altro progetto.

I periodici in questione, tutti consultabili dalla Emeroteca Digitale Italiana selezionando la regione Abruzzo, ricoprono uno spazio temporale assai vasto: si va da Labor : rivista mensile abruzzese-molisana del commercio, dell’industria, della finanza e dell’agricoltura uscito nel 1912 a Dio e popolo: quindicinale mazziniano. Organo del Partito Nazionale la Giovine Italia pubblicato a partire dal 1913, al periodico di guerra Nelle trincee, edito a Chieti nel 1915; da La Maiella: settimanale abruzzese indipendente del 1923 a La rinascita d’Abruzzo: periodico settimanale del 1944; da La frusta di propaganda anarchica attivo quanto meno a partire dal 1946 a La voce della montagna: mensile dei partigiani di Abruzzo e Molise. Chiude la rassegna dei periodici La gazzetta d’Abruzzo e Molise : settimanale di informazioni.

Il mio amico Emanuele Catone, che segue questo blog e gentilmente mi segnala progetti che mi sfuggono, mi ha indicato un interessante progetto: Abruzzo in mostra. Portale di mostre virtuali abruzzesi, al cui interno si trovano, digitalizzati, consultabili e scaricabili una serie di opere riguardanti l’Abruzzo. All’interno della sezione Progetto OCR vi sono 25 opere tra le quali mi limito a segnalare la ponderosa Storia ecclesiastica e civile di Teramo in cinque volumi.

Buona navigazione e buona lettura.

Annali Universali di Medicina on line

Questo giornale [gli Annali Universali di Medicina] acquistò in poco tempo un credito immenso e divenne […] il Vade Vecum di ogni medico italiano desideroso di conoscere i progressi delle scienze mediche compiuti presso le nazioni incivilite. Questa pubblicazione […] si sparse bentosto per tutta l’Europa e penetrò anche in America.

Così si legge a proposito degli Annali Universali di Medicina in una pubblicazione del 1863 [L. Combes, Della Medicina in Francia e in Italia].

Ora la Wellcome Library, una delle più grandi biblioteche d’Europa, ha digitalizzato i primi 90 volumi (136 fascicoli) della rivista. La Wellcome Library riversa le proprie digitalizzazioni in Internet Archive. (Quindi il percorso da seguire è: archive.org, Wellcome Library, selezionare “italiano” nella colonna a sinistra e cercare la rivista).

Ma l’aspetto importante è che questa rivista non interessa esclusivamente la ristretta cerchia degli storici, dei medici e degli specialisti. Non si deve dimenticare che, dopo la riforma della medicina impressa dalla Rivoluzione francese e quanto meno fino alla metà del XIX secolo, i medici non erano soltanto medici, ma si consideravano medici-filosofi.

Ciò significa che gli Annali Universali di Medicina offrono la possibilità di vedere la medicina in una nuova veste. Volete conoscere qualcosa degli ospedali, dei manicomi, delle malattie legate al lavoro, dei primi opifici, dei “rimedi dell’arte” (cioè di quali medicine adoperassero, vale a dire la farmacopea) e altro ancora? Bene, qui troverete di che appagare abbondantemente la vostra curiosità.

Gli Annali Universali di Medicina sono stati digitalizzati anche dall’Emeroteca Digitale Braidense, in un altro formato (qui i formati per leggere e scaricare i volumi sono diversi). Insomma, c’è davvero molto da scoprire e da imparare. Buona lettura.