2,8 milioni di immagini da Smithsonian Open Access

C’è poco da fare, quando gli Stati Uniti fanno qualcosa (nel bene e nel male…) la fanno in grande. Dal punto di vista della fruibilità in ambito culturale, non hanno quasi concorrenza. Certo, Gallica, MDZ o Europeana sono realizzazioni impressionanti ma è difficile competere con colossi come Google libri, Internet Archive o DPLA.

È perfino superfluo ricordare che questi risultati davvero stupefacenti sono la risultante della fusione tra competenze informatiche all’avanguardia (quasi tutti i principali motori di ricerca sono americani, chi non ha sentito parlare della Silicon Valley?), una disponibilità se non illimitata certo ingente di risorse da parte di fondazioni che finanziano e supportano la produzione artistica e culturale americana e, a differenza di quanto accade da noi, la disponibilità da parte del pubblico e della “common people” di finanziare con piccole donazioni molta produzione culturale.

Direct capture

Ora a stupirci è la Smithsonian Institution, “il più grande complesso museale, educativo e di ricerca del mondo, con 19 musei e il National Zoo, che plasma il futuro preservando il patrimonio, scoprendo nuove conoscenze e condividendo le [proprie] risorse col mondo intero”.

Ho ripreso la citazione dalla presentazione del progetto, ma a divulgare la notizia in Italia è stata la rivista on line Artribune con un esaustivo articolo di Claudia Giraud: Nasce Smithsonian Open Access: 2,8 milioni di immagini libere del più grande museo del mondo al quale rimando per i dettagli.

Qui non resta altro da dire che ci viene regalato, letteralmente, un mare magnum praticamente inesauribile nel quale troviamo di tutto. Buona navigazione: Smithsonian Open Access


 

Arti e mestieri del Settecento

Una fonte (quasi) inesauribile per storici, studiosi (e aspiranti romanzieri). I 18 volumi del Dizionario delle Arti e de’ Mestieri

Alzi la mano chi non si è mai messo di fronte al pc e aperto un foglio di word pensando: “adesso scrivo un romanzo”. Io ne avrò iniziati almeno cinque (e ovviamente non ne ho finiti nessuno…). Il fatto è che per scrivere romanzi non basta soltanto il talento, occorre tecnica e preparazione. Chi, poi, intenda scrivere un romanzo storico si troverà di fronte a una serie di problemi anche maggiori. Immaginiamo di dover descrivere un pranzo di ricchi aristocratici del 1700: di sicuro le portate erano molto differenti rispetto a quelle di oggi. Bisogna scovarle, documentarsi insomma.

In aiuto agli aspiranti scrittori di romanzi storici viene questo Dizionario di Arti e de’ Mestieri scritto da Francesco Griselini e poi proseguito da Marco Fassadoni.

Come si pescavano le anguille – o come si cucinavano? Come si fabbricava la carta? Quanti tipi ne esistevano? E l’inchiostro? Come si conciavano le pelli o si fabbricava la seta? Come si navigava? – l’autore è un veneziano, impossibile che non trattasse questo argomento. Come si doveva curare un giardino o coltivare un orto? Insomma, chi ha la curiosità di scoprire merci e mestieri di tre secoli fa, questo Dizionario di Arti e de’ Mestieri fa al caso suo.

Un intellettuale impegnato e partecipe

Ovviamente lo scopo degli autori era molto più serio di quanto ho scritto fin’ora. Nella voce Francesco Griselini del Dizionario Biografico degli Italiani Treccani il curatore Paolo Preto (alla quale rimando per approfondimenti e indicazioni bibliografiche) traccia il profilo di un personaggio impegnato e partecipe delle vicende culturali e politiche del suo tempo.

Del resto, già il titolo dell’opera non può non rimandare all’Encyclopédie, ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers di Diderot e d’Alambert. Il Dizionario di Arti e de’ Mestieri si poneva come

silloge di “quanto di migliore da uomini celebri e pieni di patriottismo è stato pubblicato in differenti luoghi e in differenti tempi” in materia d’agricoltura e di industria; l’agricoltura, “industria madre delle arti”, può progredire con l’ausilio dell’attività riformatrice dell’autorità politica, in “una specie di guerra, ove soltanto si vince e si trionfa quando il sovrano qual capo e duce dirige i suoi sudditi, gli animi alle belle ed utili intraprese, e che questi concorrono co’ loro studi e colle loro applicazioni vèr quella meta, cui segna la strada il genio per il ben pubblico, la gloria nazionale e l’interesse comune”

e – come ha scritto uno storico – era “la più chiara enunciazione e il tentativo più organico e volonteroso di mettere la terra veneta a contatto con la spinta del riformismo economico e sociale, l’espressione più sentita e generosa di un’illusione destinata presto a cadere di fronte alla irrimediabile cristallizzazione delle strutture oligarchiche dello stato”.

Ciò che a noi oggi può servire come fonte per studi di storia o come piacevole diletto per soddisfare semplici curiosità ha avuto all’epoca una valenza precisa, almeno negli intenti degli autori.

I 18 volumi del Dizionario di Arti e de’ Mestieri si trova sia digitalizzato dal Getty Research Institute per conto di Internet Archive a questo indirizzo: Dizionario delle Arti e de’ Mestieri, sia su Google libri a questo indirizzo: Dizionario delle Arti e de’ Mestieri (in Google libri).

Andate a curiosare.