Il Bullettino delle scienze mediche di Bologna

Il Bullettino delle Scienze Mediche, una fonte per la storia della medicina e non solo

La Wellcome Digital Library sta riversando su Internet Archive il suo sterminato patrimonio bibliografico. In un articolo precedente ho già segnalato gli Annali Universali di Medicina. Ora sono disponibili 24 annate del Bullettino delle Scienze Mediche di Bologna – dal 1829 al 1853.

Il Bullettino delle Scienze Mediche  è l’organo ufficiale della Società Medica Chirurgica di Bologna. E’ stato fondato nel 1829 e secondo solo a “The Lancet” per longevità. Il Bullettino fa parte del patrimonio culturale e storico della Società Medica Chirurgica di Bologna, la più antica associazione medica italiana ancora in attività. Nel corso di quasi 200 anni di storia, sul “Bullettino” sono stati pubblicati articoli di Maestri della Medicina che hanno fatto conoscere alla comunità medica mondiale la vita medica e sanitaria non solo di Bologna ma dell’intera regione, tanto da farne una rivista di eccellenza per la comunicazione nell’ambito della classe medica bolognese e, più in generale, italiana.

Così viene presentata la rivista sul sito dell’Università di Bologna. La porzione attualmente disponibile costituisce dunque una piccola parte del lungo percorso del Bullettino. La serie può essere prolungata consultandolo sull’Emeroteca Digitale della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma che lo rende consultabile on line fino al 1871.

Come ho già detto altre volte (si veda, ma è solo un esempio e ne riparlerò, Entrare “di traverso” nella storia), riviste di questo genere possono (anzi, dovrebbero) interessare non solo gli storici della medicina, ma tutti gli studiosi e appassionati di storia.

Buona navigazione: Bullettino delle Scienze Mediche di Bologna

Una galleria di Europena su un atteggiamento/comportamento: il mansplaining nell’arte

Una tra le moltissime gallerie che settimanalmente ci regala Europeana: il “mansplaining”

Dei progetti che ci regala Europeana mi è capitato di parlare in qualche occasione. L’ho presentata, ovviamente, nella pagina delle Biblioteche Digitali. Ne ho parlato a proposito di Alcuni progetti in rete sulla Prima Guerra Mondiale (dato che alla Grande Guerra ha dedicato un portale ricchissimo: 1914-18 e, al suo interno, Europeana transcribathon) e, occasionalmente, in qualche altra occasione. Ma le sue collezioni sono molte e fornitissime

Mettendoci a disposizione il suo immenso repertorio Europeana ci regala settimanalmente gallerie tematiche. Molto intrigante, almeno dal mio punto di vista – il punto di vista di un profano – è quella che questa settimana si occupa del “mansplaining” nell’arte.

Aggiunto all’Oxford English Dictionary nel 2018, il termine mansplaining si riferisce a comportamenti condiscendenti e sciovinistici, spesso diretti dagli uomini verso le donne, ma l’idea esiste da secoli. Diamo un’occhiata spensierata agli archivi.

Si tratta di una galleria molto interessante che, volendo, può essere messa a confronto con L’histoire par l’image. Un sito per lo studio della storia attraverso le immagini o col materiale proposto da INHA. Una biblioteca digitale per la storia dell’arte oppure, ricercando un po’, con centinaia di migliaia di immagini del Metropolitan Museum.

Non resta che concederci un po’ di svago con Mansplaining in art

Ricettari Manuali di cucina e Gastronomia dell’Ottocento

Alcuni manuali di cucina e ricettari dell’800 per curiosare e, perché no, sperimentare

In questi tempi di ozio forzato lo zapping in tu mi ha fatto scoprire un numero impressionante di programmi di cucina. Sapevo che il tema è di gran moda ma non immaginavo fossero così numerosi.

Pur avendo pubblicato un paio di post sul tema dell’alimentazione – Mettersi a tavola (possibilmente con gusto) e Dal mangiare per vivere al vivere per mangiare… – molto resta ancora da leggere e studiare. Molto resta anche da scoprire on line.

Frugando qui e là ho cercato un po’ di ricettari, libri di ricette ecc. dei secoli scorsi e sono emerse scoperte interessanti.

Possiamo suddividere il materiale in vari modi. Lo si può fare per regioni: Il cuoco milanese e la cuciniera piemontese manuale di cucina indispensabile per ogni ceto di famiglia; Il cuoco maceratese; per il napoletano, Cucina teorico-pratica: col corrispondente riposto ed apparecchio di pranzi e cene, con quattro analoghi disegni, metodo pratico per scalcare, e far servire in tavola, lista di quattro piatti al giorno per un anno intero, e finalmente una cucina casareccia in dialetto napoletano con altra lista analoga di Ippolito Cavalcanti.

Oppure si può scegliere di procedere per temi:  Il cuciniere italiano moderno, ovvero, L’amico dei ghiotti economi e dei convalescenti : opera necessaria pei capi di famiglia che desiderano fare una cucina economica, famigliare, e sana … e per chi vuole imparare l’arte del pasticciere, confetturiere, liquorista e diacciatore (un’opera che pare sia ancora oggi un punto di riferimento); Trattato di cucina, pasticceria moderna, credenza e relativa confettureria di Giovanni Vialardi; il classico di Pellegrino ArtusLa scienza in cucina e l’arte di mangiar bene – oppure per stagioni: La cucina sana, economica ed elegante secondo le stagioni

Su come fare confetture e liquori ce lo spiega Vincenzo Agnoletti nei 2 volumi Manuale del credenziere, confetturiere e liquorista di raffinato gusto moderno; sempre sulle vivande c’è il monumentale L’Apicio moderno, ossia l’arte di apprestare ogni sorta di vivande in 6 volumi di Vincenzo Leonardi (qui è linkato il vol. 1) Per la cucina popolare, ad esempio, abbiamo: La cuciniera universale, ossia L’arte di spendere poco e mangiar bene secondo il metodo delle cucine triestina, milanese, venezianaLa Nuova Cucina Economica: In Cui S’Insegna La Più Facile E Precisa Maniera Di Imbandire Con Raffinato Gusto Ed Economia Qualunque Delicata Mensa Di Ogni Sorta Di Vivande sì di grasso, che di magro Disposta per ordine Alfabetico.  sempre di Vincenzo Agnoletti in 4 volumi (quello linkato è il vol. 2, basta scorrere la pagina verso il basso per trovare gli altri).

Non mancano anche traduzioni di manuali di altre scuole e paesi: La cucina classica studii pratici, ragionati e dimostrativi della scuola francese applicata in servizio alla russa per Urbano Dubois ed Emilio Bernard

Sulle opere che si soffermano sull’alimentazione in tempi di ristrettezze mi sono già soffermato nell’articolo Dal mangiare per vivere al vivere per mangiare…

Altri testi si possono consultare nella Biblioteca Gastronomica della Academia Barilla

Non ci resta che andare a curiosare, consultare e, perché no, sperimentare.

Fonti per la storia delle epidemie: il tifo petecchiale

Una serie di opere tra quelle reperibili on line sull’epidemia di tifo petecchiale del 1817.

In questi tempi quando pensiamo alle epidemie ci viene alla mente immediatamente quella nella quale siamo immersi – Covid 19 o Corona virus – e in secondo luogo, alla peste, che è in qualche modo la “madre” di tutte le epidemie successive (vedi William Naphy Andrew Spicer La peste in Europa e Fonti per la storia della peste, articolo che dovrò aggiornare). Tanto è vero che da allora in poi furono chiamate “pestilenze” le malattie contagiose che mostravano alti gradi di letalità.

Pochi mesi fa, prima dell’esplosione della pandemia di Corona virus, ho pubblicato su una rivista un saggio su un’epidemia di tifo petecchiale nella Legazione Pontificia di Ravenna negli anni 1817-1818. Ho studiato un solo caso tra i molti. Quell’epidemia infatti convolse tutta la penisola, da Milano alla Sicilia.

Dato che alcuni amici – per ingannare il tempo in questo periodo di ozio forzato – mi hanno chiesto di parlarne online, mentre preparo questa “chiacchierata” indico alcune fonti che è possibile reperire on line nelle biblioteche digitali.

Ancora una volta, come ho già detto in altre occasioni (Entrare “di traverso” nella storia), le monografie pubblicate dai medici su questi temi sono importanti non solo per gli storici della medicina o per la ristretta cerchia degli addetti ai lavori, ma contengono informazioni che aprono piste di ricerca su molti altri aspetti: dal clima alla produzione agricola; dalla condizione igienico-sanitaria delle città alle reazioni di fronte all’epidemia delle classi dirigenti governative e locali; dalla situazione ospedaliera alle forme di soccorso e/o reclusioni ecc.

Al di là del valore scientifico – ovviamente oggi del tutto superato – queste opere coeve sono però importanti e, anzi fondamentali, per comprendere non solo lo sviluppo della medicina, ma le singole realtà e il mondo di quell’epoca.

Materiale “grezzo” indubbiamente – fonti appunto – che deve essere vagliato con gli strumenti degli storici, ma utilissimo per la comprensione della nostra storia. Queste “memorie” e relazioni si inseriscono nel filone di “topografie mediche” ampiamente utilizzate di recente da Adriano Prosperi per indagare Un volgo disperso. Contadini d’Italia nell’Ottocento.

Ecco dunque le principali opere che ho trovato. Su Google Libri e Internet Archive se ne trovano parecchie. Un’opera importante per la sua rilevanza nel dibattito tra medici è quella di Giovanni Rasori Storia della febbre petecchiale di Genova negli anni 1799 e 1800, ed alcuni cenni sull’origine della petecchiale

L’elenco delle opere è corposo: Sul tifo petecchiale. Osservazioni del Dott. Palloni per la ToscanaStoria del tifo petecchiale dominante nella provincia mantovana di Carlo Speranza, Raccolta di osservazioni e preservativi contro la febbre petecchiale ossia tifo contagioso per l’UmbriaOsservazioni intorno al morbo petecchiale di Giuseppe Cerri per Milano, sempre per Milano Dimostrazioni medico-filosofiche sulla febbre petecchiale epidemica: e metodo semplice e facile per guarirla prontamente e prevenirla di Luigi Bucellati, Narrazione Dell’Origine, Propagazione, Andamento, Cura, Esito Del Tifo Contagioso Che Ha Regnato Nella R. Citta Di Padova Nelli Primi 8 Mesi Dell’Anno 1817 di Giovanni Maria Zecchinelli per Padova, per Brescia disponiamo di Sull’influenza contagioso-epidemica, nuove ricerche del Dott. Anotonio Bodei e di Saggio di Topografia Statistico-Medica di Menis, per Pernate (NovaraStoria della febbre petecchiale manifestatasi in Pernate negli anni 1817, 1818, 1819, per Taranto Nuovo metodo sul trattamento della febbre petecchiale sporadica contagiosa di Taranto, arricchito di annotazioni e semi della nuova patologia del dottor R. Vinella, per Napoli Trattato di patologia nosologica sulla febbre petecchiale appoggiato alla nuova dottrina medica italiana corredato di osservazioni ed esperienze … del dottor fisico Gennaro Tasca medico in Candela., per Viadana () Ricerche intorno alla provenienza della malattia petecchiale che ha regnato nella comune di Viadana anno 1817, per Pavia Trattato Della Febbre Nosocomiale Carcerale E Rurale ; Tradotto dalla seconda Edizione fatta in Pavia l’anno MDCCXCII., per Genova Sulla febbre nervosa ossia tifo petecchiale riflessioni di Giovanni Battista Jemina, su Pistoia Memoria sull’indole, metodo di cura e preservativi della corrente malattia petecchiale d’un clinico pistojese data in luce dal dott. Luigi Cecchini, ancora sulla Toscana Epistola patologica del dottore Giacomo Barzellotti … sopra la malattia da esso sofferta con riflessioni e dilucidazioni sulla febbre petecchiale contagiosa dominante in quest’anno 1817.

Opere che si incentrano sui provvedimenti adottati sono: Prospetto, nosologico dell’ospitale provisorio nel lazzeretto in Rovigo, destinato alla cura dei tifici nell’anno 1817 di Agostino Gobbetti per Rovigo, Giuseppe Ferrario Statistica medica di Milano dal secolo XV. fino al nostri giorni escluso il militare. Vol 1 eStatistica medica di Milano dal secolo XV. fino al nostri giorni escluso il militare. Vol 2

Sui contagi, sui modi per prevenirli, sui consigli alla popolazione, le opere sono numerose. Mi limito a indicare quelle riguardanti quella epidemia di tifo: Istruzione al popolo sulla corrente epidemia petecchiale del dottor Giacomo Franceschi, G. Paganini Lettera d’un medico di città ad un parroco di campagna sulla febbre petecchiale e sui preservativi contro di essa.

Il tifo petecchiale ha avuto una storia lunga, ben addentro al Novecento e perciò la letteratura medica sull’argomento è amplissima. L’elenco di lavori che ho indicato qui è sicuramente incompleto, ma sufficiente per farsi un’idea di quel che  accadde.

SHARE una piattaforma di libri e riviste

Share, una piattaforma open access per la storia, le materie umanistiche e non solo

Da qualche tempo è attiva SHARE una piattaforma di libri e riviste pubblicate ad accesso aperto dalle università aderenti alla convenzione Universities SHARE (Scholarly Heritage and Access to Research). Lo compongono le Università di Napoli Federico II, Napoli L’Orientale, Napoli Parthenope, Salerno, Sannio e Basilicata.

Il progetto si articola in tre grandi sezioni:

  1. riviste scientifiche (SHARE Journals), sulla piattaforma SeReNa
  2. collane di libri elettronici (SHARE Books), su questa piattaforma FedOABooks
  3. prodotti, dati della ricerca e documentazione storica (SHARE Open Archive), sulla piattaforma EleA.

Per quanto riguarda le opere di storia, il catalogo – ben nutrito – offre opere interessanti che spaziano nei campi più disparati – dalla camorra o la polizia a Napoli, a carteggi, alla rivoluzione russa, al paesaggio, dalle scritture femminili alla musica e altro ancora.

Naturalmente, considerando le università consorziate che hanno dato origine al progetto, molti testi sono incentrati sull’area del Mediterraneo e sull’Italia meridionale.

Tuttavia non si può dire che si tratti di un progetto rispondente a finalità localistiche – tutt’altro. Collegando questa collezione col materiale reperibile in Mediterranea. Ricerche storiche: rivista e Biblioteca digitaleStoria della CampaniaBiblioteca Digitale sulla Camorra il quadro per approfondire si amplia di molto. (Inoltre è possibile esplorare altri percorsi tematici – psicologia, fisica, scienze umane ecc. ecc.).

Dunque non resta che andare a curiosare in: SHARE libri: Storia e scienza della politicaSHARE Riviste

Bodleian Digital Library

Una delle più antiche biblioteche del mondo ha realizzato un progetto di digitalizzazione del proprio sterminato patrimonio veramente impressionante: la Bodleian Digital Library

La Bodleian Digital Library non è una biblioteca digitale incentrata in senso stretto sulla storia contemporanea. Essendo una delle biblioteche più antiche d’Europa, con i sua 12.000.000 di documenti conserva materiale di ogni genere ed epoca.

Da qualche tempo la Bodleian Library ha realizzato un grande progetto di digitalizzazione di parte del suo sterminato patrimonio. Il risultato è un portale incredibilmente ricco che soddisfa curiosità ed esigenze di  ogni genere.

Attualmente sono on line oltre 40 collezioni: manoscritti, mappe, musica, poster, ephemera, fotografie, scienze naturali, collezioni di università e college collegati al progetto, manifesti elettorali, ritratti, dipinti e molto altro ancora.

Si aggiunge così un altro tassello alla pagina delle Biblioteche Digitali che un poco per volta sto proponendo.

Si corre il rischio di “perdersi” nel labirinto di un materiale così vasto, ma la navigazione interna è ben organizzata e strutturata.

Non ci rimane che andare a curiosare in questo splendido portale che è già ora un colosso, ma che il tempo diventerà un patrimonio sterminato. Buona navigazione:  Bodleian Digital Library

La “Nuova Antologia” disponibile in rete

Nuova Antologia, una delle più longeve e prestigiose riviste italiane disponibile on line

La Nuova Antologia è una delle riviste più importanti e conosciute nel panorama culturale italiano. Tutt’ora esistente, ha festeggiato da poco i centocinquant’anni di vita.

Una rivista, dunque, che ha accompagnato (e influenzato) l’intera storia del nostro Paese. Per alcuni cenni su di essa è bene riportare la presentazione della Fondazione Spadolini – Nuova Antologia che ne cura la pubblicazione:

Nuova Antologia”, rassegna di “lettere, scienze ed arti”, fu fondata nel 1866 in Firenze capitale con periodicità mensile da Francesco Protonotari, professore di economia all’Università di Pisa, riprendendo la tradizione culturale, politica e civile della prima “Antologia” di Gino Capponi e Gian Pietro Vieusseux, (famiglia di origine svizzera), stampata a Firenze dal 1821 al 1833.

Nuova Antologia” è stata diretta fra gli altri da Francesco Protonotari fino al 1897, poi da Maggiorino Ferraris nell’età giolittiana, quindi da Luigi Federzoni e Giovanni Gentile negli anni dal fascismo.
Mario Ferrara diresse la testata nel dopoguerra e a lui subentrò dalla metà degli anni cinquanta Giovanni Spadolini, che ne è stato direttore per quarant’anni, fino alla sua scomparsa, Direttore da allora è Cosimo Ceccuti, già vicedirettore con Spadolini.

Trasferita a Roma nel 1878, “Nuova Antologia” fu riportata a Firenze da Spadolini esattamente cento anni dopo presso l’editore delle origini Felice Le Monnier. Proprietaria della testata è la Fondazione Nuova Antologia che per Statuto ne assicura la continuità e l’indipendenza da qualsiasi potere politico ed economico, senza alcun fine di lucro.
Nel suo ampio arco di vita “Nuova Antologia”, una delle più antiche riviste d’Europa, “riassume la nascita, l’evoluzione, le conquiste, il travaglio, le sconfitte e le riprese della nazione italiana, nel suo inscindibile nesso coi liberi ordinamenti” (ex art. 2 dello Statuto).

Fra gli autori delle migliaia di articoli apparsi dal 1866 al 2005 nella prestigiosa rassegna ricordiamo fra gli altri, in campo letterario Carducci, Capponi, Manzoni impegnati nel dibattito sulla lingua, Francesco De Sanctis che vi “anticipa” i capitoli della Storia della letteratura italiana, De Amicis le pagine di Cuore, Verga quelle di Don Gesualdo, D’Annunzio le Laudi, Pirandello Il fu Mattia Pascal, Palazzeschi Le sorelle Materassi, Bacchelli Il Mulino del Po. Con loro Fucini e Matilde Serao, Pascoli e Grazia Deledda, Papini e Gadda, Cecchi e Maria Bellonci, Saviane e poeti quali Chiara, Ungaretti, Saba, Montale, Luzi.

Ci sono critici letterari come Bo e Pampaloni, filosofi come Croce, Gentile e Garin, giornalisti scrittori come Prezzolini e Montanelli, economisti come Luzzati ed Einaudi, critici musicali come Panzacchi e Mila, scienziati come Fermi e Marconi, storici come Salvemini, Salvatorelli, Romeo, De Felice, giuristi come Jemolo, Calamandrei e Barile. E gli storici dell’arte e dei beni culturali, gli esperti del cinema, i protagonisti in ogni tempo del dibattito sui grandi temi sociali, economici, politici e istituzionali caratterizzanti il divenire del paese, nel contesto europeo.

Nuova Antologia” ha oggi periodicità trimestrale, con fascicoli di quattrocento pagine. Un vero e proprio libro, come diceva oltre un secolo fa a proposito dell’”Antologia”, Giacomo Leopardi.

Ora la magnifica biblioteca del Getty Research Institute rende disponibile tramite Internet Archive ai lettori una collezione che va dal 1° numero (1866) al n° 227-28 (1909). Trovate la collezione a questa pagina: Internet Archive – Nuova Antologia.

A sua volta l’emeroteca digitale della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma rende disponibili la consultazione della Rivista fino al 1940 ai seguenti links: Emeroteca Digitale – Nuova Antologia (1900-1911)Emeroteca Digitale – Nuova Antologia (1926-1940).

Buona navigazione.

Giorno della memoria. Una rivista e un’enciclopedia

I Quaderni dell’ANEI e un’Enciclopedia sull’Olocausto perché un Giorno della memoria non basta

Ho molti dubbi sull’utilità di fissare per decreto ricorrenze sul genere del Giorno della memoria. Per qualche giorno veniamo inondati di film, servizi, interviste, cerimonie ecc. poi tutto torna come prima.

La storia contemporanea nelle scuole non viene fatta studiare e il risultato è sotto agli occhi di tutti. Stando a un sondaggio di questi giorni pare che nell’ultimo quindicennio sia aumentato in modo esponenziale il numero di quanti credono che i campi di sterminio non siano mai esistiti.

Tuttavia è evidente che qualcosa bisogna fare e può essere fatto. Come sempre, il materiale per informarsi e informare non manca. Anzi, navigando su internet le fonti sono numerose. (La questione del livello della loro affidabilità aprirebbe un problema che, sebbene importante, porterebbe via molto tempo e non rientra nell’ambito di questo articolo).

Emanuele Catone, che con gentilezza mi segnala progetti importanti mi ha indicato i Quaderni del centro di studi sulla deportazione e l’internamento  realizzati tra il 1964 e il 1995 dall’Associazione Nazionale Ex Internati nei lager nazisti (ANEI).

Si tratta di 13 volumi

di raccolta di testimonianze e documenti condotta con metodo interdisciplinare e che ha coinvolto oltre ai testimoni diretti, anche storici, sociologi, psicologi, giuristi, medici, collaboratori italiani e stranieri.

Per ampliare lo sguardo sul fenomeno qui mi limito a indicare un’altra opera particolarmente importante, l’Holocaust Encyclopedia disponibile sul sito dell’United States Holocaust Memorial Museum.

Un Giorno della Memoria non è sufficiente (e non lo è di certo nemmeno un blog come questo), quindi penso sia il caso di indicare progetti un poco per volta.

La biblioteca digitale dell’ISTAT

La Biblioteca digitale dell’Istat. Una miniera di informazioni per studiosi, studenti e curiosi.

Una volta raggiunta l’unificazione i governi post-unitari avvertirono la necessità di acquisire una conoscenza profonda e dettagliata del Paese. Le grandi inchieste – quella agraria “Jacini”, quella industriale, quella Bertani sulla salute – ne sono una diretta e imponente testimonianza.

Naturalmente molti dati erano già disponibili. La statistica aveva già dato frutti importanti ben prima dell’unità. Per molti aspetti essa era un prodotto della Rivoluzione francese. Chi frequenta gli archivi sa bene che il periodo della dominazione napoleonica si presta meravigliosamente ad essere studiato anche grazie alla grande fioritura di raccolta di informazioni, dati e statistiche.

In ogni caso, le monografie realizzate dai Ministeri dell’Interno e dell’Agricoltura Industria e Commercio costituiscono una fonte importantissima per studenti e studiosi.

Nella sua Biblioteca Digitale l’ISTAT ci offre molto materiale. Confesso di non aver capito bene il funzionamento per visionare tutto il materiale digitalizzato, ma per certo disponiamo dell’Annuario Statistico Italiano (dal 1878 al 2016) e gli Annali di Statistica (dal 1871 al 2012, ma lacunoso).

Queste due collezioni, da sole, affrontano una gran quantità di temi. Vi è molto altro materiale studiato in singole monografie e in modo diversificato. Si prendano ad esempio l’istruzione, studiata per settore, specializzazioni ecc. in 30 volumi; la salute (in 10 volumi); il lavoro (su cui sono disponibili ben 324 testi), famiglia e popolazione (con 29 pubblicazioni).

Alcuni temi riflettono problemi congiunturali o particolarmente avvertiti: è il caso del cholera morbus, studiato in due monografie o degli Asili infantili.

Documentazione più specifica, ma sempre fondamentale è suddivisa in: Sommari di statistiche storiche (5 monografie), Censimenti della popolazione (15 monografie), Censimenti dell’Industria (10 monografie) Censimenti dell’Agricoltura ( 6 monografie e Catasto Agrario del 1929 )e l’Atalante storico dei ComuniSommari e censimenti.

Insomma, l’ISTAT e la sua biblioteca digitale ci stanno rendendo un ottimo servizio

Atti delle Accademie italiane in Beic

Atti, Memorie e altro ancora di cinque tra i più importanti istituti di cultura e accademie italiane

Com’è naturale che sia la Beic, che ho presentato nella pagina delle  Biblioteche Digitali sta ampliando la propria offerta. La pagina dedicata agli Atti delle Accademie italiane, ora ci presenta una collezione di Atti, Memorie e altro ancora di cinque accademie italiane.

Com’è noto, le Accademie hanno svolto un ruolo fondamentale non solo, ovviamente, per l’accrescimento della cultura (promuovevano spesso dei premi in denaro per le opere più meritevoli), ma soprattutto per la sua diffusione in epoche e periodi in cui la censura poteva ostacolare in vario modo la circolazione dei libri.

Il ruolo delle Accademie

Fu attraverso le Accademie – quasi sempre presiedute e dirette da personalità influenti a livello locale e non solo, e comunque con legami più o meno stretti nel mondo politico e decisionale – che molte opere poterono essere consultate e – magari in tempi migliori – discusse e dibattute.

Di più: come ho detto spesso in altre occasioni, la cultura italiana è sempre stata particolarmente attenta a quella straniera. Si tratta di un fenomeno che a volte ha assunto i tratti di quasi sudditanza: basti pensare a Einaudi che lanciò la sua grandiosa “Storia d’Italia” non a Torino (sede della casa editrice), non a Milano (“capitale economica” del Paese), non a Roma, ma a Parigi, nella convinzione – esatta – che se l’opera fosse stata ben accolta all’estero allora avrebbe venduto bene anche in Italia.

Del resto, case editrici come Einaudi, Feltrinelli, Laterza e altre ancora hanno in alcuni periodi supplito alle manchevolezze di un mondo accademico non sempre pronto a cogliere le novità più importanti, traducendo testi che altrimenti sarebbero stati preclusi alla gran parte dei cittadini italiani.

Storia lunga dunque, confermata appieno dai saggi e dalle recensioni che si trovano all’interno degli Atti delle Accademie in Beic. Sono disponibili quelli dell’Accademia dei LinceiAccademia delle scienze di TorinoIstituto lombardo Accademia di scienze e lettere, Istituto nazionale italiano e Istituto veneto di scienze, lettere ed artiBeic – Atti di Accademie Italiane