Atti delle Accademie italiane in Beic

Atti, Memorie e altro ancora di cinque tra i più importanti istituti di cultura e accademie italiane

Com’è naturale che sia la Beic, che ho presentato nella pagina delle  Biblioteche Digitali sta ampliando la propria offerta. La pagina dedicata agli Atti delle Accademie italiane, ora ci presenta una collezione di Atti, Memorie e altro ancora di cinque accademie italiane.

Com’è noto, le Accademie hanno svolto un ruolo fondamentale non solo, ovviamente, per l’accrescimento della cultura (promuovevano spesso dei premi in denaro per le opere più meritevoli), ma soprattutto per la sua diffusione in epoche e periodi in cui la censura poteva ostacolare in vario modo la circolazione dei libri.

Il ruolo delle Accademie

Fu attraverso le Accademie – quasi sempre presiedute e dirette da personalità influenti a livello locale e non solo, e comunque con legami più o meno stretti nel mondo politico e decisionale – che molte opere poterono essere consultate e – magari in tempi migliori – discusse e dibattute.

Di più: come ho detto spesso in altre occasioni, la cultura italiana è sempre stata particolarmente attenta a quella straniera. Si tratta di un fenomeno che a volte ha assunto i tratti di quasi sudditanza: basti pensare a Einaudi che lanciò la sua grandiosa “Storia d’Italia” non a Torino (sede della casa editrice), non a Milano (“capitale economica” del Paese), non a Roma, ma a Parigi, nella convinzione – esatta – che se l’opera fosse stata ben accolta all’estero allora avrebbe venduto bene anche in Italia.

Del resto, case editrici come Einaudi, Feltrinelli, Laterza e altre ancora hanno in alcuni periodi supplito alle manchevolezze di un mondo accademico non sempre pronto a cogliere le novità più importanti, traducendo testi che altrimenti sarebbero stati preclusi alla gran parte dei cittadini italiani.

Storia lunga dunque, confermata appieno dai saggi e dalle recensioni che si trovano all’interno degli Atti delle Accademie in Beic. Sono disponibili quelli dell’Accademia dei LinceiAccademia delle scienze di TorinoIstituto lombardo Accademia di scienze e lettere, Istituto nazionale italiano e Istituto veneto di scienze, lettere ed artiBeic – Atti di Accademie Italiane

Un “mare di cose” nella Biblioteca storica di Studi Adriatici

Un vero Mare Magnum questa Biblioteca storica di Studi Adriatici…

La Biblioteca Storica di Studi Adriatici è la biblioteca on line dell’Istituto di Scienze Marine che ha sede a Venezia e varie filiali in altre città (Bologna, Genova, Lerici, Napoli, Trieste).

Considerata la specificità dell’argomento esplicitata fin dalla denominazione verrebbe da considerarla una biblioteca di nicchia per pochi addetti ai lavori, dediti a ricerche specifiche.

La Biblioteca Digitale

In realtà non è così sia perché da un lato la

Biblioteca storica di Studi Adriatici BSA include i fondi: Istituto di Studi Adriatici, Comitato Talassografico Italiano, Osservatorio della Pesca Marittima, Biologia del Mare, Istituto per lo Studio della Dinamica delle Grandi Masse confluiti in ISMAR Venezia

[dall’altro, la biblioteca]

raccoglie testi di argomento scientifico ed umanistico dedicati a Venezia, all’Adriatico, ai Balcani e al mare in generale dal Rinascimento agli anni 2000.

Un vero Mare Magnum

Infatti, curiosando tra i 746 testi fino ad ora scansionati, si trova letteralmente un mare di materiale disparato: dai molti volumi de Le relazioni degli ambasciatori veneti al Senato ai 18 volumi de L’arte di verificare le date dei fatti storici delle inscrizioni delle cronache e di altri antichi monumenti Dall’anno 1770 sino a’ giorni nostri; dalla Storia della Repubblica di Venezia dal suo principio sino al giorno d’oggi di Giuseppe Cappelletti a molte opere riguardanti l’Albania, la Croazia, l’Istria, la Dalmazia, Venezia (sia opere di storia che studi idraulici e memorie) Trieste…

Vi sono dizionari della lingua veneta, bollettini bibliografici, libri di memorie, molte opere incentrate sul Mediterraneo durante la Grande Guerra…

A testimonianza dell’ampiezza degli argomenti citiamo ad esempio L’intervento dell’Italia nei documenti segreti dell’intesa e (un’opera che sicuramente non mi sarei mai aspettato di trovare in una biblioteca di questo genere) la formidabile Storia dei Papi di Pastor; un’inchiesta in più volumi su I danni ai monumenti e alle opere d’arte delle Venezie nella Guerra mondiale: 1915-1918; numerose sono le opere che indagano la Jugoslavia (dalla sua formazione, alla struttura economica, al suo ruolo sul mare ecc.) e altrettanto numerosi sono i volumi d’arte incentrati su varie città (Venezia, Rovigo, Ferrara…).

Sto tralasciando molto, molto altro. Invitandovi ad andare a curiosare, preciso che una volta giunti sulla pagina iniziale della biblioteca, ci si trova di fronte alle opere raggruppate per decenni. Per aprire l’elenco del decennio prescelto ho dovuto cliccare col pulsante destro del mouse e poi “apri link in un’altra scheda” e la lista si aprirà normalmente. I libri si possono scaricare in formato PDF.

Idealmente la Biblioteca Storica di Studi Adriatici si può integrare con Travelogues che ho recensito in Un ricchissimo sito sul tema del viaggio.

Devo la scoperta di questo sito all’amico Emanuele Catone, che ringrazio.

I Mélange e le Publications de l’école française de Rome

I Mélange e le Publications de l’école française de Rome su Persée

Del portale Persée ho già parlato in un’altra occasione. Da questa splendida biblioteca digitale voglio segnalare riviste e annali che riguardano l’Italia. La prima sono i Mélanges de l’école française de Rome. Persée li ha digitalizzati dal 1881 al 2009 per complessivi 287 numeri. Un lavoro impressionante.

École française de Rome

Fondata nel 1875, l’École française de Rome è un’istituzione pubblica scientifica, culturale e professionale sotto la supervisione del Ministero nazionale dell’istruzione, dell’istruzione superiore e della ricerca.

La missione fondamentale della École française de Rome è la ricerca e la formazione alla ricerca nel campo dell’archeologia, della storia e di altre scienze umane e sociali, dalla preistoria ai giorni nostri. La sua principale area di intervento copre un’area che comprende Roma, l’Italia, il Maghreb e i paesi dell’Europa sudorientale in prossimità del Mare Adriatico.

I Mélange  hanno una cadenza biennale. Dal momento che è disponibile un indice degli autori, ho dato un’occhiata: vi hanno collaborato e vi collaborano molti dei nostri storici più autorevoli: Bigatti, Franco de Felice, Insenchi, Legnani, Mastellone, Morabito, Pivato, Rao, Riccardi, Mariuccia Salvati, Turi, Viola e altri ancora. L’elenco, ovviamente, è ampiamente incompleto.

La stessa istituzione dal 1965 ci offre le Publications de l’École Française de Rome. Per l’età contemporanea ci sono offerti numeri tematici e atti di convegni. Mi limito a segnalare alcune cose: Opinion publique et politique extérieure en Europe. I. 1870-1915. Actes du Colloque de Rome (13-16 février 1980) in tre volumi, Les Noblesses européennes au XIXe siècle. Actes du colloque de Rome (21-23 novembre 1985), Les Italiens en France de 1914 à 1940. Sous la direction de Pierre Milza, Villes et territoire pendant la période napoléonienne (France et Italie). Actes du colloque de Rome (3-5 mai 1984) e molto, molto altro davvero.

Infatti, vi sono anche monografie tematiche e un gran numero di Tesi. Andate a curiosare e a frugare… merita davvero.

 

Aggiornamenti dalla Biblioteca Digitale Salernitana Salernum

I nuovi arrivi alla Biblioteca Digitale Salernitana…

Com’è naturale che sia le biblioteche digitali rinnovano e incrementano il materiale che mettono a disposizione degli utenti. Arriva dunque il momento di segnalare i nuovi documenti messi on line. La Biblioteca Digitale Salernitana (che ho presentato qui: Salernum ) non fa eccezione.

Aggiornamenti tanto più necessari perché col tempo gli articoli sul blog aumentano di numero e i vecchi articoli cadono non dico nel dimenticatoio, ma senza dubbio restano i meno ricercati, soprattutto da chi ha scoperto il blog da poco tempo e quindi non lo ha ancora esplorato per intero.

Nuovi arrivi

Tra le nuove immissioni troviamo: alcuni numeri della rivista Civiltà della Campania, un bimestrale promossa dall’Assessorato per il Turismo della Regione Campania, venti annate dell’Archivio Storico delle province napoletane (i numeri non sono in ordine cronologico), tre volumi del Bollettino bibliografico della storia del Mezzogiorno d’Italia (ogni volume comprende più anni); alcuni numeri delle riviste Salernum, e Salerno Quadrante.

Anche le monografie sono state incrementate. Oltre ad alcune opere di carattere economico e/o politico vi è un’interessante monografia sui Paesaggi Salernitani e altre ancora.

Insomma, gli aggiornamenti della Biblioteca Digitale Salernitana Salernum – Aggiornamentisono notevoli per studiosi, studenti e curiosi e, sicuramente, un buon sostegno al portale Storia della Campania.

Buona lettura

Le riviste italiane di storia su JSTOR

Riviste italiane di storia su JSTOR

Non c’è bisogno di dilungarsi più di tanto su JSTOR. Semplicemente è una delle più grandi biblioteche digitali in rapporto alle riviste e, da qualche tempo, anche a pubblicazioni di carattere scientifico.

JSTOR è:

è un’organizzazione senza scopo di lucro dedicata alla comunità accademica per la scoperta, l’utilizzo e lo sviluppo di una vasta gamma di lavori intellettuali in un archivio digitale affidabile.

Il nostro intento fondamentale si propone lo scopo di proteggere la documentazione accademica per i posteri e di sostenere efficacemente la ricerca e l’insegnamento. Abbiamo predisposto una piattaforma di ricerca che distribuisce strumenti e tecnologie di informazione per incrementare la produttività e promuovere nuove forme di cultura. Collaboriamo con organizzazioni che ci sostengono nella realizzazione dei nostri obiettivi e il massimo beneficio per la comunità accademica.

Per quanto riguarda le riviste italiane di storia (contemporanea), attualmente le riviste sono:

Contemporanea (dal 1998 al 2013), Archivio Storico Italiano (dal 1842 al 2016), Egitto e Vicino Oriente (dal 1978 al 2017), Meridiana (dal 1987 al 2019), Quaderni Storici (dal 1970 al 2013), Quaderni Storici delle Marche (dal 1966 al 1969), Rivista di Storia della Chiesa in italia (dal 2001 al 2015),  Studi Storici (dal 1959 al 2013).

Fino a non molto tempo fa JSTOR era a pagamento. Ora gli articoli pubblicati prima del 1923 si possono scaricare gratuitamente, mentre si può leggere on line un numero limitato di articoli ogni mese.

Anche con questa limitazione JSTOR resta comunque un ottimo servizio. Buona navigazione: JSTOR

La “Biblioteca Storica del Risorgimento”

la Biblioteca Storica del Risorgimento della University of Toronto. Una fonte per studiosi, studenti e appassionati.

Al Risorgimento ho dedicato qualche articolo a partire dal progetto della Fondazione Feltrinelli (Il Risorgimento nei fondi della Fondazione Feltrinelli Prima parteIl Risorgimento nei fondi della Fondazione Feltrinelli Seconda parteIl Risorgimento nei fondi della Fondazione Feltrinelli Terza Parte). Le opere della biblioteca digitale di questo progetto costituiscono fonti di seconda mano, scritti e lavori dei protagonisti. Un discorso simile vale per le Riviste digitalizzate per la storia del Risorgimento.

la “biblioteca storica del risorgimento”

Ora – anzi, già da qualche tempo e forse molti di voi ne saranno a conoscenza – nei fondi della University of Toronto si trova la “Biblioteca Storica del Risorgimento”, una collana di studi in più serie e volumi, diretta da Vittorio Emanuele Fiorini.

Di questa collana – scrive Guido Fagioli Vercellone che ne ha curato la voce nel Dizionario Biografico degli Italiani Treccani – che andò avanti per decenni anche dopo la morte del F., egli fu direttore insieme a T. Casini, e guidò le scelte editoriali che non furono solo di fonti, ma anche di trattati organici. In questo campo un’apprezzabile peculiarità del F., in tempi di diffusa tendenza all’agiografia nel trattare del Risorgimento, fu di aver adottato costantemente criteri scrupolosamente storiografici, tendendo non a glorificare ma a capire e a far capire. Si può affermare che per la storia di quel periodo […] egli pose le basi e segnò le linee-guida di ogni futura indagine.

Una fonte per studiosi, studenti e appassionati

Se, dunque, dal punto di vista storiografico le monografie della “Biblioteca Storica del Risorgimento” sono senza dubbio superate, restano comunque una fonte valida da utilizzare come fonte.

Del resto così come esiste una storia della storiografia sulla Rivoluzione francese, si può fare una una storia della storiografia del nostro Risorgimento. Anzi, recentemente sono risorte riviste che hanno per oggetto il Risorgimento (una è pubblicata da Franco Angeli Editore).

Sono 74 i volumi messi a disposizione dalla University of Toronto tramite Internet Archive.  Elencarli tutti sarebbe noioso. Vi sono opere per argomento (la carboneria, i moti del 1821 e del ’48, le Cinque giornate di Milano, la Carboneria, i giornali), altre che focalizzano la ricerca su aree geografiche e/o città (Piemonte, Romagna, Trentino, Cosentino, Milano, Napoli…), altre hanno una scansione temporale (dal 1848 al 1860), altre ancora si incentrano su personaggi (Garibaldi, Mazzini, Gioberti e altri anche “minori”), altre sono volumi di memorie o raccolte di articoli di giornale.

Insomma, studenti e ricercatori hanno a disposizione una massa imponente di materiale che può essere utilissimo per le loro ricerche. Lo si trova qui:

https://archive.org/details/robarts?and%5B%5D=biblioteca+storica+del+risorgimento&sin=&and%5B%5D=languageSorter%3A%22Italian%22

Il Risorgimento nei fondi della Fondazione Feltrinelli Terza Parte

La terza tappa del Progetto Risorgimento della Fondazione Feltrinelli: Costruire la Nazione. Il pensiero e il dibattito economico

L’ampio e articolato progetto della Fondazione Feltrinelli sul Risorgimento prosegue nella terza parte con la sezione Costruire la Nazione: gli economisti nell’Italia liberale.

Costruire la nazione

Riprendendo dalla introduzione:

Al centro di questo percorso è l’intreccio tra dibattito sul progetto politico e discussione sulle questioni economiche.

Il tema è il modello di sviluppo.

Il confronto coinvolge molti attori sociali. Il dialogo, che nel 1848 oppone Mauro Macchi a Niccolò Tommaseo, consente di individuare alcuni nodi della discussione che accompagneranno l’intero Ottocento coinvolgendo competenze culturali, intellettuali e professionali, settori economici considerati strutturali per lo sviluppo e politiche di intervento per favorire il riequilibrio economico e sociale su scala ormai nazionale.

Siamo quindi al centro di questioni centrali del nostro Risorgimento, che determineranno lo sviluppo, il percorso e i rapporti tra le classi dei decenni successivi.

I protagonisti

Proponendo nella propria Biblioteca Digitale materiale ripreso dai fondi della Fondazione, troviamo disponibili 55 opere molte delle quali alla penna di personaggi fondamentali per la nostra storia risorgimentale: da Carlo Cattaneo a Stefano Jacini, da Cavour a Lambruschini, da Tommaseo a Sciajola e altri.

I nomi degli autori rimandano agli argomenti sul tappeto e ai problemi ad essi connessi: liberismo, sviluppo industriale (non mancano opere straniere), infrastrutture, contadini, pauperismo.

Navigando nei nove articoli dedicati ai Periodici e Giornali digitalizzati (potete usare la lente nella colonna in alto a destra) si possono rintracciare molte testate e riviste dove queste idee venivano discusse. Altre indicazioni emergono dalle riviste indicate in Riviste digitalizzate per la storia del Risorgimento.Biblioteca digitale del Senato.

Non ci rimane che approfondire questa nuova tappa del Risorgimento nei fondi della Fondazione Feltrinelli: Costruire la Nazione.

Buona navigazione.

 

 

Entrare “di traverso” nella storia

Tempo fa ho letto da qualche parte che Paul Ginsborg, uno storico inglese molto conosciuto anche da noi, decise di diventare uno storico mentre accompagnava suo padre nelle visite che faceva per lavoro. Suo padre era un medico e così il giovane Paul poté osservare in prima persona le abitazioni, le abitudini, il vestiario, i consumi, il lavoro, il tenore di vita dei pazienti di suo padre. Ginsborg entrò nella storia non, per così dire, dalla porta principale – la “Grande Storia” della politica della diplomazia, delle guerre ecc. – ma lo fece dal basso e, come ho scritto nel titolo, lo fece “di traverso”.

Del resto non so se il giovane Ginsborg avesse letto un filosofo arabo dell’antichità che consigliava di studiare la storia da una posizione defilata, “in diagonale” (diciamo così).

Ginsborg ebbe un buon maestro per diventare uno storico. La storia della medicina è un ottimo sentiero per entrare nella storia: storia della salute, del progresso scientifico, della clinica, ospedali e manicomi… certo, ma la medicina si allaccia al lavoro, all’alimentazione, all’igiene delle città delle case dei luoghi di lavoro…

Ne fossero consapevoli o meno i medici ci hanno consegnato una massa di materiale enorme per comprendere il passato. Soprattutto con le trasformazioni provocate dagli enormi vulcani che furono la Rivoluzione industriale e la Rivoluzione francese gli appunti, le relazioni e le opere dei medici ci inoltrano nei meandri profondi della storia.

Si potrebbe obiettare che questo discorso vale per tutte le branche della storia: la storia dell’agricoltura non si risolve semplicemente nella evoluzione delle tecniche di coltivazione, ma implica rapporti agrari, diversità di soggetti – braccianti, mezzadri ecc. – lo studio del clima, delle stagioni, della viabilità, dei mercati ecc. E così, per tutti gli altri aspetti della produzione umana. Sono considerazioni che condivido.

L’importanza delle fonti

Credo però che la storia della medicina permetta di arrivare più in profondità. Chi ha letto la recensione a Lucio Villari: Bella e perduta. L’Italia del Risorgimento e, soprattutto, a Adriano Prosperi: Un volgo disperso. Contadini d’Italia nell’Ottocento ha prove di quanto si possa scoprire e indagare con queste immersioni.

Molti autori prediligono questa scelta – valgano ad esempio i nomi di Della Peruta e Sorcinelli – (le incontreremo pian piano, il tempo è quello che è e recensisco molto meno di quanto vorrei).

Qui però mi importa segnalare alcune – pochissime rispetto al materiale esistente – di queste opere di prima mano che possiamo leggere e consultare grazie alle biblioteche digitali e che ci permettono di entrare nella storia “di traverso”.

Il ventaglio è ampio. Come ho già detto altrove la Wellcome Digital Library sta digitalizzando molte riviste in collaborazione con Internet Archive. Stralcio quindi qualche saggio a titolo di esempio.

Possiamo vedere da vicino epidemie: dal Bullettino delle scienze mediche di Bologna (vol. 12, 1835) ne troviamo una  cholera morbus in Toscana e Genova: https://archive.org/details/s8id13293180/page/191 (sul colera a Bologna il mio amico Emanuele Catone mi ha segnalato una mostra organizzata dall’Archiginnasio di Bologna con relativa bibliografia: Colera a Bologna) nel volume 10 del 1846 troviamo una relazione sulle malattie contagiose nel piccolo paese di Cotignola: https://archive.org/details/s8id13293400/page/26; sui risultati delle vaccinazioni a Parma ci dà notizie il Giornale della società medica di Parma nel decimo volume : https://archive.org/details/s6id13303680/page/319; di un’epidemia di vaiolo a Pavia sappiamo qualcosa grazie agli Annali Universali di Medicina (vol 60, 1831): https://archive.org/details/s12id13209270/page/76

Gli Asili infantili a Bologna possono essere indagati nel settimo volume del Bullettino delle scienze mediche di Bolognahttps://archive.org/details/s8id13293610/page/n4, sempre su Bologna abbiamo informazioni sulla prostituzione nel volume 23 della stessa rivista (1863): https://archive.org/details/s8id13293670/page/n4; sull’educazione de’ pazzi ci parlano gli Annali Universali di Medicina nel volume 46 del 1828 https://archive.org/details/s12id13209120/page/225.

Lo sguardo dei Medici

Si tratta di lavori che poi spesso gli autori amplieranno nelle “topografie mediche”, lavori più ampi e articolati. Google Libri ce ne regala moltissime (è sufficiente digitare “topografia medica”). Sono testi che non restituiscono la voce delle classi popolari. Ci restituiscono i pensieri dei medici che le curavano e le studiavano. Ma lo “sguardo” del medico – e soprattutto del medico condotto – era stato trasformato dalla riforma della medicina introdotta dalla Rivoluzione francese. Intellettuale – e quindi appartenente alla classe dirigente – il medico viveva però a contatto con i ceti più umili o imparava a conoscerli nelle corsie di ospedale.

Il loro sguardo entrava appunto “di traverso” nella storia. Non è un caso se molti di loro, proprio stando a contatto con le condizioni spesso disperate delle classi popolari, maturarono idee democratiche, radicali, anarchiche e socialiste. Non è un caso se negli Annali Universali di Medicina troviamo un saggio su un argomento solo in apparenza lontano dal tema della rivista come può essere quello sulle Cinque giornate di Milano (vol. 125, 1848): https://archive.org/details/s12id13209930/page/595

La stessa cronologia delle riviste ci dice molto non soltanto sulla storia della medicina in quanto tale, ma anche sui problemi che ad essa si connettevano. Da noi, ad esempio, non è un caso se le riviste e le pubblicazioni incentrate sull’igiene appaiono più tardi rispetto ad altri Paesi: il Giornale della Società Italiana di Igiene iniziò le pubblicazioni soltanto nel 1879. Lo stesso discorso vale per la psichiatria (Riviste italiane di psichiatria e psicologia (fonti)).

I temi e le diramazioni per entrare nella storia “di traverso” sono molte per essere riassunte in un unico articolo. Mi fermo qui concludendo che queste monografie e i saggi sulle riviste che ho indicato (ma ovviamente ce ne sono molte altre) ci rimandano una massa di informazioni preziose per capire meglio la storia del nostro Paese.

 

Wellcome Digital Library

Una delle più grandi biblioteche di Storia della Medicina del mondo. Poco meno di 150.000 volumi di ogni genere e molti altri progetti.

Alla Wellcome Digital Library ho accennato in varie occasioni. Ne ho parlato presentando gli Annali Universali di Medicina e alcuni Siti per la storia della medicina.

Ma la Wellcome è

è una delle più grandi collezioni specialistiche sulla storia della medicina e delle discipline umanistiche mediche. Ospita oltre 2,5 milioni di pezzi di straordinaria ampiezza e diversità, tra cui libri, film, archivi, manoscritti e opere d’arte provenienti da tutto il mondo.

La Biblioteca mette gratuitamente a disposizione online il maggior numero possibile delle sue collezioni. Oltre a questa selezione di libri e riviste storiche, sul sito web della Biblioteca è possibile trovare sempre più materiale digitalizzato, compresi manoscritti e raccolte d’archivio.

Recentemente la Wellcome Library si è affiliata a Internet Archive. La si può trovare sia cercandola direttamente nella stringa “cerca”, sia, dopo aver aperto il portale e selezionato il logo dei libri, selezionando European Libraries e poi Wellcome Library.

Fino ad ora sono circa 142.000 i libri digitalizzati. Quelli in italiano sono poco più di 2.300, molti meno di quelli disponibili in francese e tedesco (per non dire di quelli in lingua inglese), ma comunque un bel malloppo. Tanto più che la Wellcome si sta impe gnando a riversare collezioni di riviste. Ho già fatto cenno agli Annali Universali di Medicina; ne stanno arrivando altre. Si può sostenere che la Wellcome Digital Library sia l’equivalente di Biu-Santé per la Francia.

Ma Internet Archive offre solo una parte dell’immenso materiale della Biblioteca. Visitando direttamente https://wellcomelibrary.org/ troverete molte altre collezioni disponibili. Da una collezione di manifesti sull’AIDS a manoscritti e filmati, a pubblicazioni incentrate su Londra: nello specifico si tratta del  Medical Officer of Health Reports dal 1848 al 1972. Sono relazioni con dati statistici su nascite, decessi e malattie, che riflettono idee e sensibilità degli autori.

Anche se i progetti sono molti altri, compresa una raccolta di Manoscritti medievali, non posso esimermi dal segnalare la prima parte di circa 800.000 documenti che verranno digitalizzati sulla Mental Health – in pratica una biblioteca digitale nella biblioteca.

Insomma, la Wellcome Digital Library, sia che la si raggiunga da https://archive.org/details/wellcomelibrary sia sul proprio sito – https://wellcomelibrary.org/collections/digital-collections/ è un vero e proprio mare da esplorare. Infatti, oltre ad opere di ogni genere di specializzazione medica, si trovano anche libri di viaggio, storia naturale, pittori e cultura generale.

Buona navigazione.

Periodici e Giornali digitalizzati Parte VII

14 Periodici e Giornali digitalizzati dalla Biblioteca Civica di Trieste Attilio Hortis, presenti anche su Internet Culturale e in Emeroteca Digitale Braidense

Quando ho iniziato a presentare la rassegna dei Periodici e Giornali digitalizzati non avrei pensato di arrivare alla settima puntata. Pensavo che i progetti realizzati fossero molti meno.

Tanto più che, come sa chi ha visitato le rassegne precedenti, a volte ho accorpato più di un progetto in un singolo articolo. Non c’è ombra di dubbio che molto resti da fare per disporre di una quantità di Periodici e Giornali digitalizzati che si avvicini alla completezza, ma il materiale disponibile è ormai molto.

Oggi presento un progetto realizzato dalla Biblioteca Civica di Trieste Attilio Hortis. Non è la prima volta che presento periodici e giornali friulani. Ne ho parlato qui: Periodici e giornali digitalizzati Parte IV. Nel caso della Attilio Hortis i Periodici e Giornali digitalizzati sono 14.

Riprendendo dalla presentazione su Internet Culturale,

La collezione è caratterizzata da testate locali, possedute in consistenza completa, in lingua italiana, slovena come Edinost e tedesca come Triester Zeitung e Triester Tagblatt. Costituisce l’importante testimonianza di una città che, dal periodo di dominazione asburgica (1382-1918), in cui forti erano le spinte irredentiste e le contrapposizioni tra le componenti italiana, austriaca e slovena, è passata al termine della prima guerra mondiale al Regno sabaudo.

Dopo il secondo conflitto mondiale e un breve periodo sotto il governo jugoslavo (1945) e poi sotto quello anglo-americano, Trieste è infine tornata definitivamente sotto l’amministrazione italiana il 26 ottobre 1954. Tutti questi momenti storici trovano un riscontro puntuale nei giornali pubblicati in città e sopratutto nelle due testate più importanti. 

Il Piccolo, il quotidiano di lingua italiana più letto della città ed ancora in corso di pubblicazione, fu fondato nel 1881 da Teodoro Mayer, fautore della politica liberal-nazionale. Nel corso degli anni il giornale documentò volta per volta i cambiamenti partitici del gruppo dirigente cittadino. 

L’Indipendente, quotidiano di lingua italiana fondato nel 1877 e pubblicato fino al marzo del 1923, era portavoce dell’irredentismo triestino di linea liberale progressista.

L’affiliazione del progetto a Internet Culturale risponde alla volontà di far conoscere il progetto a una cerchia di studiosi e curiosi che esca dall’ambito regionale. Si tratta di una scelta precisa e meditata da parte della Biblioteca Attilio Hortis. Infatti le questa non è l’unica affiliazione.

Come si legge sul sito della biblioteca,

con l’adesione all’Emeroteca Digitale della Biblioteca Nazionale Braidense si è voluto rendere più facilmente accessibili al pubblico i documenti digitalizzati inserendoli in una più ampia raccolta di periodici che ha l’obbiettivo di raccogliere fonti storiche e culturali d’interesse nazionale.

Non resta che andare a consultare questo bel malloppo di Periodici e Giornali digitalizzati dalla benemerita Attilio Hortis. Buona navigazione. Il progetto lo trovate qui: TRI.PE.DI. Trieste Periodici Digitali . Per Internet Culturale l’indirizzo a cui indirizzarsi è il seguente: http://www.internetculturale.it/it/41/collezioni-digitali/26301/