Riviste dei principali municipi italiani – II

Una serie di riviste delle città italiane dalla Emeroteca della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.

Tempo fa, sul finire di giugno 2019 pubblicai un articolo in cui segnalavo alcune Riviste dei principali municipi italiani: Riviste dei principali municipi italiani

Le pubblicazioni provengono dall’Emeroteca della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Ora il progetto si è ampliato e con esso anche l’offerta di altre riviste riguardanti le principali città italiane.

Disponiamo di: Alessandria, Alexandria. Rivista mensile della provincia per gli anni 1933-1939; Bergamo, La rivista di Bergamo mensile illustrata, dal 1922 al 1927; Bologna, con Il comune di Bologna rassegna mensile di cronaca amministrativa e di statistica, dal 1925 al 1934 (lacunoso per gli anni 1929 e 1931-32); Cremona. Rivista mensile illustrata della Città e Provincia dal 1929 al 1943; Genova con due pubblicazioni; la prima Il Comune di Genova bollettino municipale mensile disponibile dal 1921 al 1927; la seconda, La grande Genova bollettino municipale per il biennio 1928-29; La Spezia, Il Comune della Spezia. Atti e statistiche dal 1923 al 1940; Lecco, con La rivista di Lecco dal 1924 al 1933; Monza, con Rivista di Monza. Rassegna mensile di vita cittadina e bollettino di statistica del comune di Monza dal 1933-1939; Napoli con il suo Annuario statistico del Comune di Napoli per il solo 1936; anche Piacenza presenta il proprio Annuario della provincia di Piacenza  dal 1882 al 1899 e per il 1904; Taranto, Taranto rassegna del Comune  per il biennio 1937-38.

Assieme alle altre riviste segnalate nell’articolo precedente abbiamo a disposizione un bel corpo di materiale.

Buona consultazione: Emeroteca della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma

Estense Digital Library

Una nuova Biblioteca digitale italiana: la Estense Digital Library

Coloro che seguono questo blog sanno bene come più volte abbia lamentato l’assenza di una grande biblioteca digitale come GallicaDeutsche Digitale BibliothekDigital Public Library of America e altre grandi biblioteche digitali che ho segnalato nella pagina Biblioteche Digitali.

Senza dubbio alcuni progetti notevoli sono stati realizzati: Biblioteca Europea di informazione e cultura, l’Emeroteca Digitale Braidense e altre ancora che ho indicato sono belle realtà, tanto più encomiabili perché realizzate con mezzi molto più limitati rispetto a quanto viene praticato in altri Paesi.

Ora però questa lacuna si appresta ad essere colmata grazie alla Estense Digital Library, “il progetto di Digital Humanities realizzato da Gallerie Estensi con il supporto di Fondazione Modena nell’ambito di AGO Modena Fabbriche Culturali”.

Al momento – la Estense Digital Library è stata appena resa disponibile al pubblico – sono disponibili online 700 mila pagine tra manoscritti e libri rari provenienti dalla Biblioteca Universitaria.

Il progetto è ripartito in due grandi sezioni: Estense e Open, a loro volta suddivisi in: Libri antichi e rari, Fonti musicali, Mappe, Manoscritti, Fascicoli per quanto riguarda la sezione Estense.

La sezione Open: Immagini, Mappe, Spartiti Musicali, Libri Digitali, Periodici.

La Estense Digital Library è un progetto di grande respiro e di enormi potenzialità. Finalmente!

Visitare Roma tra Seicento e Ottocento

Andarsene a zonzo per Roma tra il Seicento e l’Ottocento servendosi delle guide per turisti e appassionati d’arte

Avevo in mente di preparare un articolo sulle guide alle città. Se ne trovano molte on line. Dopo la lettura del libro di Attilio Brilli: Il viaggio nella capitale. Torino, Firenze e Roma dopo l’Unità e altri che ho in lettura, mi sono reso conto che la faccenda è molto più complessa di quanto supponessi inizialmente.

Anche se il viaggio per piacere rimase qualcosa ad appannaggio di pochi (per chi vuole può vedere Gran Tour e viaggiare in ItaliaViaggiare nei secoli passati coi fondi della Beic), i gusti dei viaggiatori mutano. Naturalmente, per i secoli qui presi in esame, l’arte giocava – come gioca tutt’ora – un ruolo importante (infatti basta sfogliare, ad esempio, BiASA. Una emeroteca per l’Archeologia e la Storia dell’Arte), ma non vi è solo questo aspetto.

 

 

Ne fa testo, ad esempio, quanto afferma l’autore di una di queste guide, L’antiquario, o sia La guida de’ forestieri pel giro delle antichità di Roma:

È cosa maravigliosa che mentre tanti forestieri continuamente a vedere le antichità di Roma e altre magnificenze di questa città non vi sia stato mai alcuno che abbia pubblicato un libro proprio a soddisfare la loro curiosità Io non intendo di dire non vi sia alcun libro su questo soggetto giacchè so benissimo che ne sono varj benchè in realtà non siano che uno solo essendo copiati l’uno dall’altro. Infatti questi differiscono o nell’ordine o nella lunghezza, tutti i medesimi comuni ragguagli, le medesime inconsistenti osservazioni, le medesime inconvenienti lodi i medesimi errori e tutti mancano di esattezza di brevità di erudizione Per questa ragione risoluto di comporre una piccola opera.

C’è una qualche pretesa in questa prefazione. Se confrontata ad una guida di metà Seicento le indicazioni tutto sommato non sono molto dissimili: Descrittione di Roma antica e moderna: nella quale si contengono chiese, monasterij, hospedali, compagnie, collegij, e seminarij, tempij, teatri, anfiteatri, naumachie, cerchi, fori, curie, palazzi, e statue, librerie, musei, pitture, sculture, & i nomi de gli artefici: indice de’sommi pontefici, imperatori, e duchi: con due copiosissime tavole. Semplicemente il lettore trova nel titolo quanto può trovare all’interno.

Simile è l’Accurata, e succinta descrizione topografica e istorica di Roma moderna di Ridolfino Venuti, più volte ristampata (qui si rimanda al secondo volume dell’edizione del 1767).

Non a caso sono ancora l’arte e l’architettura, e in particolar modo le chiese, a farla da padrone nella Descrizione itineraria di Roma di Giovanni Battista Alberti.

Arricchita di piante dei XV rioni è la La città di Roma, ovvero, succinta descrizione di questa superba città: con due piante generali di essa e de’ XIV rioni di Dominique Magnan, nell’edizione del 1826 ma più volte ristampata anche nel secolo precedente.

La Nuova e succinta descrizione di Roma antica e moderna: e de’ monumenti sacri e profani che sono in essa e nelle sue vicinanze di Francesco Archini, nell’edizione del 1825 presenta la novità di scandire le giornate dei lettori/visitatori in giornate per ottimizzare i tempi.

Con un taglio più turistico, con indicazioni di alberghi, trattorie, bagni ecc. ma anche a piazze, librerie, teatri, feste principali è la Descrizione di Roma e contorni (S. I. A.).

Anche il Vaticano, ovviamente, esercitava una attrazione particolare. Ad esso sono dedicati gli otto volumi di Erasmo Pistolesi: Il Vaticano descritto ed illustrato.

Come si vede si tratta di un materiale composito che può essere utile per capire meglio i gusti delle varie epoche, ma anche per ritrovare informazioni utilizzabili per ricerche di altro genere oppure per semplice piacere di visitare una Roma in parte scomparsa. (Le opere si trovano in Internet ArchiveGoogle libri; le immagini sono consultabili e scaricabili nella Digiteca della Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea di Roma e da Europeana – Art).

Buona lettura.

 

 

Una mostra virtuale sul Cholera Morbus

Il Cholera Morbus a Bologna nel 1855

In tempi di Covid l’interesse per le epidemie nel passato è aumentato in modo considerevole. Sul web le notizie, gli articoli e le informazioni sulla Spagnola, che fino a pochi mesi fa in pochi consideravano, sono ormai numerosissime.

Con questa mostra virtuale sul Cholera Morbus e sull’epidemia che infuriò a Bologna nel 1855 l’Archiginnasio di Bologna ha anticipato i tempi. Infatti la mostra risale a qualche tempo fa.

Riprendo dall’eccellente introduzione:

Bologna, estate del 1855: una terribile epidemia di colera causa 4000 morti in pochi mesi. La città è sotto choc, in migliaia fuggono nelle campagne, mentre il Municipio tenta di fronteggiare la diffusione del morbo aprendo lazzaretti e Uffizi di Soccorso, ma sarà quasi tutto inutile: il colera era una malattia misteriosa, di cui non si sapeva nulla e tutte le terapie risultarono inefficaci. La Biblioteca dell’Archiginnasio racconta l’epidemia con una mostra, basata per lo più su proprio materiale, ma anche su documenti dell’Archivio Storico del Comune e della Società Medica Chirurgica.

La Deputazione Straordinaria di Sanità, appositamente creata per gestire l’emergenza, dovette affrontare problemi enormi, dalla cura dei tantissimi malati, al seppellimento di migliaia di cadaveri. Cercò di attuare provvedimenti per fermare il contagio, ma non si sapeva che il vibrione del colera, non ancora scoperto, si diffondesse in particolare attraverso le acque dei pozzi e dei canali contaminate dai liquami infetti. L’acqua, per secoli la grande ricchezza di Bologna, si trasformò in strumento per diffondere la morte.

La mostra è estremamente ricca e ben organizzata. Ci fa conoscere la Bologna di metà Ottocento, l’arrivo dell’epidemia, le misure adottate per fronteggiarla, i medici, i “rimedi” e le cure, la vita in tempo di epidemia.

L’Archiginnasio è una biblioteca ricchissima. Buona parte del materiale proposto viene dai suoi fondi: opuscoli, la Relazione della Commissione di sanità e altro ancora. Altre sezioni sono poi dedicate ai alle persone e ai luoghi. Una cronologia aiuta il visitatore a muoversi tra le varie sezioni.

Altro materiale sul Cholera morbus a Bologna si trova in Storia e memoria di Bologna. Ad esempio si può consultare l’ottima scheda su Francesco Rizzoli che diresse il Lazzaretto.

A breve spero di riuscire a pubblicare una bibliografia sull’argomento. Buona navigazione.

 

Il Bullettino delle scienze mediche di Bologna

Il Bullettino delle Scienze Mediche, una fonte per la storia della medicina e non solo

La Wellcome Digital Library sta riversando su Internet Archive il suo sterminato patrimonio bibliografico. In un articolo precedente ho già segnalato gli Annali Universali di Medicina. Ora sono disponibili 24 annate del Bullettino delle Scienze Mediche di Bologna – dal 1829 al 1853.

Il Bullettino delle Scienze Mediche  è l’organo ufficiale della Società Medica Chirurgica di Bologna. E’ stato fondato nel 1829 e secondo solo a “The Lancet” per longevità. Il Bullettino fa parte del patrimonio culturale e storico della Società Medica Chirurgica di Bologna, la più antica associazione medica italiana ancora in attività. Nel corso di quasi 200 anni di storia, sul “Bullettino” sono stati pubblicati articoli di Maestri della Medicina che hanno fatto conoscere alla comunità medica mondiale la vita medica e sanitaria non solo di Bologna ma dell’intera regione, tanto da farne una rivista di eccellenza per la comunicazione nell’ambito della classe medica bolognese e, più in generale, italiana.

Così viene presentata la rivista sul sito dell’Università di Bologna. La porzione attualmente disponibile costituisce dunque una piccola parte del lungo percorso del Bullettino. La serie può essere prolungata consultandolo sull’Emeroteca Digitale della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma che lo rende consultabile on line fino al 1871.

Come ho già detto altre volte (si veda, ma è solo un esempio e ne riparlerò, Entrare “di traverso” nella storia), riviste di questo genere possono (anzi, dovrebbero) interessare non solo gli storici della medicina, ma tutti gli studiosi e appassionati di storia.

Buona navigazione: Bullettino delle Scienze Mediche di Bologna

Una galleria di Europena su un atteggiamento/comportamento: il mansplaining nell’arte

Una tra le moltissime gallerie che settimanalmente ci regala Europeana: il “mansplaining”

Dei progetti che ci regala Europeana mi è capitato di parlare in qualche occasione. L’ho presentata, ovviamente, nella pagina delle Biblioteche Digitali. Ne ho parlato a proposito di Alcuni progetti in rete sulla Prima Guerra Mondiale (dato che alla Grande Guerra ha dedicato un portale ricchissimo: 1914-18 e, al suo interno, Europeana transcribathon) e, occasionalmente, in qualche altra occasione. Ma le sue collezioni sono molte e fornitissime

Mettendoci a disposizione il suo immenso repertorio Europeana ci regala settimanalmente gallerie tematiche. Molto intrigante, almeno dal mio punto di vista – il punto di vista di un profano – è quella che questa settimana si occupa del “mansplaining” nell’arte.

Aggiunto all’Oxford English Dictionary nel 2018, il termine mansplaining si riferisce a comportamenti condiscendenti e sciovinistici, spesso diretti dagli uomini verso le donne, ma l’idea esiste da secoli. Diamo un’occhiata spensierata agli archivi.

Si tratta di una galleria molto interessante che, volendo, può essere messa a confronto con L’histoire par l’image. Un sito per lo studio della storia attraverso le immagini o col materiale proposto da INHA. Una biblioteca digitale per la storia dell’arte oppure, ricercando un po’, con centinaia di migliaia di immagini del Metropolitan Museum.

Non resta che concederci un po’ di svago con Mansplaining in art

Ricettari Manuali di cucina e Gastronomia dell’Ottocento

Alcuni manuali di cucina e ricettari dell’800 per curiosare e, perché no, sperimentare

In questi tempi di ozio forzato lo zapping in tu mi ha fatto scoprire un numero impressionante di programmi di cucina. Sapevo che il tema è di gran moda ma non immaginavo fossero così numerosi.

Pur avendo pubblicato un paio di post sul tema dell’alimentazione – Mettersi a tavola (possibilmente con gusto) e Dal mangiare per vivere al vivere per mangiare… – molto resta ancora da leggere e studiare. Molto resta anche da scoprire on line.

Frugando qui e là ho cercato un po’ di ricettari, libri di ricette ecc. dei secoli scorsi e sono emerse scoperte interessanti.

Possiamo suddividere il materiale in vari modi. Lo si può fare per regioni: Il cuoco milanese e la cuciniera piemontese manuale di cucina indispensabile per ogni ceto di famiglia; Il cuoco maceratese; per il napoletano, Cucina teorico-pratica: col corrispondente riposto ed apparecchio di pranzi e cene, con quattro analoghi disegni, metodo pratico per scalcare, e far servire in tavola, lista di quattro piatti al giorno per un anno intero, e finalmente una cucina casareccia in dialetto napoletano con altra lista analoga di Ippolito Cavalcanti.

Oppure si può scegliere di procedere per temi:  Il cuciniere italiano moderno, ovvero, L’amico dei ghiotti economi e dei convalescenti : opera necessaria pei capi di famiglia che desiderano fare una cucina economica, famigliare, e sana … e per chi vuole imparare l’arte del pasticciere, confetturiere, liquorista e diacciatore (un’opera che pare sia ancora oggi un punto di riferimento); Trattato di cucina, pasticceria moderna, credenza e relativa confettureria di Giovanni Vialardi; il classico di Pellegrino ArtusLa scienza in cucina e l’arte di mangiar bene – oppure per stagioni: La cucina sana, economica ed elegante secondo le stagioni

Su come fare confetture e liquori ce lo spiega Vincenzo Agnoletti nei 2 volumi Manuale del credenziere, confetturiere e liquorista di raffinato gusto moderno; sempre sulle vivande c’è il monumentale L’Apicio moderno, ossia l’arte di apprestare ogni sorta di vivande in 6 volumi di Vincenzo Leonardi (qui è linkato il vol. 1) Per la cucina popolare, ad esempio, abbiamo: La cuciniera universale, ossia L’arte di spendere poco e mangiar bene secondo il metodo delle cucine triestina, milanese, venezianaLa Nuova Cucina Economica: In Cui S’Insegna La Più Facile E Precisa Maniera Di Imbandire Con Raffinato Gusto Ed Economia Qualunque Delicata Mensa Di Ogni Sorta Di Vivande sì di grasso, che di magro Disposta per ordine Alfabetico.  sempre di Vincenzo Agnoletti in 4 volumi (quello linkato è il vol. 2, basta scorrere la pagina verso il basso per trovare gli altri).

Non mancano anche traduzioni di manuali di altre scuole e paesi: La cucina classica studii pratici, ragionati e dimostrativi della scuola francese applicata in servizio alla russa per Urbano Dubois ed Emilio Bernard

Sulle opere che si soffermano sull’alimentazione in tempi di ristrettezze mi sono già soffermato nell’articolo Dal mangiare per vivere al vivere per mangiare…

Altri testi si possono consultare nella Biblioteca Gastronomica della Academia Barilla

Non ci resta che andare a curiosare, consultare e, perché no, sperimentare.

Fonti per la storia delle epidemie: il tifo petecchiale

Una serie di opere tra quelle reperibili on line sull’epidemia di tifo petecchiale del 1817.

In questi tempi quando pensiamo alle epidemie ci viene alla mente immediatamente quella nella quale siamo immersi – Covid 19 o Corona virus – e in secondo luogo, alla peste, che è in qualche modo la “madre” di tutte le epidemie successive (vedi William Naphy Andrew Spicer La peste in Europa e Fonti per la storia della peste, articolo che dovrò aggiornare). Tanto è vero che da allora in poi furono chiamate “pestilenze” le malattie contagiose che mostravano alti gradi di letalità.

Pochi mesi fa, prima dell’esplosione della pandemia di Corona virus, ho pubblicato su una rivista un saggio su un’epidemia di tifo petecchiale nella Legazione Pontificia di Ravenna negli anni 1817-1818. Ho studiato un solo caso tra i molti. Quell’epidemia infatti convolse tutta la penisola, da Milano alla Sicilia.

Dato che alcuni amici – per ingannare il tempo in questo periodo di ozio forzato – mi hanno chiesto di parlarne online, mentre preparo questa “chiacchierata” indico alcune fonti che è possibile reperire on line nelle biblioteche digitali.

Ancora una volta, come ho già detto in altre occasioni (Entrare “di traverso” nella storia), le monografie pubblicate dai medici su questi temi sono importanti non solo per gli storici della medicina o per la ristretta cerchia degli addetti ai lavori, ma contengono informazioni che aprono piste di ricerca su molti altri aspetti: dal clima alla produzione agricola; dalla condizione igienico-sanitaria delle città alle reazioni di fronte all’epidemia delle classi dirigenti governative e locali; dalla situazione ospedaliera alle forme di soccorso e/o reclusioni ecc.

Al di là del valore scientifico – ovviamente oggi del tutto superato – queste opere coeve sono però importanti e, anzi fondamentali, per comprendere non solo lo sviluppo della medicina, ma le singole realtà e il mondo di quell’epoca.

Materiale “grezzo” indubbiamente – fonti appunto – che deve essere vagliato con gli strumenti degli storici, ma utilissimo per la comprensione della nostra storia. Queste “memorie” e relazioni si inseriscono nel filone di “topografie mediche” ampiamente utilizzate di recente da Adriano Prosperi per indagare Un volgo disperso. Contadini d’Italia nell’Ottocento.

Ecco dunque le principali opere che ho trovato. Su Google Libri e Internet Archive se ne trovano parecchie. Un’opera importante per la sua rilevanza nel dibattito tra medici è quella di Giovanni Rasori Storia della febbre petecchiale di Genova negli anni 1799 e 1800, ed alcuni cenni sull’origine della petecchiale

L’elenco delle opere è corposo: Sul tifo petecchiale. Osservazioni del Dott. Palloni per la ToscanaStoria del tifo petecchiale dominante nella provincia mantovana di Carlo Speranza, Raccolta di osservazioni e preservativi contro la febbre petecchiale ossia tifo contagioso per l’UmbriaOsservazioni intorno al morbo petecchiale di Giuseppe Cerri per Milano, sempre per Milano Dimostrazioni medico-filosofiche sulla febbre petecchiale epidemica: e metodo semplice e facile per guarirla prontamente e prevenirla di Luigi Bucellati, Narrazione Dell’Origine, Propagazione, Andamento, Cura, Esito Del Tifo Contagioso Che Ha Regnato Nella R. Citta Di Padova Nelli Primi 8 Mesi Dell’Anno 1817 di Giovanni Maria Zecchinelli per Padova, per Brescia disponiamo di Sull’influenza contagioso-epidemica, nuove ricerche del Dott. Anotonio Bodei e di Saggio di Topografia Statistico-Medica di Menis, per Pernate (NovaraStoria della febbre petecchiale manifestatasi in Pernate negli anni 1817, 1818, 1819, per Taranto Nuovo metodo sul trattamento della febbre petecchiale sporadica contagiosa di Taranto, arricchito di annotazioni e semi della nuova patologia del dottor R. Vinella, per Napoli Trattato di patologia nosologica sulla febbre petecchiale appoggiato alla nuova dottrina medica italiana corredato di osservazioni ed esperienze … del dottor fisico Gennaro Tasca medico in Candela., per Viadana () Ricerche intorno alla provenienza della malattia petecchiale che ha regnato nella comune di Viadana anno 1817, per Pavia Trattato Della Febbre Nosocomiale Carcerale E Rurale ; Tradotto dalla seconda Edizione fatta in Pavia l’anno MDCCXCII., per Genova Sulla febbre nervosa ossia tifo petecchiale riflessioni di Giovanni Battista Jemina, su Pistoia Memoria sull’indole, metodo di cura e preservativi della corrente malattia petecchiale d’un clinico pistojese data in luce dal dott. Luigi Cecchini, ancora sulla Toscana Epistola patologica del dottore Giacomo Barzellotti … sopra la malattia da esso sofferta con riflessioni e dilucidazioni sulla febbre petecchiale contagiosa dominante in quest’anno 1817.

Opere che si incentrano sui provvedimenti adottati sono: Prospetto, nosologico dell’ospitale provisorio nel lazzeretto in Rovigo, destinato alla cura dei tifici nell’anno 1817 di Agostino Gobbetti per Rovigo, Giuseppe Ferrario Statistica medica di Milano dal secolo XV. fino al nostri giorni escluso il militare. Vol 1 eStatistica medica di Milano dal secolo XV. fino al nostri giorni escluso il militare. Vol 2

Sui contagi, sui modi per prevenirli, sui consigli alla popolazione, le opere sono numerose. Mi limito a indicare quelle riguardanti quella epidemia di tifo: Istruzione al popolo sulla corrente epidemia petecchiale del dottor Giacomo Franceschi, G. Paganini Lettera d’un medico di città ad un parroco di campagna sulla febbre petecchiale e sui preservativi contro di essa.

Il tifo petecchiale ha avuto una storia lunga, ben addentro al Novecento e perciò la letteratura medica sull’argomento è amplissima. L’elenco di lavori che ho indicato qui è sicuramente incompleto, ma sufficiente per farsi un’idea di quel che  accadde.

SHARE una piattaforma di libri e riviste

Share, una piattaforma open access per la storia, le materie umanistiche e non solo

Da qualche tempo è attiva SHARE una piattaforma di libri e riviste pubblicate ad accesso aperto dalle università aderenti alla convenzione Universities SHARE (Scholarly Heritage and Access to Research). Lo compongono le Università di Napoli Federico II, Napoli L’Orientale, Napoli Parthenope, Salerno, Sannio e Basilicata.

Il progetto si articola in tre grandi sezioni:

  1. riviste scientifiche (SHARE Journals), sulla piattaforma SeReNa
  2. collane di libri elettronici (SHARE Books), su questa piattaforma FedOABooks
  3. prodotti, dati della ricerca e documentazione storica (SHARE Open Archive), sulla piattaforma EleA.

Per quanto riguarda le opere di storia, il catalogo – ben nutrito – offre opere interessanti che spaziano nei campi più disparati – dalla camorra o la polizia a Napoli, a carteggi, alla rivoluzione russa, al paesaggio, dalle scritture femminili alla musica e altro ancora.

Naturalmente, considerando le università consorziate che hanno dato origine al progetto, molti testi sono incentrati sull’area del Mediterraneo e sull’Italia meridionale.

Tuttavia non si può dire che si tratti di un progetto rispondente a finalità localistiche – tutt’altro. Collegando questa collezione col materiale reperibile in Mediterranea. Ricerche storiche: rivista e Biblioteca digitaleStoria della CampaniaBiblioteca Digitale sulla Camorra il quadro per approfondire si amplia di molto. (Inoltre è possibile esplorare altri percorsi tematici – psicologia, fisica, scienze umane ecc. ecc.).

Dunque non resta che andare a curiosare in: SHARE libri: Storia e scienza della politicaSHARE Riviste

Bodleian Digital Library

Una delle più antiche biblioteche del mondo ha realizzato un progetto di digitalizzazione del proprio sterminato patrimonio veramente impressionante: la Bodleian Digital Library

La Bodleian Digital Library non è una biblioteca digitale incentrata in senso stretto sulla storia contemporanea. Essendo una delle biblioteche più antiche d’Europa, con i sua 12.000.000 di documenti conserva materiale di ogni genere ed epoca.

Da qualche tempo la Bodleian Library ha realizzato un grande progetto di digitalizzazione di parte del suo sterminato patrimonio. Il risultato è un portale incredibilmente ricco che soddisfa curiosità ed esigenze di  ogni genere.

Attualmente sono on line oltre 40 collezioni: manoscritti, mappe, musica, poster, ephemera, fotografie, scienze naturali, collezioni di università e college collegati al progetto, manifesti elettorali, ritratti, dipinti e molto altro ancora.

Si aggiunge così un altro tassello alla pagina delle Biblioteche Digitali che un poco per volta sto proponendo.

Si corre il rischio di “perdersi” nel labirinto di un materiale così vasto, ma la navigazione interna è ben organizzata e strutturata.

Non ci rimane che andare a curiosare in questo splendido portale che è già ora un colosso, ma che il tempo diventerà un patrimonio sterminato. Buona navigazione:  Bodleian Digital Library