Visitare Roma tra Seicento e Ottocento

Andarsene a zonzo per Roma tra il Seicento e l’Ottocento servendosi delle guide per turisti e appassionati d’arte

Avevo in mente di preparare un articolo sulle guide alle città. Se ne trovano molte on line. Dopo la lettura del libro di Attilio Brilli: Il viaggio nella capitale. Torino, Firenze e Roma dopo l’Unità e altri che ho in lettura, mi sono reso conto che la faccenda è molto più complessa di quanto supponessi inizialmente.

Anche se il viaggio per piacere rimase qualcosa ad appannaggio di pochi (per chi vuole può vedere Gran Tour e viaggiare in ItaliaViaggiare nei secoli passati coi fondi della Beic), i gusti dei viaggiatori mutano. Naturalmente, per i secoli qui presi in esame, l’arte giocava – come gioca tutt’ora – un ruolo importante (infatti basta sfogliare, ad esempio, BiASA. Una emeroteca per l’Archeologia e la Storia dell’Arte), ma non vi è solo questo aspetto.

 

 

Ne fa testo, ad esempio, quanto afferma l’autore di una di queste guide, L’antiquario, o sia La guida de’ forestieri pel giro delle antichità di Roma:

È cosa maravigliosa che mentre tanti forestieri continuamente a vedere le antichità di Roma e altre magnificenze di questa città non vi sia stato mai alcuno che abbia pubblicato un libro proprio a soddisfare la loro curiosità Io non intendo di dire non vi sia alcun libro su questo soggetto giacchè so benissimo che ne sono varj benchè in realtà non siano che uno solo essendo copiati l’uno dall’altro. Infatti questi differiscono o nell’ordine o nella lunghezza, tutti i medesimi comuni ragguagli, le medesime inconsistenti osservazioni, le medesime inconvenienti lodi i medesimi errori e tutti mancano di esattezza di brevità di erudizione Per questa ragione risoluto di comporre una piccola opera.

C’è una qualche pretesa in questa prefazione. Se confrontata ad una guida di metà Seicento le indicazioni tutto sommato non sono molto dissimili: Descrittione di Roma antica e moderna: nella quale si contengono chiese, monasterij, hospedali, compagnie, collegij, e seminarij, tempij, teatri, anfiteatri, naumachie, cerchi, fori, curie, palazzi, e statue, librerie, musei, pitture, sculture, & i nomi de gli artefici: indice de’sommi pontefici, imperatori, e duchi: con due copiosissime tavole. Semplicemente il lettore trova nel titolo quanto può trovare all’interno.

Simile è l’Accurata, e succinta descrizione topografica e istorica di Roma moderna di Ridolfino Venuti, più volte ristampata (qui si rimanda al secondo volume dell’edizione del 1767).

Non a caso sono ancora l’arte e l’architettura, e in particolar modo le chiese, a farla da padrone nella Descrizione itineraria di Roma di Giovanni Battista Alberti.

Arricchita di piante dei XV rioni è la La città di Roma, ovvero, succinta descrizione di questa superba città: con due piante generali di essa e de’ XIV rioni di Dominique Magnan, nell’edizione del 1826 ma più volte ristampata anche nel secolo precedente.

La Nuova e succinta descrizione di Roma antica e moderna: e de’ monumenti sacri e profani che sono in essa e nelle sue vicinanze di Francesco Archini, nell’edizione del 1825 presenta la novità di scandire le giornate dei lettori/visitatori in giornate per ottimizzare i tempi.

Con un taglio più turistico, con indicazioni di alberghi, trattorie, bagni ecc. ma anche a piazze, librerie, teatri, feste principali è la Descrizione di Roma e contorni (S. I. A.).

Anche il Vaticano, ovviamente, esercitava una attrazione particolare. Ad esso sono dedicati gli otto volumi di Erasmo Pistolesi: Il Vaticano descritto ed illustrato.

Come si vede si tratta di un materiale composito che può essere utile per capire meglio i gusti delle varie epoche, ma anche per ritrovare informazioni utilizzabili per ricerche di altro genere oppure per semplice piacere di visitare una Roma in parte scomparsa. (Le opere si trovano in Internet ArchiveGoogle libri; le immagini sono consultabili e scaricabili nella Digiteca della Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea di Roma e da Europeana – Art).

Buona lettura.

 

 

I manoscritti di Marcello Oretti su Archiweb

I manoscritti di Marcello Oretti on line su Archiweb. Una fonte preziosa per la storia dell’arte.

Delle iniziative dell’Archiginnasio di Bologna mi è capitato di parlare qualche volta. Nella pagina Lectio Magistralis ho segnalato almeno una delle numerose conferenze che ha realizzato e che organizza.

Anche della  biblioteca digitale dell’Archiginnasio mi è capitato di fare cenno in qualche occasione. I progetti realizzati e disponibili on line sono molti e il ventaglio dell’offerta ampio e variegato. Non può essere diversamente data la ricchezza dei suoi fondi sia librari che documentari.

Proprio in ferimento a questi ultimi, l’ultimo progetto realizzato e già disponibile on line riguarda i manoscritti di Marcello Oretti (1714-1787). Di “nobile condizione”, poté permettersi di dedicarsi alle sue passioni: lettere, arte e disegno. Viaggiò moltissimo raccogliendo notizie sulla storia dell’arte tramite una fitta trama di corrispondenti. Scrisse altrettanto ma non pubblicò nulla, affidando i suoi studi e le sue considerazioni a una corposa collezione di 62 volumi manoscritti – manoscritti che – come si legge nella presentazione

hanno sempre costituito e rappresentano ancora oggi una fonte imprescindibile di notizie non solo sugli artisti bolognesi o che hanno operato a Bologna, ma anche sul patrimonio artistico della città e del territorio bolognese, oltre che delle numerose città italiane da lui visitate.

I manoscritti di Oretti hanno un carattere miscellaneo. Tra quelli relativi alle opere d’arte si ricordano in particolare Pitture nelle chiese di Bologna, Pitture nei palazzi e case nobili di Bologna e Pitture nelli palazzi e case di villa nel territorio bolognese.
Le biografie degli artisti facenti capo alla scuola bolognese sono contenute principalmente in Notizie dei professori del disegno; altre notizie biografiche sono comprese nell’Aggiunta di molti professori di pittura scultura architettura non nominati dall’Orlandi.

Sono inoltre presenti una Raccolta di marche di pittori e scultori, lettere autografe di artisti e committenti dirette a Oretti, oltre a testamenti di artisti, inventari e stime di pitture e disegni, trascrizioni di lapidi sepolcrali, e più in generale diverse miscellanee di notizie artistiche.

Con questo progetto, l’Archiginnasio ci offre dunque l’occasione per approfondire non solo lo studio della Bologna artistica, ma anche di approfondire lo studio dell’arte in generale.

Non resta dunque che indirizzarci alla pagina de I manoscritti di Marcello Oretti con la certezza di accingersi a un viaggio interessante anche grazie alle molte informazioni e indicazioni opportunamente inserite nella pagina a lui dedicata (le quali possono essere arricchite con la voce a lui riservata nel Dizionario Biografico degli Italiani – DBI –  Marcello Oretti DBI).

Buona navigazione.

Riviste d’avanguardia dalla Princenton University

Un interessante progetto della Università di Princenton sulle riviste d’avanguardia

La Princenton University ha realizzato un progetto davvero interessante. Ha reso disponibili on line riviste d’avanguardia europee per oltre 2.000 fascicoli complessivi.

Si tratta del Blue Mountain Project che si concentra su testi poco conosciuti o difficilmente reperibili del periodo tra il 1848 e il 1923. Avremo così a disposizione riviste, periodici, manifesti e altre pubblicazioni che, nel loro insieme, sono alla base dell’emergere della modernità in Europa e nelle Americhe.

Per gli appassionati di storia dell’arte e per coloro che – nei loro studi o nelle letture – la collegano o la integrano in un panorama complessivo, si tratta di uno splendido servizio.

Non resta dunque che andare ad esplorare le 26 riviste d’avanguardia disponibili fino a questo momento sulla maschera di ricerca che facilita l’esplorazione e la ricerca delle riviste stesse: Blue Mountain Project.

Due riviste di storia dell’arte dal Getty Research Insititute

Due riviste miscellanee con una particolare attenzione all’arte

La biblioteca del Getty Research Institute continua a regalarci novità tra i suoi 57.000 libri attualmente digitalizzati su Internet Archive. Di questi, oltre 9.000 sono in lingua italiana.

Armandosi di un po’ di pazienza e con un poco di pratica nell’uso delle griglie interne per selezionare il materiale, è un gran bel viaggiare e curiosare in una biblioteca così fornita.

Sono così emerse due riviste che mi hanno incuriosito. La prima è Poliorama Pittoresco:

Istruire e dilettare nel modo più semplice, più efficace, più sicuro ed a buon mercato per tutti, vedere molte cose, di molti secoli, di molte regioni, di molti uomini; discorrere tutto quanto con utile o con diletto interessar possa le intellettuali e le fisiche facoltà dell’uomo; aggiungere alle descrizioni le grafiche rappresentazioni della cosa in disamina, ecco la divisa dell’opera che presentiamo al pubblico, ecco l’oggetto, il proponimento e lo scopo del nostro Poliorama.

Così si legge nel lungo preambolo al primo numero della rivista. Un progetto editoriale, dunque pensato per il pubblico più ampio. Considerato che la rivista fa la sua comparsa nel 1836 e che all’epoca il tasso di analfabetismo era altissimo in quasi tutti gli stati che componevano la penisola, si può supporre che fosse indirizzata a un pubblico non specialista, ma comunque colto.

Architettura, Arti industriali e meccaniche, Biografia, Curiosità Naturali, Igiene, Instituzioni, Lavori Donneschi, Morale, Poesia, Pittura, Scultura, Storia, Storia Naturale, Viaggi, Vedute e Varietà Letterarie sono le categorie di cui si occupa il Poliorama. Nella biblioteca del Getty Research Institute sono disponibili le annate dal 1836 al 1858/59. Le trovate qui: Poliorama Pittoresco.

La seconda rivista è Natura ed arte: rassegna quindicinale illustrata italiana e straniera di scienze, lettere ed arti. Pubblicata oltre trent’anni dopo la cessazione di Poliorama, essa si presenta al lettore con un indirizzo più ampio:

Ora i nostri tesori naturali ed artistici sono la vera fonte viva della nostra ispirazione, come della nostra fortuna e prosperità. Intorno ad essi si dovrebbe muovere tutta la vita italiana, la vita del pensiero, come il lavoro de’ nostri campi e delle nostre officine. Noi avremo in mira, specialmente, la famiglia italiana, e però cercheremo metterle sottecchi, in particolar modo, le cose belle e le figure nobili del nostro paese […]. Abbiamo dato una forma media, tra la inevitabile gravità del libro, e la non meno inevitabile leggerezza dei fogli volanti, alla nuova Rivista, tentati dalla fortuna grande che in America, in Inghilterra ed in Germania hanno trovato, se accompagnate d’alcuna illustrazione, riviste enciclopediche di formato simile al nostro, e destinate ai salotti eleganti ed alle veglie del focolare domestico. Vorremmo ora dunque, mercè il Natura ed Arte, istruir la famiglia italiana senza tediarla, ed offrirle una lettura vana e piacevole che, di quindicina in quindicina, desse materia a rinnovare nel seno delle nostre famiglie discorsi geniali e non troppo vani. Tali, onesto lettore e gentile lettrice, i nostri intendimenti.

Due riviste miscellanee che tendono a recepire i gusti di una media e della piccola borghesia ancora modesta nel caso del “Poliorama”, più attiva e presente nel secondo caso. In questo senso, l’interesse di queste due pubblicazioni è dato più dai temi e dai gusti. Temi simili in entrambe le riviste, gusti “volgarizzati” semplificati per un pubblico di qualche pretesa. Testate che ci parlano più dei lettori, dei loro gusti e aspettative che delle riviste in quanto tali.

Natura ed arte: rassegna quindicinale illustrata italiana e straniera di scienze, lettere ed arti è disponibile per le annate 1891-1895-96; per le annate successive, fino al 1911, è disponibile nella Biblioteca Digitale Lombarda  Entrambe le riviste possono essere integrate con quelle che ho presentato in BiASA. Una emeroteca per l’Archeologia e la Storia dell’ArteUna miscellanea di riviste d’arte della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.

Buona navigazione.

Una galleria di Europena su un atteggiamento/comportamento: il mansplaining nell’arte

Una tra le moltissime gallerie che settimanalmente ci regala Europeana: il “mansplaining”

Dei progetti che ci regala Europeana mi è capitato di parlare in qualche occasione. L’ho presentata, ovviamente, nella pagina delle Biblioteche Digitali. Ne ho parlato a proposito di Alcuni progetti in rete sulla Prima Guerra Mondiale (dato che alla Grande Guerra ha dedicato un portale ricchissimo: 1914-18 e, al suo interno, Europeana transcribathon) e, occasionalmente, in qualche altra occasione. Ma le sue collezioni sono molte e fornitissime

Mettendoci a disposizione il suo immenso repertorio Europeana ci regala settimanalmente gallerie tematiche. Molto intrigante, almeno dal mio punto di vista – il punto di vista di un profano – è quella che questa settimana si occupa del “mansplaining” nell’arte.

Aggiunto all’Oxford English Dictionary nel 2018, il termine mansplaining si riferisce a comportamenti condiscendenti e sciovinistici, spesso diretti dagli uomini verso le donne, ma l’idea esiste da secoli. Diamo un’occhiata spensierata agli archivi.

Si tratta di una galleria molto interessante che, volendo, può essere messa a confronto con L’histoire par l’image. Un sito per lo studio della storia attraverso le immagini o col materiale proposto da INHA. Una biblioteca digitale per la storia dell’arte oppure, ricercando un po’, con centinaia di migliaia di immagini del Metropolitan Museum.

Non resta che concederci un po’ di svago con Mansplaining in art

La Biblioteca Digitale del Metropolitan Museum

La fornitissima biblioteca digitale del Metropolitan Museum

Pochi giorni fa ho pubblicato un articolo sul Metropolitan Museum indicando la sua collezione di 400.000 immagini liberamente scaricabili. Non sapevo però che il Metropolitan ha anche una fornitissima Biblioteca Digitale.

Si tratta della  Thomas J. Watson Library la quale dispone di

oltre 1.020.000 volumi, tra monografie e cataloghi di mostre, oltre 21.000 titoli periodici e oltre 140.000 cataloghi d’asta e di vendita. Consente inoltre di accedere a una vasta collezione di risorse elettroniche (tra cui numerosi indici, enciclopedie, dizionari, riviste online, banche dati e risorse Internet), lettere autografe e file di ephemera relativi ai singoli artisti e alla storia del Museo.

Numerose le collezioni disponibili e visitabili online. Curiose quelle sui costumi che rimanda a tutta una serie di sotto-collezioni molto ampia e ben fatta. Chi ha letto qui gli articoli sulla moda Periodici e giornali digitalizzati Parte I) dovrebbe tenerla presente. C’è anche una bellissima collezione di manoscritti, arte giapponese e molto altro

Ho scoperto la Biblioteca Digitale del Metropolitan Museum su Internet Archive dove si trovano attualmente più di 6000 libri digitalizzati: cataloghi di mostre e d’asta, monografie, riviste ecc. (per il momento sono solo cinque i libri in italiano).

Pera accedere ai libri su Internet Archive si può andare qui: https://archive.org/details/metmuseumlibraries; per visitare le altre collezioni direttamente sulla biblioteca il link è il seguente: Thomas J. Watson Library.

Buon divertimento.

400.000 immagini dal Metropolitan Museum

Centinaia di migliaia di immagini di ogni genere liberamente scaricabili dal Metropolitan Museum

Probabilmente l’ho già detto altre volte: quando decidono di fare qualcosa – nel bene e nel male – gli americani la fanno in grande. Ne è un esempio questo progetto di digitalizzazione del Metropolitan Museum che ci regala 400.000 immagini.

Ho trovato l’articolo che segnala l’iniziativa – non recentissima ma non fa differenza – sul bel sito Storie dellarte. Un blog di storici dell’arte che ho inserito nella lista dei siti che seguo (nella colonna di destra nella pagina iniziale).

Riprendo quindi, stralciando, dall’articolo:

[Il] Direttore e CEO del Metropolitan Museum of Art di New York, ha annunciato […] che più di 400.000 immagini digitali ad alta risoluzione di opere di pubblico dominio nella collezione del museo americano possono essere scaricate per uso non commerciale – anche in pubblicazioni scientifiche realizzate con qualsiasi media – senza dover richiedere l’autorizzazione del Museo e senza tasse.

Il numero di immagini disponibili, già assai consiederevole, aumenterà con la regolare aggiunta di nuovi file digitali.

Si tratta, secondo Campbell, di una scelta open access con la quale anche il Metropolitan si unisce ad un numero crescente di musei che forniscono l’accesso gratuito alle immagini di opere d’arte di pubblico dominio.

L’iniziativa è denominata Open Access for Scholarly Content (OASC ) e consente di accedere alle immagini d’arte della collezione che il museo ritiene essere di dominio pubblico e prive di ulteriori restrizioni conosciute. Queste immagini sono ora disponibili per uso scientifico con qualsiasi media.

Vi si trova letteralmente di tutto: non solo dipinti, acque forti e disegni: ceramiche, sculture, bottiglie, vestiti, uniformi, pugnali, monete, arti decorative ecc….

La navigazione è resa facile e intuitiva grazie a un elenco di tags incredibilmente ricco. Si può cercare per: genere di materiale, per periodi, località e soggetti. Ad esempio, selezionando Europe, si apre una griglia di tags suddivisa per stati, regioni e città.

Le 400.000 immagini del Metropolitan Museum –  Open Access Artworks  -possono essere messe a confronto con INHA. Una biblioteca digitale per la storia dell’arte.

 

Le collezioni d’arte dell’Acri

Le collezioni d’arte di 60 Fondazioni Casse di Risparmio. Una quantità impressionante di opere da apprezzare.

Da assoluto neofita – e quindi da incompetente – mi sto avvicinando con molta titubanza alla storia dell’arte. Mi sono procurato qualche buon manuale per approfondire un po’ di cose.

Non ho quindi velleità di salire in cattedra, ci mancherebbe altro. Internet però è pieno di progetti e siti dedicati alla storia dell’arte. E che la storia dell’arte abbia molto da dire per comprendere meglio la storia in generale è fuori discussione.

Ho trovato per caso questo progetto – che probabilmente gli appassionati conosceranno da tempo – realizzato dall’Acri (Associazioni di Fondazioni e Casse di Risparmio), che mi sembra molto interessante.

L’azione di tutela e di valorizzazione del patrimonio artistico svolta dalle Fondazioni di origine bancaria affonda le proprie radici nella storica attività filantropica delle Casse di Risparmio. La raccolta di opere d’arte infatti rientra nell’impegno e nell’attenzione promossi dalla dedizione alla salvaguardia e alla conservazione delle diverse identità culturali del nostro paese.

Un “collezionare”, fenomeno peraltro tutto italiano, da intendere [a cui è seguito il progetto] finalizzato al censimento delle collezioni d’arte delle Fondazioni di origine bancaria, con l’obiettivo primario di realizzare la catalogazione delle opere presenti nelle varie raccolte di proprietà delle Fondazioni e costituire una banca dati di informazioni da mettere in rete.

Così si legge nella presentazione dell’Acri. Le fondazioni affiliate sono 60; il numero delle opere d’arte è imprecisato, ma sono moltissime. La ricerca delle stesse è molto semplice. vi sono due possibilità:

Semplice –  si procede con l’inserimento di una sola parola per accedere alle schede che presentano, in qualsiasi campo, la parola digitata. Inserendo la parola “dipinto” compaiono tutte le opere non solo relative alla tipologia, ma anche ad esempio le opere di scultura eseguite in legno dipinto.

Avanzata – con la quale si possono usare più parametri  forma d’interrogazione per ricercare tutte le opere presenti in tutte le collezioni della banca dati.

Direi che una bella sbirciata non può che farci bene. Buona visione: Acri

INHA. Una biblioteca digitale per la storia dell’arte

Mi sono imbattuto quasi casualmente nel sito dell’INHA e della sua biblioteca digitale. INHA è l’acronimo di Institut National d’Histoire de l’Art, un

importante centro di storia dell’arte in Francia [che] riunisce ricercatori e curatori di musei e biblioteche, in complementarità con le istituzioni dedicate a questa disciplina in Francia e nel mondo.
[INHA si pone come ] crocevia vivente della ricerca grazie agli incontri che organizza e alla sua Biblioteca, accoglie studenti e ricercatori di ogni provenienza per arricchire costantemente l’opera d’arte storica in ogni epoca e secondo tutti gli approcci.

Confesso di esserne rimasto colpito. Il sito è ricchissimo e lo presenterò in più puntate. D’altra parte sulla pagina iniziale si possono trovare tutte le informazioni necessarie.

Non da meno è la biblioteca digitale: è suddivisa in sei sezioni: Archivi e manoscritti, Disegni, Stampe, Libri digitalizzati, Fotografie. L’ultima sezione (che in realtà sul sito è la prima) è dedicata alle Novità del mese.

I libri sono oltre 9.000 e il lettore ha a disposizione una griglia dettagliata per suddividere la ricerca in periodi o in soggetti (Arti figurative, Architettura, Archeologia, Guide di Parigi, Giardini ecc.) o per autore. La si usa in modo molto facile e intuitivo.

Quasi 600 i manoscritti, gli autografi e altro materiale d’archivio. Anche in questo caso il materiale è stato suddiviso per argomento o autore. Poco meno di 2000 i disegni e oltre 5.000 le fotografie, anche in queste occasioni suddivise per fondi di artista o argomenti.

Forse ricorderete L’histoire par l’image. Un sito per lo studio della storia attraverso le immagini. Ebbene, INHA e la sua Biblioteca Digitale si integrano a meraviglia col suo materiale e, anzi, lo amplifica e lo dilata nel tempo.

INHA è un progetto che merita di essere seguito con attenzione e (perché no?) imitato. Buona navigazione: INHA Biblioteca Digitale

 

Una miscellanea di riviste d’arte della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma

Decine di Riviste d’arte e di coltura della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma

Come ho già specificato in più di un’occasione, non sono uno storico dell’arte, né uno specialista del ramo. La storia dell’arte però mi interessa e mi affascina, quindi propongo questa miscellanea di riviste d’arte digitalizzate dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e consultabili nella sua Emeroteca.

Riviste post-unitarie fino al fascismo (a volte oltre)

Annuario bibliografico di archeologia e di storia dell’arte per l’Italia (1911-12); Aprutium. Rassegna mensile di lettere e d’arte (1912-1918); Emporium. Rivista mensile illustrata d’arte, letteratura, scienze e varietà (1895-1921); Il Marzocco: periodico settimanale di letteratura e d’arte (1896-1932); L’artista moderno. Giornale d’arte applicata (1912-1943); La critica. Rivista settimanale di arte (1894-1896)

La scuola romana foglio periodico di letteratura e di arte (1882-1887); Natura ed arte. Rivista illustrata quindicinale italiana e straniera di scienze, lettere ed arti (1891-1910); Rassegna bibliografica dell’arte italiana (1898-1916); Vita nuova. Periodico settimanale di letteratura, d’arte e di filosofia (1889-1891).

Ventennio fascista

Arte pura e decorativa. Rivista mensile illustrata, per gli artisti, i collezionisti e per l’incremento dell’arte applicata, diretta da Armando Giacconi (1922-1924); A B C Rivista d’arte (1932-1941), Architettura e arti decorative rivista d’arte e di storia (1921-1929); Africa italiana. Rivista di storia e d’arte (1927-1930 e 1933, 1935, 1940-41), Ars italica. Rivista mensile di letteratura e d’arte (1924-1928),  Ansedonia. Rivista di letteratura ed arte (1938-1940); Arte e restauro rivista illustrata (1937-38); Bollettino d’arte (1931-1938)

Brutium. Giornale d’arte  (1937-1939); Dedalo. Rassegna d’arte  (1920-1933); Il contemporaneo rivista mensile di letteratura e d’arte (1924); Il Vasari. Rivista d’arte e di studi vasariani (1927-1943); L’esame. Rivista mensile di coltura e d’arte (1922-1925); La critica d’arte rivista bimestrale di arti figurative (1942); Le arti rassegna bimestrale dell’arte antica e moderna (1938-1943); Rivista del R. Istituto d’archeologia e storia dell’arte (1929-1942); Vita artistica. Cronache mensili d’arte (1926-1927).

Periodici regionali e di città

Aurea Parma. Rivista di storia, letteratura, arte (1920-1946); Bollettino del Comune di Napoli. Rassegna illustrata di storia, arte, topografia e statistica napoletana (1913-1931); La Diana. Rivista d’arte e vita senese (1926-1934); La panarie. Rivista friulana d’arte e di cultura (1924-1940); La rivista di Livorno. Periodico mensile di letteratura e d’arte (1926); Rassegna abruzzese di storia ed arte  (1897-1900); Rassegna d’arte degli Abruzzi e del Molise (1913-1915);

Rassegna d’arte senese. Bullettino della Società degli amici dei monumenti (1905-1926); Rassegna d’arte umbra (1909-1911); Rassegna emiliana di storia, letteratura ed arte (1888-89); Rivista archeologica dell’antica provincia e diocesi di Como antichità ed arte (1930-1941 e 1946); Rivista di storia, arte, archeologia della provincia di Alessandria. Periodico semestrale della commissione municipale di Alessandria (1892-1942); Viglevanum. Rivista della Società vigevanese di lettere storia ed arte (1909-1914).

Arte sacra e religiosa

Arte cristiana rivista mensile illustrata (1913-1946); Arte sacra rivista trimestrale dell’arte sacra di oggi e di domani (1931-1934); Memorie domenicane rivista di religione, storia, arte (1921-1947); Per l’arte sacra. Rivista bimestrale illustrata (1924-1936).

Gli appassionati e i frequentatori del blog ricorderanno BiASA. Una emeroteca per l’Archeologia e la Storia dell’Arte. Ora abbiamo a disposizione una miscellanea di riviste e periodici che è molto di più di una integrazione.

Buona navigazione.