Arti e mestieri del Settecento

Una fonte (quasi) inesauribile per storici, studiosi (e aspiranti romanzieri). I 18 volumi del Dizionario delle Arti e de’ Mestieri

Alzi la mano chi non si è mai messo di fronte al pc e aperto un foglio di word pensando: “adesso scrivo un romanzo”. Io ne avrò iniziati almeno cinque (e ovviamente non ne ho finiti nessuno…).  Il fatto è che per scrivere romanzi non basta soltanto il talento, occorre tecnica e preparazione. Chi, poi, intenda scrivere un romanzo storico si troverà di fronte a una serie di problemi anche maggiori. Immaginiamo di dover descrivere un pranzo di ricchi aristocratici del 1700: di sicuro le portate erano molto differenti rispetto a quelle di oggi. Bisogna scovarle, documentarsi insomma.

In aiuto agli aspiranti scrittori di romanzi storici viene questo Dizionario di Arti e de’ Mestieri scritto da Francesco Griselini e poi proseguito da Marco Fassadoni.

Come si pescavano le anguille – o come si cucinavano? Come si fabbricava la carta? Quanti tipi ne esistevano? E l’inchiostro? Come si conciavano le pelli o si fabbricava la seta? Come si navigava? – l’autore è un veneziano, impossibile che non trattasse questo argomento. Come si doveva curare un giardino o coltivare un orto? Insomma, chi ha la curiosità di scoprire merci e mestieri di tre secoli fa, questo Dizionario di Arti e de’ Mestieri fa al caso suo.

Un intellettuale impegnato e partecipe

Ovviamente lo scopo degli autori era molto più serio di quanto ho scritto fin’ora. Nella voce Francesco Griselini del Dizionario Biografico degli Italiani Treccani il curatore Paolo Preto (alla quale rimando per approfondimenti e indicazioni bibliografiche) traccia il profilo di un personaggio impegnato e partecipe delle vicende culturali e politiche del suo tempo.

Del resto, già il titolo dell’opera non può non rimandare all’Encyclopédie, ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers di Diderot e d’Alambert. Il Dizionario di Arti e de’ Mestieri si poneva come

silloge di “quanto di migliore da uomini celebri e pieni di patriottismo è stato pubblicato in differenti luoghi e in differenti tempi” in materia d’agricoltura e di industria; l’agricoltura, “industria madre delle arti”, può progredire con l’ausilio dell’attività riformatrice dell’autorità politica, in “una specie di guerra, ove soltanto si vince e si trionfa quando il sovrano qual capo e duce dirige i suoi sudditi, gli animi alle belle ed utili intraprese, e che questi concorrono co’ loro studi e colle loro applicazioni vèr quella meta, cui segna la strada il genio per il ben pubblico, la gloria nazionale e l’interesse comune”

e – come ha scritto uno storico – era “la più chiara enunciazione e il tentativo più organico e volonteroso di mettere la terra veneta a contatto con la spinta del riformismo economico e sociale, l’espressione più sentita e generosa di un’illusione destinata presto a cadere di fronte alla irrimediabile cristallizzazione delle strutture oligarchiche dello stato”.

Ciò che a noi oggi può servire come fonte per studi di storia o come piacevole diletto per soddisfare semplici curiosità ha avuto all’epoca una valenza precisa, almeno negli intenti degli autori.

I 18 volumi del Dizionario di Arti e de’ Mestieri si trova sia digitalizzato dal Getty Research Institute per conto di Internet Archive a questo indirizzo: Dizionario delle Arti e de’ Mestieri, sia su Google libri a questo indirizzo: Dizionario delle Arti e de’ Mestieri (in Google libri).

Andate a curiosare.

Autore: lostoricodelladomenica

Nato a Faenza il 14 maggio 1971. Storico indipendente

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