Attività e sentenze del Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato

La Biblioteca Militare di cui ho parlato in un articolo pubblicato tempo fa: Libri e riviste per approfondire la storia militare rende disponibili on line 24 volumi contenenti le sentenze emesse dal Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato dal 1927 al 1943.

La serie delle pubblicazioni è suddivisa sia per aree geografiche (Libia, Dalmazia) e per annualità. A completamento dell’opera vi sono una Guida alla consultazione, uno Studio statistico e l’Indice alfabetico.

Buona consultazione: Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato


Recensione. Fernanda Alfieri: Veronica e il Diavolo

Parlare di Veronica e il diavolo. Storia di un esorcismo a Roma, ultimo lavoro di Fernanda Alfieri, non è facile. Non lo è perché, benché l’A. sia una storica di professione, questo libro non è esattamente un libro di storia; allo stesso tempo però, Alfieri non ha scritto un romanzo. L’A. è perfettamente consapevole dei limiti della prima e delle libertà del secondo: quelle con cui ha a che fare sono persone, non personaggi; “il romanzo è libero, la storia no” afferma giustamente (p. 12).

Però la storia si può riempire: di odori, colori, sapori, volti, descrizioni, stagioni, strade, carrozze, palazzi, arredi, botteghe, ospedali… Alfieri lo fa basandosi saldamente su fonti e storiografia e prendendo a prestito la penna del romanziere. Arricchisce scenari, riempie spazi, segue i protagonisti. Prende per mano il lettore e lo accompagna a ritroso e in avanti per mezza Europa e oltre. Insieme attraversano eventi decisivi – la Rivoluziona francese – e altri silenti o quasi ma altrettanto fondamentali – l’evoluzione della medicina, la messa al bando e i ritorno dell’ordine dei Gesuiti, per esempio.

Visitiamo la Spagna e Edimburgo, la Russia e l’Inghilterra, Londra e Baltimora, Vienna e Torino, la Galizia e Coblenza, Bologna e Roma. Soprattutto Roma, la Roma dei Papi, dei tempi di splendore e grandezza poi di incertezza e della Restaurazione. La Roma in cui si svolge la vicenda.

Tutto si muove attorno a Veronica Amerani, ultima discendente di una (sfortunata) famiglia di incisori, un tempo in auge e ora decaduta, definita “ossessa”. Che cos’ha Veronica, questa giovane nemmeno ventenne, forse indemoniata. Ma a vent’anni dal Congresso di Vienna non sono più molti quelli disposti a credere nell’opera del maligno. La Compagnia di Gesù ha ripreso da poco a (ri)tessere la propria tela di relazioni e influenze, ma è malandata, scarsa di numero e composta in gran parte di vecchi o giovanissimi. Rientra in scena dopo essere stata osteggiata e bandita da non pochi governi nel secolo precedente, con armi arrugginite e sorpassate. Il progresso – scientifico, medico, culturale -, il grande nemico della Chiesa, ha fatto molta strada ed è sempre più potente. A Bologna la gente non teme più i gesuiti, li prende in giro, ne fa oggetto di scherno. Cosa possono fare i padri di fronte agli stranissimi atteggiamenti di Veronica Amerani?

E se fingesse? Se fosse pazza? O isterica? O se qualcuno le avesse fatto un sortilegio, un maleficio? Nel vagliare le ipotesi l’A. apre scenari immensi: storici, culturali, geo-politici. Fa di quella ragazza il perno di vicende enormi. Ed in effetti è così: che lo vogliamo o no, che ne siamo consapevoli o meno, la storia ci avvolge da ogni parte, ci sballotta, ci travolge, ci impregna, ci condiziona.

Una donna “contro” tutti

Che siano medici o religiosi, tranne la madre, sono tutti uomini quelli che si occupano di Veronica Amerani. Al centro delle loro preoccupazioni e del loro agire, però, non ci sono le sofferenze di una giovane, ci sono questioni di prestigio e di potere: “era in gioco l’onore loro [dei padri gesuiti], della Compagnia di Gesù e di tutta la Chiesa cattolica” (p. 198). Affermazioni simili si potrebbero riferire anche a proposito dei medici: una fase di trapasso quella della medicina che si avvia, non senza titubanze, ripensamenti e cautele a passare dalla medicina antica, degli umori, a quella moderna. Di fronte agli atti inconsulti della giovane, i medici non si azzardano ad andare più in là delle ipotesi.

Prelati, medici, il padre; sono loro che attorniano Veronica, che la prendono d’assedio. Gli sguardi, i gesti, i pensieri, le annotazioni sono tutti maschili. A questi uomini le donne sono profondamente estranee; un mondo sconosciuto in fattezze tentatrici che deve però essere escluso/rinchiuso, controllato, schiacciato. Perciò quella “battaglia”, per loro, è perduta in partenza. Non sono attrezzati a comprendere e capire. Il che non significa che alcuni di loro non indulgano a pena sincera nel vedere la straziante condizione della giovane.

Semplicemente, per loro, per questi uomini, non è lei l’aspetto essenziale della vicenda. Ciò che conta davvero è liberare il suo corpo da un demone, perché se quel corpo sofferente di donna, capace di scatenare un “furore uterino” incoercibile, non guarisse, non significherebbe forse ammettere che la castità a lungo andare fa ammalare e che il desiderio, alla fine, è più forte? Se così fosse allora avrebbero ragione i protestanti, che lasciano perfino i preti liberi di sposarsi. Su quel corpo non si gioca allora la battaglia tra bene e male: si gioca una partita epocale. Che fine farebbe la Chiesa cattolica, fondata su un esercito di celibi?

I documenti e la Storia

Dunque è il potere il vero protagonista di questa storia. Ma come raccontare una storia che ci è arrivata incompleta? Fernanda Afieri ha trovato un manoscritto, il diario di un esorcismo conservato presso l’Archivio centrale della Compagnia di Gesù. Ha scovato altri documenti in altri archivi e ha colmato i vuoti col sostegno di una vasta bibliografia. Ma ha fatto di più, è entrata nella storia: racconta, ragiona ed espone al lettore come se lo stesse accompagnando in una lunga passeggiata. In questo libro l’A. dà prova di saper padroneggiare egregiamente una scrittura “cinematografica”: le descrizioni di paesaggi e ambienti svegliano i sensi: vista, olfatto e tatto in primis: il lettore “sente” l’odore di umidità di Edimburgo in inverno, il sole estivo cocente e implacabile sulla strada che da Roma conduce a Genzano, il freddo della Russia o gli odori – fetidi – che impregnano le lenzuola e la camera di Veronica. Anche la struttura dell’apparato di note è originale.

A un certo punto, leggendo il libro mi sono sorpreso a pensare al “Memoriale del convento” di Saramago, un libro lontanissimo per struttura e scrittura. Ho impiegato un po’ di tempo perché mai mi venisse in mente Saramago. Poi ho capito: Saramago parlava di “infra-storia”, della possibilità di scrivere romanzi partendo da documentazione archivistica e persone realmente esistite: tra le carte e le persone esiste uno spazio che lo scrittore può riempire con la fantasia. Saramago lo fa: trasforma le persone in personaggi e ne inventa di nuovi.

Come ho detto all’inizio, Fernanda Alfieri non segue questa operazione. Basandosi su fonti d’archivio e una solida storiografia ci racconta una storia verosimile, come potrebbero essere andate le cose. A giudicare dal risultato – il libro è scritto veramente bene – l’esperimento è più che riuscito.

Buona lettura.