Zapruder. Storie in movimento

Zapruder Storie in movimento è una delle più belle realtà culturali degli ultimi decenni. Realtà culturale perché non si tratta più – e ormai da parecchio tempo – di una rivista innovativa sia per quel che riguarda i contenuti sia per la grafica (la rivista ha volutamente provocato una rottura profonda con lo stile patinato e classico delle riviste del settore immettendo una grafica variopinta e colorata).

Oggi il progetto di proporsi come

un laboratorio storiografico che intende rompere i confini e le distinzioni tra storia militante e pratica scientifica, tra sapere alto e divulgazione e rimettere in comunicazione luoghi e soggetti diversi attraverso cui si articola la produzione del sapere storico

può dirsi pienamente riuscito. Così come si sta affermando in maniera sempre più convincente l’obiettivo di

essere presenti, di esercitare qualche forma di azione e di iniziativa nel presente. In questa prospettiva, accanto alla critica delle relazioni di potere che caratterizzano la storiografia attuale, riteniamo fondamentale la sperimentazione di nuove pratiche di ricerca e di comunicazione, che smantellino gli atteggiamenti monopolistici dell’accesso alle fonti e alle risorse, il carattere individualistico e solitario del lavoro storico, la finalizzazione della ricerca al mercato accademico, la perdita di dignità della disciplina e di chi è costretto a operarvi in queste condizioni. Vogliamo mettere in campo forme di lavoro intellettuale che si relazionino ai soggetti cui ci rivolgiamo non dall’alto e da lontano, ma dall’interno, tenendo conto di quanto hanno prodotto le ricerche stimolate da soggetti marginali o assenti nella storiografia tradizionale.

Un progetto che sta dentro i movimenti perché ne esercita una critica e allo stesso tempo promuove nuove immagini e nuovi immaginari, segnala alcune priorità e le mette all’attenzione di saperi, scritture, culture diverse facendole parlare tra loro nello spazio pubblico.

Ne è un esempio Zapruder World, alla cui presentazione rimando al link “ufficiale” Una rivista internazionale per la storia del conflitto sociale.

Perciò ben vengano le iniziative del movimento Zapruder. Possiamo seguirle sul loro sito Zapruder. Storie in movimento sul quale possiamo scaricare i numeri della loro rivista, giunta al numero 47.

La rivista si muove essenzialmente per temi e rispecchia la contaminazione culturale annunciata nel loro manifesto dal quale ho stralciato le citazioni. Se non altro per il fatto che anche io mi sono occupato e mi occupo di storia della psichiatria, un tema che sarà molto presente su questo blog (per ora, purtroppo, sono riuscito a recensire soltanto il bel libro di Paolo Giovannini Un manicomio di Provincia. Il San Benedetto di Pesaro (1829-1918)) segnalo il n° 41 Pazza idea. Genere, salute mentale, controllo, ricco di saggi interessanti e di spunti metodologici.

I temi affrontati nei 47 numeri sono veramente tanti e vale davvero concedersi il piacere di leggere. Buona navigazione e buona lettura.

Cordela. Biblioteca digitale valdostana

Anche la Valle D’Aosta si è inserita nel circuito delle biblioteche digitali. Lo ha fatto con un bel progetto, ricco e articolato: Cordela. Biblioteca Digitale valdostana.

Riprendendo dalla presentazione della Biblioteca Digitale,

Cordela è la leggendaria città degli abitanti della conca di Aosta dei millenni precedenti l’arrivo dei Romani. Molti storici locali del passato ne hanno scritto, traendo ispirazione da racconti trasmessi oralmente da centinaia di generazioni e alimentando una sorta di “mito delle origini” che – sappiamo ora – non è del tutto infondato.

La città di Cordela è infatti localizzabile in un sito prossimo all’Augusta Praetoria romana e forse riferibile all’area cultuale di Saint-Martin-de-Corléans, a sua volta figlia di una sorprendente civiltà megalitica, i cui legami di diversa natura con culture transalpine e mediterranee sono ora accertati.

Legami con popoli vicini e terre lontane che Cordela intende riproporre via web, mettendo a disposizione di tutto il mondo collegato alla rete le espressioni della cultura valdostana, nata dall’incontro, nell’avvicendarsi dei secoli, di popoli diversi e consolidatasi nel Medioevo grazie agli scambi con le popolazioni transalpine, nei confronti delle quali le montagne più alte d’Europa non hanno mai rappresentato un ostacolo.

La biblioteca è suddivisa nelle seguenti sezioni: Giornali, Riviste, Libri, Manoscritti e Disegni, Cartografia e Stampe, Manifesti e Grafica.

Il materiale a disposizione è molto anche se non tutto è consultabile on line. Ad esempio, alcuni giornali sono consultabili esclusivamente da postazioni interne alla biblioteca. Ciò nonostante, come dicevo, i fondi digitalizzati sono ricchi. Le principali categorie che ho indicato sono suddivise al loro interno da sotto-sezioni che semplificano la ricerca del lettore.

Per i miei interessi di storico contemporaneista ho trovato particolarmente interessanti i fondi dei Giornali, delle riviste e dei libri. Ma anche le altre sezioni della biblioteca meritano di essere visitate.

Non mi resta che augurarvi buona scoperta e buona navigazione: Cordela. Biblioteca Digitale Valdostana

Caporetto sul web

Le espressioni “è una Caporetto”, “rischiare una Caporetto” e altri simili modi di dire, largamente diffusi nel gergo popolare, sono metafore che rivelano chiaramente quanto la rotta di Caporetto si sia incisa nella memoria civile e nazionale del nostro Paese.

Così comincia la recensione a un libro su Caporetto che ho pubblicato qualche tempo fa su Storia e futuro. Rivista di storia e storiografia on line (se vi interessa la trovate qui: Luca Gorgolini, Fabio Montella, Alberto Preti (a cura di), Superare Caporetto. L’esercito e gli italiani nella svolta del 1917, Unicopli, Milano, 2017.).

I diciannove saggi che compongono il libro sviscerano l’argomento da ogni angolo visuale e quindi ne consiglio caldamente la lettura; ma l’imponenza, la portata e l’importanza di quell’avvenimento sono tali che anche la storiografia di altri Paesi se ne sono occupati o se ne stanno occupando. Nel portale International Encyclopedia of the First World War sono ben 88 gli articoli di specialisti che si occupano del tema. Ovviamente non tutti sono incentrati esclusivamente sull’avvenimento, ma oltre a quelli specifici, ne prendono in esame alcuni aspetti.

Anche Gallica, la biblioteca digitale francese che fa capo alla Biblioteca Nazionale nel suo blog dedica un lungo articolo alla battaglia di Caporetto: Caporetto : 24 octobre-9 novembre 1917. Lo ha curato Emanuela Prosdotti, responsabile delle collezioni di storia riguardanti l’Italia.

L’articolo fa parte di un progetto più ampio riguardante l’Italia nella prima Guerra Mondiale, perciò all’interno dell’articolo il lettore trova molti link di approfondimento.

Su Internet Archive i libri sulla prima Guerra Mondiale sono molti; quelli che però hanno per oggetto Caporetto liberamente scaricabili risultano soltanto due, Dopo Caporetto, di Giuseppe Prezzolini e Da Caporetto alla vittoria di Vittorio Emanuele Orlando. Curiosamente questi libri risultano anche su Europeana, ma da lì non si possono scaricare.

Concludendo, come si vede il materiale per approfondire l’argomento non manca di certo. Buona navigazione e buone letture.

P.S: se trovate materiale interessante segnalatemelo con un commento. Grazie

lo storico della domenica
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